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	<title>Mercato del lavoro Archives - Blog FENEALUIL</title>
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	<description>Federazione Nazionale Lavoratori Edili Affini e del Legno</description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 May 2025 15:31:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mercato del lavoro Archives - Blog FENEALUIL</title>
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	<item>
		<title>Quando si ha diritto al bonus mobili 2025?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/03/11/bonus-mobili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire cos’è il bonus mobili 2025, chi può richiederlo e come funziona. </p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/03/11/bonus-mobili/">Quando si ha diritto al bonus mobili 2025?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>bonus mobili</strong>, o più correttamente <strong>Bonus mobili ed elettrodomestici</strong>, è una misura legata a interventi di <strong>ristrutturazione edilizia su immobili esistenti</strong> che consente ai contribuenti di ottenere una <strong>detrazione fiscale</strong> per le spese sostenute nell&#8217;<strong>acquisto di</strong> <strong>mobili ed elettrodomestici nuovi</strong>, finalizzati all&#8217;arredo di immobili oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, chi intende pianificare una <strong>ristrutturazione edilizia</strong>, o la sta già eseguendo, e desidera <strong>acquistare nuovi mobili e grandi elettrodomestici di migliore qualità</strong>, potrebbe <strong>beneficiare di una detrazione Irpef pari al 50%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo bonus rappresenta <strong>un&#8217;opportunità vantaggiosa per coloro che stanno investendo nella ristrutturazione della propria abitazione</strong>, offrendo al contempo benefici fiscali e un miglioramento tangibile della qualità della vita domestica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire <strong>cos’è il bonus mobili</strong>, <strong>chi può richiederlo</strong> e <strong>come funziona</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il bonus mobili ed elettrodomestici?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>bonus mobili ed elettrodomestici</strong> consiste in una <strong>detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici</strong> destinati ad arredare un <strong>immobile oggetto di ristrutturazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La detrazione, introdotta dall’articolo 16, comma 2, del <a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&amp;id=%7b99463CA3-764B-414F-98AD-0966910B58C2%7d&amp;codiceOrdinamento=200001600000000&amp;articolo=Articolo%2016" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.L. n. 63/2013</strong></a>, <strong>è stata prorogata dalla legge di bilancio 2025 (legge n. 207/2024), applicandola quindi anche alle spese sostenute nel 2025</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, si tratta di una <strong>detrazione del 50% sull’importo speso</strong>, entro dei limiti massimi fissati per legge che andremo ad elencare più avanti nel corso dell’articolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Condizioni per l&#8217;accesso al bonus mobili 2025</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, per poter <strong>usufruire di questa detrazione</strong> è fondamentale rispettare alcune <strong>condizioni</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>gli acquisti devono riguardare <strong>mobili e grandi elettrodomestici </strong>di <strong>classe non inferiore alla classe A per i forni</strong>, alla <strong>classe E per lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie</strong>, e alla <strong>classe F per frigoriferi e congelatori</strong>;</li>



<li>questi acquisti devono essere <strong>collegati a un intervento di ristrutturazione edilizia</strong> iniziato a partire dal <strong>1° gennaio dell&#8217;anno precedente a quello dell&#8217;acquisto dei beni</strong>;&nbsp;</li>



<li>l&#8217;agevolazione è valida per gli <strong>acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2025</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, ricapitolando, <strong>è possibile usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici </strong>solo in presenza di <strong>interventi di ristrutturazione</strong> e per l’acquisto di <strong>prodotti che rispondano a specifiche caratteristiche tecniche</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ripartizione della detrazione e limiti di spesa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso degli anni <strong>il valore del bonus si è progressivamente ridotto</strong>; come si legge sul <a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/aree-tematiche/casa/agevolazioni/bonus-mobili-ed-elettrodomestici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><strong><a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/bonus-mobili/infogen-bonus-mobili-cittadini" target="_blank"><strong>sito dell’Agenzia delle Entrate</strong></a></strong>, infatti, si è passati da un <strong>tetto di spesa </strong>su cui calcolare la detrazione pari a 8.000 euro per il 2023 e di<strong> 5.000 euro per il 2024</strong> e il 2025, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>detrazione del 50%</strong> deve essere ripartita in <strong>10 rate annuali</strong> di pari importo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Documentazione necessaria e data di inizio lavori</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Citando la <strong>guida redatta dall’Agenzia delle Entrate</strong> dedicata al bonus mobili ed elettrodomestici:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di recupero del patrimonio edilizio siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.”</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa vuol dire? Che per poter<strong> usufruire del bonus mobili 2025</strong> è cruciale che<strong> la data di inizio dei lavori di ristrutturazione sia antecedente </strong>a quella in cui sono <strong>sostenute le spese per l&#8217;acquisto di mobili ed elettrodomestici</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>data di avvio dei lavori</strong> può essere dimostrata attraverso <strong>abilitazioni amministrative</strong>, <strong>comunicazioni</strong> richieste dalle norme edilizie o <strong>dichiarazioni sostitutive</strong> di atto di notorietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Detto questo, <strong>l’inizio dei lavori potrebbe non coincidere con il pagamento delle prime spese destinate agli stessi</strong>, perché, magari, si sono ottenute le autorizzazioni necessarie ma non si è ancora eseguito alcun lavoro. In tal caso, <strong>l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici potrebbe precedere le spese per la ristrutturazione</strong>, senza in alcun modo inficiare l’usufrutto dell’incentivo fiscale.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Beneficio per lavori su unità immobiliari multiple</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se si stanno eseguendo <strong>lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari</strong>, è possibile <strong>godere del beneficio più volte</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;importo massimo di spesa si riferisce a ciascuna unità abitativa </strong>oggetto di ristrutturazione, offrendo al contribuente un vantaggio significativo in termini di detrazione fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i prodotti acquistabili?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo spiegato che, in presenza di lavori di ristrutturazione, è possibile <strong>accedere a una detrazione del 50%</strong>, entro il limite di 5.000 euro per il 2025, delle <strong>spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma <strong>quali sono le spese ammesse?</strong> Ecco una tabella dell’Agenzia delle Entrate in cui si specifica quali sono i <strong>prodotti per il cui acquisto è possibile richiedere il bonus mobili</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="325" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/12/bonus-mobili-2024.jpg" alt="bonus mobili " class="wp-image-3723" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/12/bonus-mobili-2024.jpg 800w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/12/bonus-mobili-2024-480x195.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Modalità di pagamento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo che per avere la detrazione occorre <strong>effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito</strong>. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate</strong>, a patto che la società che eroga il finanziamento paghi la somma prevista con le stesse modalità tracciabili di cui sopra e che il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si raccomanda, quindi, di conservare i seguenti documenti:&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ricevuta del bonifico;</li>



<li>ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);</li>



<li>documentazione di addebito sul conto corrente;</li>



<li>fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutti i dettagli, consigliamo la <strong>consultazione della guida dell’Agenzia delle Entrate</strong>, disponibile <a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/d/guest/guida-bonus-mobili_2025" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>qui</strong></a>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti sul Bonus Mobili 2025</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella summenzionata guida elaborata dall’Agenzia delle Entrate è presente anche una <strong>lista di domande frequenti sul bonus mobili 2025</strong>, con relative risposte.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per completezza, quindi,<strong> riportiamo di seguito queste domande</strong>.&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Posso usufruire del bonus mobili se ho effettuato interventi di riqualificazione energetica?</strong> No, se hai beneficiato della detrazione del 65% per interventi di risparmio energetico, come l&#8217;installazione di pannelli solari o la sostituzione di impianti di climatizzazione, non puoi ottenere il bonus mobili.</li>



<li><strong>Posso ottenere il bonus acquistando mobili ed elettrodomestici all&#8217;estero? </strong>Sì, è possibile ottenere il bonus anche per acquisti effettuati all&#8217;estero, purché tu abbia tutta la documentazione richiesta dalla legge e segua le stesse procedure previste per gli acquisti in Italia.</li>



<li><strong>La sostituzione della caldaia mi permette di accedere al bonus mobili?</strong> Sì, la sostituzione della caldaia è considerata un intervento di <em>&#8220;manutenzione straordinaria&#8221;</em> e, se comporta un risparmio energetico rispetto alla situazione precedente, dà diritto al bonus mobili.</li>



<li><strong>Cosa succede al bonus in caso di decesso del contribuente? </strong>In caso di decesso del contribuente, gli eredi non possono usufruire delle quote residue del bonus mobili. La detrazione non è trasferibile.</li>



<li><strong>Come devo pagare per usufruire del bonus? </strong>I pagamenti per l&#8217;acquisto di mobili ed elettrodomestici devono essere effettuati tramite bonifico, carte di credito o debito. Il bonifico non è soggetto a ritenuta se non si utilizza quello specifico per le spese di ristrutturazione edilizia.</li>



<li><strong>Posso richiedere il bonus mobili se ho acquistato un box pertinenziale? </strong>No, gli interventi per la realizzazione di box o posti auto pertinenziali non danno diritto al bonus mobili, anche se hai usufruito della detrazione Irpef del 50% per la loro costruzione.</li>



<li><strong>Se il mio scontrino non riporta il codice fiscale, posso comunque avere il bonus?</strong> Sì, uno scontrino senza codice fiscale è valido per la detrazione se indica la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati e se è riconducibile al titolare della carta di pagamento.</li>



<li><strong>Entro quanto tempo devo acquistare i mobili e gli elettrodomestici dopo i lavori di ristrutturazione? </strong>Puoi acquistare i beni agevolati entro il 31 dicembre 2025. Non c&#8217;è un vincolo temporale tra la fine dei lavori e l&#8217;acquisto, ma i lavori devono essere iniziati almeno il 1° gennaio dell&#8217;anno precedente a quello dell&#8217;acquisto.</li>



<li><strong>Se divido una casa in due appartamenti, il limite di spesa per il bonus raddoppia? </strong>No, se una vecchia abitazione viene divisa in due appartamenti a seguito di ristrutturazione, il limite di spesa per il bonus mobili non si raddoppia. Il limite si basa sulle unità immobiliari censite in catasto all&#8217;inizio dei lavori.</li>



<li><strong>Posso avere il bonus se ho pagato solo gli oneri di urbanizzazione? </strong>Sì, puoi usufruire del bonus mobili anche se hai pagato solo gli oneri di urbanizzazione relativi all&#8217;intervento di recupero del patrimonio edilizio.</li>



<li><strong>Quali elettrodomestici rientrano nel bonus? </strong>Per individuare i grandi elettrodomestici ammessi alla detrazione, si fa riferimento all&#8217;Allegato II del decreto legislativo n. 49/2014, che include:
<ol class="wp-block-list">
<li>grandi apparecchi di refrigerazione (frigoriferi, congelatori);</li>



<li>lavatrici, lavasciuga e asciugatrici;</li>



<li>lavastoviglie;</li>



<li>apparecchi per la cottura (piani cottura, stufe elettriche, forni, forni a microonde);</li>



<li>apparecchi elettrici di riscaldamento (radiatori elettrici);</li>



<li>ventilatori elettrici;</li>



<li>apparecchi per il condizionamento.</li>
</ol>
</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>Il settore delle Costruzioni in Italia: trainante ma sempre a rischio</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/01/09/settore-costruzioni-italia-trainante-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 15:49:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4608</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le Costruzioni sono fondamentali per l'economia italiana, ma hanno un alto tasso di infortuni e malattie professionali. Approfondiamo.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/01/09/settore-costruzioni-italia-trainante-rischio/">Il settore delle Costruzioni in Italia: trainante ma sempre a rischio</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le Costruzioni sono un settore fondamentale per l&#8217;economia italiana</strong>, ma al contempo presentano un<strong> elevato tasso di infortuni e malattie professionali</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.inail.it/portale/it/inail-comunica/news/notizia.2024.12.costruzioni-nel-nuovo-numero-di-dati-inail-il-focus-su-un-settore-trainante-dell-economia-italiana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>nuovo numero di Dati Inail</strong></a>, periodico curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, pubblicato a novembre 2024, mette in luce questa criticità, evidenziando come, a fronte di un valore aggiunto pari a circa 100 miliardi di euro nel 2023, <strong>le Costruzioni si confermino uno dei comparti con il più alto numero di infortuni</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo nell’anno scorso, infatti, sono stati denunciati<strong> 43.480 infortuni, di cui 202 mortali</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza sul lavoro è un tema cruciale e l&#8217;analisi dei dati INAIL fornisce<strong> informazioni preziose per la prevenzione e la tutela dei lavoratori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il settore delle Costruzioni in numeri</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come accennato,<strong> le Costruzioni si confermano un pilastro fondamentale dell&#8217;economia italiana</strong>. Nel 2023, il <strong>valore aggiunto</strong> del comparto ha raggiunto circa <strong>100 miliardi di euro</strong>, segnando un significativo <strong>aumento del 42% rispetto al 2019 e del 50% rispetto al 2015</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="941" height="645" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-8.png" alt="grafico andamento settore costruzioni" class="wp-image-4616" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-8.png 941w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-8-480x329.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 941px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati testimoniano una <strong>forte ripresa del Settore dopo la stasi del periodo pre-pandemico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analizzando i dati del 2022, <strong>l&#8217;ISTAT ha registrato 537.886 imprese attive, di cui quasi il 95% con meno di 10 addetti</strong>. Lo stesso anno, il <strong>numero di addetti medi annui si è attestato a 1.572.885</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="640" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-1-1024x640.png" alt="grafico andamento settore costruzioni" class="wp-image-4609" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-1-1024x640.png 1024w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-1-980x613.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-1-480x300.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dati più recenti, provenienti dalla Contabilità Nazionale, mostrano che <strong>nel 2023 le Costruzioni hanno impiegato 1,7 milioni di unità di lavoro annue (ULA)</strong>, con un totale di oltre<strong> 3,3 miliardi di ore lavorate</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi valori sono significativamente superiori rispetto al 2019: <strong>le ULA sono cresciute del 23% e le ore lavorate del 25%</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="778" height="529" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-2.png" alt="grafico andamento settore costruzioni" class="wp-image-4610" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-2.png 778w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-2-480x326.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 778px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Infortuni sul lavoro</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante una legislazione specifica e gli sforzi di enti e istituzioni per migliorare la sicurezza, <strong>le Costruzioni rimangono uno dei Settori più rischiosi in Italia</strong>. Nel 2023 sono stati denunciati<strong> 43.480 infortuni</strong>, con un <strong>calo del 2,6% rispetto all&#8217;anno precedente</strong>, e <strong>i casi mortali sono stati 202, nove in meno rispetto al 2022</strong>. Numeri in diminuzione, dunque,<strong> ma comunque troppi e non accettabili</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1029" height="653" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-3.png" alt="grafico andamento settore costruzioni" class="wp-image-4611" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-3.png 1029w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-3-980x622.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-3-480x305.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1029px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Escludendo gli incidenti in itinere, <strong>le Costruzioni occupano il terzo posto per numero di infortuni</strong> nella gestione assicurativa Industria e servizi, con <strong>39.305 denunce</strong>. Tuttavia, <strong>il Settore detiene il primato per i casi mortali, con 176 denunce</strong>, seguito da Trasporto e magazzinaggio (125) e Manifatturiero (111).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 57,4% delle denunce di infortunio (22.569) si concentra nel Nord Italia</strong>, con Lombardia (15,3%), Emilia Romagna (11,9%) e Veneto (11,6%) in testa. Circa il<strong> 30% dei lavoratori infortunati sono stranieri</strong>, a conferma dell&#8217;<strong>alta percentuale di </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2024/09/23/manodopera-straniera-costruzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>manodopera non italiana impiegata nel Settore</strong></a>. La<strong> fascia di età più colpita è quella tra i 40 e i 59 anni</strong>, con il 53,9% degli infortuni e il 56,3% dei casi mortali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Malattie professionali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all&#8217;alto numero di infortuni, <strong>il Settore registra anche un preoccupante aumento delle malattie professionali</strong>. Le<strong> patologie denunciate nel 2023 sono state 12.950</strong>, pari al 21,4% del totale dell&#8217;Industria e dei servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dato conferma un <strong>trend in crescita già osservato nel quinquennio 2019-2023</strong>, con un<strong> incremento del 42,3% rispetto al 2019</strong> <strong>e del 23,9% rispetto al 2022</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1049" height="423" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-4.png" alt="grafico andamento settore costruzioni" class="wp-image-4612" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-4.png 1049w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-4-980x395.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-4-480x194.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1049px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le malattie muscolo-scheletriche, in particolare, sono di gran lunga le più frequenti</strong>, rappresentando <strong>il 75,3%</strong> dei casi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta principalmente di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>disturbi dei tessuti molli:</strong> sindrome della cuffia dei rotatori, epicondilite, lesioni alla spalla;</li>



