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	<title>Safety First Archives - Blog FENEALUIL</title>
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	<description>Federazione Nazionale Lavoratori Edili Affini e del Legno</description>
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	<title>Safety First Archives - Blog FENEALUIL</title>
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	<item>
		<title>La comunicazione come forza sindacale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla presenza digitale al racconto dei territori: la sfida della FENEALUIL per rafforzare rappresentanza, identità e partecipazione Di Teresa Casale, Ufficio Stampa FENEALUIL nazionale In un contesto sociale e mediatico in rapidissima evoluzione, la comunicazione non è più una funzione accessoria dell’azione sindacale, ma parte integrante della rappresentanza. Un sindacato che non sa raccontarsi, che [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla presenza digitale al racconto dei territori: la sfida della FENEALUIL per rafforzare rappresentanza, identità e partecipazione </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Teresa Casale, Ufficio Stampa FENEALUIL nazionale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto sociale e mediatico in rapidissima evoluzione, la comunicazione non è più una funzione accessoria dell’azione sindacale, ma parte integrante della rappresentanza. Un sindacato che non sa raccontarsi, che non riesce a spiegare cosa fa e a rendere visibili risultati, vertenze e servizi, rischia di lasciare spazio a narrazioni superficiali o ostili. Narrazioni che lo descrivono come un soggetto distante, autoreferenziale, incapace di parlare alle lavoratrici e ai lavoratori di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la FENEALUIL &#8211; dentro il quadro confederale della UIL &#8211; la comunicazione è quindi una leva strategica: serve a rafforzare identità e reputazione, a costruire consenso consapevole, a intercettare nuove generazioni, a presidiare i luoghi &#8211; fisici e digitali &#8211; in cui si formano opinioni e si orientano scelte. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno trasformato in profondità il modo in cui le persone si informano, discutono e si organizzano. Le notizie viaggiano in tempo reale, i social network sono diventati spazi centrali del dibattito pubblico e gli stessi media tradizionali costruiscono sempre più spesso la propria agenda partendo da ciò che accade sulle piattaforme digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo cambiamento non è neutrale. Ha moltiplicato le fonti, ma ha anche reso più fragile l’autorevolezza degli attori istituzionali. Ha ampliato le possibilità di partecipazione, ma ha reso più facile la diffusione di semplificazioni, distorsioni e fake news.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindacato, in questo scenario, è spesso bersaglio di rappresentazioni distorte: un ostacolo alla modernizzazione, un apparato chiuso, un residuo del passato. Per questo non basta più comunicare “quando serve”. Serve una comunicazione continuativa, coerente e riconoscibile. Serve la capacità di parlare linguaggi diversi a pubblici diversi: lavoratori dei cantieri, tecnici, giovani, pensionati, istituzioni, media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni la FENEALUIL ha avviato un percorso significativo di rafforzamento della propria comunicazione, aumentando visibilità e capacità di presidio dello spazio digitale. Il rilancio del sito web come hub informativo, il rafforzamento della presenza sui social, la costruzione di un blog di approfondimento sui temi del settore, la nascita della rivista “News dal Sindacato” e dello speciale “Safety First” rappresentano tasselli di una strategia che ha iniziato a dare risultati concreti. La crescita delle comunità digitali &#8211; in particolare sui social &#8211; testimonia una maggiore capacità di raggiungere e coinvolgere persone. Allo stesso tempo, la collaborazione con professionalità esterne e la definizione di piani editoriali hanno contribuito a rendere la comunicazione più strutturata ed efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un passaggio importante è stato anche il rafforzamento del legame con i territori: rilanciare vertenze, accordi e risultati locali sui canali nazionali ha attivato un circuito virtuoso, capace di valorizzare il lavoro quotidiano delle strutture e di trasformarlo in patrimonio comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi passi hanno rafforzato la presenza della FENEALUIL, ma oggi non sono più sufficienti se restano frammentati. La comunicazione è cresciuta, ma è ancora troppo dispersa tra livelli nazionali, regionali e territoriali. Tante esperienze di qualità rischiano di non essere valorizzate, di non dialogare tra loro, di non contribuire alla costruzione di un racconto comune. Per affrontare le sfide dei prossimi anni serve un salto di qualità: un modello di comunicazione integrato e unitario. Un modello che non significa centralizzare, ma mettere in rete; non uniformare, ma rendere riconoscibile; non sostituire i territori, ma valorizzarli. Servono linguaggi, stili e strumenti coerenti, capaci di restituire con chiarezza i valori e le priorità dell’Organizzazione. Chi incontra la FENEALUIL deve percepire immediatamente una comunità unita, con una voce riconoscibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondamentale è anche il coordinamento con la UIL: la comunicazione di categoria deve dialogare pienamente con quella confederale, contribuendo alle grandi campagne su lavoro, sicurezza, salari, fisco e pensioni, e portando dentro quel racconto le specificità del settore delle costruzioni.<br>Infine, la centralità dei territori e dei luoghi di lavoro resta il cuore della comunicazione. Cantieri, vertenze, accordi, persone: è qui che nasce il nostro racconto. Il compito della comunicazione nazionale è metterlo in rete, renderlo visibile, trasformarlo in patrimonio collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi più che mai, comunicare non è un’attività accessoria: è una condizione per esistere nello spazio pubblico. Per un’organizzazione come la FENEALUIL significa rafforzare la propria capacità di rappresentanza, parlare ai lavoratori di oggi e di domani, contrastare narrazioni distorte, costruire consenso attorno alle proprie battaglie. “Insieme per costruire” vale anche per questo: costruire una comunicazione più forte, più consapevole, più condivisa. Perché raccontare il lavoro, oggi, è già una forma di tutela del lavoro stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<title>Trasparenza, responsabilità, solidità</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/trasparenza-responsabilita-solidita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La politica amministrativa della FENEALUIL come leva di crescita e tutela dell’Organizzazione Di Vincenzo Mudaro &#8211; Tesoriere nazionale FENEALUIL Negli ultimi anni la FENEALUIL ha portato avanti una politica amministrativa fondata su rigore, trasparenza e responsabilità. Non si è trattato soltanto di migliorare