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	<title>Salute e sicurezza Archives - Blog FENEALUIL</title>
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	<description>Federazione Nazionale Lavoratori Edili Affini e del Legno</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Mar 2026 17:06:33 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Salute e sicurezza Archives - Blog FENEALUIL</title>
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		<title>Sono 45 le morti sul lavoro a gennaio 2024</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/03/06/morti-sul-lavoro-gennaio-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 09:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FenalUIL chiede a gran voce un intervento del governo per affrontare il tema delle morti sul lavoro, già 45 nel solo mese di gennaio 2024.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>tragico incidente di via Mariti a Firenze</strong>, con il <strong>crollo del cantiere di un nuovo supermercato Esselunga in costruzione</strong>, e che è <strong>costato la vita a ben cinque operai</strong>, ha riportato il tema della <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/06/07/strategia-salute-e-sicurezza-lavoro/" target="_blank">sicurezza sul lavoro</a></strong> al centro del dibattito pubblico.</p>



<p>Secondo i dati pubblicati dall’INAIL nel report <a href="https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-dati-inail-2024-gennaio-pdf.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>“Andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali”</em></strong></a>, <strong>nel 2023 le denunce di infortunio sono state 585.356</strong>, <strong>in calo del 16,1% </strong>rispetto alle 697.773 del 2022, <strong>mentre i decessi sul lavoro,</strong> denunciati e rilevati al 31 dicembre, <strong>sono stati 1.041, pari al -4,5%</strong> (49 vittime in meno) rispetto ai 1.090 del 2022 rilevati al 31 dicembre di quell’anno.</p>



<p><strong>In controtendenza, purtroppo, il <a href="https://blog.fenealuil.it/2024/02/05/infortuni-sul-lavoro-costruzioni-aumento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settore delle costruzioni</a></strong>, che ha registrato invece un <strong>aumento delle denunce di infortunio sul lavoro pari al +4,1% e dei decessi</strong> in occasione di lavoro rispetto all’anno precedente.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1566" height="508" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/03/incidenti-sul-lavoro-in-italia.png" alt="incidenti mortali sul lavoro" class="wp-image-3857" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/03/incidenti-sul-lavoro-in-italia.png 1566w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/03/incidenti-sul-lavoro-in-italia-1280x415.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/03/incidenti-sul-lavoro-in-italia-980x318.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/03/incidenti-sul-lavoro-in-italia-480x156.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1566px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I primi dati del 2024</strong></h2>



<p>I <strong>primi dati relativi agli infortuni sul lavoro denunciati nel 2024</strong> sono stati <a href="https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/sala-stampa/comunicati-stampa/com-stampa-open-data-gennaio-2024.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">resi pubblici dall’INAIL lo scorso 29 febbraio</a>, e <strong>non sono affatto positivi</strong>. </p>



<p>Infatti, <strong>le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto nel primo mese del 2024 sono state 42.166</strong> (+6,8% rispetto al gennaio 2023), <strong>45 delle quali con esito mortale (+4,7%)</strong>. In aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 6.218 (+30,7%).</p>



<p><strong>Insomma, il 2024 non sembra promettere nulla di buono</strong>, e <strong>la tragedia di Firenze non fa che confermare un trend da invertire con urgenza</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Infortuni mortali plurimi sul lavoro</strong></h2>



<p><strong>La tragedia di Firenze si inserisce nell’ambito dei cosiddetti infortuni mortali plurimi</strong>, ovvero quelli in cui a perdere la vita, purtroppo, sono due o più lavoratrici/lavoratori</p>



<p>Secondo le rilevazioni dell’INAIL, <strong>nel 2023 si sono verificati ben 15 infortuni mortali plurimi, con un bilancio di 36 decessi totali</strong> (una media di 2,4 decessi per incidente).&nbsp;</p>



<p>Tra i più noti, citati nel rapporto, quello di <strong>agosto 2023 a Brandizzo (Torino)</strong>, dove cinque addetti alla manutenzione dei binari della ferrovia hanno perso la vita travolti da un treno, la deflagrazione nella fabbrica di fuochi d’artificio a <strong>settembre in Abruzzo</strong> (3 vittime), l’analogo incidente in <strong>provincia di Rieti a luglio</strong>, dove hanno perso la vita padre, madre e figlio nella manipolazione di fuochi d&#8217;artificio, e lo <strong>scontro frontale di novembre vicino a Urbino tra un pullman e un’ambulanza </strong>con il decesso dei tre operatori sanitari (nonché del paziente) a bordo di quest’ultima.</p>



<p>Essendo avvenuto il 16 febbraio 2024, <strong>l’incidente mortale di Firenze non rientra nelle statistiche su riportate</strong>, <strong>e nemmeno nei 45 incidenti mortali registrati nel solo mese di gennaio 2024</strong>, e non fa altro che peggiorare una situazione già di per sé molto negativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p><strong>L’incidente mortale di Firenze è l’ennesimo grido d’allarme che non deve dissolversi nel vento</strong>, perché <strong>in un Paese civile non è possibile registrare più di mille morti sul lavoro ogni anno</strong>.&nbsp;</p>



<p>Purtroppo, come spesso accade, <strong>dopo un evento tragico il dibattito sul tema della sicurezza sul luogo di lavoro aumenta</strong>, ma parlare, per quanto importante, non basta.&nbsp;</p>



<p><strong>È necessario un intervento da parte del Governo </strong>per migliorare i controlli, aumentando il numero degli ispettori, garantire il rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nel settore delle costruzioni, e punire i responsabili.&nbsp;</p>



<p>In questa direzione va la <strong>proposta di istituzione del cosiddetto omicidio sul lavoro</strong>, suggerita dal mondo sindacale ma che è stata <strong>rigettata dal Ministro della Giustizia Nordio</strong>, insieme a quella di istituire una <strong>Procura nazionale per la sicurezza del lavoro</strong>, presentata nel lontano 2007.&nbsp;</p>



<p><strong>In seguito all’evento luttuoso di Firenze si è espresso anche Vito Panzarella, segretario generale della FenealUil:</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>&nbsp;“Ci auguriamo che la tragedia di Firenze guidi l’azione del Governo e in particolare della ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, nella direzione che da tempo la Uil e la Feneal suggeriscono, partendo dal confronto con i sindacati maggiormente rappresentativi attraverso un tavolo permanente sul tema della salute e sicurezza e istituendo una Procura speciale sugli infortuni e le morti sul lavoro”.&nbsp;</em></p>
</blockquote>



<p>Nel suo intervento<strong> il segretario ha ribadito le proposte del sindacato</strong>, tra cui l’introduzione di <strong>limiti al ricorso del subappalto a cascata</strong>, visto che&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“la maggior parte degli infortuni gravi e mortali avvengono infatti proprio nelle imprese subappaltatrici che a causa dei ribassi eccessivi finiscono per risparmiare sul costo del lavoro, sui diritti e sulle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e ovviamente, quel che è peggio, sulla sicurezza!”</em>.&nbsp;</p>
</blockquote>



<p>Altre <strong>proposte concrete</strong> ricordate dal segretario sono le seguenti:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aumento dei controlli;</li>



<li>sanzioni più severe;</li>



<li>rispetto della norma sulla <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/05/10/durc-congruita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">congruità</a></strong>;</li>



<li>introduzione dell’obbligo di un badge di cantiere che possa consentire il controllo delle maestranze e degli orari di lavoro<strong>;</strong></li>



<li>introduzione della norma che obbliga le imprese ad applicare i contratti collettivi in base alla reale attività svolta, e soltanto quelli siglati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;</li>



<li>emanazione di tutti i decreti mancanti da quando è entrato in vigore il testo unico Dlgs 81/2008, <em>“uno su tutti quello relativo alla attuazione del Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi previsto dall’art.27, con l’introduzione della cosiddetta ‘Patente a Punti’ richiesta più volte dagli edili”</em>;</li>



<li>potenziamento della formazione in materia di salute e sicurezza, aumentando il numero delle ore obbligatorie previste prima di accedere in cantiere, ad oggi fissata in 16 ore.  </li>
</ul>



<p><strong>Durante lo sciopero Nazionale</strong>, proclamato lo scorso 21 febbraio da UIL e CGIL, <strong>il segretario non ha usato mezzi termini</strong>:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Non si può continuare a morire di lavoro. Basta imprese non qualificate, no al mancato rispetto dei contratti collettivi, no al massimo ribasso sui costi per la manodopera e per la sicurezza, basta false partite iva e sfruttamento dei cottimisti, basta con i mancati controlli e le risorse risicate per ispettori e forze dell’ordine. Chiediamo di garantire le stesse tutele nei cantieri pubblici e privati, di dare immediata attuazione alla patente a punti e di istituire il reato di omicidio sul lavoro.”</em></p>
</blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli infortuni sul lavoro nelle Costruzioni sono aumentati del 3,4%</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2024/02/05/infortuni-sul-lavoro-costruzioni-aumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 16:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approfondiamo i dati INAIL relativi al settore delle Costruzioni e alla situazione degli infortuni sul lavoro, in aumento del 3,4%.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il settore delle Costruzioni rappresenta un pilastro fondamentale dell&#8217;economia del nostro Paese</strong>, contribuendo in modo significativo all&#8217;incremento del prodotto interno lordo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, questa vitalità economica è accompagnata da un<strong> altissimo livello di rischio per i lavoratori</strong>, come tragicamente evidenziato dall&#8217;analisi condotta dall&#8217;INAIL <a href="https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-dati-inail-costruzioni-2023.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>“Andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali”</em></a>, pubblicata a dicembre del 2023.</p>



<p><strong>Approfondiamo i dati pubblicati dall’INAIL</strong> e cerchiamo di ricostruire una<strong> fotografia del settore delle Costruzioni</strong> e della situazione relativa agli <strong>infortuni sul lavoro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In calo gli investimenti nel settore delle costruzioni</strong></h2>



<p><strong>Le Costruzioni</strong> <strong>hanno rappresentato un traino significativo per la crescita del PIL nazionale nel biennio 2021-2022</strong>, grazie anche agli investimenti derivanti da incentivi fiscali governativi come il <strong>Superbonus 110%</strong>, i vari bonus edilizi e la cessione del credito tramite lo sconto in fattura.</p>



<p>Tuttavia, <strong>già dal secondo trimestre del 2023 si è registrato un calo degli investimenti nel Settore</strong>, con una diminuzione del 4,8% su base annua secondo l&#8217;Istat.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1454" height="1032" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_01.png" alt="infortuni costruzioni" class="wp-image-3804" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_01.png 1454w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_01-1280x909.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_01-980x696.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_01-480x341.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1454px, 100vw" /></figure>



<p><strong>Questo calo degli investimenti ha influenzato anche il PIL nazionale</strong>, che ha mostrato un rallentamento nello stesso periodo.</p>



<p>L&#8217;inflazione persistente e l&#8217;aumento dei tassi di interesse hanno contribuito a <strong>ridurre il potere d&#8217;acquisto delle famiglie e a rendere più difficile l&#8217;accesso ai mutui</strong>, causando una <strong>flessione del mercato immobiliare</strong> nel secondo trimestre del 2023 (-12,5% secondo l&#8217;Ance).</p>



<p>Per quanto concerne la <strong>dimensione delle imprese</strong>, le aziende edili sono in gran parte di <strong>piccole dimensioni</strong>, con <strong>meno di 10 lavoratori</strong>, e sono principalmente dedicate a lavori di costruzione specializzati.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="1794" height="830" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_02.png" alt="infortuni costruzioni" class="wp-image-3803" style="width:824px;height:auto" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_02.png 1794w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_02-1280x592.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_02-980x453.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_02-480x222.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1794px, 100vw" /></figure>



<p>Nel complesso, <strong>il settore delle Costruzioni coinvolge il 7,8% degli addetti e l&#8217;11,3% delle aziende nazionali operanti nell&#8217;Industria e servizi</strong>, con circa 500.000 imprese e 1.350.000 lavoratori nel quinquennio 2017-2021.</p>