<li><strong>dorsopatie:</strong> problemi ai dischi intervertebrali, ernie;</li>



<li><strong>artropatie:</strong> lesioni al menisco, artrosi del ginocchio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Altre patologie denunciate includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>malattie del sistema nervoso</strong> (10,5% dei casi), con la sindrome del tunnel carpale in testa;</li>



<li><strong>malattie dell&#8217;orecchio</strong> (9,6%), principalmente ipoacusia da rumore e sordità;</li>



<li><strong>tumori </strong>(1,0%), soprattutto a carico dell&#8217;apparato respiratorio, mesoteliomi e tumori della cute;</li>



<li><strong>malattie respiratorie</strong> (1,5%), tra cui le patologie croniche delle basse vie respiratorie e quelle causate da agenti esterni come l&#8217;asbestosi.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1305" height="607" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-7.png" alt="grafico andamento settore costruzioni" class="wp-image-4615" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-7.png 1305w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-7-1280x595.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-7-980x456.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-7-480x223.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1305px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Centro Italia</strong> è l&#8217;area geografica con il <strong>maggior numero di denunce di malattie professionali</strong> (5.272), seguito da Sud (3.237), Nord-Est (2.062), Isole (1.407) e Nord-Ovest (972). La <strong>Toscana</strong> (2.199 denunce) e le <strong>Marche</strong> (1.739) sono <strong>le regioni con il più alto numero di casi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="928" height="540" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-5.png" alt="grafico andamento settore costruzioni" class="wp-image-4613" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-5.png 928w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-5-480x279.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 928px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche<strong> tra i lavoratori stranieri si registra un aumento delle denunce di malattie professionali</strong>: dai 852 casi del 2022 si è passati ai <strong>1.094 del 2023</strong>, con un incremento del <strong>28,4%</strong>.<strong> L&#8217;aumento più significativo riguarda i lavoratori extracomunitari</strong>, con un <strong>+70,9%</strong> nel quinquennio 2019-2023 e un <strong>+30,2%</strong> nel biennio 2022-2023.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1032" height="392" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-6.png" alt="grafico andamento settore costruzioni" class="wp-image-4614" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-6.png 1032w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-6-980x372.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2025/01/grafico-6-480x182.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1032px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fattore umano nei cantieri</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La crescente attenzione verso la sicurezza sul lavoro nelle Costruzioni si concentra sempre di più sul <strong>fattore umano</strong>, riconoscendone il <strong>ruolo cruciale nella prevenzione degli infortuni</strong>. Uno studio INAIL, condotto su un campione di lavoratori di micro e piccole imprese edili di Roma e provincia, ha analizzato due aspetti chiave: la <strong>percezione del rischio </strong>e il<strong> time management</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio ha evidenziato come <strong>la corretta gestione del tempo sia un fattore determinante</strong>: una<strong> buona programmazione del lavoro</strong> <strong>riduce significativamente gli imprevisti</strong>, e oltre l&#8217;80% dei lavoratori intervistati ha dichiarato di disporre di supporti operativi adeguati per gestire e controllare i processi di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, <strong>emergono anche criticità legate alla percezione del rischio:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la maggior parte dei lavoratori lamenta <strong>tempi stretti per la realizzazione delle opere</strong> e la necessità di <strong>svolgere più compiti contemporaneamente</strong> <strong>per rispettare le scadenze</strong>, con conseguente aumento del rischio di incidenti;</li>



<li><strong>la valutazione delle cause di eventuali ritardi non è sempre costante e sistematica</strong>, compromettendo la pianificazione e l&#8217;ottimizzazione dei tempi di lavoro;</li>



<li><strong>il 68% del campione ha più di 41 anni</strong>: il <strong>fattore età</strong>, in un Settore fisicamente impegnativo come quello delle Costruzioni, può influenzare le capacità lavorative e aumentare il rischio di infortuni;</li>



<li><strong>il multitasking</strong>, ovvero svolgere più attività contemporaneamente, <strong>richiede un maggiore sforzo cognitivo e incrementa il carico di lavoro mentale</strong>, con possibili ripercussioni sulla performance e sulla sicurezza;</li>



<li><strong>le interruzioni del flusso di lavoro e le distrazioni</strong> possono portare non solo a un aumento del rischio di incidenti, ma anche a uno spreco di tempo e a frustrazione nei lavoratori.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio suggerisce la necessità di <strong>adottare strategie mirate per mitigare questi rischi</strong>, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>age management:</strong> strategie per <strong>contenere gli effetti negativi dell&#8217;invecchiamento </strong>e valorizzare le competenze acquisite con l&#8217;esperienza;</li>



<li><strong>strategie cognitive: </strong>per prevenire gli effetti negativi del multitasking e delle interruzioni. Ad esempio, l&#8217;utilizzo di check-list, strumenti di alert per il controllo dei processi di lavoro e una suddivisione dei compiti che tenga conto dei tempi effettivi di realizzazione;</li>



<li><strong>promozione della collaborazione tra datore di lavoro e lavoratori</strong>, e tra i lavoratori stessi, attraverso riunioni e discussioni di squadra, per individuare e risolvere le criticità e migliorare la gestione del cantiere.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il <strong>time management</strong>, emerge la necessità di <strong>strutturare l&#8217;utilizzo di strumenti di gestione del tempo</strong>, come la lista dei compiti, e di sensibilizzare i lavoratori sui vantaggi di una pianificazione efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio propone inoltre di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sistematizzare gli strumenti di time management </strong>utilizzati nella ricerca e diffonderli attraverso <strong>percorsi formativi</strong>, per promuovere lo scambio di conoscenze tra i lavoratori;</li>



<li><strong>raccogliere e analizzare dati sulle aree investigate</strong> (percezione del rischio e time management) e sulle loro correlazioni con i dati anagrafici dei lavoratori, per ottenere <strong>una panoramica completa sul Settore e individuare azioni di miglioramento per la sicurezza</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Come rilevato da Giuseppe Rosci, uno dei professionisti che ha collaborato alla stesura del report, <em>“è emersa quindi in modo chiaro l’importanza di stimolare nei lavoratori la consapevolezza rispetto ai vantaggi che una gestione del tempo efficace potrebbe dare loro, con conseguenti vantaggi anche per l’impresa”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stefano Costa</strong>, Segretario Nazionale di FENEALUIL e responsabile per la salute e sicurezza sul lavoro, <strong>ha dichiarato:&nbsp;</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Per fermare questa drammatica scia di sangue è necessario un impegno collettivo in cui ognuno faccia la sua parte. Per questo, durante gli ultimi Stati Generali su salute e sicurezza promossi dalla Camera dei Deputati, abbiamo proposto l’istituzione di un Tavolo permanente che affronti in maniera sistematica queste tematiche. Per migliorare le condizioni nei luoghi di lavoro occorre investire in innovazione, introducendo nuove tecnologie che favoriscano la riduzione dei rischi, e responsabilizzare i lavoratori con una formazione continua e di qualità. </em><br><em>Tuttavia, la cultura della sicurezza non può esistere senza un ruolo attivo della rappresentanza: RLS e RLST devono essere parte integrante di ogni processo volto a garantire ambienti di lavoro più sicuri. <br>Parallelamente, è fondamentale intensificare i controlli e limitare il ricorso al subappalto a catena, che spesso genera situazioni di irregolarità alla base di numerosi incidenti. In questo contesto, la bilateralità del Settore rappresenta un pilastro da difendere e valorizzare: un sistema che, da oltre un secolo, assicura ai lavoratori edili prestazioni, tutele e diritti fondamentali, che altrimenti non avrebbero, contribuendo a ridurre drasticamente lavoro nero e illegalità.</em><br><em>Infine, è necessario difendere i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, che costituiscono uno strumento irrinunciabile per garantire stabilità e protezione. Senza di essi, lavoratrici e lavoratori sarebbero esposti a ricatti e a condizioni di vulnerabilità che li metterebbero ulteriormente a rischio”.</em></p>
</blockquote>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa prevede il nuovo regolamento europeo sui prodotti da costruzione (CPR)</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/12/16/nuovo-regolamento-europeo-prodotti-costruzione-cpr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 14:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4522</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cerchiamo di capire cosa cambia con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sui prodotti da costruzione (CPR).</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>scorso 5 novembre 2024 il Consiglio Europeo ha adottato il </strong><a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2024-0188_IT.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>nuovo Regolamento europeo sui prodotti da costruzione (CPR)</strong></a>, approvato il 10 aprile, che aggiorna la legislazione del 2011 e la cui pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea (GUUE) è attesa a breve. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa revisione si inserisce nel contesto del <strong>Green Deal europeo </strong>e del <strong>piano d&#8217;azione per l&#8217;economia circolare</strong>, con l&#8217;obiettivo di promuovere un&#8217;Edilizia più sostenibile e circolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Settore riveste un ruolo di primaria importanza nell&#8217;economia europea</strong>, contribuendo in modo significativo al PIL e all&#8217;occupazione. <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/11/05/building-materials-council-adopts-law-for-clean-and-smart-construction-products/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo quanto riportato sul sito del Consiglio Europeo</a>, infatti, il Comparto <strong>vale il 5,5% del PIL</strong>, con<strong> 25 milioni di persone impiegate in oltre 5 milioni di imprese</strong>, di cui 430.000 imprese con un fatturato di 800 miliardi di euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il CPR si pone come strumento fondamentale per <strong>armonizzare le norme per la commercializzazione dei prodotti da costruzione</strong>, facilitando la libera circolazione all&#8217;interno del mercato unico e riducendo gli oneri amministrativi per le imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo principale è quello di <strong>migliorare la sicurezza, la sostenibilità e l&#8217;innovazione nell’Edilizia</strong>, a beneficio sia degli operatori economici che dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire<strong> cosa cambia con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sui prodotti da costruzione (CPR)</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le novità introdotte dal CPR 2024</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Regolamento Europeo sui Prodotti da Costruzione (CPR) introduce diverse importanti <strong>novità rispetto alla legislazione precedente del 2011</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamole insieme.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Definizione di </strong><strong><em>&#8220;prodotto da costruzione&#8221;</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il<strong> nuovo CPR amplia la definizione di </strong><strong><em>&#8220;prodotto da costruzione&#8221;</em></strong>, includendo ora qualsiasi elemento fisico, <strong>compresi i prodotti realizzati con la stampa 3D</strong>, destinato a essere incorporato permanentemente nelle opere di costruzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Sostenibilità ambientale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo regolamento pone grande <strong>enfasi sulla sostenibilità ambientale</strong>, introducendo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>l’obbligo di informazioni ambientali: </strong>i produttori dovranno fornire dettagli sull&#8217;impatto ambientale e climatico del prodotto, valutato lungo tutto il ciclo di vita, da includere nella dichiarazione di prestazione;</li>



<li><strong>un nuovo sistema VVCP 3+: </strong>questo sistema è volto a valutare e verificare la costanza della prestazione dei prodotti da costruzione in relazione alle caratteristiche essenziali riguardanti la sostenibilità ambientale;</li>



<li><strong>classi di prestazione per le prestazioni ambientali: </strong>esse dovrebbero riflettere accuratamente la diversità dei prodotti e il loro stato dell&#8217;arte e consentire di identificare con precisione i prodotti più rispettosi dell&#8217;ambiente;</li>



<li><strong>incentivi per prodotti a elevate prestazioni ambientali: </strong>il regolamento prevede l’obbligo per gli Stati membri di attuare incentivi per prodotti con le migliori prestazioni ambientali;</li>



<li><strong>appalti pubblici verdi (GPP):</strong> la norma introduce requisiti minimi obbligatori di sostenibilità ambientale per i prodotti da costruzione utilizzati negli appalti pubblici a partire dalla fine del 2026;</li>



<li><strong>definizione di </strong><strong><em>&#8220;stato dell&#8217;arte&#8221;</em></strong><strong>: </strong>il regolamento definisce lo <em>&#8220;stato dell&#8217;arte&#8221;</em> come il modo più efficace e avanzato per conseguire un determinato obiettivo, o un modo che si avvicina a quello più efficace e avanzato, o un modo che è attualmente possibile applicando le tecnologie comuni, indipendentemente dal fatto che sia o meno la soluzione tecnologicamente più avanzata.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Passaporto digitale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle novità più rilevanti è l&#8217;introduzione del <strong>passaporto digitale per i prodotti da costruzione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo strumento conterrà:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>dichiarazione di conformità;</li>