procedure interne, ma di qualificare profondamente il modo di amministrare la Federazione, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>La politica amministrativa della FENEALUIL come leva di crescita e tutela dell’Organizzazione </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Vincenzo Mudaro &#8211; Tesoriere nazionale FENEALUIL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni la FENEALUIL ha portato avanti una politica amministrativa fondata su rigore, trasparenza e responsabilità. Non si è trattato soltanto di migliorare procedure interne, ma di qualificare profondamente il modo di amministrare la Federazione, rafforzandone affidabilità, credibilità e capacità di programmazione. In questa direzione, le modifiche statutarie introdotte hanno rappresentato una svolta importante. L’obbligo di assumere il bilancio di esercizio di competenza, l’adozione della contabilità ordinaria affidata a un commercialista professionista e la previsione di nominare presidente del collegio sindacale un professionista iscritto all’albo dei revisori contabili hanno dato alla FENEALUIL un sistema di gestione e controllo più trasparente, efficace e uniforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa politica amministrativa ha prodotto un risultato fondamentale, ha reso più chiaro come vengono utilizzate le risorse economiche che ogni mese le lavoratrici e i lavoratori mettono a disposizione dell’Organizzazione. Ed è un punto essenziale, perché ogni quota versata dagli iscritti rappresenta un atto di fiducia che deve essere onorato con serietà, correttezza e piena trasparenza. Allo stesso tempo, questa impostazione ha consentito di indirizzare meglio l’utilizzo delle risorse economiche verso i fini statutari della Federazione, riducendo dispersioni e rafforzando la coerenza tra gestione amministrativa, obiettivi politici e sviluppo organizzativo. Le politiche di risparmio e razionalizzazione adottate in questi anni hanno inoltre liberato risorse da destinare al sostegno delle Federazioni regionali e territoriali. Questo ha generato un effetto moltiplicatore sui risultati organizzativi, perché le risorse, se ben governate, diventano uno strumento concreto di crescita, presenza e rappresentanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La FENEALUIL si è rafforzata anche dal punto di vista economico e patrimoniale, sapendo valorizzare il momento favorevole attraversato dal settore delle Costruzioni. Una condizione che è stata utilizzata al meglio anche per dotare la Federazione, ai vari livelli, di congrui fondi rischi in bilancio, così da affrontare con maggiore serenità le possibili ricadute critiche del rinnovo degli accordi organizzativi unitari, i cosiddetti Accordi di Roma e un presumibile rallentamento del comparto. Anche su questo terreno la Federazione ha dimostrato capacità progettuale, visione e omogeneità di indirizzo, preparandosi per tempo e mantenendo sempre al centro gli obiettivi politici e organizzativi.<br>In questo percorso va sottolineata con forza anche l’importanza del ruolo del Tesoriere, figura centrale nella tutela delle risorse provenienti dagli iscritti. Il Tesoriere non svolge soltanto una funzione tecnica, ma esercita una responsabilità strategica per la correttezza, la trasparenza e l’equilibrio della gestione amministrativa, contribuendo in modo diretto alla solidità e alla credibilità dell’Organizzazione. Proprio per questo la FENEALUIL investirà ulteriormente su queste figure, attraverso una formazione specifica con dei corsi nazionali dedicati ai Tesorieri, per consolidarne le competenze, uniformare i criteri di gestione e rafforzare una cultura amministrativa moderna e condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Amministrare bene, per la FENEALUIL, non significa soltanto tenere in ordine i conti. Significa mettere le risorse al servizio di una visione, sostenere i territori, accompagnare la crescita e trasformare la solidità amministrativa in forza organizzativa e sindacale.<br>Al XIX Congresso nazionale arriviamo con una certezza in più: la buona amministrazione è stata in questi anni una leva decisiva di consolidamento e di crescita per tutta la FENEALUIL.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da Tesoriere nazionale guardo con fiducia al futuro della nostra Federazione, non solo per la qualità delle scelte compiute, ma soprattutto per la qualità delle persone che ogni giorno, con serietà, passione e competenza, si impegnano all’interno dell’Organizzazione. È grazie a questo patrimonio umano che la FENEALUIL saprà continuare a reagire in modo dinamico alle difficoltà, affrontare le sfide future e costruire nuove opportunità di sviluppo per tutta la Federazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<item>
		<title>Sicurezza in edilizia: fermare la strage silenziosa nei cantieri</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/sicurezza-edilizia-fermare-strage-silenziosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Precarietà, appalti, formazione e pensioni: perché servono controlli più rigorosi e un nuovo modello Di lavoro di Stefano Costa &#8211; Segretario nazionale FENEALUIL La sicurezza sul lavoro non è un tema secondario. In Italia rappresenta ancora oggi una vera emergenza civile, che ogni giorno segna la vita di lavoratrici, lavoratori e delle loro famiglie. Nonostante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Precarietà, appalti, formazione e pensioni: perché servono controlli più rigorosi e un nuovo modello </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di lavoro di Stefano Costa &#8211; Segretario nazionale FENEALUIL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza sul lavoro non è un tema secondario. In Italia rappresenta ancora oggi una vera emergenza civile, che ogni giorno segna la vita di lavoratrici, lavoratori e delle loro famiglie. Nonostante anni di normative, protocolli e campagne di sensibilizzazione, la strage silenziosa continua. Per questo la UIL, già nel 2021, ha lanciato la campagna “<em>Zero morti sul lavoro</em>”, assumendo un impegno chiaro: nessuna morte sul lavoro è accettabile, nessuna può essere considerata il prezzo inevitabile dello sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri confermano quanto quella campagna sia più attuale che mai. Nel 2025 le denunce di infortunio presentate all’INAIL sono state 597.710, in aumento dell’1,4% rispetto alle 589.571 del 2024, mentre le morti sul lavoro hanno raggiunto 1.093. Tra i settori più a rischio, le Costruzioni restano in cima alla lista. Nel 2025 sono state registrate oltre 38.000 denunce di infortunio, con il comparto che si conferma tra i primi per numero di incidenti mortali. Sebbene nei primi otto mesi dell’anno si sia registrata una lieve riduzione delle denunce complessive (-0,7%), il rischio rimane altissimo, soprattutto per le cadute dall’alto, una delle principali cause di infortunio grave e mortale. Dei 798 decessi totali sul lavoro nel 2025, ben 148 si sono verificati nelle Costruzioni, confermando il primato negativo del settore davanti alla manifattura (117), ai trasporti e magazzinaggio (110) e al commercio (68).