<p>Nel corso del periodo analizzato (2017-2021), si è registrata una <strong>crescita del 3,9% nel numero di aziende e dell&#8217;11,4% nel numero di addetti nel Settore</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="1602" height="978" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_03.png" alt="infortuni costruzioni" class="wp-image-3802" style="width:823px;height:auto" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_03.png 1602w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_03-1280x781.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_03-980x598.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_03-480x293.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1602px, 100vw" /></figure>



<p>Il<strong> numero di ore lavorate è aumentato</strong> nel corso degli anni, passando dal 6,9% del totale nel quinquennio 2017-2021 al 7,7% nel 2022.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>+3,4% degli infortuni sul lavoro&nbsp;</strong></h2>



<p>L&#8217;indagine rivela che nel 2022 il Settore ha registrato un <strong>aumento del 3,4% negli infortuni sul lavoro</strong> rispetto all&#8217;anno precedente, per un totale di 40.135. Tuttavia, questa tendenza è in linea con i dati del periodo pre-pandemico 2018-2019, suggerendo una <strong>correlazione diretta con l&#8217;incremento dell&#8217;occupazione nel comparto</strong>, che nel 2022 è stato del 3,9%.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1308" height="762" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_04.png" alt="infortuni costruzioni" class="wp-image-3801" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_04.png 1308w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_04-1280x746.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_04-980x571.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_04-480x280.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1308px, 100vw" /></figure>



<p><strong>Gli infortuni sono principalmente avvenuti sul posto di lavoro (91%)</strong>, ma si è registrato un <strong>notevole aumento (+5%) di quelli in itinere</strong>. In termini di <strong>mortalità</strong>, il settore delle Costruzioni si posiziona al secondo posto, con <strong>175 decessi</strong>, rappresentando una <strong>diminuzione del 16%</strong> rispetto all&#8217;anno precedente e il dato più basso dell&#8217;ultimo quinquennio.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1648" height="812" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_05.png" alt="infortuni costruzioni" class="wp-image-3800" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_05.png 1648w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_05-1280x631.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_05-980x483.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_05-480x237.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1648px, 100vw" /></figure>



<p>Analizzando il<strong> profilo degli infortunati</strong>, emerge una <strong>predominanza maschile (97%)</strong>, con una <strong>significativa quota di lavoratori stranieri</strong>, che rappresentano il 26% delle denunce e il 21% degli eventi mortali del 2022. Le<strong> cadute dall&#8217;alto</strong> risultano essere<strong> una delle cause più frequenti di infortuni</strong>, seguite dal contatto con agenti materiali taglienti e dagli sforzi fisici.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1050" height="1140" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_06.png" alt="infortuni costruzioni" class="wp-image-3799" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_06.png 1050w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_06-980x1064.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_06-480x521.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1050px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>+20% di malattie professionali</strong></h2>



<p><strong>Un aspetto preoccupante riguarda le malattie professionali</strong> (o tecnopatie), il cui numero è in costante <strong>aumento</strong>. Nel 2022 sono state denunciate 10.238 malattie di origine professionale, con un <strong>aumento del 20,2% rispetto al 2018</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="946" height="758" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_07.png" alt="infortuni costruzioni" class="wp-image-3798" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_07.png 946w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_07-480x385.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 946px, 100vw" /></figure>



<p><strong>La maggioranza delle patologie nel 2022 è stata denunciata da lavoratori italiani (9.409)</strong>, mentre l&#8217;8,1% è stato denunciato da lavoratori stranieri (829), principalmente non comunitari.</p>



<p>Tra i lavoratori nati in Italia,<strong> l&#8217;85% delle patologie riguarda gli occupati over 49 anni</strong>, mentre per i nati all&#8217;estero questa percentuale è del 71,2%. <strong>La classe tra i 50 e i 64 anni è quella con il maggior numero di denunce</strong>.</p>



<p>Nel quinquennio considerato, si è osservato un <strong>aumento delle tecnopatie tra gli edili di età superiore ai 49 anni</strong>, passando dalle 6.663 del 2018 alle 8.509 del 2022.</p>



<p>Nel complesso, i lavoratori del Settore presentano maggiormente <strong>patologie a carico del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo</strong>, con 7.506 denunce nel 2022, rappresentando poco più del 75% del totale dei casi codificati.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1616" height="688" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_08.png" alt="infortuni costruzioni" class="wp-image-3797" style="width:823px;height:auto" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_08.png 1616w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_08-1280x545.png 1280w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_08-980x417.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2024/02/infortuni-costruzioni_08-480x204.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1616px, 100vw" /></figure>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>La posizione della FENEALUIL</strong></h1>



<p>In conclusione, <strong>l&#8217;analisi condotta dall&#8217;INAIL evidenzia la complessità delle sfide legate alla sicurezza sul lavoro nel settore delle Costruzioni</strong>.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;adozione di <strong>strategie preventive mirate</strong> e la <strong>condivisione delle informazioni</strong> possono contribuire significativamente a<strong> ridurre il numero di infortuni e a migliorare le condizioni di salute dei lavoratori</strong> in un comparto essenziale per l&#8217;economia del nostro Paese.</p>



<p>A tal proposito, <strong>la posizione espressa dalla FENEALUIL in merito, rinvenibile </strong><a href="https://www.fenealuil.it/sicurezza-le-costruzioni-tra-i-settori-piu-a-rischio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>nel comunicato pubblicato sul sito istituzionale del Sindacato</strong></a><strong> e sul sito della UIL </strong><a href="https://zeromortisullavoro.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Zero Morti Sul Lavoro</strong></a><strong>, è la seguente:</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Il tema della salute e sicurezza sul lavoro va affrontato subito e non episodicamente, con una visione quanto mai complessiva e di prospettiva e con un coinvolgimento reale di chi nei luoghi di lavoro c’è davvero e avverte la preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori, la disperazione delle famiglie e l’indignazione dell’intero Paese”.</em></p>
</blockquote>



<p>Pur riconoscendo i passi in avanti compiuti negli anni passati &#8211; in particolare, il Durc di congruità, l’applicazione dei contratti di Settore anche a tutta la filiera e la riduzione degli anni di contribuzione per l’accesso all’Ape sociale &#8211; il Sindacato sottolinea le <strong>mancanze di quest&#8217;ultima legge di bilancio in merito a temi essenziali</strong>, come gli investimenti, le assunzioni e il rafforzamento delle ispezioni.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>In tal senso, le<strong> richieste della FENEALUIL </strong>rivolte all’Esecutivo comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’applicazione della<strong> Patente a punti</strong>, già prevista dal Testo unico sulla sicurezza;</li>



<li>la definizione di un <strong>sistema di qualificazione</strong> delle imprese e dei lavoratori autonomi;&nbsp;</li>



<li>più investimenti su <strong>formazione</strong> e <strong>informazione</strong>;&nbsp;</li>



<li>il rafforzamento dell’utilizzo della <strong>tecnologia per la prevenzione degli infortuni</strong>;</li>



<li>l’introduzione di <strong>aggravanti per gli infortuni sul posto di lavoro</strong>;</li>



<li>un <strong>monitoraggio specifico su salute e sicurezza</strong>, prevedendo, ad esempio, una procura nazionale e ulteriori assunzioni di personale ispettivo, unitamente a misure per far emergere il sommerso, quali i patti territoriali contro l’illegalità, ma anche a misure agevolative.</li>
</ul>



<p>In conclusione, si legge nel comunicato del Sindacato:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Sollecitiamo il Governo a intervenire con provvedimenti concreti e mirati senza aspettare la prossima tragedia troppo spesso annunciata”.</em></p>
</blockquote>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2024/02/05/infortuni-sul-lavoro-costruzioni-aumento/">Gli infortuni sul lavoro nelle Costruzioni sono aumentati del 3,4%</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Chi nomina il medico competente in azienda?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2023/12/18/medico-competente-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 08:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[salute sul lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=3739</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vediamo cos’è il medico competente in azienda, quali requisiti deve possedere, quali funzioni svolge, chi lo nomina e quando è obbligatorio.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/12/18/medico-competente-azienda/">Chi nomina il medico competente in azienda?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;ambito della <strong>sicurezza sul lavoro</strong> è una priorità incontestabile e assoluta. Nel tessuto aziendale italiano, il <strong>medico competente</strong> emerge come <strong>figura chiave per garantire la tutela della salute dei lavoratori</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>In un contesto normativo sempre più complesso e in evoluzione, <strong>la presenza del medico competente in azienda non è solo una necessità legale</strong>, ma riveste un <strong>ruolo strategico </strong>nell&#8217;assicurare che le <strong>condizioni di lavoro</strong> siano<strong> conformi agli <a href="https://blog.fenealuil.it/2022/03/25/sicurezza-lavoratori-autostrade/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">standard di sicurezza vigenti</a></strong>.</p>



<p>Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire <strong>cos’è il medico competente in azienda</strong>, quali <strong>requisiti</strong> deve possedere, quali <strong>funzioni</strong> svolge, <strong>chi lo nomina e quando la sua presenza è obbligatoria</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa s’intende per medico competente?</strong></h2>



<p>Secondo quanto stabilito e definito dall’articolo 2, comma 1, lettera h del <a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=25682&amp;articolo=2" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008</strong></a>, <strong>il medico competente è un professionista del settore sanitario che deve possedere determinati titoli e requisiti</strong>, definiti dall&#8217;articolo 38 del medesimo decreto. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>La definizione contenuta nel testo è la seguente:</strong><strong><br></strong><strong><br></strong><em>“medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all&#8217;articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all&#8217;articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto”.</em></p>
</blockquote>



<p>La sua figura <strong>riveste un ruolo cruciale nella promozione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro</strong>, contribuendo attivamente alle dinamiche di valutazione dei rischi e all&#8217;implementazione di misure preventive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Titoli e requisiti del medico competente</strong></h2>



<p>Abbiamo accennato al fatto che,<strong> </strong>al fine di svolgere questo ruolo in azienda, <strong>il medico competente deve essere in possesso di determinati titoli e competenze</strong>, che vengono indicati nell’articolo 38 del succitato decreto.&nbsp;</p>



<p>Nello specifico, <strong>deve presentare almeno uno dei seguenti requisiti</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;</li>



<li>docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica. Sono considerate equipollenti docenze in tossicologia e igiene industriale, come anche in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;</li>



<li>specializzazione in igiene e medicina preventiva o medicina legale.</li>
</ul>



<p>Inoltre,<strong> il medico deve tenersi costantemente aggiornato</strong>, non solo per quanto riguarda gli aspetti strettamente legati alla pratica medica, ma <strong>anche in merito alla giurisprudenza che regola la sicurezza sul lavoro</strong>.</p>



<p>A tale scopo, egli è tenuto a <strong>partecipare a specifici percorsi formativi e al programma di educazione continua in medicina</strong> (ai sensi del <a href="https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/99229dl.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229</a>), con l’obbligo di <strong>conseguire un numero minimo di crediti formativi</strong> nell&#8217;ambito dei programmi di aggiornamento triennale.</p>



<p>Infine, i professionisti in possesso dei requisiti sopra illustrati <strong>devono essere iscritti all&#8217;elenco nazionale dei medici competenti</strong> presso il&nbsp; Ministero della Salute.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si svolge l’attività del medico competente?</strong></h2>



<p>Come stabilito dall’<strong>articolo 39 del già citato D.Lgs 81/2008</strong>, il medico competente può collaborare con un datore di lavoro in qualità di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>libero professionista</strong>;</li>



<li><strong>dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata</strong>, convenzionata con l&#8217;imprenditore;</li>



<li><strong>dipendente dell’azienda stessa</strong>.&nbsp;</li>
</ul>



<p>Se il professionista, però, lavora in una <strong>struttura pubblica </strong>al cui interno <strong>svolge attività di vigilanza, non può prestare l’attività</strong> <strong>di medico competente in azienda</strong>.</p>



<p>Se necessario, <strong>può avvalersi della collaborazione di medici specialisti</strong>, scelti in accordo con il datore di lavoro che ne sopporta gli oneri, per accertamenti diagnostici.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i compiti del medico competente in azienda?</strong></h2>



<p>Le <strong>principali responsabilità del medico competente</strong> includono la <strong>collaborazione con il datore di lavoro</strong> e il servizio di prevenzione e protezione nella <strong>valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori</strong>.&nbsp;</p>