<li>informazioni sulla sicurezza;</li>



<li>indicazioni sull&#8217;uso consentito;</li>



<li>prestazioni ambientali;</li>



<li>dati utili per il futuro riciclo</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>passaporto digitale</strong> sarà interoperabile con i sistemi di modellizzazione delle informazioni sugli edifici (BIM) e resterà disponibile per 25 anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Digitalizzazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nuovo CPR promuove la digitalizzazione</strong>, consentendo ai produttori di pubblicare le dichiarazioni di conformità dei prodotti su siti web, a condizione che siano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>in formato non modificabile;</li>



<li>facilmente accessibili;</li>



<li>sempre aggiornate;</li>



<li>disponibili nelle diverse lingue degli stati di commercializzazione.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Stampa 3D</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo regolamento introduce una <strong>disciplina specifica per i prodotti stampati in 3D</strong>. Come accennato, questi prodotti sono ora inclusi nella definizione di <em>&#8220;prodotto da costruzione&#8221;</em> e sono state <strong>definite le responsabilità per il soggetto che fabbrica un prodotto utilizzando la stampa 3D</strong>, equiparandole a quelle previste per i produttori tradizionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6. Portale dei reclami</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>nuovo CPR prevede l&#8217;istituzione di un portale</strong> presso la Commissione Europea per <strong>raccogliere reclami e segnalazioni</strong> <strong>sui prodotti non conformi</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le autorità nazionali coordineranno eventuali interventi per garantire il rispetto delle nuove norme.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>7. Disposizioni transitorie</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il CPR 2024 prevede <strong>disposizioni transitorie per garantire un passaggio graduale alla nuova normativa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra queste, troviamo le seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>validità delle <strong>norme armonizzate</strong> e dei documenti di valutazione europei esistenti fino al loro ritiro o abrogazione;</li>



<li>possibilità di <strong>continuare a immettere sul mercato prodotti conformi al regolamento del 2011</strong> per un periodo di tempo limitato;</li>



<li><strong>graduale introduzione delle nuove specifiche tecniche armonizzate</strong>, con la possibilità per gli operatori economici di applicare volontariamente il nuovo regolamento in anticipo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, <strong>il nuovo CPR introduce diverse importanti novità che mirano a:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rafforzare la sicurezza dei prodotti da costruzione;</li>



<li>promuovere la sostenibilità ambientale del Settore edile;</li>



<li>favorire l&#8217;innovazione e la digitalizzazione;</li>



<li>semplificare la circolazione dei prodotti nel mercato unico europeo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I requisiti di base delle opere di costruzione nel CPR</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo<strong> Regolamento Europeo sui Prodotti da Costruzione (CPR)</strong>, come quello del 2011,<strong> non impone obblighi specifici </strong>ai fabbricanti o agli Stati membri per quanto riguarda i requisiti di base delle opere di costruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, <strong>l’Allegato I del CPR definisce questi requisiti</strong> come una base per l&#8217;identificazione delle caratteristiche essenziali dei prodotti da costruzione e per la preparazione di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>richieste di normazione;</li>



<li>specifiche tecniche armonizzate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quali sono questi <strong>requisiti base</strong>?<strong> Sono otto</strong>, e riguardano i seguenti aspetti:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>integrità strutturale:</strong> le opere di costruzione e tutte le loro parti pertinenti devono essere concepite, realizzate, utilizzate, sottoposte a manutenzione e smantellate o demolite in modo tale che tutti i carichi pertinenti e le loro combinazioni siano sostenuti e trasmessi al suolo in condizioni di sicurezza e senza causare deflessioni o deformazioni di parti delle opere di costruzione, né movimenti del suolo tali da compromettere la durabilità, la resistenza strutturale, la funzionalità e la solidità delle opere di costruzione;</li>



<li><strong>sicurezza antincendio:</strong> le opere di costruzione e le loro parti pertinenti devono essere concepite, realizzate, utilizzate, sottoposte a manutenzione e smantellate o demolite in modo da prevenire adeguatamente un principio d&#8217;incendio, in particolare attraverso un uso adeguato di rilevatori e di allarmi. Il fuoco e il fumo devono essere contenuti e controllati e gli occupanti delle opere di costruzione devono essere protetti contro il fuoco e il fumo. Devono essere previste disposizioni adeguate per garantire la fuga e l&#8217;evacuazione in sicurezza di tutti gli occupanti delle opere di costruzione;</li>



<li><strong>protezione contro impatti negativi sull&#8217;igiene e sulla salute: </strong>le opere di costruzione e qualsiasi loro parte devono essere concepite, realizzate, utilizzate, sottoposte a manutenzione e smantellate o demolite in modo che, per tutto il loro ciclo di vita, non si ripercuotano negativamente sull&#8217;igiene o sulla salute e la sicurezza di lavoratori edili, occupanti, visitatori o vicini in ragione di quanto segue;</li>



<li><strong>sicurezza e accessibilità: </strong>le opere di costruzione e qualsiasi loro parte devono essere concepite, realizzate, utilizzate, sottoposte a manutenzione e smantellate o demolite in modo da non presentare, per tutto il loro ciclo di vita, rischi inaccettabili di incidenti o danni durante l&#8217;uso o il funzionamento, compresi scivolamento, caduta, collisione, ustione, elettrocuzione e lesioni dovute a cadute o rotture di parti causate da fattori esterni quali condizioni meteorologiche estreme o esplosioni;</li>



<li><strong>resistenza al passaggio del suono e proprietà acustiche:</strong> le opere di costruzione e qualsiasi loro parte devono essere concepite, realizzate, utilizzate, sottoposte a manutenzione e smantellate o demolite in modo da garantire, per tutto il loro ciclo di vita, una protezione ragionevole contro carichi sonori avversi attraverso l&#8217;aria o i materiali provenienti da altre parti della stessa opera di costruzione o da fonti esterne alla sua struttura;</li>



<li><strong>efficienza energetica e prestazioni termiche delle opere di costruzione:</strong> le opere di costruzione, inclusi i processi automatizzati al loro interno, e i relativi impianti di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione e aerazione devono essere concepiti, realizzati e sottoposti a manutenzione in modo che il consumo di energia richiesto durante la loro fase di utilizzo sia moderato;</li>



<li><strong>emissioni nell&#8217;ambiente esterno delle opere di costruzione:</strong> le opere di costruzione e qualsiasi loro parte devono essere concepite, realizzate, utilizzate, sottoposte a manutenzione e demolite in modo da non presentare, per tutto il loro ciclo di vita, un rischio per l&#8217;ambiente esterno;</li>



<li><strong>uso sostenibile delle risorse naturali delle opere di costruzione: </strong>le opere di costruzione e qualsiasi loro parte devono essere concepite, realizzate, utilizzate, sottoposte a manutenzione e smantellate o demolite in modo che, per tutto il loro ciclo di vita, l&#8217;uso delle risorse naturali sia sostenibile.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Per ognuno di questi punti sono indicati dei <strong>requisiti specifici che le opere devono rispettare</strong>. Per approfondire l&#8217;argomento, consigliamo la lettura del testo integrale dell’Allegato I del regolamento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiariamo, però, che <strong>il CPR non stabilisce come raggiungere questi requisiti</strong>: la <strong>responsabilità</strong> di definire le modalità per soddisfare i requisiti di base delle opere di costruzione <strong>ricade sugli Stati membri</strong>. Il nuovo regolamento si limita quindi a <strong>fornire un quadro di riferimento per garantire la sicurezza, la sostenibilità e la libera circolazione dei prodotti da costruzione</strong> all&#8217;interno del mercato unico europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi sono i soggetti coinvolti?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>nuovo Regolamento Europeo sui Prodotti da Costruzione (CPR) </strong>coinvolge una serie di <strong>soggetti che operano lungo la catena di approvvigionamento</strong> e che sono<strong> responsabili del rispetto delle nuove norme</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, troviamo i seguenti <strong>operatori economici:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>fabbricanti: </strong>hanno la responsabilità principale della conformità dei prodotti da costruzione ai requisiti del CPR. Devono redigere la dichiarazione di prestazione e di conformità, applicare la marcatura CE e garantire che i prodotti siano immessi sul mercato in modo sicuro e conforme alle norme;</li>



<li><strong>importatori:</strong> sono responsabili di garantire che i prodotti da costruzione importati da Paesi terzi siano conformi al CPR prima di immetterli sul mercato dell&#8217;UE e verificare la presenza della marcatura CE e della dichiarazione di prestazione;</li>



<li><strong>distributori: </strong>devono agire con la dovuta diligenza per garantire che i prodotti da costruzione che commercializzano siano conformi al CPR, collaborare con le autorità di vigilanza del mercato e fornire le informazioni necessarie ai consumatori;</li>



<li><strong>fornitori di servizi di logistica:</strong> sono responsabili di garantire che le attività di stoccaggio e trasporto dei prodotti da costruzione non ne compromettano la conformità ai requisiti del CPR.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il CPR prevede inoltre il <strong>coinvolgimento di organismi di valutazione della conformità</strong> dei prodotti da costruzione ai requisiti del regolamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È possibile<strong> individuare due categorie di organismi:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>organismi notificati:</strong> sono enti terzi indipendenti, accreditati dalle autorità nazionali, che svolgono attività di valutazione e verifica della conformità dei prodotti da costruzione ai requisiti del CPR, in particolare per i sistemi di valutazione e verifica che prevedono il loro intervento;</li>



<li><strong>Technical Assessment Bodies (TAB): </strong>si tratta di organismi tecnici di valutazione che elaborano e adottano i Documenti di Valutazione Europea (EAD), necessari per la valutazione di prodotti da costruzione innovativi per i quali non esistono ancora norme armonizzate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il regolamento definisce i requisiti per l&#8217;accreditamento e la supervisione di questi organismi</strong>, con l&#8217;obiettivo di garantire la loro competenza, imparzialità e indipendenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un ruolo centrale è ricoperto anche dai singoli Stati membri</strong>, che hanno la responsabilità di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>designare le autorità competenti per la vigilanza del mercato</strong>, con specifiche competenze tecniche per valutare i prodotti da costruzione e un unico sistema di collegamento come punto di contatto con la Commissione Europea e gli altri Stati membri;</li>



<li><strong>notificare e supervisionare alla Commissione Europea</strong> gli organismi di valutazione della conformità designati;</li>



<li><strong>collaborare con la Commissione Europea nella gestione del portale </strong>per la raccolta di reclami e segnalazioni sui prodotti non conformi;</li>



<li><strong>adottare le misure necessarie per garantire il ritiro dal mercato dei prodotti non conformi</strong> e per sanzionare gli operatori economici che violano le norme del CPR;</li>



<li><strong>definire e attuare criteri di sostenibilità ambientale per gli appalti pubblici</strong>, incentivando l&#8217;utilizzo di prodotti da costruzione con elevate prestazioni ambientali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, oltre ai soggetti sopra menzionati, <strong>il CPR coinvolge anche:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Commissione Europea: </strong>svolge un ruolo di coordinamento e supervisione a livello europeo, definendo le politiche e le norme generali per l&#8217;attuazione del regolamento, gestendo il sistema di notifica degli organismi di valutazione della conformità e il portale dei reclami, e promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri;</li>



<li><strong>Paesi terzi:</strong> il regolamento prevede la possibilità di cooperazione con Paesi terzi che applicano normative equivalenti a quelle dell&#8217;UE in materia di prodotti da costruzione;</li>



<li><strong>consumatori:</strong> i destinatari finali dei prodotti da costruzione, che beneficiano delle nuove norme in termini di sicurezza, sostenibilità e trasparenza delle informazioni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il CPR promuove la cooperazione e il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti</strong>, al fine di garantire un&#8217;applicazione armonizzata ed efficace del regolamento a beneficio del mercato interno europeo e della tutela della salute, della sicurezza e dell&#8217;ambiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Marcatura CE</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La marcatura CE svolge un ruolo centrale </strong>nel nuovo Regolamento Europeo sui Prodotti da Costruzione (CPR) del 2024. Essa rappresenta <strong>l&#8217;unica marcatura che attesta la conformità di un prodotto da costruzione alle norme europee</strong> e ne garantisce la libera circolazione nel mercato interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In merito alla marcatura, <strong>sono previsti i seguenti obblighi del fabbricante:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>dichiarazione di prestazione e di conformità: </strong>prima di apporre la marcatura CE, il fabbricante deve redigere una dichiarazione di prestazione e di conformità che attesti la conformità del prodotto ai requisiti applicabili. Questa dichiarazione include informazioni sulle caratteristiche essenziali del prodotto, sui sistemi di valutazione e verifica della costanza della prestazione (AVCP), sull&#8217;uso previsto e sulla prestazione dichiarata;</li>



<li><strong>applicazione della marcatura CE: </strong>la marcatura CE deve essere apposta sul prodotto in modo visibile, leggibile e indelebile, oppure su un&#8217;etichetta o sui documenti di accompagnamento se ciò non è possibile;</li>



<li><strong>responsabilità del fabbricante:</strong> apponendo la marcatura CE, il fabbricante si assume la responsabilità della conformità del prodotto alla prestazione dichiarata e ai requisiti del CPR.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per evitare la frammentazione del mercato e informazioni fuorvianti, <strong>è vietato apporre marcature supplementari </strong>che attestino la conformità alle stesse caratteristiche essenziali, <strong>a esclusione di quelle non fuorvianti</strong>, come i marchi di qualità ecologica di tipo I (ISO 14024), che possono essere apposte sul prodotto purché non indicano una valutazione delle prestazioni diversa da quella prevista dal CPR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni prodotti da costruzione <strong>sono esclusi dall&#8217;applicazione del CPR</strong>, ad esempio <strong>quelli già armonizzati da altri atti giuridici dell&#8217;Unione Europea</strong>. Inoltre, gli Stati membri possono esentare dall&#8217;applicazione del CPR i prodotti immessi sul mercato nelle regioni ultraperiferiche dell&#8217;UE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il CPR prevede<strong> sanzioni per gli operatori economici che non rispettano gli obblighi relativi alla marcatura CE</strong>, stabilite dagli Stati membri.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo CPR rappresenta dunque un <strong>passo avanti significativo verso un settore delle Costruzioni più sicuro, sostenibile e trasparente</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove norme contribuiranno a <strong>migliorare la qualità dei prodotti da costruzione</strong>, a ridurre l&#8217;impatto ambientale del settore e a garantire la libera circolazione dei prodotti nel mercato interno europeo.</p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2024/12/16/nuovo-regolamento-europeo-prodotti-costruzione-cpr/">Cosa prevede il nuovo regolamento europeo sui prodotti da costruzione (CPR)</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
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		<title>Chi è e cosa fa un RSPP in cantiere?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/12/03/rspp-in-cantiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 08:41:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4428</guid>