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi dati si aggiungono quelli dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, che evidenziano una situazione di irregolarità diffusa proprio nell’edilizia. Nel primo trimestre del 2025, le ispezioni sono aumentate del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e le irregolarità accertate sono cresciute del 20%. Questi numeri misurano concretamente la distanza tra le norme scritte e ciò che accade realmente nei cantieri, nelle cave, nei cementifici e nelle fabbriche di legno e laterizi. Un dato particolarmente significativo mostra che circa il 70% delle giornate di infortunio nei cantieri riguarda lavoratori senza contratto edile, privi quindi degli obblighi formativi e delle tutele previste dal sistema contrattuale di settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che frammentazione contrattuale, uso di contratti impropri, forme spurie di lavoro autonomo e catene di appalto e subappalto non sono elementi neutri, ma fattori che producono direttamente insicurezza. Parlare di “fatalità” è, quindi, profondamente sbagliato. Dietro gran parte degli infortuni e delle morti sul lavoro ci sono cause precise e ricorrenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Precarietà &#8211; Dove i rapporti di lavoro sono fragili, la sicurezza è debole. Lavoro nero, cooperative spurie, intermediazione illecita di manodopera, subappalti non controllati e contratti non coerenti con le attività svolte creano una zona grigia in cui è più facile aggirare le regole.&nbsp;</li>



<li>Mancanza di formazione &#8211; Gran parte degli infortuni riguarda lavoratori privi di contratto edile, che spesso non ricevono una formazione adeguata sulla sicurezza e sui rischi specifici del cantiere.&nbsp;</li>



<li>Catene di appalto complesse e subappalti &#8211; La frammentazione dei ruoli e la mancanza di responsabilità chiare rendono difficile garantire controlli e prevenzione efficaci.&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La strada per ridurre drasticamente gli incidenti passa quindi attraverso un modello di lavoro più stabile e trasparente, con contratti coerenti, formazione obbligatoria e controlli incisivi su appalti e subappalti. Solo così si potrà davvero avvicinarsi all’obiettivo della campagna “<em>Zero morti sul lavoro</em>”, proteggendo chi ogni giorno costruisce il Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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			</item>
		<item>
		<title>Materiali da costruzione, la sfida della contrattazione nella transizione industriale</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/materiali-costruzione-sfida-transizione-industriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Innovazione, energia e digitalizzazione: senza contrattazione non c’è transizione giusta né tutela del lavoro Di Andrea Merli &#8211; Segretario nazionale FENEALUIL Quando si parla di Costruzioni, l’attenzione pubblica e politica si concentra quasi sempre sui cantieri, sull’edilizia e sulle grandi opere. Molto meno si parla di ciò che rende possibile tutto questo: il sistema dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Innovazione, energia e digitalizzazione: senza contrattazione non c’è transizione giusta né tutela del lavoro </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Andrea Merli &#8211; Segretario nazionale FENEALUIL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di Costruzioni, l’attenzione pubblica e politica si concentra quasi sempre sui cantieri, sull’edilizia e sulle grandi opere. Molto meno si parla di ciò che rende possibile tutto questo: il sistema dei materiali da costruzione. Eppure è proprio nei cementifici, nelle fabbriche di laterizi e manufatti, nelle cave, nei comparti lapidei, negli impianti del calcestruzzo e negli stabilimenti del legno-arredo che prende forma il cuore industriale dell’intera filiera. I materiali da costruzione non rappresentano un comparto accessorio o marginale rispetto all’edilizia, ma una componente essenziale, strategica e insostituibile. È qui che si genera una parte rilevante del valore economico della filiera, si concentrano competenze industriali, occupazione, innovazione e investimenti. Senza una filiera solida dei materiali non esistono edilizia moderna, infrastrutture efficienti, rigenerazione urbana né manutenzione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase storica, il ruolo dei materiali da costruzione diventa ancora più centrale. Le grandi trasformazioni che attraversano il settore delle Costruzioni passano infatti dagli impianti fissi:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la transizione ecologica, con la necessità di ridurre emissioni e consumi energetici;&nbsp;</li>



<li>la transizione digitale, con processi sempre più automatizzati e interconnessi;&nbsp;</li>



<li>la sfida della sicurezza, della qualità del lavoro e della sostenibilità sociale.&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, il ridimensionamento dei bonus edilizi ha spostato il baricentro degli investimenti verso le infrastrutture pubbliche, le grandi opere, le reti e l’ingegneria civile, anche grazie al PNRR. Questo ha ulteriormente rafforzato il peso strategico del comparto dei materiali da costruzione, oggi snodo fondamentale per la realizzazione delle opere e per la modernizzazione del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, la contrattazione collettiva ha svolto e continua a svolgere un ruolo decisivo. In una fase segnata dall’inflazione, dall’aumento del costo della vita e da profondi cambiamenti industriali, i rinnovi dei principali contratti nazionali dei materiali da costruzione hanno rappresentato uno strumento essenziale di tutela e di governo del cambiamento. La contrattazione nazionale ha innanzitutto difeso il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso aumenti salariali significativi e il rafforzamento del sistema di welfare integrativo, previdenziale e sanitario. Ma i rinnovi hanno affrontato anche un’altra sfida cruciale: l’impatto della transizione energetica e digitale sull’organizzazione del lavoro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli impianti stanno cambiando rapidamente. Crescono automazione, digitalizzazione, controllo da remoto e l’utilizzo di tecnologie avanzate orientate alla sostenibilità ambientale. Di conseguenza, cambiano le mansioni, le professionalità e le competenze richieste. Per questo la contrattazione ha iniziato a intervenire con maggiore decisione sugli inquadramenti professionali, per riconoscere il valore di lavori in evoluzione ed evitare che le nuove competenze restino prive di adeguato riconoscimento economico e professionale. Parallelamente, sono stati rafforzati gli strumenti di partecipazione e confronto sulle riorganizzazioni industriali. È su questo terreno che si giocherà la sfida dei prossimi anni. Gli investimenti in efficienza energetica, riduzione delle emissioni, innovazione tecnologica e digitalizzazione avranno inevitabili ricadute su organici, orari, organizzazione del lavoro e tenuta occupazionale. Per la FENEALUIL, queste trasformazioni non possono essere subite né gestite unilateralmente dalle imprese: devono essere governate attraverso la contrattazione, il confronto preventivo e il pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori. La transizione ecologica e digitale, infatti, non è neutra. Se subita, rischia di tradursi in chiusure, esternalizzazioni, riduzione dell’occupazione e aumento delle disuguaglianze.