<p>Questa collaborazione si esplicita anche nella <strong>redazione del DVR (documento della valutazione dei rischi)</strong>, uno strumento fondamentale per identificare e gestire i rischi presenti nell&#8217;ambiente lavorativo.</p>



<p>Inoltre, il medico competente è coinvolto nell&#8217;attuazione di <strong>programmi di promozione della salute</strong>, mirati a <strong>migliorare le condizioni generali di benessere dei lavoratori</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>La sua competenza si estende anche alla</strong> <strong>sorveglianza sanitaria</strong>, come stabilito dall&#8217;articolo 41 del decreto legislativo 81/2008. Questa sorveglianza implica la <strong>conduzione di visite mediche preventive</strong>, finalizzate a valutare l&#8217;adeguatezza del lavoratore per la specifica mansione, e di <strong>visite mediche periodiche</strong> per monitorare lo stato di salute e la persistenza dei requisiti di idoneità al lavoro.</p>



<p>Oltre a queste attività, <strong>il medico competente ha l&#8217;obbligo di riportare </strong>ai responsabili della sicurezza e al datore di lavoro, durante le riunioni pertinenti, <strong>i risultati aggregati delle sue valutazioni sui rischi presenti negli ambienti di lavoro</strong>. Egli deve anche <strong>effettuare almeno una visita annuale ai luoghi di lavoro per valutare l&#8217;assenza di rischi ambientali</strong>.</p>



<p>Un&#8217;altra responsabilità fondamentale del medico competente riguarda la <strong>gestione delle cartelle sanitarie dei singoli lavoratori e della documentazione correlata</strong>, nel rispetto del <strong>segreto professionale</strong>. In questo modo, contribuisce a <strong>garantire la riservatezza delle informazioni personali dei dipendenti</strong>, assicurando nel contempo la <strong>tutela della loro salute e sicurezza nel contesto lavorativo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi deve dominarlo e quando è obbligatorio?</strong></h2>



<p><strong>La nomina del medico competente è affidata al datore di lavoro</strong> che, come spiegato, può decidere di ingaggiarlo come consulente esterno, di assumerlo come proprio dipendente o di affidarsi a una struttura pubblica o privata esterna che fornisce questo tipo di servizio.&nbsp;</p>



<p><strong>La sua nomina non è sempre obbligatoria</strong>, ma <strong>lo diventa quando i lavoratori sono esposti a determinati rischi per la salute</strong>, derivanti dall’esposizione a forti rumori, a sostanze chimiche e agenti pericolosi (amianto, piombo, ecc…), a vibrazioni, ma anche quando <strong>devono eseguire una movimentazione manuale dei carichi</strong>, come accade ad esempio nel <a href="https://blog.fenealuil.it/2021/03/23/sicurezza-salute-sul-lavoro-costruzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settore delle Costruzioni</a>. </p>



<p>Inoltre, <strong>è obbligatorio nominare un medico competente</strong> nel caso in cui i lavoratori svolgano mansioni d&#8217;ufficio che comportino <strong>l&#8217;utilizzo della postazione videoterminale</strong> per più di venti ore alla settimana <strong>(videoterminalisti)</strong>, o se sono <strong>coinvolti in lavori notturni</strong>.&nbsp;</p>



<p>In queste situazioni, <strong>la presenza del medico competente è fondamentale per garantire la sorveglianza sanitaria dei lavoratori </strong>e la <strong>valutazione degli eventuali <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/08/07/malattie-professionali-costruzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rischi per la salute</a> </strong>derivanti dalle specifiche condizioni lavorative.</p>
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		<title>Cosa s&#8217;intende per stress correlato al lavoro</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2023/08/21/stress-correlato-al-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 11:49:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salute sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=3556</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vediamo cos'è lo stress correlato al lavoro, le cause principali e gli effetti sulla salute dei lavoratrici, analizzando i dati A.L.I.S.E.I.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/08/21/stress-correlato-al-lavoro/">Cosa s&#8217;intende per stress correlato al lavoro</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;era moderna, in cui la velocità delle comunicazioni, le sfide competitive e le aspettative personali si intrecciano nella realtà lavorativa, <strong>lo stress correlato al lavoro è diventato una componente sempre più rilevante nelle vite di molte persone</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Questo fenomeno <strong>non conosce confini settoriali o geografici</strong>, <strong>colpendo lavoratori in ogni campo e posizione</strong>, dalla base dell&#8217;organigramma sino alle vette della gerarchia aziendale.&nbsp;</p>



<p>Sebbene lo stress possa servire da motore di stimolo in alcune circostanze, <strong>quando raggiunge livelli eccessivi o diventa cronico, può generare conseguenze fisiche, psicologiche e sociali significative</strong>.&nbsp;</p>



<p>Vediamo insieme <strong>cosa s’intende per stress correlato al lavoro</strong>, individuando le <strong>cause principali </strong>e i <strong>possibili effetti sulla salute di lavoratrici e lavoratori</strong>. Infine, <strong>analizzeremo i dati raccolti dal progetto di ricerca A.L.I.S.E.I. &#8211; Abilità lavorativa, invecchiamento e salute nell’edilizia in Italia, svolto per conto del Formedil dall’Università degli studi di Milano.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è lo stress correlato al lavoro</strong></h2>



<p>Lo <strong>stress correlato al lavoro</strong>, noto anche come stress occupazionale o stress da lavoro, si verifica quando un individuo sperimenta una serie di <strong>fattori stressanti o pressioni psicologiche </strong>a causa delle condizioni, delle responsabilità e delle aspettative legate al proprio ambiente lavorativo.&nbsp;</p>



<p>Questo tipo di stress <strong>è strettamente legato alle sfide e alle richieste che emergono nell&#8217;ambito professionale</strong> e può avere effetti significativi sulla salute fisica, mentale ed emotiva di una persona.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le cause principali?</strong></h2>



<p><strong>Le cause dello stress correlato al lavoro possono variare ampiamente,</strong> e includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>carico di lavoro:</strong> troppo lavoro, scadenze strette e richieste eccessive possono contribuire a un aumento dello stress. Anche la mancanza di risorse e strumenti adeguati per svolgere il lavoro può causare tensione;</li>



<li><strong>ambiente lavorativo:</strong> un ambiente lavorativo poco stimolante, conflitti interpersonali, mancanza di supporto da parte dei colleghi o dei superiori possono generare tensioni e ansia;</li>



<li><strong>insicurezza e incertezza:</strong> l&#8217;insicurezza sul posto di lavoro, come la paura di perdere il lavoro o la mancanza di stabilità contrattuale, può aumentare il livello di stress;</li>



<li><strong>disuguaglianza salariale e ricompense:</strong> sentirsi sottovalutati o ricevere ricompense insufficienti per lo sforzo e l&#8217;impegno può causare insoddisfazione e frustrazione;</li>



<li><strong>equilibrio tra vita lavorativa e vita personale:</strong> una mancanza di equilibrio tra le responsabilità lavorative e i momenti di riposo e svago può contribuire allo stress;</li>



<li><strong>aspettative elevate: </strong>aspettative irrealistiche o pressioni per raggiungere obiettivi inarrivabili possono generare tensioni e ansia;</li>



<li><strong>mancanza di controllo:</strong> sentirsi privi di controllo sulle proprie attività lavorative può aumentare il senso di impotenza e stress;</li>



<li><strong>rapporti interpersonali: </strong>conflitti con colleghi, superiori o clienti possono generare tensioni significative;</li>



<li><strong>ambiente fisico: </strong>condizioni di lavoro poco salubri, rumorose o prive di comfort possono influenzare negativamente lo stress dei lavoratori.</li>
</ul>



<p>La <strong>gestione efficace dello stress sul posto di lavoro è diventato un obiettivo cruciale per individui e organizzazioni</strong>, al fine di promuovere il benessere dei lavoratori e migliorare la produttività complessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Possibili effetti sulla salute</strong></h2>



<p>Lo <strong>stress correlato al lavoro</strong> può avere una serie di <strong>effetti negativi sulla salute, sia fisica che mentale</strong>. L&#8217;accumulo prolungato di stress può innescare una risposta fisiologica nel corpo che, se non affrontata adeguatamente,<strong> può portare a gravi conseguenze</strong>.&nbsp;</p>



<p>Ecco alcuni <strong>possibili effetti sulla salute causati dallo stress correlato al lavoro:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>effetti fisici:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>problemi cardiovascolari:</strong> l&#8217;eccessiva attivazione del sistema nervoso simpatico in risposta allo stress può contribuire all&#8217;aumento della pressione sanguigna e al rischio di malattie cardiache;</li>



<li><strong>disturbi del sonno:</strong> può disturbare il sonno, causando insonnia o un sonno di scarsa qualità. Questo può portare a una diminuzione dell&#8217;energia, della concentrazione e del benessere generale;</li>



<li><strong>sistema immunitario compromesso:</strong> può indebolire il sistema immunitario, rendendo l&#8217;individuo più suscettibile a infezioni e malattie;</li>



<li><strong>problemi digestivi:</strong> può causare disturbi gastrointestinali, come bruciore di stomaco, disturbi intestinali e altri problemi digestivi;</li>



<li><strong>dolore fisico: </strong>può aumentare la sensibilità al dolore e contribuire a sintomi come mal di testa, tensione muscolare e dolori diffusi;</li>



<li><strong>aumento del rischio di obesità:</strong> può influenzare le abitudini alimentari e il metabolismo, aumentando il rischio di aumento di peso e obesità.<br></li>
</ul>
</li>



<li><strong>Effetti mentali ed emotivi:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>ansia e depressione:</strong> può aumentare il rischio di sviluppare ansia e depressione, compromettendo la salute mentale complessiva;</li>



<li><strong>burnout:</strong> l&#8217;accumulo prolungato di stress può portare all&#8217;esaurimento professionale (c.d. burnout), caratterizzato da stanchezza estrema, cinismo e disinteresse per il lavoro;</li>



<li><strong>difficoltà di concentrazione:</strong> può interferire con la capacità di concentrazione, memoria e processo decisionale;</li>



<li><strong>irritabilità e cambiamenti dell&#8217;umore: </strong>l&#8217;irritabilità, l&#8217;agitazione e i cambiamenti dell&#8217;umore possono essere conseguenze dello stress occupazionale;</li>



<li><strong>bassa autostima:</strong> può influenzare negativamente la percezione di sé stessi e la fiducia nelle proprie capacità;</li>



<li><strong>isolamento sociale:</strong> può portare a ritirarsi socialmente, isolandosi dagli amici, dalla famiglia e dalle attività piacevoli.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p><strong>Affrontare lo stress correlato al lavoro in modo tempestivo</strong> e adottare <strong>strategie di gestione </strong>può contribuire a <strong>prevenire o mitigare questi effetti negativi sulla salute</strong>. È importante che sia gli individui che le organizzazioni lavorino insieme per <strong>promuovere un ambiente di lavoro salutare e implementare pratiche di gestione dello stress efficaci</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Progetto di ricerca A.L.I.S.E.I.</strong></h2>



<p>Sul tema dello<strong> stress correlato al lavoro</strong> ha indagato anche il <strong>Progetto di ricerca A.L.I.S.E.I. (Abilità lavorativa, Invecchiamento e Salute nell’Edilizia in Italia)</strong>, svolto per conto del Formedil dall’Università degli studi di Milano &#8211; Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità, dal quale <strong>emergono alcuni dati molto interessanti</strong>.&nbsp;</p>



<p>Come si legge nella ricerca,&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Tale aspetto è stato indagato tramite l’Indice ERI (“Effort Reward Imbalance”), volto a definire se vi sia un “Rapporto sbilanciato” tra lo “Sforzo” richiesto dal lavoro (inteso come carico psicofisico, orari, sicurezza, responsabilità) e la “Ricompensa” ricevuta, intesa come riconoscimento, supporto, posizione e, retribuzione.”</em></p>
</blockquote>



<p>Approfondiamo insieme.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è l’Indice ERI?&nbsp;</strong></h2>