					<description><![CDATA[<p>La figura del RSPP è fondamentale per la sicurezza sul lavoro. Vediamo quali sono i suoi compiti e le sue responsabilità in cantiere.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I <strong>cantieri edili </strong>sono ambienti di lavoro complessi e dinamici, caratterizzati da una molteplicità di attività e rischi potenziali per i lavoratori. <strong>La sicurezza in questi contesti è quindi di fondamentale importanza</strong> per tutelare la salute e l&#8217;integrità di tutti coloro che operano al loro interno.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per garantire un ambiente di lavoro sicuro, la normativa italiana, in particolare il <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Testo%20Unico%20sulla%20Salute%20e%20Sicurezza%20sul%20Lavoro/Testo-Unico-81-08-Edizione-Giugno%202016.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza)</strong></a>, prevede una serie di <strong>obblighi e responsabilità per le aziende e per le figure che operano all&#8217;interno dei cantieri</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra le figure chiave per la gestione della<a href="https://blog.fenealuil.it/2021/05/19/sicurezza-nei-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> sicurezza nei cantieri</a> troviamo il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)</strong>, la figura che, all&#8217;interno dell&#8217;azienda, si occupa di coordinare il <strong>Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP)</strong>, ovvero l&#8217;insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi che hanno lo scopo di prevenire e proteggere i lavoratori dai rischi professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sua presenza è obbligatoria in tutte le aziende</strong>, a prescindere dalle dimensioni e dal numero di lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo cercando di capire<strong> chi è il RSPP</strong>, quali sono i suoi <strong>compiti</strong> e le sue <strong>responsabilità in cantiere</strong>, e come la sua figura contribuisce a <strong>creare un ambiente di lavoro più sicuro per tutti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La figura dell’RSPP: chi è e cosa fa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’RSPP è una figura fondamentale per la sicurezza in cantiere</strong>. Si tratta di una<strong> persona designata dal datore di lavoro per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nomina dell’RSPP è un obbligo non delegabile del datore di lavoro</strong>, così come la valutazione dei rischi e la redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR), ed è utile chiarire fin da subito che <strong>questa figura non è specifica per il cantiere, ma è valida per l&#8217;azienda</strong>. Questo vuol dire che la stessa impresa edile con più cantieri attivi non è tenuta a designare un RSPP per ognuno di essi, in quanto è sufficiente nominarne uno che operi per conto dell’azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tipi di RSPP</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il datore di lavoro deve <strong>nominare un RSPP per la sua azienda</strong>, <strong>scegliendo tra tre opzioni</strong>, che indichiamo di seguito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>RSPP interno: </strong>si tratta di un<strong> lavoratore dipendente</strong> dell&#8217;azienda che possiede i requisiti previsti dalla legge. Questa figura è <strong>obbligatoria per le aziende con più di 200 lavoratori </strong>e in altri casi specifici previsti dalla normativa, come ad esempio le aziende del settore chimico-petrolchimico;</li>



<li><strong>RSPP esterno:</strong> si tratta di un <strong>professionista esterno</strong> all&#8217;azienda, in possesso dei requisiti di legge, a cui viene affidato l&#8217;incarico. Il ricorso all’RSPP esterno è obbligatorio <strong>se l&#8217;azienda non ha dipendenti in possesso dei requisiti necessari</strong>;</li>



<li><strong>Datore di lavoro come RSPP: </strong>il datore di lavoro stesso può assumere il ruolo di RSPP <strong>solo in alcuni casi specifici previsti dalla normativa</strong>, come ad esempio nelle aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i requisiti richiesti?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per ricoprire il ruolo di RSPP</strong>, è necessario <strong>possedere specifici requisiti </strong>professionali definiti dall&#8217;articolo 32 del D.Lgs. 81/08.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quali sono questi requisiti?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>essere in possesso di un<strong> titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore</strong>;</li>



<li>essere in possesso di un <strong>attestato di frequenza</strong>, con verifica dell’apprendimento, <strong>a specifici corsi di formazione</strong> adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative;</li>



<li>essere in possesso di un <strong>attestato di frequenza</strong>, con verifica dell’apprendimento, a specifici <strong>corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi</strong>, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato, di<strong> organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative</strong> e di <strong>tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>formazione per RSPP</strong> deve essere erogata secondo le <strong>modalità definite dagli Accordi Stato-Regioni</strong>, e prevede:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un corso di formazione iniziale;</li>



<li>un corso di aggiornamento da ripetere ogni 5 anni.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i compiti di un RSPP?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il D.Lgs. 81/2008, all&#8217;art. 33, elenca i <strong>compiti del responsabile del servizio di prevenzione e protezione</strong>, che deve provvedere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>all’individuazione dei fattori di rischio</strong>, alla <strong>valutazione dei rischi</strong> e all’individuazione delle<strong> misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro</strong>, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;</li>



<li>a <strong>elaborare</strong>, per quanto di competenza, le<strong> misure preventive e protettive</strong> di cui all’articolo 28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure;</li>



<li>a <strong>elaborare le procedure di sicurezza</strong> per le varie attività aziendali;</li>



<li>a <strong>proporre i programmi di informazione e formazione</strong> dei lavoratori;</li>



<li>a <strong>partecipare alle consultazioni </strong>in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla<strong> riunione periodica</strong> prevista dall’articolo 35;</li>



<li><strong>a fornire ai lavoratori le informazioni necessarie per operare in sicurezza</strong>, così come indicato nell’articolo 36.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma cosa fa, nel concreto, un RSPP?&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Esegue l’analisi e la valutazione dei rischi:</strong> grazie alla sua formazione e alla conoscenza dell&#8217;organizzazione aziendale, è incaricato di individuare i fattori di rischio presenti in cantiere e di valutare i rischi specifici per ogni attività lavorativa. Questo processo si traduce nella <strong>stesura del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)</strong>, che individua i pericoli presenti in cantiere e le misure di prevenzione e protezione da adottare.</li>



<li><strong>Elabora le misure preventive e protettive:</strong> sulla base della valutazione dei rischi,<strong> l’RSPP elabora le procedure di sicurezza per le diverse attività svolte in cantiere</strong>. Queste procedure, spesso formalizzate in istruzioni operative, definiscono le modalità di lavoro sicure, le attrezzature da utilizzare, i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) necessari e le misure da adottare per prevenire gli infortuni.</li>



<li><strong>Organizza la formazione e l’informazione dei lavoratori:</strong> l’RSPP propone programmi di formazione specifici per i rischi presenti in cantiere e si assicura che i lavoratori ricevano un&#8217;adeguata informazione sui rischi a cui sono esposti. Questo include la formazione sull&#8217;uso corretto dei DPI, sulle procedure di sicurezza e sulle misure di emergenza.</li>



<li><strong>Collabora con le altre figure della sicurezza: </strong>lavora attivamente con il datore di lavoro, il medico competente e l&#8217;RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) per garantire la sicurezza in cantiere, e partecipa alla riunione periodica, un momento di confronto e coordinamento tra le diverse figure della sicurezza.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un RSPP qualificato contribuisce a<strong> creare una cultura della sicurezza in cantiere</strong> e a rendere l&#8217;ambiente di lavoro più sicuro per tutti i lavoratori. La sua presenza è quindi un <strong>investimento importante per le aziende</strong>, che si traduce in una<strong> maggiore tutela della salute dei lavoratori e in una riduzione degli infortuni</strong>.</p>
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		<title>Cosa si intende per attività di edilizia libera?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/11/18/edilizia-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:58:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4409</guid>

					<description><![CDATA[<p>Approfondiamo insieme, cercando di capire cosa si intende per edilizia libera e quali sono gli interventi che rientrano in questo ambito. </p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2024/11/18/edilizia-libera/">Cosa si intende per attività di edilizia libera?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In Italia, il termine <strong>edilizia libera</strong> fa riferimento a una serie di <strong>interventi edilizi che possono essere effettuati senza necessità di permessi o autorizzazioni specifiche (permesso di costruire, </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2023/04/17/scia-edilizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SCIA</strong></a><strong> o CILA)</strong>.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come vedremo più nel dettaglio, infatti, la <strong>normativa vigente</strong>, con l’obiettivo di <strong>semplificare le procedure burocratiche e agevolare il cittadino</strong>, ha identificato una serie di <strong>opere che possono essere realizzate senza richiedere autorizzazioni edilizie</strong>, a patto che rispettino determinati limiti e vincoli.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, l’edilizia libera consente di <strong>eseguire lavori di manutenzione ordinaria o piccole modifiche agli immobili </strong>in maniera rapida e senza onerosi iter autorizzativi. Tuttavia, <strong>è importante conoscere esattamente quali interventi rientrano in questa categoria e quali normative li regolano</strong>, così da evitare attività che, se non conformi, potrebbero comportare sanzioni o problemi amministrativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme, cercando di <strong>capire cosa si intende per edilizia libera</strong> e quali sono gli interventi che rientrano in questo ambito.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Edilizia libera: riferimenti di legge</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il testo di riferimento principale per l’edilizia libera è il </strong><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2001/11/15/01A12340/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>DPR del 6 giugno 2001, n. 380</strong></a>, anche noto come Testo Unico dell’Edilizia (TUE), che all’articolo 6 stabilisce quali sono gli interventi che <em>“possono essere eseguiti senza titolo abilitativo”</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’elencare gli <strong>interventi di edilizia libera</strong>, però, il decreto rimane molto generico, indicando solo i seguenti:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interventi di <strong>manutenzione ordinaria</strong>;</li>



<li><strong>interventi volti all&#8217;eliminazione di barriere architettoniche</strong> che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni,  ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell&#8217;edificio;</li>



<li><strong>opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo</strong> che abbiano carattere geognostico o siano eseguite in aree esterne al centro edificato.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È solo nel 2018, con l’emanazione del cosiddetto <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/07/18A02406/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Glossario Unico</strong></a>, che è stato fornito un <strong>elenco <em>“non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività edilizia libera”</em></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le attività di edilizia libera?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Glossario Unico</strong> summenzionato riporta le <strong>principali opere che possono essere eseguite senza alcun titolo abilitativo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo, quindi, <strong>quali sono le attività di edilizia libera</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Manutenzione ordinaria</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Rientrano in questa categoria gli <strong>interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici</strong> e quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Riparazione, sostituzione, rinnovamento (comprese le opere correlate quali guaine, sottofondi, ecc.): </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>pavimentazione esterna e interna.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Rifacimento, riparazione, tinteggiatura (comprese le opere correlate): </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>intonaco interno e esterno.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, sostituzione, rinnovamento:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>elemento decorativo delle facciate (es. marcapiani, modanature, corniciature, lesene);</li>



<li>opera di lattoneria (es. grondaie, tubi, pluviali) e impianto di scarico;</li>



<li>rivestimento interno e esterno;</li>



<li>serramento e infisso interno e esterno.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Installazione comprese le opere correlate, riparazione, sostituzione, rinnovamento:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>inferriata/Altri sistemi anti intrusione.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, sostituzione, rinnovamento, inserimento eventuali elementi accessori, rifiniture necessarie (comprese le opere correlate):</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>elemento di rifinitura delle scale;</li>



<li>scala retrattile e di arredo.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>parapetto e ringhiera.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, rinnovamento, sostituzione nel rispetto delle caratteristiche tipologiche e dei materiali (comprese le opere correlate quali l’inserimento di strati isolanti e coibenti):</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>manto di copertura.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, sostituzione, installazione:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>controsoffitto non strutturale.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, rinnovamento: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>controsoffitto strutturale.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, sostituzione, rinnovamento, realizzazione finalizzata all’integrazione impiantistica e messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>comignolo o terminale a tetto di impianti di estrazione fumi.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, rinnovamento o sostituzione di elementi tecnologici o delle cabine e messa a norma: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>ascensore e impianti di sollevamento verticale.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione e/o sostituzione, realizzazione di tratto di canalizzazione e sottoservizi e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>rete fognaria e rete dei sottoservizi.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>impianto elettrico.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento, compreso il tratto fino all’allacciamento alla rete pubblica e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>impianto per la distribuzione e l’utilizzazione di gas.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento, sostituzione e integrazione apparecchi sanitari e impianti di scarico e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>impianto igienico e idro-sanitario.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Installazione, riparazione, integrazione, rinnovamento, efficientamento e/o messa a norma: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>impianto di illuminazione esterno.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Installazione, adeguamento, integrazione, rinnovamento, efficientamento, riparazione e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>impianto di protezione antincendio.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Installazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>impianto di climatizzazione.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Riparazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>impianto di estrazione fumi.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>antenna/parabola e altri sistemi di ricezione e trasmissione;</li>



<li>punto di ricarica per veicoli elettrici.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Pompe di calore di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si fa riferimento agli <strong>interventi di installazione delle </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2022/10/26/pompa-di-calore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>pompe di calore</strong></a><strong> </strong>aria-aria, di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>pompa di calore aria-aria.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Depositi di gas di petrolio liquefatti di capacità complessiva non superiore a 13 mc</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>deposito di gas di petrolio liquefatti.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Eliminazione delle barriere architettoniche</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fattispecie troviamo gli <strong>interventi volti all&#8217;eliminazione di barriere architettoniche </strong>che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell&#8217;edificio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma, purché non incida sulla struttura portante: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>ascensore, montacarichi.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>servoscala e assimilabili.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>rampa;</li>



<li>apparecchio sanitario e impianto igienico e idro-sanitario;</li>



<li>dispositivi sensoriali.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Attività di ricerca nel sottosuolo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono da considerarsi in regime di edilizia libera le <strong>opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo</strong> che abbiano carattere geognostico, a esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>opere strumentali all’attività di ricerca nel sottosuolo attraverso carotaggi, perforazioni e altre metodologie.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6. Movimenti di terra</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si intendono i <strong>movimenti di terra strettamente pertinenti all&#8217;esercizio dell&#8217;attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali</strong>, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Manutenzione e gestione: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>impianti di irrigazione e di drenaggio, finalizzati alla regimazione e all’uso dell’acqua in agricoltura.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>7. Serre mobili stagionali</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le<strong> serre mobili stagionali</strong>, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell&#8217;attività agricola, possono essere realizzate in regime di edilizia libera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>serra, compresi elementi di appoggio e/o ancoraggio. </li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>8. Pavimentazione di aree pertinenziali</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni</strong>, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l&#8217;indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati, <strong>possono essere realizzate senza autorizzazioni specifiche</strong>.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>intercapedine;</li>



<li>locale tombato;</li>



<li>pavimentazione esterna, comprese le opere correlate, quali guaine e sottofondi;</li>