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece governata da relazioni industriali forti, può diventare un’occasione di innovazione, crescita professionale e miglioramento delle condizioni di lavoro. In questa prospettiva, accanto alla contrattazione nazionale assume sempre più centralità il secondo livello, aziendale o di gruppo. Diventa quindi decisivo rafforzare il ruolo delle RSU negli impianti fissi, ampliando i luoghi in cui il Sindacato non solo è presente, ma è riconosciuto come interlocutore pieno, capace di contrattare e accompagnare il cambiamento. Le RSU devono essere protagoniste dei processi di innovazione tecnologica ed ecologica, affrontando temi come automazione, digitalizzazione, salute e sicurezza, formazione e riqualificazione professionale. Solo una contrattazione forte può impedire che l’innovazione si traduca in tagli e precarietà. Al contrario, può trasformarla in un’opportunità per costruire lavoro di qualità, valorizzare le competenze, ridurre i rischi e accompagnare con dignità anche i lavoratori più anziani, attraverso percorsi di uscita anticipata o di ricollocazione in mansioni meno gravose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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			</item>
		<item>
		<title>Verso una nuova industria delle Costruzioni</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/nuova-industria-costruzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5738</guid>

					<description><![CDATA[<p>Innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro: la transizione del settore richiede una strategia chiara e un ruolo attivo del Sindacato per governare il cambiamento Di Francesco Sannino &#8211; Segretario nazionale Il settore delle Costruzioni si trova oggi in una fase delicata. La lunga spinta garantita dal PNRR e dalla stagione straordinaria dei bonus edilizi si [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro: la transizione del settore richiede una strategia chiara e un ruolo attivo del Sindacato per governare il cambiamento</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Francesco Sannino &#8211; Segretario nazionale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore delle Costruzioni si trova oggi in una fase delicata. La lunga spinta garantita dal PNRR e dalla stagione straordinaria dei bonus edilizi si avvia alla conclusione e si apre una fase nuova, meno sostenuta dagli incentivi e più esposta alle regole del mercato. Non siamo di fronte a una nuova crisi, ma a un passaggio che va governato con lucidità e visione. È qui che il ruolo del Sindacato diventa decisivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati confermano che il settore mantiene ancora una forza importante. Nel 2024 le Casse Edili hanno registrato circa 895 milioni di ore lavorate, con un aumento del 3,3% rispetto al 2023 e del 7,2% rispetto al 2022. Sono cresciuti di oltre il 5% anche i lavoratori iscritti, mentre la massa salari ha superato i 10 miliardi di euro. Se allarghiamo lo sguardo all’intera filiera &#8211; progettazione, edilizia, impianti, materiali e servizi collegati &#8211; il sistema delle Costruzioni ha prodotto nel 2024 un valore pari a 643 miliardi di euro, occupando 3,3 milioni di persone e creando oltre 150 mila nuovi posti di lavoro. Dopo tre anni di forte espansione, il valore della produzione ha registrato una lieve flessione in termini reali (-1,7%), ma resta ampiamente superiore ai livelli precedenti alla pandemia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che il settore ha dimostrato una straordinaria capacità di ripresa: ha sostenuto il PIL, creato occupazione, attivato investimenti e trascinato quasi tutti i comparti industriali collegati. Ma proprio perché la fase espansiva è stata eccezionale, oggi è necessario evitare che il rallentamento si traduca in un ritorno alle vecchie fragilità. Il rischio esiste. Se questa transizione non verrà accompagnata da una strategia industriale e sindacale chiara, potremmo assistere a una nuova compressione dei salari, all’aumento del lavoro irregolare, alla crescita del dumping contrattuale, a un uso ancora più distorto del subappalto e a una riduzione degli investimenti in sicurezza e formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore continua infatti a essere segnato da problemi strutturali. Oltre il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti. Le aziende più grandi e strutturate sono poche, mentre prevale una rete frammentata di piccole imprese e microimprese spesso legate da lunghe catene di appalti e subappalti. In questo contesto diventa più difficile garantire contratti regolari, formazione adeguata, contribuzione corretta e piena tutela della salute e della sicurezza. La liberalizzazione del subappalto, se non accompagnata da regole rigorose e controlli efficaci, rischia di accentuare queste distorsioni. Per questo la FENEALUIL continua a chiedere una filiera più trasparente, in cui il subappalto torni a essere uno strumento tecnico e organizzativo e non il modo per ridurre i costi comprimendo diritti e salari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro nodo centrale riguarda la mancanza di manodopera qualificata. Sempre più imprese faticano a trovare lavoratori specializzati, mentre sempre meno giovani scelgono questo settore. Pesano l’immagine di un lavoro duro e poco attrattivo. Ma il settore è anche altro e per questo diventa indispensabile costruire una nuova narrazione, in grado di parlare ai giovani, mostrando il settore come moderno, tecnologico, socialmente utile e centrale nella transizione ecologica del Paese. Un lavoro che non può più essere ridotto solamente a un mestiere faticoso ma che oggi diventa professionalità, tecnologia e contributo concreto alla trasformazione del Paese. In questa fase di trasformazione in cui la riqualificazione energetica e la sostenibilità ambientale stanno ridisegnando il lavoro nei cantieri, c’è bisogno di profili professionali capaci di gestire processi, servono nuove competenze, innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre, dunque, traghettare il settore verso quella che possiamo definire una vera “industria delle Costruzioni”: imprese più solide e strutturate; una filiera meno frammentata; più innovazione, più formazione, più qualità del lavoro. Per questo servono investimenti forti nel ricambio generazionale e nella valorizzazione delle professionalità. L’esperienza di Fondamentale è stata un primo passo importante per diffondere e mostrare concretamente la parte sana del nostro settore, il valore della bilateralità, esperienza unica e centenaria, l’edilizia come settore che si innova e non resta fermo, con sistemi intelligenti che aiutano a costruire meglio