<p>L&#8217;<strong>Indice ERI</strong>, abbreviazione di <em>&#8220;Effort Reward Imbalance&#8221;</em> (in italiano <em>“Squilibrio tra Sforzo e Ricompensa”</em>), è uno strumento <a href="https://www.uniklinik-duesseldorf.de/fileadmin/Fuer-Patienten-und-Besucher/Kliniken-Zentren-Institute/Institute/Institut_fuer_Medizinische_Soziologie/Dateien/ERI/ERI_Psychometric-New.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sviluppato da Johannes Siegrist</a>, un ricercatore tedesco, e utilizzato in campo psicologico e della salute occupazionale per <strong>valutare la disuguaglianza tra l&#8217;energia e lo sforzo che un individuo investe nel proprio lavoro e le ricompense che ne riceve in cambio</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>L&#8217;Indice ERI prende in considerazione due componenti principali:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sforzo:</strong> rappresenta l&#8217;intensità e la quantità di sforzo fisico, mentale ed emotivo che un individuo investe nel proprio lavoro. Questo può includere il carico di lavoro, la pressione temporale, la complessità delle attività e lo stress legato alle responsabilità;</li>



<li><strong>ricompensa:</strong> comprende le gratificazioni, sia monetarie che non, che un individuo riceve in cambio dell&#8217;impegno professionale. Queste ricompense possono essere stipendio, riconoscimento, opportunità di crescita professionale, sicurezza sul lavoro e supporto sociale.</li>
</ul>



<p>L&#8217;Indice ERI misura quindi il <strong>rapporto tra lo sforzo investito e le ricompense ottenute</strong>. Se questo rapporto è sbilanciato a favore dello sforzo rispetto alle ricompense, si dice che ci sia uno <strong><em>&#8220;squilibrio tra sforzo e ricompensa&#8221;</em></strong>. Questa situazione può essere associata a <strong>livelli elevati di stress lavorativo</strong>, <strong>insoddisfazione professionale</strong>, e persino <strong>problemi di salute fisica e mentale nel lungo termine</strong>.</p>



<p>L&#8217;Indice ERI è stato ampiamente utilizzato nella ricerca sugli effetti dello <strong>stress correlato al lavoro</strong>, e ha contribuito a una maggiore comprensione dell&#8217;importanza di un <strong>equilibrio adeguato tra lo sforzo impiegato e le ricompense ottenute per il benessere complessivo dei lavoratori</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Stress correlato al lavoro: i dati della ricerca A.L.I.S.E.I.</strong></h2>



<p>Come accennato, <strong>la ricerca A.L.I.S.E.I. si è soffermata anche sul tema dello stress correlato al lavoro nel settore delle costruzioni</strong>, acquisendo i seguenti dati.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Età</strong></h3>



<p>In tutti e <strong>tre gruppi di età</strong>, ovvero &lt;35, 36-50 e &gt;50, <strong>i valori medi generali dell’Indice ERI sono risultati nettamente inferiori a 1</strong>, indicando un <strong>buon equilibrio</strong> tra l’impegno richiesto e le ricompense ricevute, derivante da un <strong>minor peso del fattore </strong><strong><em>“Sforzo”</em></strong> rispetto a un <strong>più elevato fattore </strong><strong><em>“Ricompensa”</em></strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>Con l’avanzare dell’età, lo <em>“Sforzo”</em> percepito tende leggermente ad aumentare</strong> mentre <strong>la <em>“Ricompensa”</em> percepita tende leggermente a calare</strong>, ma non in modo statisticamente significativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="534" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_01.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3557" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_01.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_01-480x366.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p>Il <strong>93% dei soggetti </strong>è risultato in condizioni di <strong>soddisfacente equilibrio nel rapporto <em>“Sforzo/Ricompensa”</em></strong>. Solo 85 soggetti (5.4%) hanno presentato una condizione di squilibrio moderato (ERI tra 1 e 1,5), mentre 25 persone (1.6%) sono risultate essere in una condizione di squilibrio franco (ERI &gt; 1,5).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="435" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_02.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3558" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_02.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_02-480x298.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p>In tutte e due le condizioni di squilibrio, <strong>il gruppo di età intermedio è risultato leggermente più rappresentato</strong>, anche se non in modo statisticamente significativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="428" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_03.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3559" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_03.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_03-480x293.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nazionalità</strong></h3>



<p>Per quanto concerne la <strong>nazionalità</strong>, dai dati raccolti <strong>non emergono differenze statisticamente significative tra i tre gruppi </strong>(italiana, europea, extracomunitaria), e per tutte e tre le classi di età, pur rilevando valori medi e massimi leggermente inferiori nei lavoratori di provenienza extracomunitaria rispetto ai lavoratori comunitari e italiani, sia per quanto concerne l’Indice ERI che per il fattore <em>“Sforzo”</em>.</p>



<p>Il fattore <em>“Ricompensa”</em> risulta invece ugualmente elevato in tutti e tre i gruppi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="911" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_04.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3560" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_04.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_04-480x625.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p>Tra i soggetti che hanno riportato un <strong>Indice ERI superiore a 1</strong>, quindi una condizione di squilibrio moderato o franco, si rileva un’<strong>incidenza leggermente inferiore tra gli italiani (5.7%) rispetto sia agli extracomunitari (8.0%) che ai provenienti dai Paesi UE (10,4%)</strong>, ma non statisticamente significativa tenendo conto della notevole disuguaglianza numerica tra i tre gruppi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="391" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_05.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3561" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_05.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_05-480x268.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Area territoriale</strong></h3>



<p>Anche per quanto riguarda la<strong> sede di lavoro</strong>, <strong>l’indice ERI non presenta differenze significative tra le tre aree (Nord, Centro, Sud)</strong>, pur rilevando una <strong>maggiore variabilità al Centro e al Sud</strong>.</p>



<p>Riguardo alla <strong>percezione dello <em>“Sforzo”</em></strong>, <strong>il livello medio risulta leggermente più basso nel Sud Italia</strong>, mentre <strong>al Centro si evidenzia una maggiore tendenza all’aumento con l’avanzare dell’età</strong>. Riguardo alla <em>“Ricompensa”</em>, non ci sono sostanziali differenze tra le tre aree territoriale né tra le tre classi di età.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="379" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_06.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3562" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_06.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_06-480x260.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="656" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_07.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3563" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_07.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_07-480x450.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p>Tra i <strong>soggetti con uno squilibrio medio-alto</strong>, si rileva un’<strong>incidenza leggermente superiore al Nord (8.2%) rispetto al Centro (7.2%) e al Sud (5.1%)</strong>, ma non statisticamente significativa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="391" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_08.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3564" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_08.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_08-480x268.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Mansione</strong></h3>



<p>Nell’ambito della <strong>mansione svolta</strong>, non <strong>si rilevano differenze statisticamente significative</strong>, pur notando <strong>valori leggermente più alti negli addetti a <em>“Lavori di Ufficio”</em> e più bassi nei gruppi <em>“Lavorazione metalli”</em> e <em>“Manovale”</em></strong>; lo stesso dicasi per il fattore <strong><em>“Ricompensa”</em></strong>, in relazione al quale però si rilevano<strong> livelli leggermente più alti nel gruppo <em>“Manovale”</em>, <em>“Muratore”</em> e <em>“Lavorazione metalli”</em></strong>, e <strong>leggermente più bassi nei lavoratori addetti alla <em>“Conduzione mezzi”</em></strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="631" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_09.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3565" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_09.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_09-480x433.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="321" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_10.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3566" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_10.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_10-480x220.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p>Tra i soggetti con <strong>squilibrio medio-alto</strong> si rileva una <strong>distribuzione diffusa dei casi nei vari gruppi</strong>, con un’incidenza leggermente superiore in <em>“Conduzione di mezzi”</em> (11.0%) e <em>“Altro” </em>(10,8%), ma non statisticamente significativa tenendo conto della notevole disuguaglianza numerica tra i vari gruppi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="393" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_11.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3567" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_11.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_11-480x269.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Condizioni di lavoro</strong></h3>



<p><strong>L’Indice ERI è risultato essere correlato significativamente e in maniera diretta</strong>, quindi con una maggiore condizione di squilibrio, <strong>con</strong> <strong>l’aumentare dello <em>“Sforzo”</em> richiesto dal lavoro e dell’ <em>“Overcommitment”</em></strong>, del <strong>lavoro sotto pressione nonché del carico di lavoro mentale, emozionale e cognitivo</strong>, ma anche <strong>in maniera inversa</strong>, quindi positivamente, <strong>con l’aumentare del fattore <em>“Ricompensa”</em></strong>,&nbsp; della soddisfazione lavorativa , del <em>“vigore”</em> e della <em>“dedizione”</em> riposti nel lavoro.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="266" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_12.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3568" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_12.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_12-480x182.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="311" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_13.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3569" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_13.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_13-480x213.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>6. Casa-lavoro</strong></h2>



<p><strong>La sovrapposizione tra impegno lavorativo ed attività extra-lavorative </strong>può spesso incidere in misura significativa, contribuendo ad<strong> acuire la percezione dei fattori stressogeni</strong>, tanto lavorativi quanto extra-lavorativi, determinando un circolo vizioso con ripercussioni negative su entrambi i fronti.</p>



<p>Dai dati raccolti emerge un<strong> grado di interferenza moderato</strong>, con qualche differenza all’interno dei diversi gruppi, leggermente più alto al Nord e al Centro rispetto al Sud, tra gli italiani rispetto agli stranieri, e leggermente inferiore nei soggetti più anziani.</p>



<p>Tra le mansioni, <strong>le interferenze sono denunciate un po’ di più dal gruppo <em>“Lavori d’ufficio”</em> e meno dagli addetti alla <em>“Lavorazione metalli”</em></strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="610" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_14.png" alt="stress correlato al lavoro" class="wp-image-3570" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_14.png 700w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/stress-correlato-al-lavoro_14-480x418.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Malattie professionali nel settore delle Costruzioni: i dati INAIL 2025</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2023/08/07/malattie-professionali-costruzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 13:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salute sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malattie professionali nelle costruzioni: i dati INAIL 2025 mostrano un +145% in 5 anni. Scopri le patologie più diffuse.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il comparto delle Costruzioni continua a rappresentare un pilastro insostituibile dell&#8217;economia del Paese, con un <strong>valore aggiunto nazionale di circa 105 miliardi di euro</strong>, pari al <strong>6,1% del totale dell&#8217;economia nazionale</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="953" height="647" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/valore-aggiunto-nelle-costruzioni.png" alt="valore aggiunto nelle costruzioni" class="wp-image-5659" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/valore-aggiunto-nelle-costruzioni.png 953w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/valore-aggiunto-nelle-costruzioni-480x326.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 953px, 100vw" /></figure>



<p>Nonostante il <strong>2024</strong> abbia mostrato<strong> segnali di assestamento</strong> dovuti alla rimodulazione degli incentivi fiscali, la complessità strutturale del settore resta immutata: la netta<strong> prevalenza di</strong> <strong>micro e piccole imprese</strong> (il <strong>94,7%</strong> del tessuto imprenditoriale ha meno di 10 addetti) rende l’attività di vigilanza e l’applicazione dei protocolli di sicurezza più complessa, ma anche estremamente necessaria.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1122" height="697" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/numero-di-imprese-e-lavoratori-costruzioni.png" alt="numero di imprese e lavoratori costruzioni" class="wp-image-5660" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/numero-di-imprese-e-lavoratori-costruzioni.png 1122w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/numero-di-imprese-e-lavoratori-costruzioni-980x609.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/numero-di-imprese-e-lavoratori-costruzioni-480x298.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1122px, 100vw" /></figure>



<p><strong>Per FENEALUIL, la sfida della salute e sicurezza rimane la priorità assoluta</strong>. Nonostante il rallentamento produttivo,<strong> i dati dell’ultimo rapporto INAIL 2025 rivelano un’emergenza legata alle patologie a lungo decorso</strong>, confermando che la tutela dei nostri lavoratori deve andare ben oltre la prevenzione dell&#8217;infortunio immediato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il boom delle malattie professionali: un’emergenza silenziosa</strong></h2>