<li>vasca di raccolta delle acque.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>9. Pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>pannelli solari, fotovoltaici</strong>, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, rientrano nell’edilizia libera.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>pannello solare, fotovoltaico e generatore microeolico. </li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>10. Aree ludiche ed elementi di arredo delle aree di pertinenza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>aree ludiche senza fini di lucro</strong>, e gli <strong>elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici</strong>, possono essere eseguite in regime di edilizia libera. Nello specifico:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>opera per arredo da giardino (es. barbecue in muratura/fontana/muretto/scultura/fioriera, panca) e assimilate;</li>



<li>gazebo, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo;</li>



<li>gioco per bambini e spazio di gioco in genere, compresa la relativa recinzione;</li>



<li>pergolato, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo;</li>



<li>ricovero per animali domestici e da cortile, voliera e assimilata, con relativa recinzione;</li>



<li>ripostiglio per attrezzi, manufatto accessorio di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo;</li>



<li>sbarra, separatore, dissuasore e simili, stallo biciclette;</li>



<li>tenda, Tenda a Pergola, Pergotenda, Copertura leggera di arredo;</li>



<li>elemento divisorio verticale non in muratura, anche di tipo ornamentale e similare.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>11. Manufatti leggeri in strutture ricettive</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Rientra nel glossario anche <strong>l’installazione di manufatti leggeri</strong>, anche <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/06/26/permessi-casa-prefabbricata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>prefabbricati</strong></a>, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, in strutture ricettive all&#8217;aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, riparazione e rimozione:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>manufatti leggeri in strutture ricettive all’aperto (roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni) e assimilati.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>12. Opere contingenti temporanee</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee</strong> e a essere <strong>immediatamente rimosse </strong>al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, possono essere realizzate in edilizia libera.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione: </strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>gazebo;</li>



<li>stand fieristico;</li>



<li>servizi igienici mobili;</li>



<li>tensostrutture, pressostrutture e assimilabili;</li>



<li>elementi espositivi vari;</li>



<li>aree di parcheggio provvisorio, nel rispetto dell’orografia dei luoghi e della vegetazione ivi presente.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le regole da rispettare?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo spiegato che<strong> per edilizia libera si intendono quegli interventi realizzabili senza l’esigenza di permessi o autorizzazioni specifiche</strong>, ma <strong>questo non vuol dire che siano esenti da qualsiasi tipo di regolamentazione</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, come specificato nel Glossario, <strong>gli interventi possono essere eseguiti solo&nbsp;</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia.”</em>&nbsp;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, si fa riferimento alle<strong> norme antisismiche</strong>, di <strong>sicurezza</strong>, <strong>antincendio</strong>, <strong>igienico-sanitarie</strong>, quelle relative all’<strong>efficienza energetica,</strong> di <strong>tutela dal rischio idrogeologico</strong>, e delle <strong>disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio</strong> di cui al <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42" target="_blank" rel="noreferrer noopener">d.lgs. n. 42/2004</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le novità del Decreto Salva Casa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il cosiddetto <strong>Decreto Salva Casa</strong>, ovvero il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/07/27/24A04002/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.L. 69/2024</strong></a>, ha introdotto alcune <strong>novità relative anche all’edilizia libera</strong>, che modificano l’articolo 6 del TUE. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, <strong>due nuove tipologie di lavori rientrano ora nell’edilizia libera:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Protezione solare e dalle intemperie: </strong>è consentita l&#8217;installazione di strutture come tende da sole, pergole (anche bioclimatiche) e altri elementi di schermatura solare, purché non creino volumi chiusi e rispettino l&#8217;estetica dell&#8217;edificio esistente. Questi elementi non devono alterare l&#8217;impatto visivo o le linee architettoniche dell&#8217;edificio​.</li>



<li><strong>Vetrate panoramiche amovibili (VEPA): </strong>questa misura estende la possibilità di installare vetrate scorrevoli e rimovibili per chiudere logge e porticati, sempre senza aggiungere volumetria e garantendo trasparenza e amovibilità. Per porticati prospicienti aree pubbliche, sono invece richiesti permessi specifici.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso, se si stanno progettando degli interventi all’interno del proprio edificio, <strong>è sempre consigliabile consultarsi con un professionista qualificato per assicurarsi che rientrino o meno nell’ambito dell’edilizia libera</strong>, onde evitare di incorrere in eventuali sanzioni.&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il PNRR traina occupazione e salari nel settore Costruzioni</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/11/05/pnrr-costruzioni-occupazione-salari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 11:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4389</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’industria delle Costruzioni in Italia è in piena espansione, grazie soprattutto al PNRR, ma permangono delle criticità. Analizziamo i dati.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’industria delle Costruzioni in Italia è in piena espansione, grazie soprattutto al sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)</strong>, che sta iniettando risorse significative nel Settore, contribuendo a risultati straordinari.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<a href="https://www.cnce.it/wp-content/uploads/2024/10/Edilinews33_WEB.pdf" target="_blank"><strong>Osservatorio della Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili</strong></a> (CNCE) ha recentemente rilasciato dei dati che mostrano come il comparto stia registrando una <strong>crescita stabile</strong>, trainata da un <strong>aumento di ore lavorate</strong>, dal<strong> numero di lavoratori attivi</strong> e da una <strong>massa salari in crescita</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo nel dettaglio i dati del primo semestre dell&#8217;anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Crescita generale, con un’unica eccezione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel confronto con i dati del 2023, <strong>emerge un trend di crescita su quasi tutti i fronti</strong>: le ore lavorate, il numero medio di lavoratori e la massa salari sono aumentati sensibilmente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, <strong>il numero di imprese attive ha registrato un leggero calo, pari allo 0,2%</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa diminuzione, secondo il CNCE, è legata a un <strong>cambiamento nella distribuzione dei lavori</strong>: le grandi opere stanno guadagnando più spazio rispetto ai piccoli progetti, determinando una <strong>maggiore concentrazione di risorse nelle mani delle aziende più grandi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ore lavorate e massa salari in crescita</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Analizzando i dati nel dettaglio, vediamo che<strong> le ore lavorate sono aumentate del 3,9% rispetto all&#8217;anno precedente</strong>, <strong>il numero di lavoratori attivi è cresciuto del 5,4%</strong> e <strong>la massa salari ha subito un incremento del 7%</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se confrontiamo il primo semestre del 2024 con lo stesso periodo del 2022,<strong> la massa salari è passata da 4,7 miliardi a 5,2 miliardi di euro</strong>, con un <strong>aumento dell’11,26%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>le ore lavorate e il numero di lavoratori mostrano una crescita importante</strong>: rispetto al 2022, le ore lavorate sono aumentate del 6%, mentre <strong>il numero di lavoratori è cresciuto di quasi il 10%</strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1878" height="402" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR.png" alt="costruzioni occupazione salario PNRR" class="wp-image-4391" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR.png 1878w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR-1280x274.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR-980x210.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR-480x103.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1878px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>aumenti salariali contrattuali </strong>dell&#8217;ultimo anno, introdotti per contrastare la scarsità di manodopera qualificata, hanno influito significativamente su questa crescita, <strong>incentivando le imprese a offrire migliori condizioni retributive</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le differenze su base regionale e territoriale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come illustrato,<strong> il settore delle Costruzioni ha registrato un incremento delle ore lavorate su tutto il territorio nazionale</strong>, con alcune aree in forte ripresa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nord Est: </strong>l’area ha registrato un’inversione di tendenza, passando da un calo dello 0,77% a una crescita del <strong>3,01%</strong>;</li>



<li><strong>Sud e Isole:</strong> il Sud ha visto un aumento significativo delle ore lavorate (<strong>+6,49%</strong>), contro un timido 0,51% dell&#8217;anno precedente. Le Isole sono passate da un -3,27% a un <strong>+1,42%</strong>;</li>