e tecnologie che diventano strumenti al servizio dell’uomo per rendere il lavoro meno faticoso e rischioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la FENEALUIL questa non è soltanto una questione occupazionale, ma un problema di futuro del settore. Per noi non basta difendere l’esistente ma occorre sostenere il cambiamento attraverso una politica industriale di lungo periodo, con risorse certe e stabili, capace di accompagnare le imprese che investono in innovazione, sicurezza, sostenibilità e qualificazione del personale. Promuovere una diversa organizzazione del lavoro, che riconosca le competenze, stabilizzi i percorsi professionali e renda il lavoro nelle Costruzioni più attrattivo, soprattutto per le nuove generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa sfida il Sindacato ha una funzione strategica. La contrattazione deve saper collegare investimenti e innovazione a salari più alti, più diritti, più formazione e più sicurezza. Il rinnovo dei contratti e lo sviluppo della contrattazione di secondo livello devono diventare strumenti per redistribuire la ricchezza prodotta e accompagnare le trasformazioni in corso. Anche il sistema bilaterale rappresenta un presidio fondamentale. Casse Edili, Scuole Edili ed Enti unificati non sono un costo, ma una infrastruttura indispensabile: sostengono il welfare integrativo, finanziano la formazione, controllano la regolarità contributiva e producono dati preziosi sull’andamento del settore. Rafforzarli significa rafforzare la qualità del lavoro e la tenuta dell’intero comparto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il futuro delle Costruzioni sarà sempre più legato alle grandi transizioni che attraversano il Paese: quella ecologica, quella digitale e quella urbana. Già oggi oltre il 70% del mercato riguarda la manutenzione, la riqualificazione, il recupero e la rigenerazione del patrimonio esistente. Nel 2024 la manutenzione straordinaria ha superato i 161 miliardi di euro e quella ordinaria i 50 miliardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida della sostenibilità riguarda cantieri meno impattanti, materiali innovativi, efficienza energetica, riduzione delle emissioni e sicurezza del territorio. Quella digitale riguarda l’uso del BIM, delle piattaforme di coordinamento, degli strumenti predittivi per la manutenzione e per la prevenzione degli infortuni. Per la FENEALUIL non si tratta di chiedersi se queste trasformazioni avverranno, ma come. La nostra risposta è chiara: devono produrre lavoro stabile, qualificato e sicuro. Non possono diventare il pretesto per scaricare i costi sui lavoratori, aumentare la precarietà o moltiplicare le gare al massimo ribasso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Governare questa transizione significa decidere quale idea di Paese vogliamo costruire: un’Italia fondata su lavoro povero, frammentazione e insicurezza, oppure un’Italia che investe su qualità, diritti, innovazione e giustizia sociale. È questa la sfida che il Sindacato ha di fronte. Ed è questa la responsabilità che la FENEALUIL intende assumersi.</p>



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		<title>Organizzare il cambiamento per rafforzare il futuro</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/organizzare-cambiamento-rafforzare-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:52:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riforma organizzativa della FENEALUIL come visione per la crescita Di Pierpaolo Frisenna &#8211; Segretario organizzativo nazionale FENEALUIL Per molti anni la FENEALUIL ha convissuto con una struttura territoriale fortemente frammentata: 104 realtà provinciali, spesso piccole, con limitata massa critica e frequenti difficoltà economiche e organizzative. Un modello che finiva per disperdere energie e indebolire [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>La riforma organizzativa della FENEALUIL come visione per la crescita</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Pierpaolo Frisenna &#8211; Segretario organizzativo nazionale FENEALUIL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per molti anni la FENEALUIL ha convissuto con una struttura territoriale fortemente frammentata: 104 realtà provinciali, spesso piccole, con limitata massa critica e frequenti difficoltà economiche e organizzative. Un modello che finiva per disperdere energie e indebolire la capacità di azione dell’Organizzazione. Negli ultimi anni abbiamo scelto di cambiare. In coerenza con l’evoluzione del modello confederale, abbiamo avviato una riforma profonda che ha portato alla riduzione delle strutture territoriali da 104 a 20, rafforzando allo stesso tempo il livello regionale. Non è stata una semplice riduzione numerica, ma una scelta strategica per costruire federazioni più solide, sostenibili e capaci di affrontare le sfide della rappresentanza moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riforma ha riaffermato il valore centrale del territorio, liberando risorse economiche e umane da reinvestire nella presenza quotidiana, nella tutela, nella contrattazione, nei cantieri e negli impianti fissi. Riorganizzare ha significato concentrare competenze, energie e responsabilità senza perdere il legame con i luoghi di lavoro e con gli iscritti. La sfida era tenere insieme due esigenze solo apparentemente opposte: semplificare la struttura e rafforzare la prossimità sindacale. I risultati dimostrano che questa scelta è stata giusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2014 la FENEALUIL ha registrato una crescita costante sia in termini di iscritti sia di rappresentatività, nel comparto edile come in quello del legno e dei materiali da costruzione. Nel comparto edile, la rappresentatività media nazionale è passata dal 21,70% del 2014 al 25,40% del 2025 (attestandosi al 25,70% nel solo sistema industriale), con punte che in alcuni territori si avvicinano stabilmente al 50%. Nello stesso periodo, le Federazioni territoriali sopra il 20% di rappresentatività sono passate da 54 a 73; quelle sotto il 20% si sono ridotte da 48 a 26; e le realtà con rappresentatività inferiore al 15% sono scese da 26 a 10. Anche sul piano associativo la crescita è stata rilevante: nel comparto edile si è passati da circa 92.000 iscritti nel 2014 a ben oltre 150.000 nel 2025; negli impianti fissi gli iscritti sono cresciuti da poco più di 5.000 a quasi 9.000.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono dati che non raccontano una crescita casuale, ma la forza di un’Organizzazione che ha saputo restare credibile, presente e utile anche in anni complessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riforma ha permesso di tenere insieme sostenibilità economica e capacità di rappresentanza, in una fase resa ancora più impegnativa dagli Accordi di Roma, che attribuiscono alla rappresentatività reale un ruolo decisivo. La trasformazione ha avuto anche una forte componente tecnologica. Con il progetto FENEALGEST, la FENEALUIL si è dotata di un ambiente informatico unico e integrato, capace di mettere in rete tutte le strutture e di offrire strumenti operativi omogenei.