<p><strong>I dati riferiti al 2024 delineano un quadro allarmante</strong>: con <strong>16.766</strong> <strong>denunce</strong>, <strong>le Costruzioni si confermano il primo settore per numero di tecnopatie in Italia</strong>, raccogliendo il <strong>23%</strong> del totale della gestione Industria e Servizi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1150" height="420" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/denunce-di-malattie-professionali-costruzioni-per-ateco.png" alt="denunce di malattie professionali costruzioni per ateco" class="wp-image-5661" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/denunce-di-malattie-professionali-costruzioni-per-ateco.png 1150w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/denunce-di-malattie-professionali-costruzioni-per-ateco-980x358.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/denunce-di-malattie-professionali-costruzioni-per-ateco-480x175.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1150px, 100vw" /></figure>



<p>L’analisi del quinquennio mostra una <strong>crescita esponenziale</strong> che impone una riflessione profonda:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>incremento totale nel quinquennio:</strong> tra il <strong>2020</strong> e il <strong>2024</strong> la crescita è stata del <strong>+145%</strong>;</li>



<li><strong>volume delle denunce:</strong> siamo passati dai <strong>6.846</strong> casi del <strong>2020</strong> ai <strong>16.766</strong> del <strong>2024</strong>;</li>



<li><strong>variazione dell&#8217;ultimo biennio:</strong> solo tra il <strong>2023</strong> e il <strong>2024</strong> si è registrato un ulteriore balzo del <strong>+29,3%, da 12.967 a 16.766 casi</strong>.</li>
</ul>



<p>A livello di comparto, i <strong>lavori di costruzione specializzati</strong> assorbono il <strong>62,6% delle denunce</strong>, mentre la <strong>costruzione di edifici</strong> si attesta al <strong>29,2%</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Identikit del lavoratore esposto: genere, età e provenienza</strong></h2>



<p>Il <strong>profilo demografico del lavoratore colpito da malattia professionale </strong>riflette le vulnerabilità intrinseche del cantiere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>genere:</strong> <strong>la prevalenza maschile è pressoché totale</strong> (<strong>99,8%</strong>), con appena 35 denunce femminili registrate nel <strong>2024</strong>;</li>



<li><strong>età:</strong> il fenomeno colpisce duramente le fasce più avanti con l’età. Per gli uomini, il <strong>72%</strong> dei casi riguarda la fascia <strong>50-64 anni</strong>, mentre per le donne il <strong>74%</strong> si concentra tra i <strong>45 e i 59 anni</strong>;</li>



<li><strong>distribuzione geografica:</strong> i dati segnalano precisi hotspot regionali che i nostri delegati devono monitorare con attenzione: la <strong>Toscana (16,2%)</strong>, le <strong>Marche (11,4%)</strong> e la <strong>Puglia (11,0%)</strong> sono le aree con la più alta incidenza di tecnopatie;</li>



<li><strong>cittadinanza:</strong> il <strong>91%</strong> dei malati è italiano, ma la crescita tra i lavoratori stranieri è costante (<strong>1.531</strong> casi nel <strong>2024</strong>). In particolare, la comunità <strong>romena</strong> ha registrato un incremento preoccupante del <strong>+46,8%</strong> nell&#8217;ultimo biennio, superando la crescita della comunità albanese (<strong>+38,4%</strong>).</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le patologie più comuni in cantiere</strong></h2>



<p>Le <strong>sollecitazioni fisiche estreme</strong> e l&#8217;<strong>ambiente di lavoro ostile</strong> determinano una gerarchia di patologie ben definita.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th><strong>Tipologia di malattia (ICD-10)</strong></th><th><strong>Incidenza (sui casi codificati)</strong></th><th><strong>Esempi di patologie specifiche</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Sistema osteomuscolare e tessuto connettivo</strong></td><td><strong>77,5%</strong></td><td>Discopatie, sindrome delle cuffie dei rotatori, lesioni del menisco.</td></tr><tr><td><strong>Sistema nervoso</strong></td><td><strong>10,3%</strong></td><td>Sindrome del tunnel carpale (rappresenta il 90% della categoria).</td></tr><tr><td><strong>Orecchio e apofisi mastoide</strong></td><td><strong>9,2%</strong></td><td>Ipoacusia da rumore e traumi acustici da vibrazioni.</td></tr><tr><td><strong>Sistema respiratorio</strong></td><td><strong>1,4%</strong></td><td>Patologie da polveri di taglio e lavorazione materiali.</td></tr><tr><td><strong>Tumori</strong></td><td><strong>1,0%</strong></td><td>Neoplasie delle cavità nasali (tipiche dell&#8217;esposizione a polveri di legno nei carpentieri).</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1112" height="443" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/denunce-di-malattie-professionali-costruzioni-per-patologia.png" alt="denunce di malattie professionali costruzioni per patologia" class="wp-image-5662" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/denunce-di-malattie-professionali-costruzioni-per-patologia.png 1112w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/denunce-di-malattie-professionali-costruzioni-per-patologia-980x390.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/08/denunce-di-malattie-professionali-costruzioni-per-patologia-480x191.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1112px, 100vw" /></figure>



<p>L&#8217;uso costante di <strong>martelli pneumatici e macchinari vibranti</strong>, unito allo <strong>sforzo fisico intenso</strong>, rimane la <strong>causa principale di queste invalidità permanenti</strong> che distruggono la qualità della vita dei lavoratori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nuove sfide: cambiamento climatico e rischi cutanei</strong></h2>



<p><strong>Un segnale di estremo allarme proviene dalle malattie della cute</strong>. Nonostante rappresentino lo <strong>0,3%</strong> del totale, nel biennio <strong>2023-2024</strong> hanno subito un <strong>incremento dell&#8217;80%</strong>. Questo dato è la prova tangibile dell&#8217;<strong>impatto del cambiamento climatico sui cantieri</strong>.</p>



<p>La sintesi dei dati rivela che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>le <strong>dermatiti ed eczemi</strong> pesano per il <strong>62,2%</strong> della categoria, con la <strong>dermatite allergica da contatto</strong> che rappresenta ben il <strong>57%</strong> di questi casi;</li>



<li>la <strong>cheratosi attinica</strong>, una lesione precancerosa dovuta ai raggi UV, costituisce oltre il <strong>92%</strong> dei disturbi da radiazione.</li>
</ul>



<p>Si rende necessaria, quindi, <strong>l&#8217;applicazione rigorosa del </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/stampa-e-media/protocollo-condizioni-climatiche-estreme-luglio-2025-mlps" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Protocollo nazionale contro lo stress termico</strong></a> siglato con Ministero e parti sociali. La prevenzione di queste patologie passa necessariamente per una <strong>diversa organizzazione del lavoro </strong>e per una <strong>protezione efficace contro le temperature estreme e le radiazioni solari durante i mesi estivi</strong>.</p>



<p>Su questo tema si suggerisce anche la <strong>lettura dei seguenti articoli del blog FENEALUIL</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://blog.fenealuil.it/2023/07/10/prevenire-colpi-di-calore-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come prevenire i colpi di calore sul luogo di lavoro</a></li>



<li><a href="https://blog.fenealuil.it/2026/02/03/maltempo-ondate-calore-cantiere-normativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maltempo e ondate di calore in cantiere: cosa prevede la normativa?</a> </li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La prevenzione come strategia: certificazioni e formazione</strong></h2>



<p>Come Sindacato, sosteniamo da sempre che <strong>la sicurezza non è un costo, ma un valore</strong>, e i dati INAIL 2025 ci danno ragione: <strong>nelle aziende con certificazione Accredia (UNI ISO 45001) gli infortuni diminuiscono del 10,4%</strong>. Tuttavia, il dato più eclatante emerge neutralizzando l&#8217;effetto della dimensione aziendale: <strong>nelle medie imprese certificate, la frequenza infortunistica crolla del 33% rispetto alle omologhe non certificate</strong>.</p>



<p>Sul fronte della formazione, il nuovo <strong>Accordo Stato-Regioni del maggio 2025</strong> introduce strumenti cruciali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>modulo </strong><strong><em>&#8220;Cantieri&#8221;</em></strong><strong>:</strong> obbligatorio per datori di lavoro e dirigenti (<strong>6 ore</strong>);</li>



<li><strong>modulo integrativo </strong><strong><em>&#8220;Costruzioni&#8221;</em></strong><strong>:</strong> di <strong>16 ore</strong> per i datori di lavoro che svolgono i compiti di SPP;</li>



<li><strong>16ore-MICS:</strong> riconoscimento dei percorsi <strong>Moduli Integrati per Costruire in Sicurezza</strong> erogati dalle Scuole Edili, fondamentali per l&#8217;ingresso in sicurezza dei nuovi lavoratori.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni: l’impegno di FENEALUIL</strong></h2>



<p>I dati del rapporto INAIL 2025 non sono semplici numeri, ma il <strong>racconto della sofferenza dei nostri padri e dei nostri compagni di lavoro</strong>. Questa analisi deve diventare uno <strong>strumento di lotta nelle mani dei nostri iscritti e delegati</strong> durante i sopralluoghi e nelle trattative aziendali.</p>



<p><strong>Investire in formazione e certificazioni</strong> di qualità non è un onere burocratico, ma l&#8217;unico modo per<strong> proteggere il capitale umano e aumentare la dignità del lavoro edile</strong>.&nbsp;</p>



<p>Per maggiori informazioni, invitiamo a contattare la struttura territoriale del Sindacato cliccando <a href="https://www.fenealuil.it/sede/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/08/07/malattie-professionali-costruzioni/">Malattie professionali nel settore delle Costruzioni: i dati INAIL 2025</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Come prevenire i colpi di calore sul luogo di lavoro</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2023/07/10/prevenire-colpi-di-calore-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 09:36:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Colpi di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salute sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=3509</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo articolo, approfondiremo le linee guida e le istruzioni da seguire per prevenire i colpi di calore sul luogo di lavoro. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con <strong>l&#8217;arrivo dell&#8217;estate</strong>, i settori dell&#8217;Edilizia e delle Costruzioni si preparano a fronteggiare sfide particolari, tra cui il <strong>rischio di colpi di calore sul luogo di lavoro</strong>, che rappresentano una <strong>minaccia seria per la </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/06/07/strategia-salute-e-sicurezza-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>salute e la sicurezza dei lavoratori</strong></a>.  </p>



<p><strong>I colpi di calore si verificano quando il corpo non riesce a raffreddarsi adeguatamente</strong>, a causa di un&#8217;eccessiva esposizione al calore e alla mancanza di idratazione.</p>



<p>Tuttavia, con le <strong>giuste precauzioni </strong>e una <strong>corretta pianificazione</strong>, è possibile <strong>prevenire tali incidenti e proteggere il benessere di lavoratrici e lavoratori</strong>.</p>



<p>In questo articolo, <strong>approfondiremo le linee guida e le istruzioni da seguire per prevenire i colpi di calore sul luogo di lavoro.</strong>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rischio di colpo di calore nel settore delle costruzioni</strong></h2>



<p><strong>L&#8217;Edilizia e le Costruzioni sono settori noti per le condizioni ambientali impegnative in cui i lavoratori devono operare</strong>. Durante <strong>l&#8217;estate</strong>, con temperature elevate e alta umidità, <strong>il rischio di colpi di calore diventa particolarmente critico</strong>, sia per l’entità dell’esposizione, sia per la pesantezza del lavoro, sia ancora per l’elevato rischio infortunistico.</p>



<p>In effetti, nonostante il rischio da calore sia da intendersi come un’emergenza estiva, non è affatto imprevedibile, perché <strong>rappresenta</strong> <strong>una realtà che si ripete ciclicamente</strong>. </p>



<p>Questi incidenti possono avere<strong> gravi conseguenze sulla salute dei lavoratori</strong>, inclusi sintomi come vertigini, nausea, confusione mentale e persino collassi. Nei casi più estremi, si può persino arrivare al decesso.&nbsp;</p>



<p>Pertanto, è di fondamentale importanza che i datori di lavoro e i supervisori adottino <strong>misure preventive efficaci per proteggere i lavoratori da questo rischio</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La prevenzione delle patologie da calore nei luoghi di lavoro</strong></h2>