<li><strong>Nord Ovest e Centro: </strong>nel Nord Ovest si osserva un rallentamento, con un aumento del<strong> 2,25%</strong> (contenuto rispetto al 5% dell’anno precedente), mentre il Centro resta pressoché stabile con un incremento del <strong>5,12% </strong>(nel periodo precedente era pari al 4,34%).</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1860" height="538" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR_02.png" alt="costruzioni occupazione salario PNRR" class="wp-image-4390" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR_02.png 1860w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR_02-1280x370.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR_02-980x283.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/11/costruzioni-occupazione-salario-PNRR_02-480x139.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1860px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il commento del Sindacato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La crescita del settore delle Costruzioni, sostenuta dalle risorse del PNRR, è dunque solida e promette di mantenere il suo slancio anche nei prossimi anni</strong>. Per questo dobbiamo avere coraggio di gestire questa fase complessa di consolidamento e sviluppo del Settore, guardando agli interessi generali del Paese. Oggi ci sono tutte le condizioni per dimostrare che<strong> il nostro Settore è all’avanguardia e il nuovo contratto edile, a cui stiamo lavorando in questi mesi, vuole essere in continuità con le scelte degli ultimi contratti su qualificazione industriale e professionale</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;è anche l&#8217;altra importante priorità che sono i salari. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nella nostra piattaforma unitaria di rinnovo abbiamo chiesto un aumento di 275 euro al parametro 100 (operaio comune)</strong>. Siamo oggi facilitati da un contesto in cui sempre di più gli investimenti pubblici, privati e la stessa domanda di mercato chiedono più infrastrutture resilienti, più riqualificazione, più rigenerazione. E, venendo da anni di alti profitti e con l’aspettativa di crescita anche per i prossimi tre-quattro anni, <strong>siamo convinti ci siano tutte le condizioni per recuperare il potere d’acquisto perso dai lavoratori a causa dell’alta inflazione passata e per redistribuire ricchezza</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contempo, <strong>grande attenzione va data alla qualità del lavoro e alla sicurezza dei lavoratori</strong>. Ricordiamo che, secondo l’Ispettorato nazionale del lavoro, <strong>nei lavori del PNRR il lavoro nero è la patologia più riscontrata, così come il forte aumento del lavoro grigio (lavoro fittizio) e delle sospensioni di attività d’impresa</strong>, sia per lavoro nero che per violazioni su salute e sicurezza. Pertanto, <strong>il Piano nazionale di contrasto al sommerso previsto dal PNRR può essere un ottimo strumento, ma va fatto funzionare, mentre finora, come sottolineato dalla UIL recentemente, non è stato così</strong>; le parti sociali sono state convocate solo due volte e molti importanti interventi previsti dal Piano, tra cui il Portale nazionale sommerso, volto all’interoperabilità delle banche dati e alla definizione dei nuovi indici denominati Isac (Indici sintetici di affidabilità contributiva), non sono stati messi a punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siamo in un momento cruciale e dobbiamo fare del nuovo contratto edile un importante passaggio anche per migliorare tutto il nostro Settore</strong>. Occorre proseguire sulla strada della regolarità, della qualificazione e della professionalizzazione condivisa il più possibile con la parte più avanzata e innovativa delle imprese, per riconoscere valore alle professionalità e rendere attrattivo il lavorare in cantiere, anche grazie al nostro sistema bilaterale, un patrimonio consolidato e riconosciuto che va tutelato e rilanciato.</p>
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		<title>Gli stipendi reali degli italiani continuano a diminuire</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/10/22/stipendi-reali-italiani-continuano-a-diminuire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 10:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4362</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, gli stipendi reali degli italiani sono diminuiti in modo significativo. Analizziamo insieme i dati disponibili.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, <strong>i salari reali degli italiani hanno subito una contrazione significativa</strong>, in gran parte a causa dell’<strong>aumento dell’inflazione</strong> e delle difficoltà economiche globali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenziato da alcuni report che andremo a illustrare, <strong>nonostante i recenti aumenti salariali nominali</strong>,<strong> il potere d’acquisto continua a ridursi</strong>, incidendo negativamente sulle condizioni di vita delle famiglie e sulla stabilità economica del Paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme i dati a nostra disposizione, dai quali emerge una <strong>fotografia davvero sbiadita del potere di acquisto delle famiglie italiane</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I dati della Commissione Europea</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso maggio, la <strong>Commissione Europea</strong> ha pubblicato uno studio dal titolo <a href="https://ec.europa.eu/transparency/documents-register/detail?ref=SWD(2024)132&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>“Country analysis on social convergence in line with the features of the Social Convergence Framework (SCF)”</em></strong></a>, al cui interno troviamo una <strong>analisi della situazione del nostro Paese</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riportato nello studio, infatti,<strong> l&#8217;Italia è stata individuata “come un Paese che potrebbe affrontare rischi per la convergenza sociale verso l&#8217;alto”</strong>, a causa di determinati parametri analizzati, tra cui <strong>tasso di occupazione</strong>,<strong> divario occupazionale di genere</strong> e <strong>reddito disponibile lordo reale pro capite delle famiglie</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’espressione<strong><em> “convergenza sociale verso l’alto”</em></strong> utilizzata dalla Commissione Europea, in inglese <em>“Upward convergence”</em>, è un concetto di difficile enucleazione, che l’UE definisce come <em>“miglioramento delle prestazioni insieme a una riduzione delle disparità tra gli Stati membri in un dato indicatore socioeconomico”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa vuol dire? Semplificando, significa <strong>provare a ottenere risultati migliori per tutti</strong>, cercando al contempo di <strong>rendere le condizioni socioeconomiche più omogenee tra i diversi Stati dell’Unione Europea</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entriamo più nel dettaglio.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Salari italiani</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato in apertura,<strong> la crescita dei salari nominali non è stata sufficiente a recuperare le perdite di potere d&#8217;acquisto causate dall’aumento dell&#8217;inflazione </strong>conseguente alla crisi energetica provocata dal conflitto russo-ucraino.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I salari italiani sono strutturalmente bassi</strong>: tra il 2013 e il 2022, <strong>la crescita dei salari nominali per occupato è stata del 12%</strong>, la metà della crescita a livello UE (23%), mentre <strong>il potere d&#8217;acquisto dei salari è diminuito del 2%</strong>, contro un aumento del 2,5% nell&#8217;UE.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, <strong>la crescita della produttività è stata inferiore rispetto all&#8217;UE</strong> (<strong>+0,4%</strong> contro +1,6% dal 1995 al 2022). In questo contesto, <strong>la retribuzione nominale dei dipendenti è aumentata del 4,7% nel 2022 e del 3,8% nel 2023</strong>, grazie agli incrementi dei salari contrattuali. Tuttavia,<strong> i salari reali sono diminuiti di circa il 2,3% nel 2023</strong>, dopo un calo del 4% nel 2022, a causa dell&#8217;<strong>elevata inflazione</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Rischio povertà</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>stagnazione salariale</strong>, la <strong>bassa intensità lavorativa</strong> e i <strong>tassi di occupazione ridotti</strong>, insieme all&#8217;alto numero di <strong>famiglie con un solo percettore di reddito</strong>, comportano <strong>rischi significativi di povertà lavorativa</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022, <strong>il tasso di rischio di povertà per le persone occupate in Italia è tra i più alti nell&#8217;UE (11,5% contro l&#8217;8,5%)</strong>. A esserne interessati sono soprattutto i cittadini non UE (28% rispetto al 24,3% nell&#8217;UE) e i lavoratori a bassa qualifica (18,7% contro 18,4% nell&#8217;UE).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La crescita salariale strutturalmente bassa è un fattore importante</strong>, che riflette in parte il <strong>ritardo nella crescita della produttività </strong>del nostro Paese. Inoltre, la bassa intensità lavorativa dovuta a forme di lavoro non standard aggrava ulteriormente il rischio di povertà lavorativa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i <strong>lavoratori part-time</strong>,<strong> il 19,9% è a rischio di povertà</strong> (contro il 13,5% nell&#8217;UE), mentre tra i dipendenti a tempo determinato queste percentuali sono rispettivamente del 16,2% e del 12,2%.<strong> I lavoratori a basso reddito affrontano un rischio maggiore di povertà</strong> anche perché<strong> spesso vivono in famiglie in cui altri membri non sono occupati o hanno lavori a bassa intensità</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I dati dell’Osservatorio JobPricing</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Osservatorio JobPricing</strong> ha pubblicato di recente un report, dal titolo <a href="https://www.jobpricing.it/project/salary-outlook-prima-edizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Salary Outlook 2024</strong></a>, dal quale emerge una <strong>condizione a dir poco preoccupante delle retribuzioni degli italiani</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Italia, infatti, è al 10 posto tra i Paesi dell’Eurozona:</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1536" height="1168" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_01.png" alt="stipendi italiani" class="wp-image-4363" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_01.png 1536w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_01-1280x973.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_01-980x745.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_01-480x365.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1536px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La retribuzione media annua nel nostro Paese rimane tra le più basse sia nei Paesi OCSE che in Europa</strong>. Con una media di circa 44.893 dollari a parità di potere d&#8217;acquisto (PPA), <strong>l&#8217;Italia si posiziona al 21° posto tra i 34 Paesi dell&#8217;OCSE</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo valore è significativamente<strong> inferiore alla media OCSE</strong>, che si attesta a 53.416 dollari, con una differenza di 8.523 dollari. Rispetto al Paese in cima alla classifica OCSE,<strong> il guadagno medio in Italia è inferiore di 34.580 dollari</strong>, mentre rispetto al Messico, che occupa l&#8217;ultimo posto, il guadagno medio italiano è superiore di 28.208 dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È interessante notare che, <strong>tra i 17 Paesi dell&#8217;Eurozona</strong> presi in esame, <strong>l&#8217;Italia si colloca al 10° posto</strong>, al di sotto di nazioni come Lussemburgo, Germania e Francia, mentre la Grecia chiude la classifica con una retribuzione media di 25.979 dollari.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I salari netti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenziato dal report, <strong>ciò che conta di più per i lavoratori è il loro reddito netto</strong>, piuttosto che il salario annuo lordo. Sebbene il salario annuo, in termini di parità di potere d’acquisto, fornisca una panoramica dei guadagni complessivi, <strong>il principale fattore determinante è la tassazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, <strong>il carico fiscale nel nostro Paese è molto alto</strong>. Riportiamo, di seguito, alcuni dati rilevanti sul <strong>cuneo fiscale</strong> e la <strong>tassazione</strong> nei Paesi europei contenuti nel report di JP:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1612" height="898" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_02.png" alt="stipendi italiani" class="wp-image-4364" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_02.png 1612w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_02-1280x713.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_02-980x546.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_02-480x267.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1612px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come si può evincere da questo grafico, <strong>la media OCSE del cuneo fiscale è pari al 34,6%, mentre in Italia è al 45,9%</strong>, il terzo valore più alto in assoluto, dopo Belgio e Germania. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda, invece, i<strong> contributi sociali</strong>, in Italia essi sono distribuiti per <strong>il 24% a carico delle aziende e per il 6,6% a carico dei lavoratori</strong> (in calo rispetto al 7,2% del 2021).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1890" height="808" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_03.png" alt="stipendi italiani" class="wp-image-4365" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_03.png 1890w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_03-1280x547.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_03-980x419.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_03-480x205.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1890px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1916" height="1062" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_04.png" alt="stipendi italiani" class="wp-image-4366" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_04.png 1916w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_04-1280x709.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_04-980x543.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_04-480x266.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1916px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Potere d’acquisto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">A parità di potere d&#8217;acquisto, <strong>i livelli salariali nella maggior parte dei Paesi OCSE hanno subito un significativo calo</strong> rispetto agli anni precedenti. Questa perdita di potere d&#8217;acquisto è dovuta principalmente alla <strong>crescita dell&#8217;inflazione</strong>, scaturita da vari eventi socioeconomici e politici, tra cui l&#8217;aggressione russa in Ucraina, la lenta ripresa dalla pandemia di COVID-19 e i problemi nella catena di approvvigionamento delle materie prime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022, la maggior parte dei Paesi OCSE ha visto una riduzione del salario medio reale annuo rispetto al 2021. In particolare, <strong>in Italia si è registrato un calo del 2,3% nel 2022</strong>, un dato significativo se paragonato all&#8217;aumento del 4% registrato nel 2021.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1914" height="1002" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_05.png" alt="stipendi italiani" class="wp-image-4367" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_05.png 1914w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_05-1280x670.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_05-980x513.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_05-480x251.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1914px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questa tendenza evidenzia <strong>l&#8217;effetto combinato dell&#8217;inflazione e delle difficoltà economiche globali </strong>sul potere d&#8217;acquisto dei lavoratori.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I salari italiani non crescono da più di 20 anni</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I salari italiani sono rimasti allo stesso livello negli ultimi 23 anni </strong>(2000-2022), come si può facilmente notare guardando questo grafico.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1606" height="1152" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_06.png" alt="stipendi italiani" class="wp-image-4368" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_06.png 1606w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_06-1280x918.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_06-980x703.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_06-480x344.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1606px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anche nei casi in cui è stato registrato un aumento della RAL dei contratti italiani</strong>, questa crescita salariale &#8211; che va dall’1,3% dei dirigenti al 2,2% di quadri e operai &#8211; deve fare i conti con il <strong>tasso di inflazione</strong>, che nel 2023 si è assestato sul<strong> 5,6%</strong>. Insomma, nonostante l’aumento dei salari nominali, <strong>i lavoratori hanno perso potere d’acquisto</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1538" height="796" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_07.png" alt="stipendi italiani" class="wp-image-4369" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_07.png 1538w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_07-1280x662.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_07-980x507.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_07-480x248.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1538px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche allargando l’analisi al <strong>periodo 2015-2023</strong>, il risultato non cambia nella sostanza: <strong>nessuna categoria contrattuale ha aumentato i salari reali</strong>, poiché tutte sono<strong> cresciute di una percentuale inferiore rispetto alla crescita dei prezzi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_08-1024x576.png" alt="stipendi italiani" class="wp-image-4370" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_08-980x551.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/stipendi-italiani_08-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>continua riduzione dei salari reali </strong>in Italia rappresenta una <strong>sfida essenziale per il benessere economico dei cittadini </strong>e per la competitività del Paese. Le dinamiche degli ultimi anni, come la galoppata dell’inflazione e la contemporanea stagnazione della produttività, hanno contribuito a questa tendenza preoccupante che però, come visto, ha radici ben più strutturali e remote nel tempo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontare efficacemente questi problemi richiede <strong>politiche mirate a stimolare la crescita economica, aumentare la produttività</strong> e garantire che i lavoratori italiani possano <strong>beneficiare di un adeguato potere d’acquisto</strong>, soprattutto in un contesto sempre più globale e competitivo.</p>
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		<title>Come funziona la patente a crediti (o patente a punti) per l&#8217;Edilizia</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/10/02/patente-a-crediti-edilizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 07:42:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4282</guid>

					<description><![CDATA[<p>Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire come funziona la patente a crediti, o patente a punti, introdotta nel settore delle Costruzioni. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>settore dell’Edilizia italiano</strong> si appresta ad affrontare una fase di evoluzione con l’<strong>introduzione, a partire dal 1° ottobre 2024, della patente a crediti</strong>, un sistema che intende offrire una maggiore sicurezza e professionalità nei cantieri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 settembre 2024 n. 221, il <a href="https://www.ispettorato.gov.it/files/2024/09/D.M.-n.-132-2024-regolamento-patente-a-crediti.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>decreto ministeriale 18 settembre 2024 n. 132</strong></a> che disciplina la patente a crediti si propone di “<strong>rivoluzionare” la gestione delle imprese edili</strong>, introducendo un sistema di valutazione a punti che dovrebbe premiare la qualità e la conformità normativa dei soggetti virtuosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire <strong>come funziona la patente a crediti</strong>, o patente a punti, introdotta nel settore delle Costruzioni.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è la patente a crediti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>patente a crediti</strong>, spesso chiamata anche <em>&#8220;patente a punti&#8221;</em>, è un nuovo <strong>strumento obbligatorio per tutte le imprese edili e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome completo e <em>“ufficiale”</em> è: <em>“Sistema di qualificazione delle</em> <em>imprese e dei lavoratori autonomi tramite crediti”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A prevederlo è il <strong>nuovo art. 27 del Testo Unico della Sicurezza</strong>, come modificato dall’art. 29, comma 19 del <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/04/30/24A02201/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.L 19/2024 (“Decreto PNRR 4”)</strong></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, è bene chiarirlo, di un <strong>documento digitale</strong>, che le imprese e gli operatori del Settore potranno <strong>richiedere attraverso una procedura specifica e solo se rispettano determinati requisiti</strong>, che elencheremo più avanti nel corso di questo articolo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo principale di questo strumento è quello di <strong>verificare la conformità di queste imprese agli standard di sicurezza sul lavoro, prevenzione degli infortuni e qualità delle prestazioni</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le aziende inizieranno con una dotazione di 30 crediti</strong>, che potrà variare a seconda del comportamento aziendale e dell’adozione di pratiche virtuose, fino a raggiungere un <strong>massimo di 100 punti</strong>. <strong>Il punteggio minimo, al di sotto del quale non sarà possibile operare, è fissato a 15 crediti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I requisiti per ottenere la patente</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>ottenere la patente a crediti</strong>, le imprese devono <strong>dimostrare di possedere una serie di requisiti</strong> che saranno certificati attraverso il portale dedicato dell&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma quali sono questi requisiti?</strong> L’elenco, riportato nel decreto ministeriale, comprende:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>l’iscrizione alla Camera di commercio</strong>, industria, artigianato e agricoltura;</li>



<li>l’adempimento, da parte dei datori di lavoro, dei dirigenti, dei preposti, dei lavoratori autonomi e dei prestatori di lavoro, degli <strong>obblighi formativi </strong>previsti dal <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Testo%20Unico%20sulla%20Salute%20e%20Sicurezza%20sul%20Lavoro/Testo-Unico-81-08-Edizione-Giugno%202016.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81</strong></a>, anche noto come Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro;</li>



<li>il possesso del <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/05/10/durc-congruita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DURC &#8211; Documento Unico di Regolarità Contributiva</a></strong> <strong>&#8211;</strong> in corso di validità;</li>



<li>il possesso del <strong>documento di valutazione dei rischi (DVR)</strong>, nei casi previsti dalla normativa vigente;</li>



<li>il possesso del <strong>Documento Unico di Regolarità Fiscale (DURF)</strong> &#8211; di cui all&#8217;articolo 17-bis, commi 5 e 6, del <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-07-09;241" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241</a> &#8211; nei casi previsti dalla normativa vigente;</li>



<li>l’avvenuta<strong> designazione del <a href="https://blog.fenealuil.it/2024/12/03/rspp-in-cantiere/" target="_blank">responsabile del servizio di prevenzione e protezione</a></strong>, nei casi previsti dalla normativa vigente.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il possesso dei <strong>primi tre requisiti</strong>, <strong>è sufficiente un&#8217;autocertificazione</strong>, mentre per <strong>i successivi tre</strong> è necessaria una <strong>dichiarazione sostitutiva dell&#8217;atto di notorietà</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Devono possedere questi requisiti tutte le <strong>imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili</strong>, <strong>a esclusione di coloro che effettuano mere forniture o prestazioni di natura intellettuale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, <strong>l’obbligo non si limita solo alle imprese qualificabili come imprese edili, ma a tutti coloro i quali si trovano a lavorare fisicamente in un cantiere, a esclusione sempre dei fornitori e di presta opera intellettuale</strong> (come ad esempio gli ingegneri, gli architetti, i geometri, ecc.), e <strong>si estende anche alle imprese e ai lavoratori autonomi stabiliti in uno Stato membro dell&#8217;Unione Europea diverso dall&#8217;Italia o in uno Stato non appartenente all&#8217;Unione Europea</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo ultimo caso, è sufficiente presentare un <strong>documento equivalente rilasciato dal Paese di origine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non sono tenuti, invece, a richiedere la patente a crediti tutte le imprese in possesso dell&#8217;attestazione di qualificazione SOA</strong> (Società organismi di attestazione), in classifica pari o superiore alla III.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come richiedere la patente a crediti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La patente è rilasciata in formato digitale accedendo al portale dell’Ispettorato nazionale del lavoro</strong> attraverso SPID personale o CIE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possono presentare la domanda di rilascio della patente il <strong>legale rappresentante dell’impresa e il lavoratore autonomo</strong>, anche per il tramite di un <strong>soggetto delegato</strong>, come ad esempio consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati e CAF.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il portale per effettuare la richiesta di rilascio della patente a crediti sarà <strong>attivo dal 1° ottobre 2024</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’esito della richiesta, il portale genererà un <strong>codice univoco associato alla patente</strong>, che sarà rilasciata in formato digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per facilitare l’adozione del sistema, <strong>è prevista una fase transitoria</strong>: fino al <strong>31 ottobre 2024</strong>, le imprese potranno <strong>inviare un’autocertificazione via PEC all’indirizzo </strong><a href="mailto:dichiarazionepatente@pec.ispettorato.gov.it" target="_blank"><strong>dichiarazionepatente@pec.ispettorato.gov.it</strong></a> per dimostrare di essere in possesso dei requisiti minimi, utilizzando il modulo reso disponibile dall’INL, scaricabile <a href="https://www.ispettorato.gov.it/2024/09/23/inl-circolare-n-4-del-23-settembre-2024-su-patente-a-crediti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>qui</strong></a>.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, <strong>dal 1° novembre 2024, sarà necessario presentare la domanda ufficiale attraverso il portale INL</strong> per continuare a operare in regola.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali dati contiene la patente?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tramite il portale dell’INL, sarà possibile <strong>consultare e visionare la patente a crediti di una impresa</strong>, che conterrà le seguenti informazioni:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dati identificativi della persona giuridica, dell&#8217;imprenditore individuale o del lavoratore autonomo titolare della patente;</li>