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo non era soltanto digitalizzare procedure esistenti, ma rendere l’attività sindacale più rapida, trasparente, connessa ed efficace. Accanto all’innovazione tecnologica, la FENEALUIL ha investito con determinazione anche sul proprio capitale umano. È stato costruito un piano strutturato di formazione sindacale, realizzato in sinergia con la UIL, rivolto a dirigenti, operatori, delegati, RSU, RSA, RLS, RLST e attivisti. Un investimento che ha rafforzato competenze, qualità della classe dirigente e processi di rinnovamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso, però, non è concluso. Nei prossimi anni la FENEALUIL dovrà completare e consolidare il processo di regionalizzazione, governare il ricambio generazionale, rafforzare ulteriormente l’utilizzo degli strumenti digitali e integrare sempre di più Organizzazione e progetto sindacale. Ma oggi va posto con chiarezza anche un altro tema. La riforma organizzativa della FENEALUIL può produrre un effetto ancora più forte, persino moltiplicatore, se parallelamente anche la Confederazione svilupperà azioni integrate di politica organizzativa. Serve una visione capace di combinare in modo sinergico e simbiotico l’azione delle categorie con quella della Confederazione e dei servizi. I servizi non devono essere vissuti come realtà a sé stanti, ma unicamente come strumenti di crescita per tutta l’Organizzazione, leve essenziali per rafforzare radicamento, rappresentatività e capacità di associare le persone alla nostra Organizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito interno non può ridursi a una discussione su perimetri, assetti o incarichi. L’Organizzazione non è un fine in sé, ma uno strumento. E ogni scelta organizzativa ha senso solo se risponde a una domanda fondamentale: in che modo ci aiuta a difendere meglio le lavoratrici e i lavoratori e in che modo ci aiuta a farli entrare nella nostra comunità sindacale? È questa la bussola che ha guidato la FENEALUIL negli ultimi anni. Ed è questa la direzione che dovrà continuare a orientare la nostra azione e il nostro futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’appuntamento congressuale del XIX Congresso nazionale arriviamo con risultati concreti, con una riforma vera già realizzata e con una consapevolezza più forte: quando il cambiamento è guidato da visione e responsabilità, non rappresenta una rinuncia, ma un investimento sul futuro. La FENEALUIL ha scelto di cambiare per diventare più forte, più moderna, più coesa e più vicina al lavoro. Ora bisogna proseguire su questa strada, rafforzando l’integrazione tra Organizzazione, progetto politico, Confederazione e servizi, per trasformare ogni scelta organizzativa in più tutela, più rappresentanza e più presenza nel mondo del lavoro.</p>



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		<title>XIX Congresso FENEALUIL: insieme per costruire…</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/xix-congresso-fenealuil-insieme-per-costruire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il valore del percorso congressuale e le sfide del XIX Congresso nazionale Di Mauro Franzolini &#8211; Segretario Generale FENEALUIL Il Congresso, per la FENEALUIL, non è un semplice appuntamento in calendario: è il momento in cui l’Organizzazione si ferma, si guarda allo specchio e decide, insieme, chi vuole essere e dove vuole andare. Abbiamo avuto [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il valore del percorso congressuale e le sfide del XIX Congresso nazionale</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Mauro Franzolini &#8211; Segretario Generale FENEALUIL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Congresso, per la FENEALUIL, non è un semplice appuntamento in calendario: è il momento in cui l’Organizzazione si ferma, si guarda allo specchio e decide, insieme, chi vuole essere e dove vuole andare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo avuto una stagione congressuale straordinaria, intensa e partecipata, con 48 congressi territoriali e regionali, due dei quali hanno segnato nuove tappe importanti nella riforma del nostro modello organizzativo. La nostra priorità resta rendere l’azione sindacale sempre più vicina e rispondente alle esigenze e ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni singolo Congresso è stata una preziosa occasione per testimoniare un pezzo di Paese e di esperienza: una vertenza locale, un contratto aziendale migliorato, una storia di sicurezza salvata in cantiere, una battaglia sulla casa o sulla rigenerazione urbana, un giovane iscritto conquistato con pazienza. Mettere insieme queste storie significa costruire tessuto umano e trasformare storie individuali in un percorso collettivo. Significa ricordarci perché facciamo Sindacato: per le persone e insieme alle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Congresso è anche un atto di resistenza: in un mondo segnato da precarietà, guerre e cambiamenti tecnologici che isolano, resta uno spazio di socialità solidale e responsabile, dove la base partecipa, critica, propone e si sente comunità. È qui che la fiducia si costruisce: tra assemblee, interventi dal palco e confronto diretto, tra parole e comportamenti coerenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni abbiamo affrontato problemi concreti: salari che faticano a stare al passo con il costo della vita, carichi di lavoro pesanti, sicurezza troppo spesso messa in discussione, difficoltà ad accedere alla casa, timori legati all’innovazione tecnologica. Il percorso congressuale serve a riportare la realtà quotidiana dei lavoratori al centro delle scelte della FENEALUIL, misurando la coerenza tra impegni e risultati e definendo un progetto per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore delle Costruzioni resta centrale per il Paese: ha sostenuto la crescita economica, creato occupazione, contribuito alla modernizzazione delle infrastrutture e delle città. La fase straordinaria degli ultimi anni, sostenuta da PNRR e incentivi fiscali, si sta chiudendo, aprendo una nuova fase più incerta. Governarla significa adottare politiche industriali di medio e lungo periodo, investimenti pubblici stabili e una governance che coniughi sviluppo, legalità, qualità del lavoro e sostenibilità ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le priorità sono chiare: affrontare l’emergenza abitativa, contrastare dumping contrattuale, subappalti incontrollati e lavoro irregolare, garantire sicurezza e salute sul lavoro. Innovazione tecnologica, organizzativa e ambientale deve diventare leva per migliorare la qualità del lavoro, aumentare la produttività e attrarre le nuove generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruire non significa solo realizzare opere: significa costruire insieme diritti, sicurezza, opportunità, comunità. In una parola: futuro.</p>