<p>Nell’ambito del <strong>progetto di ricerca Worklimate</strong> &#8211; coordinato da INAIL e CNR-IBE, con la collaborazione dell’Azienda USL Toscana Centro, dell’Azienda USL Toscana Sud Est, del Dipartimento di Epidemiologia, Servizio Sanitario Regionale Lazio e del Consorzio LaMMA &#8211; è stato predisposto un <a href="https://www.worklimate.it/wp-content/uploads/2022/03/Decalogo-per-la-prevenzione-delle-patologie-da-calore_24.03.2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>“Decalogo per la prevenzione delle patologie da calore nei luoghi di lavoro”</em></strong></a>. </p>



<p>Vediamo cosa prevede.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Individuare un responsabile&nbsp;</strong></h3>



<p>Il datore di lavoro dovrà <strong>designare una persona che sovrintenda al piano di sorveglianza per la prevenzione</strong> degli effetti dello stress da caldo sulla salute e sulla sicurezza e l’adeguata risposta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Identificare i pericoli ed eseguire una valutazione del rischio</strong></h3>



<p><strong>Riconoscere i pericoli e le patologie correlate al caldo </strong>è fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sicuro.&nbsp;</p>



<p>Ciò implica <strong>l&#8217;identificazione dei rischi legati alle alte temperature</strong>, all&#8217;<strong>umidità elevata</strong>, all&#8217;<strong>esposizione al sole</strong> o ad altre fonti di calore, nonché alle <strong>necessità specifiche del lavoro svolto</strong>, agli <strong>indumenti di protezione</strong> e ai <strong>fattori di rischio individuali</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Fare formazione</strong></h3>



<p>La <strong>formazione</strong> mira a <strong>sensibilizzare i lavoratori sui rischi per la salute derivanti dallo stress da caldo</strong> e sulle <strong>misure preventive</strong> e di protezione da adottare.&nbsp;</p>



<p>Questo include indicazioni:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sull&#8217;abbigliamento consigliato;&nbsp;</li>



<li>sull&#8217;importanza di mantenere un adeguato livello di idratazione e di seguire una dieta equilibrata;</li>



<li>sulla gestione dei sintomi delle patologie da calore, con suggerimenti su come prevenirle e su come riconoscerne i segni e i sintomi.&nbsp;</li>
</ul>



<p>Vista anche l’eterogeneità che caratterizza questi Settori, è essenziale che la formazione venga condotta nella lingua comprensibile ai lavoratori. Inoltre, si consiglia di <strong>fornire una formazione specifica ai responsabili della sicurezza e agli addetti al primo soccorso</strong> sui rischi legati allo stress termico e sulle strategie di prevenzione e mitigazione dello stesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Strategie di prevenzione e protezioni individuali per i lavoratori</strong></h3>



<p><strong>Il primo aspetto è relativo all’idratazione dei lavoratori</strong>. Il datore di lavoro dovrebbe rendere <strong>disponibile acqua fresca potabile</strong>, anche tramite l’installazione di contenitori per l’acqua in diverse postazioni sul luogo di lavoro, e <strong>invitare gli operai che si trovano in situazioni di esposizione al caldo a bere circa un litro di acqua ogni ora</strong>, ovvero un bicchiere ogni 15 minuti, anche se non avvertono la necessità di farlo, senza eccedere.&nbsp;</p>



<p>Si raccomanda, inoltre, di <strong>evitare o limitare l’assunzione di bevande energetiche</strong> utilizzate in ambito sportivo e/o l’assunzione autonoma di integratori salini per compensare i sali minerali persi con la sudorazione.</p>



<p>Il datore di lavoro potrebbe dotare i lavoratori che operano all’aperto di <strong>zaini o cinture per l’idratazione</strong>, oppure <strong>predisporre dei piccoli frigoriferi portatili </strong>da disporre in zone all’ombra nei pressi del luogo di intervento.&nbsp;</p>



<p>A seguire <strong>ricopre un’importanza rilevante l’abbigliamento</strong>. In tal senso le linee guida consigliano di <strong>indossare abiti leggeri in fibre naturali, traspiranti e di colore chiaro, che ricoprano buona parte del corpo</strong>; è importante, infatti, non lavorare a pelle nuda. Si raccomanda, inoltre, di <strong>indossare se possibile un copricapo con visiera o a tesa larga e occhiali da sole con filtri UV</strong>.</p>



<p>Se il medico competente lo ritiene opportuno, i lavoratori potrebbero applicare una <strong>crema solare ad alta protezione </strong>per coprire le parti più esposte al sole.</p>



<p>Per i lavoratori più esposti che svolgono lavori pesanti, infine, il datore di lavoro potrebbe fornire loro<strong> indumenti refrigeranti o gilet ventilati</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Riorganizzazione dei turni di lavoro</strong></h3>



<p>Per <strong>ridurre l&#8217;esposizione dei lavoratori al caldo</strong>, è possibile apportare <strong>modifiche agli orari di lavoro</strong>. Ciò può includere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>riprogrammare le attività non prioritarie svolte all&#8217;aperto per giorni con condizioni meteo-climatiche più favorevoli;</li>



<li>pianificare le attività che richiedono un maggiore sforzo fisico durante i momenti più freschi della giornata;</li>



<li>alternare i turni tra i lavoratori al fine di minimizzare l&#8217;esposizione individuale al caldo e alla luce solare diretta;</li>



<li>interrompere il lavoro in casi estremi in cui il rischio di patologie da calore è molto elevato.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6. Rendere disponibili e accessibili aree ombreggiate per le pause</strong></h3>



<p>È importante <strong>garantire la presenza di aree completamente ombreggiate o climatizzate per consentire pause e raffreddamento adeguati</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>Pianificare pause brevi ma frequenti in luoghi ombreggiati </strong>non solo non comporta perdite di produttività, ma è stato dimostrato che, in assenza di pause programmate, il ritmo di lavoro rallenta e aumenta il rischio di errori umani.</p>



<p>Si consiglia di utilizzare segnali acustici, messaggi audio o qualsiasi altro mezzo di comunicazione efficace per <strong>ricordare ai lavoratori di fare pause</strong> <strong>in luoghi freschi per idratarsi e rinfrescarsi</strong>, compatibilmente con l&#8217;attività lavorativa svolta.</p>



<p>Inoltre, <strong>è fondamentale che i pasti vengano consumati sempre in aree ombreggiate</strong>. Quando possibile, si consiglia di <strong>fornire ai lavoratori pasti adeguati e ricchi di frutta e verdura</strong>, evitando cibi ad alto contenuto di grassi e sale che possono rallentare la digestione e predisporre allo stress da caldo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>7. Favorire l’acclimatazione dei lavoratori</strong></h3>



<p><strong>L&#8217;acclimatazione</strong> è un processo fisiologico che permette al corpo di <strong>adattarsi alle condizioni di lavoro in ambienti con temperature elevate</strong>. Questo viene <strong>ottenuto aumentando gradualmente i carichi di lavoro e l&#8217;esposizione al caldo dei lavoratori</strong>, incoraggiando frequenti pause per l&#8217;approvvigionamento di acqua e il riposo all&#8217;ombra.</p>



<p><strong>Solitamente sono necessari da 7 a 14 giorni per completare il processo di acclimatazione</strong>, con un periodo più lungo nel caso in cui il lavoratore stia assumendo farmaci specifici o abbia patologie croniche.</p>



<p>In conformità alle raccomandazioni degli enti internazionali per la protezione della salute occupazionale, si consiglia che durante un&#8217;onda di calore i <strong>lavoratori neo-assunti</strong> e<strong> coloro che riprendono il lavoro dopo una lunga assenza inizino con il 20% del carico di lavoro il primo giorno</strong>, aumentandolo gradualmente nei giorni successivi.&nbsp;</p>



<p><strong>I lavoratori esperti dovrebbero iniziare il primo giorno con il 50% del carico di lavoro normale </strong>e anche loro aumentarlo gradualmente nel corso dei giorni successivi.</p>



<p>È importante tenere presente che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l&#8217;acclimatazione si mantiene solo per alcuni giorni se si interrompe l&#8217;attività lavorativa;</li>



<li>i disturbi da caldo si verificano spesso durante i primi giorni di lavoro e/o nei primi giorni di un&#8217;onda di calore, o quando si è esposti per la prima volta in stagione a temperature particolarmente elevate;</li>



<li>è fondamentale prestare particolare attenzione ai lavoratori neo-assunti, che spesso sono giovani e in buone condizioni di salute ma con meno esperienza lavorativa alle spalle.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>8. Realizzazione del </strong><strong><em>“sistema del compagno”</em></strong></h3>



<p>È importante<strong> promuovere il controllo reciproco tra i lavoratori</strong>, specialmente durante i periodi della giornata caratterizzati da temperature elevate o durante le ondate di calore.&nbsp;</p>



<p>In caso di comparsa di segni e sintomi di patologie da calore, <strong>un collega vicino può contattare immediatamente il numero di emergenza 118</strong> (<strong>o il numero unico 112</strong>) <strong>e fornire il primo soccorso</strong>, indicando con precisione il luogo in cui si stanno svolgendo le attività lavorative.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>9. Pianificazione e risposta alle emergenze</strong></h3>



<p>Prima dell&#8217;esposizione al calore, è essenziale <strong>sviluppare un piano di sorveglianza</strong> in collaborazione con il medico competente e il responsabile della sicurezza, che deve includere:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il monitoraggio dei segni e dei sintomi delle patologie da calore;</li>



<li>le misure di risposta alle emergenze, per consentire una diagnosi e un trattamento tempestivi.&nbsp;</li>
</ul>



<p>I <strong>lavoratori</strong> devono essere informati sul piano ed <strong>essere in grado di riconoscere i sintomi dello stress termico</strong>.</p>



<p><strong>Se un lavoratore manifesta segni di patologie da calore</strong>, è necessario che <strong>cessi immediatamente l&#8217;attività</strong>, si rinfreschi con <strong>acqua fresca e beva acqua potabile</strong>. Lo stato confusionale può indicare un colpo di calore e richiede un&#8217;assistenza medica immediata. Nel <strong>trattamento di una grave malattia da calore</strong>, il raffreddamento è la priorità e deve essere avviato immediatamente al manifestarsi dei sintomi.</p>



<p>È importante tenere presente che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sentirsi male durante il lavoro in condizioni di caldo è un serio segnale di allarme;</li>



<li>il primo soccorso in caso di sospetto esaurimento da calore o colpo di calore prevede il raffreddamento del corpo il più velocemente possibile, oltre all&#8217;assunzione di acqua potabile o soluzioni saline per ripristinare l&#8217;equilibrio elettrolitico;</li>



<li>le persone affette da una grave malattia da calore potrebbero non essere in grado di riconoscere i rischi che stanno correndo.&nbsp;</li>
</ul>



<p>Pertanto, se un lavoratore mostra segni da colpo di calore, non va mai lasciato da solo fino all&#8217;arrivo dei soccorsi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>10. Misure specifiche per i luoghi di lavoro in ambienti chiusi</strong></h3>



<p>Nei <strong>luoghi di lavoro al chiuso</strong>, è possibile <strong>raffreddare l&#8217;ambiente utilizzando condizionatori d&#8217;aria</strong> o, se la temperatura dell&#8217;aria è inferiore alla temperatura media del corpo (circa 35°C), <strong>ventilatori</strong>.&nbsp;</p>



<p>È importante tenere presente che i ventilatori meccanici accelerano solo il movimento dell&#8217;aria, ma non riducono la temperatura ambiente.<strong> L&#8217;uso corretto dei condizionatori è fondamentale</strong>.</p>



<p>Altri metodi per ridurre la temperatura includono l&#8217;uso di <strong>schermi riflettenti </strong>per respingere il calore radiante e l&#8217;isolamento termico delle finestre.&nbsp;</p>



<p>Se ci sono macchinari o superfici calde, si possono <strong>posizionare schermi protettivi tra il lavoratore e le fonti di calore radiante </strong>(utilizzando superfici semplicemente riflettenti o riflettenti e assorbenti) e, se possibile, ridurre l&#8217;emissività della superficie calda rivestendola con materiali isolanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/03/23/sicurezza-salute-sul-lavoro-costruzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La sicurezza e il benessere dei lavoratori sono priorità assolute</strong></a> e investire nella <strong>prevenzione dei colpi di calore </strong>è essenziale per garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro nell&#8217;industria dell&#8217;Edilizia e delle Costruzioni. </p>