<li>dati anagrafici del soggetto richiedente la patente;</li>



<li>data di rilascio e numero della patente;</li>



<li>punteggio attribuito al momento del rilascio;</li>



<li>punteggio aggiornato alla data di interrogazione del portale;</li>



<li>esiti di eventuali provvedimenti di sospensione;</li>



<li>esiti di eventuali provvedimenti definitivi, di natura amministrativa o giurisdizionale, ai quali consegue la decurtazione dei crediti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possono accedere a queste informazioni</strong> i soggetti titolari di un interesse qualificato, ovvero:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i titolari della patente o loro delegati;</li>



<li>le pubbliche amministrazioni; </li>



<li>gli <a href="https://blog.fenealuil.it/2021/11/22/rls-sicurezza-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RLS</a> e RLST; </li>



<li>gli organismi paritetici iscritti nel Repertorio nazionale; </li>



<li>il responsabile dei lavori; </li>



<li>i coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione dei lavori;</li>



<li>i soggetti che intendono affidare lavori o servizi ad imprese o lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili (i committenti).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Rendendo pubbliche queste informazioni, sarà possibile <strong>verificare la situazione aggiornata di ogni impresa o lavoratore autonomo in possesso della patente a punti</strong>, in piena trasparenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sanzioni e revoca della patente</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’INL avrà la facoltà di<strong> sospendere la patente in caso di dichiarazione non veritiera</strong> sulla sussistenza di uno o più requisiti. <strong>La sospensione ha una durata di ben dodici mesi</strong>, decorsi i quali l&#8217;impresa o il lavoratore autonomo potranno <strong>richiedere il rilascio di una nuova patente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto prevede, inoltre, la possibilità di <strong>adottare un provvedimento cautelare di sospensione della patente</strong>, nei seguenti casi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>infortuni da cui deriva la morte di uno o più lavoratori imputabile al datore di lavoro, al suo delegato o al dirigente, almeno a titolo di colpa grave. In tal caso, la sospensione è obbligatoria;</li>



<li>infortuni da cui deriva l&#8217;inabilità permanente di uno o più lavoratori o una irreversibile menomazione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>provvedimento di revoca della patente </strong>non potrà comunque essere adottato senza prima aver avviato<strong> un confronto con l’impresa o il lavoratore autonomo interessato</strong>. Sarà inoltre <strong>necessaria una valutazione approfondita della gravità dei fatti </strong>che potrebbero portare alla revoca. In particolare, nel caso di <strong>mancato rispetto degli obblighi formativi</strong>, anche in caso di accertamento di una dichiarazione non veritiera, <strong>l’ispettorato dovrà valutare il livello di gravità dell’omissione</strong>. Ad esempio, si considererà se l&#8217;assenza di formazione sia totale e quanti siano i lavoratori interessati, oltre a verificare se l’eventuale omissione riguardi personale non direttamente impiegato in cantiere (ad esempio il personale amministrativo). Si valuterà, inoltre, anche se l’impresa ha rispettato le prescrizioni precedenti in conformità con il decreto legislativo n. 758/1994.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trascorsi dodici mesi dalla revoca</strong>, l’impresa o il lavoratore autonomo potranno <strong>presentare richiesta per ottenere una nuova patente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutti i dettagli, consigliamo la consultazione della <a href="https://www.ispettorato.gov.it/2024/09/23/inl-circolare-n-4-del-23-settembre-2024-su-patente-a-crediti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Circolare n. 4 del 23 settembre 2024 dell’INL</strong></a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona l’attribuzione dei crediti?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema di assegnazione dei crediti si basa su <strong>vari fattori che premiano la storicità dell&#8217;azienda, gli investimenti in sicurezza e formazione, e il rispetto delle normative</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come detto, <strong>ogni impresa parte con una dotazione iniziale di 30 crediti</strong>, ma può <strong>ottenerne di ulteriori in base a diversi criteri</strong>. Fino a 10 crediti possono essere attribuiti al momento del rilascio della patente, in funzione della <strong>data di iscrizione alla Camera di Commercio</strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1724" height="556" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/patente-a-crediti-edilizia.png" alt="patente a crediti edilizia" class="wp-image-4283" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/patente-a-crediti-edilizia.png 1724w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/patente-a-crediti-edilizia-1280x413.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/patente-a-crediti-edilizia-980x316.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/10/patente-a-crediti-edilizia-480x155.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1724px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, per <strong>ogni biennio in cui non vengono registrati provvedimenti di decurtazione</strong>, l&#8217;impresa può accumulare<strong> 1 credito aggiuntivo</strong>, fino a un <strong>massimo di 20</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono previsti fino a <strong>40 crediti extra per investimenti o formazione relativi alla salute e sicurezza sul lavoro</strong>. Ad esempio, l’adozione di un <strong>Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro conforme alla norma UNI EN ISO 45001</strong>, l’asseverazione di <strong>modelli organizzativi secondo il decreto legislativo 81/2008</strong> e la <strong>formazione aggiuntiva per i lavoratori</strong>, in particolare per quelli stranieri, sono alcuni dei comportamenti premiati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>l’utilizzo di tecnologie avanzate per la sicurezza o la conduzione di visite mediche in cantiere da parte del medico competente</strong>, accompagnato da rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, permettono di <strong>guadagnare crediti aggiuntivi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, <strong>fino a 10 crediti possono essere assegnati in funzione della dimensione aziendale, della qualifica del personale, della certificazione SOA, o dell&#8217;applicazione di standard contrattuali elevati</strong>, ad esempio per l’impiego della manodopera in appalti e lavori flessibili. Altre attività premiate includono la consulenza da parte di organismi paritetici, la formazione linguistica per lavoratori stranieri, e l’adozione di politiche di sostenibilità e responsabilità sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I crediti vengono attribuiti al momento della presentazione della domanda se l&#8217;impresa soddisfa già i requisiti, e possono essere aggiornati nel tempo tramite documentazione telematica</strong>. Tuttavia, la <strong>perdita di certificazioni periodiche comporta la decurtazione dei crediti corrispondenti</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, una omessa elaborazione del documento di valutazione dei rischi comporta la perdita di 5 punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I flussi informativi per l&#8217;accreditamento e la sottrazione dei crediti saranno gestiti dall&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa succede in caso di patente con meno di 15 crediti?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se una patente a crediti scende al di sotto della soglia minima di 15 crediti, l&#8217;impresa non sarà più autorizzata a continuare a operare nei cantieri</strong>, fatta eccezione per la <strong>conclusione delle attività già in corso</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, è consentito completare i lavori di appalto o subappalto se <strong>è stato eseguito almeno il 30% del valore totale del contratto</strong>. Questo significa che, qualora il valore dei lavori svolti in un cantiere superi il 30% del totale previsto dal capitolato, <strong>l&#8217;impresa potrà terminare le operazioni su quel sito specifico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In caso contrario</strong>, se l’impresa o il lavoratore autonomo operano con una patente con meno di 15 crediti o addirittura senza patente, <strong>sono previste sanzioni amministrative</strong>. La multa ammonta al <strong>10% del valore del contratto del cantiere, ma non sarà comunque inferiore a 6.000 euro</strong>. Inoltre, l&#8217;impresa sarà <strong>esclusa dalla partecipazione a lavori pubblici per un periodo di sei mesi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La violazione sarà notificata dagli organi accertatori</strong> e l’ordinanza sanzionatoria sarà emessa dall&#8217;Ispettorato territoriale competente. La comunicazione della sanzione dovrà essere inviata anche <strong>all&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</strong>, che provvederanno all&#8217;interdizione dell’impresa dai lavori pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre,<strong> i committenti o responsabili dei lavori che non verificano il possesso della patente</strong> (o documento equipollente per imprese straniere) delle aziende esecutrici o dei lavoratori autonomi<strong> rischiano una sanzione pecuniaria che varia da 711,92 a 2.562,91 euro</strong>. I fondi raccolti attraverso le sanzioni verranno utilizzati per finanziare i sistemi informatici necessari per la gestione e l’aggiornamento delle patenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualora la patente non sia più dotata di un punteggio pari o superiore a quindici crediti, sarà possibile <strong>avviare le procedure per il loro recupero</strong>, in seguito alla valutazione di una Commissione territoriale composta dai rappresentanti dell’Ispettorato e dell’INAIL.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La posizione del Sindacato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Uil</strong> ha posto a questo Governo la <strong>richiesta di un Tavolo permanente sul tema della salute e sicurezza</strong>, che possa trovare soluzioni efficaci nella battaglia di civiltà che questo Paese oggi sta perdendo di fronte ai numeri di una <strong>strage continua</strong>, sia in termini di <strong>infortuni</strong> che di <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2023/08/07/malattie-professionali-costruzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">malattie professionali</a></strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, <strong>sulla patente a crediti abbiamo cercato di collaborare per migliorarla </strong>finché abbiamo potuto, ma <strong>restano per noi molti punti critici</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla Ministra Calderone <strong>è stata chiesta l’estensione a tutti i Settori del sistema di qualificazione</strong> &#8211; così come previsto dal vecchio testo di legge all’art.27 &#8211; indipendentemente dall’introduzione di uno strumento come la patente specifica per le imprese operanti nei cantieri temporanei e mobili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo strumento, così come è stato concepito, non è per noi sufficiente, e <strong>si è persa un’occasione per favorire un processo di qualificazione delle imprese</strong>, che invece avrebbe dovuto essere il fulcro della norma.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se veramente si vogliono <strong>prevenire infortuni e incidenti sul lavoro</strong> è necessario <strong>adottare standard di sicurezza efficaci e migliorativi</strong> rispetto al mero adempimento della normativa, standard quasi mai presenti nelle imprese piccole e piccolissime, che rappresentano l’80% del Settore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La patente a crediti avrebbe potuto spingere le aziende ad avviare processi di strutturazione organizzativa e di crescita dimensionale</strong>, in un’ottica di contrasto alla frammentazione in atto da anni. Invece, nella norma<strong> manca qualsiasi legame tra le grandi imprese affidatarie e le imprese subaffidatarie</strong>, un meccanismo che avrebbe potuto responsabilizzare la selezione e la scelta di imprese subappaltatrici secondo criteri di qualità anziché, come avviene oggi, favorendo la competizione della filiera soltanto in base al criterio del risparmio a discapito della qualità del lavoro e della sicurezza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come è stata elaborata, <strong>si rischia di avere soltanto uno strumento </strong><strong><em>“di facciata”</em></strong>, con punteggi che possono arrivare sino a 100 e molte imprese escluse dalla sua applicazione (quelle con attestazione Soa in classifica pari o superiore alla III). <strong>A oggi è difficile valutare l’impatto che la patente a crediti avrà su salute e sicurezza</strong>, di certo non registrabile nel breve termine. Intanto, <strong>non possiamo che sfruttare al meglio lo strumento e provare a migliorarlo</strong>, almeno in parte, attraverso la contrattazione, continuando a <strong>investire sulla formazione di lavoratori e lavoratrici e a rafforzare il rapporto con RLS e RLST per monitorare attentamente e in concreto i processi aziendali</strong>, e non soltanto sulla carta.&nbsp;</p>
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		<title>La manodopera straniera nel settore delle Costruzioni</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/09/23/manodopera-straniera-costruzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 13:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4260</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco i dati sulla manodopera straniera nel settore costruzioni, contenuti nel rapporto "Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia".</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2024/09/23/manodopera-straniera-costruzioni/">La manodopera straniera nel settore delle Costruzioni</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Secondo il <a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=6303" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>XIV Rapporto annuale &#8211; Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia</em></strong></a>, elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2023<strong> i lavoratori stranieri rappresentano una componente cruciale della forza lavoro nel Paese</strong>, con circa <strong>2,4 milioni di occupati</strong>, pari al <strong>10,1% del totale</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>settore delle Costruzioni</strong>, in particolare, <strong>ha registrato un&#8217;elevata incidenza di lavoratori stranieri</strong>. Tra le attivazioni di contratti per cittadini non italiani, infatti,<strong> il 34,2% si concentra nelle Costruzioni</strong>, rendendo questo comparto <strong>uno dei principali per la manodopera straniera, subito dopo l&#8217;agricoltura (40,8%).</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2020" height="1030" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_03.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4263" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_03.png 2020w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_03-1280x653.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_03-980x500.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_03-480x245.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2020px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme i<strong> dati del rapporto, </strong>concentrandoci sulle<strong> Costruzioni.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Variazione del numero di occupati</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 2022 e il 2023, <strong>nel settore delle Costruzioni si è registrata una diminuzione del numero di occupati italiani (-2,2%)</strong>, a fronte invece di un <strong>aumento tra i lavoratori stranieri non UE, pari al +6,1%</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1700" height="940" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_01.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4261" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_01.png 1700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_01-1280x708.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_01-980x542.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_01-480x265.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1700px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come mostra il grafico seguente, alcuni settori produttivi sono caratterizzati da <strong>una più consistente presenza straniera</strong>, come appunto quello delle Costruzioni, dove <strong>l’incidenza degli occupati stranieri è pari al 16,4%, in prevalenza lavoratori non UE</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1846" height="802" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_02.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4262" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_02.png 1846w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_02-1280x556.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_02-980x426.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_02-480x209.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1846px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nuove assunzioni stranieri non UE nel 2023: primo posto per il settore delle Costruzioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 2022 e il 2023, in tutti i settori economici i lavoratori stranieri non UE risultano in crescita. Con riferimento in particolare al <strong>settore delle Costruzioni</strong>, il <strong>numero di nuove assunzioni tra questi soggetti è aumentato del +18,4%</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1976" height="966" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_04.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4264" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_04.png 1976w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_04-1280x626.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_04-980x479.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_04-480x235.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1976px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Entrano più nel dettaglio, il rapporto rileva che nel comparto<strong> sono aumentate soprattutto le contrattualizzazioni di cittadini bangladesi (+76,6%), egiziani (+48,2%), srilankesi (+46,8%), indiani</strong> <strong>(+43,3%) e pakistani (+41,0%)</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Divario di genere: le Costruzioni fanalino di coda</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte di un aumento dell’occupazione di manodopera straniera, <strong>le Costruzioni continuano a registrare un divario di genere quasi totale</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, <strong>la forza lavoro impiegata è quasi interamente maschile: nello specifico, il 98,0% dei rapporti attivati riguarda lavoratori uomini</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1984" height="772" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_05.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4265" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_05.png 1984w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_05-1280x498.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_05-980x381.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_05-480x187.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1984px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rapporti di lavoro a tempo determinato trasformati a tempo indeterminato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un dato positivo è quello relativo alla <strong>trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stando ai dati del Ministero, infatti, il numero dei contratti trasformati che hanno interessato i cittadini stranieri <strong>nelle Costruzioni è aumentato del +9,9%</strong>, un incremento dovuto alla <strong>sola componente non comunitaria</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2004" height="874" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_06.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4267" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_06.png 2004w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_06-1280x558.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_06-980x427.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_06-480x209.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2004px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rapporti di lavoro cessati</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto concerne, invece, il dato relativo ai <strong>rapporti di lavoro cessati </strong>nel 2023 rispetto all’anno precedente,<strong> nel comparto si è registrato un aumento pari al +15,7%</strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2028" height="836" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_07.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4268" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_07.png 2028w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_07-1280x528.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_07-980x404.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_07-480x198.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2028px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Datori di lavoro e nuove assunzioni di manodopera straniera</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle<strong> </strong>Costruzioni, su un totale di<strong> 143.219 datori di lavoro </strong>che hanno effettuato almeno un&#8217;attivazione, <strong>59.310 hanno assunto cittadini stranieri</strong>, corrispondenti al <strong>41,4% del totale</strong> delle aziende del Settore.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1980" height="860" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_08.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4269" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_08.png 1980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_08-1280x556.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_08-980x426.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_08-480x208.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1980px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Più nel dettaglio, la percentuale di datori di lavoro che ha effettuato <strong>attivazioni destinate solo a cittadini stranieri</strong> nel settore delle Costruzioni è del <strong>64,0%</strong>, pari a 23.137 unità.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1984" height="934" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_09.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4270" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_09.png 1984w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_09-1280x603.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_09-980x461.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_09-480x226.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1984px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Assunzioni programmate: triplicato il numero rispetto al 2019</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2023 nelle Costruzioni si sono registrate 119 mila assunzioni programmate di personale straniero</strong>, con una crescita del <strong>+25,5%</strong> sul 2022 e quasi del triplo rispetto al 2019.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1694" height="1152" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_10.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4271" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_10.png 1694w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_10-1280x870.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_10-980x666.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_10-480x326.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1694px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte di questa crescita, si registra tuttavia una<strong> crescente difficoltà per le imprese nel reperire personale qualificato tra i lavoratori stranieri</strong>. Particolarmente difficili da reperire sono gli elettricisti nelle costruzioni civili.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1642" height="970" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_11.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4266" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_11.png 1642w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_11-1280x756.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_11-980x579.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_11-480x284.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1642px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Imprenditoria straniera&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2023, <strong>i titolari non UE di imprese nel complesso erano 392.489, pari al 13% del totale e</strong> <strong>in aumento di circa 2 mila unità rispetto al 2022 (+0,5%)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>settore delle Costruzioni</strong>, tuttavia, si registra un dato di molto superiore, pari al <strong>20,4%</strong>, con una variazione di <strong>+3.577 unità rispetto al 2022</strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1786" height="608" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_12.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4272" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_12.png 1786w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_12-1280x436.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_12-980x334.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_12-480x163.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1786px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Infortuni sul lavoro: aumentano tra i lavoratori stranieri</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’analisi degli infortuni occorsi ai lavoratori stranieri </strong>contenuta nel rapporto del Ministero è stata effettuata con riferimento agli ultimi anni disponibili, ovvero il biennio 2021-2022. Di seguito le principali evidenze:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail nel 2022 sono stati<strong> oltre 703 mila</strong>, <strong>in crescita di quasi il 25% </strong>rispetto al 2021;</li>