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		<title>Tecnologie e robotica per innovare le Costruzioni, in sicurezza</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/23/tecnologie-e-robotica-per-innovare-le-costruzioni-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le tecnologie e le intelligenze naturali e artificiali nel comparto delle Costruzioni sono state al centro del workshop “Le IntelliGens al servizio del patrimonio”, organizzato nell’ambito della Biennale internazionale di Architettura 2025 all'Arsenale di Venezia, a cui ha partecipato FENEALUIL e a cui ha presenziato anche Sicurezza e Lavoro.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le tecnologie e le intelligenze naturali e artificiali nel comparto delle Costruzioni sono state al centro del workshop “Le IntelliGens al servizio del patrimonio”, organizzato nell’ambito della Biennale internazionale di Architettura 2025 all&#8217;Arsenale di Venezia, a cui ha partecipato FENEALUIL e a cui ha presenziato anche Sicurezza e Lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento rientra nelle iniziative del Construction Futures Research Lab, sostenuto da Fondamentale &#8211; la filiera delle Costruzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla discussione &#8211; moderata da Sebastiano Maffettone, direttore dell’Osservatorio Ethos Luiss, e da Daniele Pittèri, Presidente di Mecenate 90 &#8211; hanno partecipato, tra gli altri, Mauro Franzolini, Segretario Generale nazionale FENEALUIL, Matteo Fabbri di CNA Costruzioni e Daniela Scaccia, Segretaria Generale nazionale Anaepa Confartigianato Edilizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Quella della robotica in edilizia è una sfida straordinaria, che abbiamo voluto portare alla Biennale internazionale di Architettura di Venezia con Fondamentale &#8211; la filiera delle Costruzioni” ha affermato Mauro Franzolini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo usciti dalle dinamiche abituali delle relazioni sindacali &#8211; ha spiegato &#8211; e abbiamo provato a mostrare la nostra storia, il percorso svolto sinora e le prospettive future”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ci stiamo attrezzando per una sfida epocale, per affrontare con consapevolezza un futuro in cui saremo costretti a vivere, forse anche meglio, grazie alle nuove tecnologie e alla robotica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Come sistema bilaterale &#8211; ha concluso Franzolini &#8211; dobbiamo trovare il modo di comunicarlo correttamente a lavoratori e associati, per fare evolvere il comparto e, soprattutto, per ridurre rischi e infortuni e malattie professionali”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La cultura nel Settore delle micro imprese edile passa attraverso le mani, attraverso l&#8217;intelligenza artigiana, ma dobbiamo favorire una maggiore condivisione tra tutti i soggetti coinvolti e promuovere la ricerca” ha affermato Daniela Scaccia, Segretaria Generale nazionale Anaepa Confartigianato Edilizia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per aumentare l&#8217;efficienza del risultato e la soddisfazione del committente, mantenendo in salute ed efficienza il nostro abitato” ha specificato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La tecnologia è un&#8217;opportunità per le imprese e dobbiamo promuovere il ricambio generazionale per innovare il Settore” ha ribadito Matteo Fabbri di CNA Costruzioni, che ha illustrato un progetto avviato a Kiev nel 2023, sotto i bombardamenti, per effettuare rilievi di edifici che potevano essere danneggiati a causa della guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gian Marco Revel, professore ordinario di Ingegneria Meccanica all&#8217;Università Politecnica delle Marche, ha poi illustrato i grandi progressi nel Settore, con la robotica edile che sta passando dalla fantascienza alla realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si stanno già diffondendo esoscheletri e robot autonomi, ad esempio per l’applicazione dello stucco sul cartongesso. Anche la stampa 3D sta prendendo sempre una maggiore diffusione. E, ancora, ci sono escavatori automatici, bracci robotici montati su camion e droni che valutano l’avanzamento dei lavori nei cantieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L&#8217;introduzione dei robot umanoidi in edilizia, per sollevare l&#8217;uomo dai lavori più usuranti &#8211; ha spiegato &#8211; non è però solo un problema tecnologico, ma anche culturale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E c&#8217;è poi anche il tema della qualità, oggi garantita dai lavoratori umani, per ora impareggiabili in molte lavorazioni. L&#8217;obiettivo è ridurre sprechi ed errori, aumentando sicurezza e produttività e, allo stesso tempo, accelerare la decarbonizzazione del comparto delle costruzioni, ma anche avvicinare i giovani al settore, offrendo loro una qualificazione professionale più elevata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla tavola rotonda è intervenuta anche la Ministra dell&#8217;Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini: “Sciences e Humanities non possono più essere separate. Il vero genio è la contaminazione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L&#8217;intelligenza artificiale già esiste &#8211; ha detto &#8211; e noi possiamo solo scegliere se subirla, accompagnarla o, meglio, governarla”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Arte e tecnologia &#8211; ha concluso &#8211; possono creare vera innovazione”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Università e associazioni sindacali e di categoria devono accompagnare il percorso per permettere a tutti di accedere alle tecnologie” ha evidenziato Federica Brancaccio, Presidente nazionale Ance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dobbiamo governare questo processo, nell&#8217;interesse delle imprese e dei lavoratori e delle lavoratrici &#8211; ha affermato &#8211; per affrontare con successo il cambiamento del rapporto tra lavoro, produttività e creazione di occupazione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Con la consapevolezza degli interrogativi che i nuovi dispositivi pongono all&#8217;uomo” ha sottolineato il Presidente della Biennale, Pierangelo Buttafuoco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha concluso la tavola rotonda il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini, che ha confermato importanti investimenti per ammodernare le infrastrutture italiane, che contano ventimila ponti, viadotti e gallerie.</p>



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		<item>