<p>Attraverso la conoscenza e l&#8217;attuazione di adeguate misure preventive, è possibile <strong>proteggere i lavoratori e creare condizioni di lavoro migliori per tutti</strong>.</p>



<p>Per maggiori approfondimenti, invitiamo a <strong>consultare le schede informative sul sito Worklimate</strong>, <a href="https://www.worklimate.it/materiale-informativo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>qui</strong></a>. </p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innovazione tecnologica e ricerca per ridurre i rischi per la sicurezza nel protocollo Inail-Autostrade-Sindacati</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2023/01/12/protocollo-inail/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vito Panzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 12:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=3051</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vediamo cosa prevede il protocollo siglato lo scorso ottobre da Inail, Autostrade per l'Italia e Sindacati delle Costruzioni e dei Trasporti.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/01/12/protocollo-inail/">Innovazione tecnologica e ricerca per ridurre i rischi per la sicurezza nel protocollo Inail-Autostrade-Sindacati</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come ha ricordato il Presidente Inail Franco Bettoni in occasione del primo Forum della ricerca “Made in Inail”, tenutosi a Roma il 25 e il 26 novembre,&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“per un significativo abbattimento del numero di incidenti sul lavoro e di malattie professionali di cui purtroppo abbiamo notizia ogni giorno e che vediamo ripetersi spesso con le stesse dinamiche, la scienza, lo studio e la sperimentazione sono di vitale importanza. La tecnologia, la robotica, l’innovazione digitale, la sensoristica, l’intelligenza artificiale possono davvero rendere il lavoro più sicuro”</em>.</p>
</blockquote>



<p>Il Sindacato lo sa bene e da tempo è impegnato in discussioni, tavoli e accordi che individuano nella ricerca una priorità su cui investire, all’insegna della <strong>regolarità</strong> e della <strong>legalità</strong>, nel rispetto delle regole e dei contratti.&nbsp;</p>



<p>In questo senso vogliamo parlare <strong>dell’accordo sottoscritto lo scorso 21 ottobre</strong>, a cui hanno aderito i Sindacati delle Costruzioni, FENEALUIL, Filca-CISL, Fillea-CGIL, e dei trasporti, Filt-CGIL, Fit-CISL, UIL Trasporti, Ugl Trasporti e Sla Cisal <strong>tra il Gruppo Autostrade per l’Italia (Aspi) e l’Inail</strong>.&nbsp;</p>



<p>L’intesa si inserisce nella scia degli accordi già sottoscritti &#8211; come ad esempio quelli siglati con Ferrovie dello Stato e Aeroporti di Roma &#8211; confermando l’impegno per la promozione di iniziative congiunte con grandi realtà d’impresa italiane, finalizzate a <strong>tenere alta l’attenzione sui temi della salute e della sicurezza sul lavoro</strong> nella fase di crescita economica trainata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.</p>



<p>In particolare, questo accordo riguarda <strong>la sicurezza di chi lavora sulle autostrade nella realizzazione di nuove tratte e nella manutenzione straordinaria di quelle esistenti</strong> e mette le basi per una collaborazione strutturata e permanente tra il Gruppo Aspi e le organizzazioni sindacali finalizzata alla diffusione, in tutta la filiera, della cultura della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, attraverso<strong> iniziative congiunte</strong> che comprendano la sperimentazione di soluzioni ad alto valore tecnologico e il ricorso a innovative metodologie di formazione.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="http://www.fenealuil.it/wp-content/uploads/2022/10/Protocollo-di-intesa-Inail-211022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consulta il protocollo d’intesa tra Inail, Autostrade per l’Italia e Sindacati</a></h2>



<p>Gli ambiti di collaborazione definiti dal protocollo, che avrà durata quinquennale, in coerenza con la scadenza del PNRR nel 2026, riguardano in particolare:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>iniziative congiunte di <strong>comunicazione</strong> <strong>e promozione della cultura della salute e sicurezza</strong>;&nbsp;</li>



<li>l’erogazione di <strong>programmi di formazione </strong>rivolti a tutti i ruoli aziendali e al personale ​​coinvolto nella realizzazione delle grandi opere infrastrutturali;&nbsp;</li>



<li>lo studio dei<strong> fattori di rischio </strong>per la prevenzione delle patologie lavoro-correlate;</li>



<li>la progettazione di <strong>modelli di organizzazione per la prevenzione degli infortuni</strong> e la <strong>promozione del benessere organizzativo</strong>;</li>



<li><strong>l’analisi dei flussi informativi</strong> relativi agli infortuni e alle malattie professionali nei comparti di interesse e nella realizzazione di grandi opere.&nbsp;</li>
</ul>



<p>All’interno di “cantieri modello” appositamente individuati, saranno inoltre sperimentate <strong>soluzioni tecnologiche innovative</strong>, come l’utilizzo di sensori e dispositivi di protezione individuale “intelligenti”, e introdotte nuove metodologie di formazione dei lavoratori, che prevedono anche il ricorso alla realtà virtuale.</p>



<p>Il punto di partenza sono, appunto, i progetti di ricerca promossi dall’Inail nel campo della robotica, della realtà aumentata, della sensoristica per il monitoraggio degli ambienti di lavoro e dello studio di materiali innovativi per l’abbigliamento lavorativo e dei dispositivi per la prevenzione di infortuni e malattie professionali.</p>



<p>Parte di questi progetti ad alto valore tecnologico, sviluppati in collaborazione con partner strategici del mondo accademico e scientifico e con il sistema delle imprese e delle rappresentanze dei lavoratori, sono stati appunto presentati nel corso delle due giornate del<strong> Forum “Made in Inail”</strong>, coinvolgendo più di 70 relatori.&nbsp;</p>



<p>Un enorme potenziale che coniuga insieme scienza, tecnologia, innovazione, prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.&nbsp;</p>



<p>Noi, come FENALUIL, insieme a Filca e Fillea, abbiamo già aperto il confronto con le realtà del gruppo che applicano il contratto Edile, in particolare con <strong>AMPLIA</strong>, la società che, oltre alla pavimentazione dei manti stradali, sta attuando su tutta la rete autostradale in concessione ad ASPI la manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture &#8220;opere d&#8217;arte&#8221;, ponti, gallerie e viadotti, e che è coinvolta direttamente nella realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, attualmente sul Terzo Valico dei Giovi e sull’ampliamento alla terza corsia dell’Autostrada A1 nel tratto Firenze Sud – Incisa, i cui lavori di scavo per la realizzazione della nuova galleria di San Donato inizieranno a primavera 2023, cantiere che vorremmo diventasse un modello sicurezza e che sarà quello sul quale caleremo le principali iniziative del protocollo in discussione.&nbsp;</p>



<p>Poi, ci sono le opere inserite nel piano di sviluppo della rete ASPI in autofinanziamento, incluse nella concessione, come la <strong>Gronda a Genova </strong>e il <strong>Passante di Bologna</strong>, solo per citarne due.</p>



<p>Insomma, <strong>una vera sfida, che riteniamo sia possibile vincere solo attraverso il maggiore coinvolgimento, prezioso e attivo, delle rappresentanze sindacali RLS e RLST e delle figure della sicurezza presenti nell&#8217;impresa, a partire dai preposti</strong>, il cui ruolo diventa fondamentale nella reale applicazione e verifica delle procedure e delle fasi lavorative.&nbsp;</p>



<p>Non da ultimo, il coinvolgimento del nostro <strong>sistema bilaterale</strong> <strong>per la formazione e la sicurezza</strong>, che fa capo alle scuole edili e ai CPT e al quale è affidato anche un compito di controllo sulla regolarità attraverso l’introduzione della congruità e la corretta applicazione dei contratti.</p>



<p><strong>È tempo che la sicurezza smetta di essere percepita come un costo e sia invece considerata come un investimento, un fattore di innovazione e miglioramento della qualità organizzativa e delle performance di un’impresa</strong>, attraverso un’azione sinergica di tutti i soggetti coinvolti, per fare davvero la differenza e contrastare in maniera decisa e concreta gli incidenti e la diffusione delle malattie professionali.</p>



<p>Infine, tornando al protocollo, ciascuna iniziativa oggetto della collaborazione tra Inail e Aspi sarà regolata attraverso la stipula di un accordo attuativo in cui saranno indicati, in particolare, gli obiettivi da conseguire, le specifiche attività da svolgere, il cronoprogramma e i profili dei componenti del relativo Comitato di gestione.&nbsp;</p>



<p>I risultati ottenuti saranno così valutati anche nell’ottica della <strong>replicabilità degli interventi </strong>e del <strong>numero dei destinatari raggiunti</strong>, direttamente o indirettamente, nella filiera autostradale, perché questa esperienza innovativa sia <strong>un esempio da seguire</strong> e funga da “apripista” a simili esperienze in tutto il settore delle Costruzioni.</p>



<p><em>Contributo pubblicato nella newsletter UIL Sicurezza in rete a dicembre 2022 a cura di Vito Panzarella (Segretario Generale FENEALUIL) e Stefano Costa (Segretario Nazionale FENEALUIL)</em></p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/01/12/protocollo-inail/">Innovazione tecnologica e ricerca per ridurre i rischi per la sicurezza nel protocollo Inail-Autostrade-Sindacati</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Rifiuti inerti da costruzione e demolizione: definizione e normativa</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2022/12/19/rifiuti-inerti-costruzione-demolizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 11:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti inerti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=2958</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cerchiamo di capire cosa s’intende per rifiuti inerti da costruzione e demolizione e quali sono le norme che ne regolano la gestione. </p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2022/12/19/rifiuti-inerti-costruzione-demolizione/">Rifiuti inerti da costruzione e demolizione: definizione e normativa</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>settore delle Costruzioni </strong>produce una quantità rilevante di rifiuti, denominati <strong>rifiuti inerti</strong>, appartenenti alla categoria dei <strong>rifiuti speciali</strong>, che richiedono quindi una <strong>modalità di raccolta, conferimento e trattamento differente rispetto ai rifiuti urbani</strong>.&nbsp;</p>



<p>La <strong>classificazione dei rifiuti </strong>è contenuta nel cosiddetto <strong>Testo Unico dell’Ambiente</strong>, il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/materiaAmbientale" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152</strong></a>, nel quale si specifica che rientrano nei rifiuti speciali</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“i rifiuti prodotti dalle attività di costruzione e demolizione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall&#8217;articolo 184-bis”</em></p>
</blockquote>



<p><strong>I rifiuti inerti (non trattabili) rappresentano una quota importante del totale dei rifiuti conferiti in discarica nel nostro Paese</strong>. Secondo i dati ISPRA, che analizzeremo più nel dettaglio nel prosieguo dell’articolo, <strong>i rifiuti da costruzione e demolizione sono il 29,6% dei rifiuti complessivamente smaltiti in discarica a livello nazionale</strong>.</p>



<p>Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire cosa s’intende per rifiuti inerti da costruzione e demolizione e quali sono le norme che ne regolano la gestione.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sono i rifiuti inerti</strong></h2>



<p>Come riportato nell’introduzione, secondo il Testo Unico per l’Ambiente, i<strong> rifiuti inerti sono quelli provenienti dalle attività di costruzione e demolizione, ma anche di scavo </strong>delle materie prime essenziali per l’Edilizia.&nbsp;</p>



<p><strong>Ma perché si chiamano <em>“inerti”</em>? </strong>Con questo termine si fa riferimento a quei materiali che, nel tempo, non modificano la loro struttura e <strong>non sono soggetti a processi di tipo fisico, chimico o biologico</strong>, come accade ad esempio per i rifiuti organici, che deperiscono con il tempo. </p>



<p><strong>Un blocco di <a href="https://blog.fenealuil.it/2022/08/17/cemento-armato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cemento armato</a>, infatti, non cambia nel tempo ma rimane, appunto, inerte. </strong></p>



<p>Per questo motivo, <strong>nella maggior parte dei casi, i rifiuti inerti non sono pericolosi per la salute dell’uomo, ma non sempre</strong>. In effetti, <strong>esistono alcuni rifiuti da costruzione e demolizione contaminati da altre sostanze pericolose</strong> &#8211; pensiamo in particolare all’amianto o ad alcuni minerali &#8211; che vanno quindi gestiti in maniera differente.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i rifiuti inerti da costruzione e demolizione</strong></h2>