<li><strong>poco più del 17% (122.774) di tali denunce di infortunio ha interessato</strong> <strong>i lavoratori nati all’estero</strong>, con <strong>un aumento del 20% </strong>circa rispetto ai 102.692 casi dell’anno precedente;</li>



<li><strong>quasi l’80% degli infortuni è stato denunciato da lavoratori stranieri provenienti dai Paesi non comunitari</strong> (97.580; +20,6%), mentre il rimanente 20,5% dai comunitari (25.194; +15,6%).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il dato sui casi mortali è particolarmente negativo per quanto concerne la manodopera straniera</strong>. A fronte di un numero complessivo di 1.247 decessi, in diminuzione del 13,1% rispetto ai 1.435 dell’anno precedente, si nota uno scenario preoccupante. Infatti, il calo è da attribuirsi agli incidenti mortali tra i lavoratori nati in Italia (-17,3%), al quale si contrappone purtroppo un<strong> incremento del 10% tra gli immigrati</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini assoluti si segnalano <strong>210</strong> <strong>decessi in meno per i lavoratori italiani e 22 in più per i nati all’estero</strong> (+16 per i non comunitari e +6 per gli UE).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1744" height="866" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_13.png" alt="manodopera straniera nel settore delle Costruzioni" class="wp-image-4273" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_13.png 1744w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_13-1280x636.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_13-980x487.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/09/manodopera-straniera-nel-settore-delle-Costruzioni_13-480x238.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1744px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mediamente il 91% circa delle denunce del settore delle Costruzioni riguarda infortuni occorsi a lavoratori stranieri di genere maschile</strong>, e le comunità maggiormente coinvolte sono quella marocchina, albanese e rumena, che complessivamente costituiscono il 40% circa dei casi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il settore delle Costruzioni in Italia si basa fortemente sulla manodopera straniera</strong>, che rappresenta un pilastro fondamentale per mantenere la competitività e la produttività del comparto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, <strong>la condizione lavorativa di questi soggetti rimane complessa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>garantire una migliore integrazione e sicurezza sul lavoro</strong>, è necessario <strong>intervenire con politiche mirate che favoriscano non solo l&#8217;accesso al lavoro</strong>, ma anche la stabilità e la qualificazione professionale di questi lavoratori.</p>
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		<title>Calcolo volumetria: come calcolare i metri cubi</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/09/10/calcolo-volumetria-come-calcolare-i-metri-cubi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 14:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=4244</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cerchiamo di capire cosa si intende per volumetria di un immobile, come viene calcolata e quali sono gli elementi da considerare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La<strong> volumetria di un immobile</strong> rappresenta uno dei parametri fondamentali nella progettazione e regolamentazione edilizia. Si tratta del <strong>volume totale che una costruzione occupa nello spazio</strong>, <strong>espresso in metri cubi</strong>, e viene utilizzato come riferimento per valutare la conformità di un progetto alle normative urbanistiche.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La volumetria influisce non solo sull&#8217;estetica e sulla funzionalità degli edifici, ma anche sull&#8217;equilibrio tra spazi costruiti e aree libere all&#8217;interno di un contesto urbano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua determinazione è essenziale per <strong>rispettare limiti imposti dai regolamenti edilizi</strong>, come ad esempio l&#8217;<strong>indice di fabbricabilità</strong>, che definisce quanta volumetria può essere sviluppata su un determinato lotto di terreno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire <strong>cosa si intende per volumetria di un immobile</strong>, <strong>come viene calcolata</strong> e quali sono gli elementi da considerare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è la volumetria edilizia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>volumetria edilizia</strong> è il<strong> volume totale di un edificio</strong>, espresso in metri cubi (m³), e rappresenta lo <strong>spazio occupato dalla struttura all&#8217;interno del suo involucro esterno</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come vedremo più nel dettaglio più avanti, <strong>essa viene calcolata moltiplicando la superficie di base dell&#8217;edificio per la sua altezza</strong>, e viene utilizzata per determinare la quantità di spazio fisico che l&#8217;immobile occupa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La volumetria<strong> comprende tutte le parti costruite</strong>, incluse le aree coperte come piani, soffitti, e muri perimetrali, <strong>anche se non tutte queste parti sono sempre considerate nel calcolo</strong> in base alle normative specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A differenza della superficie, che si misura in metri quadrati (m²) </strong>e rappresenta l&#8217;area della pianta dell&#8217;immobile, <strong>la volumetria tiene conto della dimensione tridimensionale dell&#8217;edificio</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semplificando al massimo, <strong>dobbiamo immaginare come unità di misura un cubo, con lati di 1 metro</strong>; di conseguenza,<strong> la volumetria di un immobile corrisponde a quanti cubi di 1 metro per lato servono per occupare tutto lo spazio disponibile</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono diversi tipi di volumetria, che variano a seconda del contesto normativo e dell&#8217;obiettivo del calcolo. Ad esempio, la <strong>volumetria catastale</strong> viene utilizzata ai fini fiscali e di classificazione, mentre la <strong>volumetria urbanistica</strong> è impiegata per verificare la conformità del progetto edilizio alle norme locali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni elementi come <strong>balconi, terrazze o sottotetti possono essere inclusi o esclusi dal calcolo</strong> della volumetria a seconda delle regole stabilite dai regolamenti comunali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, la volumetria edilizia non solo definisce l&#8217;estensione fisica di un edificio, ma è anche uno <strong>strumento cruciale per l&#8217;organizzazione dello sviluppo urbano</strong>, la <strong>distribuzione degli spazi</strong> e la <strong>sostenibilità delle aree costruite</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si calcola la volumetria di un immobile</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>calcolo della volumetria di un immobile </strong>si basa sulla <strong>determinazione del volume dello spazio occupato dalla costruzione</strong>, considerando le<strong> dimensioni tridimensionali dell&#8217;edificio</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La formula generale utilizzata per ottenere la volumetria è:</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Volumetria = Superficie di base × Altezza</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Più nello specifico, in ambito edilizio si utilizzano la <strong>Superficie Utile Lorda (Sul) e la Altezza Interna Netta (Hin)</strong>, perché, come detto, alcune parti dell’immobile possono non rientrare nel calcolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>superficie di base</strong> corrisponde alla <strong>superficie orizzontale del piano terra</strong>, espressa in metri quadrati (m²), mentre<strong> l&#8217;altezza è la distanza verticale tra il pavimento e il soffitto</strong>, espressa in metri (m).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il risultato finale sarà espresso in metri cubi (m³), che rappresenta il volume dell’edificio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa formula è applicabile in modo semplice e diretto <strong>quando l&#8217;edificio ha una geometria regolare</strong>, come nel caso di una pianta rettangolare o quadrata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo un esempio semplice per capire <strong>come calcolare i metri cubi di un immobile a pianta regolare</strong>. Ipotizzando un edificio con con una <strong>superficie di base di 100 m² e un&#8217;altezza di 3 metri</strong>, la volumetria sarà la seguente:</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Volumetria = 100 m2 × 3 m = 300 m3</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo metodo funziona bene per edifici con una forma semplice, come quelli a un piano o con piani sovrapposti di altezza uniforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel caso di edifici con geometrie complesse o irregolari </strong>(ad esempio, edifici con ali sporgenti, tetti inclinati o volumi interni diversi), <strong>il calcolo della volumetria richiede un approccio più dettagliato</strong>. In queste situazioni, la volumetria viene scomposta in più sezioni più semplici (ad esempio, blocchi rettangolari o trapezoidali) e il volume di ciascuna sezione viene calcolato separatamente. Successivamente, i volumi delle varie sezioni vengono sommati per ottenere il volume totale dell&#8217;edificio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fattori che influenzano il calcolo della volumetria</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il calcolo della volumetria di un immobile può variare in base a una serie di fattori specifici</strong>, che influenzano quali porzioni dell&#8217;edificio debbano essere incluse o escluse dal calcolo del volume complessivo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo quali sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>altezza:</strong> se l&#8217;edificio è composto da piani con altezze diverse, ciascuno di essi dovrà essere valutato separatamente. L&#8217;altezza può essere determinata dalla normativa urbanistica locale, che spesso specifica un’altezza minima per considerare un piano abitabile. Per esempio, i locali con soffitti particolarmente bassi (come sottotetti o soppalchi) potrebbero essere esclusi o parzialmente considerati nel calcolo della volumetria;</li>



<li><strong>tipologia di edificio: </strong>la funzione dell&#8217;edificio (residenziale, commerciale, industriale, ecc.) può influire sul calcolo della volumetria. Gli edifici residenziali potrebbero seguire criteri differenti rispetto a quelli industriali o commerciali, poiché gli spazi tecnici, come locali impianti o aree di servizio, potrebbero essere esclusi dal calcolo della volumetria abitativa;</li>



<li><strong>elementi inclusi o esclusi dal calcolo: </strong>ogni regolamento edilizio specifica quali parti dell&#8217;edificio sono incluse nel calcolo della volumetria. Ad esempio:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sottotetti e mansarde: </strong>se abitabili e conformi alle altezze minime richieste, vengono inclusi nel calcolo della volumetria. I sottotetti non abitabili o con altezze ridotte possono essere esclusi o inclusi in misura ridotta (spesso con una percentuale);</li>



<li><strong>seminterrati: </strong>in alcuni casi, i seminterrati non abitabili non sono inclusi nella volumetria, soprattutto se utilizzati come cantine o locali tecnici. Tuttavia, se i seminterrati sono abitabili o destinati a uso commerciale, vengono inclusi nel calcolo;</li>



<li><strong>balconi, terrazze e logge:</strong> questi elementi esterni vengono spesso esclusi dal calcolo della volumetria, poiché non costituiscono spazi chiusi. Tuttavia, in alcuni casi, soprattutto per le logge coperte o chiuse lateralmente, una parte di questi volumi può essere inclusa;</li>



<li><strong>porticati e verande: </strong>possono essere considerati o meno a seconda delle norme locali. Se chiusi lateralmente, potrebbero essere inclusi nel calcolo della volumetria.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>tetti inclinati e soffitti a spiovente:</strong> nei casi in cui l&#8217;edificio abbia soffitti inclinati, la volumetria viene calcolata tenendo conto dell&#8217;altezza media. Nelle aree in cui l&#8217;altezza è inferiore a un certo limite (ad esempio 1,50 m), tali volumi potrebbero non essere inclusi nel calcolo;</li>



<li><strong>cortile interno e spazi tecnici:</strong> questi spazi, spesso vuoti o non abitabili, possono essere esclusi dal calcolo della volumetria, a meno che non siano destinati a un utilizzo funzionale come parte dell&#8217;edificio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, <strong>il calcolo della volumetria non si può ridurre a una semplice operazione matematica</strong>, perché dipende da diversi fattori regolamentari e tecnici. È essenziale <strong>comprendere quali elementi dell&#8217;edificio debbano essere considerati e quali possano essere esclusi</strong>, rispettando le normative locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, <strong>consigliamo di rivolgersi a un tecnico specializzato</strong>.&nbsp;</p>
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