		<title>Joe Urbaez, RLST nei cantieri dell’Abruzzo: formazione, prevenzione e dialogo per tutelare i lavoratori e salvare vite</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/23/joe-urbaez-rlst-nei-cantieri-dellabruzzo-formazione-prevenzione-e-dialogo-per-tutelare-i-lavoratori-e-salvare-vite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RLST da quattro anni, dal novembre 2021, Joe Urbaez opera in tutto il territorio regionale dell’Abruzzo per conto di Edilcassa.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">RLST da quattro anni, dal novembre 2021, Joe Urbaez opera in tutto il territorio regionale dell’Abruzzo per conto di Edilcassa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Siamo in tre colleghi &#8211; spiega &#8211; designati dalle sigle sindacali&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un percorso professionale nato in famiglia e nel Sindacato: &#8220;La FENEALUIL mi ha accompagnato sin dall’inizio nel mio percorso nel mondo dell’edilizia. Poi, ho frequentato vari corsi di formazione e sono stato eletto RLST&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nella federazione &#8211; precisa &#8211; ho acquisito valori importanti: l’onestà, il lavoro in gruppo, il mettersi al servizio degli altri e, soprattutto, la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Una preparazione che, sottolinea, non si ferma mai e prosegue ancora oggi, con un aggiornamento continuo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività vengono svolte sempre in coppia: &#8220;Non lavoriamo mai da soli. Distribuiamo volantini per spiegare quali sono le nostre funzioni e cerchiamo di programmare gli accessi ai cantieri con appuntamenti telefonici&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio è improntato al dialogo: &#8220;Non insistiamo, ma forniamo sempre osservazioni e consigli, cercando di mediare con le aziende per risolvere le criticità riscontrate nei luoghi di lavoro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;C’è una grande collaborazione &#8211; afferma &#8211; con tutte le sigle sindacali sulle tematiche di salute e sicurezza: su altre questioni magari non c’è supporto, ma in questa materia, su cui la FENEALUIL sta investendo moltissimo, siamo tutti uniti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Urbaez, però, la strada per lavorare in completa sicurezza è ancora in salita &#8211; &#8220;C’è spesso superficialità, sia da parte dei datori di lavoro sia, talvolta, degli stessi lavoratori, non sempre adeguatamente formati e informati&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“In alcuni casi &#8211; racconta &#8211; siamo noi RLST a fare ‘scuola’ direttamente in cantiere”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un cambiamento si è registrato con l’introduzione della patente a crediti: &#8220;Finalmente molti datori hanno ‘drizzato le antenne’ sul tema della salute e sicurezza&#8221;. Ma restano le difficoltà, soprattutto tra le piccole imprese: &#8220;Spesso non danno importanza ai rischi, convinte che non capiterà mai nulla. Finché non avviene un infortunio&#8230;&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione resta la priorità &#8211; &#8220;Segnaliamo subito ciò che non va &#8211; spiega &#8211; e analizziamo anche tutta la documentazione, per verificarne la completezza e la corrispondenza con la situazione reale che troviamo nel cantiere&#8221;. Più complesso il rapporto nelle micro e piccole aziende, dove i lavoratori temono ritorsioni o il licenziamento &#8211; &#8220;Devono però capire &#8211; afferma &#8211; che la vita va sempre messa al primo posto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Urbaez auspica un supporto maggiore, una maggiore presenza in cantiere anche da parte dell’Ispettorato del Lavoro, &#8220;con una collaborazione più stretta, soprattutto in un’ottica preventiva e non solo sanzionatoria&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Servono più tutele e più formazione, anche per i datori di lavoro. Bisogna valorizzare gli enti bilaterali, garanzia di serietà e di vera preparazione. Ognuno deve fare la propria parte: dal coordinatore all’imprenditore. A volte una semplice svista può costare una multa salata oppure, nel peggiore dei casi, un grave infortunio&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quello del RLST un lavoro bellissimo, che mi appassiona &#8211; conclude &#8211; ma non sempre è semplice. L’impegno però è massimo, perché l’obiettivo è ambizioso: salvare vite umane e tutelare la salute di tutti&#8221;.</p>



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		<title>Confermata la responsabilità penale dell’autista per un investimento mortale avvenuto in cantiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cassazione Penale, con la sentenza n°. 37985 del 24 novembre 2025, ha confermato la responsabilità penale dell’autista di un autoarticolato per un investimento mortale avvenuto in un cantiere stradale a Brindisi nel 2020.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Cassazione Penale, con la sentenza n°. 37985 del 24 novembre 2025, ha confermato la responsabilità penale dell’autista di un autoarticolato per un investimento mortale avvenuto in un cantiere stradale a Brindisi nel 2020.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i giudici, il conducente non può andare esente da colpa per il solo fatto di aver eseguito una manovra su indicazione del datore di lavoro, quando è consapevole dell’esistenza di condizioni di pericolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso riguarda la morte di un operaio, investito durante una manovra in retromarcia mentre lavorava nei pressi del guard-rail, con le spalle al mezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il camion era privo di sistemi di sicurezza come sensori, telecamere e segnalatori luminosi, e il segnale acustico di retromarcia risultava non funzionante, circostanza ben nota all’autista. Nonostante ciò, il conducente aveva avviato la manovra seguendo le indicazioni del datore di lavoro, pur avendo visto la presenza della vittima nello specchietto retrovisore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel rigettare il ricorso, la Corte ha ritenuto la condotta dell’autista gravemente colposa. La consapevolezza del guasto al segnale acustico e della presenza di altri lavoratori nell’area imponeva, secondo i giudici, di segnalare immediatamente il malfunzionamento e di astenersi dall’effettuare la manovra fino al ripristino di condizioni di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’omissione di tali cautele ha avuto un ruolo causale diretto nell’evento mortale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cassazione ha quindi escluso che potesse trovare applicazione il principio di ‘affidamento’, chiarendo che esso non opera quando chi lo invoca ha già violato una regola cautelare. Né può valere, nel lavoro privato, l’esimente dell’esecuzione di un ordine del datore di lavoro, poiché il dipendente resta tenuto a verificare la legittimità e la sicurezza delle disposizioni ricevute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quanto conducente del mezzo, l’imputato rivestiva una propria posizione di garanzia e aveva l’obbligo di controllare che la manovra avvenisse in condizioni tali da evitare rischi per i colleghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto alla pena, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito, che avevano riconosciuto le attenuanti generiche in equilibrio con l’aggravante dell’omicidio colposo commesso con violazione delle norme antinfortunistiche, alla luce della particolare gravità della condotta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ricorso è stato quindi rigettato e l’autista condannato al pagamento delle spese processuali.</p>



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