<p>Di preciso, <strong>quali sono questi rifiuti inerti? </strong>Tecnicamente, rientrano in questa categoria tutti quei <strong>prodotti di scarto derivanti da attività di costruzione e demolizione definiti tramite i Codici Ateco</strong>, e più di preciso quelli che vanno <strong>dal 41 al 43</strong>, ovvero:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Codice Ateco 41: </strong>costruzione di edifici residenziali e non residenziali;</li>



<li><strong>Codice Ateco 42: </strong>costruzione di opere di pubblica utilità;</li>



<li><strong>Codice Ateco 43: </strong>demolizione e preparazione del cantiere edile.</li>
</ul>



<p>Dal punto di vista normativo, invece, si fa riferimento al <a href="https://www.to.camcom.it/sites/default/files/ambiente/28096_CCIAATO_2662015.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Codice Europeo dei Rifiuti</strong></a>, che contiene una classificazione in codici, nel caso specifico il numero 17 <em>“Rifiuti delle attività di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)”</em>. </p>



<p><strong>Il codice 17 è associato ai seguenti materiali:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>cemento;</li>



<li>mattoni;</li>



<li>mattonelle e ceramiche;</li>



<li>miscugli o frazioni separate di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, contenenti sostanze pericolose;</li>



<li>miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diversi da quelli;</li>



<li>legno;</li>



<li>vetro;</li>



<li>plastica;</li>



<li>vetro, plastica e legno contenenti sostanze pericolose o da esse contaminati;</li>



<li>miscele bituminose, catrame di carbone e prodotti contenenti catrame;</li>



<li>metalli (incluse le loro leghe): rame, bronzo, ottone, alluminio, piombo, zinco, ferro e acciaio, stagno, metalli misti;&nbsp;</li>



<li>rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose;</li>



<li>cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose;</li>



<li>terra (compresa quella proveniente da siti contaminati), rocce e materiale di dragaggio;</li>



<li>terra e rocce, contenenti sostanze pericolose;</li>



<li>materiale di dragaggio contenente sostanze pericolose;</li>



<li>pietrisco per massicciate ferroviarie, contenente sostanze pericolose;</li>



<li>materiali isolanti e materiali da costruzione contenenti amianto;</li>



<li>altri materiali isolanti contenenti o costituiti da sostanze pericolose;</li>



<li>materiali da costruzione a base di gesso;</li>



<li>materiali da costruzione a base di gesso contaminati da sostanze pericolose;</li>



<li>altri rifiuti dell&#8217;attività di costruzione e demolizione;</li>



<li>rifiuti dell&#8217;attività di costruzione e demolizione, contenenti mercurio;</li>



<li>rifiuti dell&#8217;attività di costruzione e demolizione, contenenti PCB (ad esempio sigillanti contenenti PCB,</li>



<li>pavimentazioni a base di resina contenenti PCB, elementi stagni in vetro contenenti PCB, condensatori contenenti PCB);</li>



<li>altri rifiuti dell&#8217;attività di costruzione e demolizione (compresi rifiuti misti) contenenti sostanze pericolose.&nbsp;&nbsp;</li>
</ul>



<p>Vediamo, ora, <strong>alcuni dati relativi alla produzione e alla gestione dei rifiuti inerti in Italia</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I dati ISPRA sui rifiuti inerti in Italia</strong></h2>



<p>Secondo il <a href="https://www.isprambiente.gov.it/files2022/pubblicazioni/rapporti/rapportorifiutispeciali_ed-2022_n-367_versioneintegrale.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2022</strong></a> elaborato da ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, <strong>la situazione relativa ai rifiuti inerti da costruzione e demolizione nel nostro Paese è la seguente:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>in Italia esistono <strong>131 </strong>discariche per rifiuti inerti (46% del totale degli impianti operativi), di cui <strong>83</strong> impianti nel Nord, 11 al Centro e 37 al Sud;</li>



<li>i quantitativi di rifiuti del settore delle Costruzioni smaltiti in discarica sono pari a 2,9 milioni di tonnellate, di cui circa 2,4 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e 560 mila tonnellate di rifiuti pericolosi (ad esempio materiali da costruzione contenenti amianto, o terra e rocce contenenti sostanze pericolose);</li>



<li>il 66% del totale dei rifiuti da costruzione e demolizione viene smaltito nelle discariche per rifiuti inerti, il 30,6% in quelle per rifiuti non pericolosi e il restante 3,4% nelle discariche per rifiuti pericolosi;</li>



<li>le tipologie dei rifiuti i cui quantitativi risultano più rilevanti sono costituite da terra e rocce da scavo e da rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione;</li>



<li>i rifiuti derivanti dall’attività di costruzione e demolizione rappresentano, nell’anno 2020, il <strong>46,2%</strong> dei rifiuti complessivamente prodotti nel Centro, mentre nel Nord e nel Sud Italia tale percentuale risulta pari, rispettivamente, al <strong>45,5%</strong> e al <strong>43,4%</strong>;</li>



<li>diminuisce di quasi <strong>2,2 milioni di tonnellate</strong> la produzione di rifiuti da operazioni di costruzione e demolizione (5,5% rispetto al 2019).</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2022/12/rifiuti-inerti.jpg" alt="rifiuti inerti" class="wp-image-2963" width="1200" height="792" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2022/12/rifiuti-inerti.jpg 1200w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2022/12/rifiuti-inerti-980x647.jpg 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2022/12/rifiuti-inerti-480x317.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1200px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La trasformazione degli inerti in materia prima seconda</strong></h2>



<p><strong>I rifiuti inerti non vengono conferiti tutti in discarica</strong>, anzi, una quota considerevole è destinata a <strong>diventare materia prima seconda</strong>.</p>



<p>Il summenzionato rapporto ISPRA segnala, ad esempio, che</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“per la parte minerale dei rifiuti da operazioni di costruzione e demolizione, la principale forma di recupero è la trasformazione in inerti fini o grossolani che possono essere utilizzati nella produzione di calcestruzzo o asfalto o nella costruzione di strade.”</em></p>
</blockquote>



<p><strong>Gli impianti deputati al recupero e alla trasformazione di questi rifiuti </strong>dovrebbero infatti dividerli in tre gruppi:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>materiale lapideo nuovamente utilizzabile;</li>



<li>frazione metallica;</li>



<li>frazione indesiderata (carta, plastica, legno, impurezze, ecc).</li>
</ul>



<p>Questo materiale recuperato e riutilizzabile può essere <strong>impiegato per la realizzazione di:&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sottofondi stradali;</li>



<li>sottofondi per capannoni industriali;</li>



<li>sovrastruttura stradale;</li>



<li>recupero ambientale, ovvero per la restituzione di aree degradate a usi produttivi o sociali attraverso rimodellamenti morfologici;</li>



<li>piazzali.</li>
</ul>



<p>Si tratta di un elemento fondamentale, soprattutto in un ottica di <strong>riduzione dell’impatto ambientale </strong>non solo degli edifici costruiti e abitati, ma anche dell’intera filiera dell’Edilizia, seguendo i principi dell’<strong>economia circolare</strong>.&nbsp;</p>



<p>Già con l’introduzione del <a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/sviluppo-sostenibile/strumenti-per-lo-sviluppo-sostenibile/green-public-procurement-gpp" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Green Public Procurement (GPP)</strong></a>, un sistema che regolamenta gli acquisti effettuati dalla Pubblica Amministrazione, è stato stabilito che<strong> almeno il 30% dei materiali da costruzione per le opere pubbliche deve derivare da attività di riciclo e riutilizzo</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo Regolamento End of Waste per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione</strong></h2>



<p>Lo scorso 20 ottobre 2022 <strong>è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il </strong><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/10/20/22G00163/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>decreto 27 settembre 2022 n. 152</strong></a>, emanato dal Ministero della Transizione Ecologica, che <strong>stabilisce i criteri specifici nel rispetto dei quali i rifiuti inerti</strong>, derivanti dalle attività di costruzione e di demolizione, e gli altri rifiuti inerti di origine minerale<strong> sottoposti a operazioni di recupero, cessano di essere qualificati come rifiuti</strong>.</p>



<p>Nell’articolo 3 del Decreto, infatti, si legge che <strong>i rifiuti inerti dalle attività di costruzione e demolizione</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“cessano di essere qualificati come rifiuti e sono qualificati come aggregato recuperato se l&#8217;aggregato recuperato è conforme ai criteri di cui all&#8217;Allegato 1.”</em></p>
</blockquote>



<p><strong>Ma cosa prevede questo Allegato 1?&nbsp;</strong></p>



<p>In questo documento sono indicati<strong> i rifiuti ammissibili per la produzione di aggregato recuperato</strong>. Invitiamo a <strong>consultare la tabella in esso contenuta</strong>, con l’elenco dei rifiuti ammissibili, cliccando <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&amp;art.idGruppo=0&amp;art.flagTipoArticolo=1&amp;art.codiceRedazionale=22G00163&amp;art.idArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2022-10-20&amp;art.progressivo=0#art" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>qui</strong></a>.</p>



<p><strong>Questi materiali riciclati possono essere utilizzati per gli scopi indicati, invece, nell’</strong><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&amp;art.idGruppo=0&amp;art.flagTipoArticolo=2&amp;art.codiceRedazionale=22G00163&amp;art.idArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2022-10-20&amp;art.progressivo=0#art" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Allegato 2</strong></a>, ovvero:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la realizzazione del corpo dei rilevati di opere in terra dell&#8217;ingegneria civile;</li>



<li>la realizzazione di sottofondi stradali, ferroviari, aeroportuali e di piazzali civili ed industriali;</li>



<li>la realizzazione di strati di fondazione delle infrastrutture di trasporto e di piazzali civili e industriali;</li>



<li>la realizzazione di recuperi ambientali, riempimenti e colmate;</li>



<li>la realizzazione di strati accessori aventi, a titolo esemplificativo, funzione anticapillare, antigelo, drenante;</li>



<li>il confezionamento di calcestruzzi e miscele legate con leganti idraulici (quali, a titolo esemplificativo, misti cementati e miscele&nbsp; betonabili).</li>
</ul>



<p><strong>Come si legge sul </strong><a href="https://www.mite.gov.it/notizie/regolamento-end-waste-i-rifiuti-inerti-da-costruzione-e-demolizione-e-di-altri-rifiuti" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sito del MITE</strong></a><strong>, </strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“il provvedimento prevede una fase di monitoraggio nei 180 giorni successivi alla data di entrata in vigore del decreto; si tratta di una novità rispetto a quanto previsto negli altri decreti “end of waste”, che consentirà pertanto una verifica dei criteri e dei parametri fissati per questa tipologia di rifiuti, che rappresentano un importante flusso di rifiuti speciali prodotti in Europa.”</em></p>
</blockquote>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le malattie professionali e le iniziative messe in campo nel settore Edile</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2022/11/02/malattie-professionali-settore-edile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 09:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=2876</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco le azioni intraprese da FenealUil per migliorare la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni del settore edile.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell’ambito della <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/06/07/strategia-salute-e-sicurezza-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sicurezza sul lavoro</a></strong> il tema delle <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/08/16/inail-infortuni-malattie-professionali-2020/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">malattie professionali</a></strong> è spesso messo poco in risalto con il rischio di essere sottovalutato nonostante i dati continuino ad essere drammatici e <strong>tantissimi sono le lavoratrici e i lavoratori che si ammalano e muoiono</strong>.</p>



<p><strong>Nel 2021 le malattie professionali denunciate all’Inail sono state 55.205</strong>,<strong> in crescita del 22,8%</strong> rispetto alle 44.948 del 2020. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 37,2%. <strong>Le denunce riguardano le malattie e non i lavoratori ammalati</strong>, che sono oltre 38.290, il 40,3% dei quali per causa professionale riconosciuta. <strong>I lavoratori con malattie asbesto-correlate riconosciute protocollate nel 2021 sono 948</strong>. <strong>I lavoratori deceduti nel 2021 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 820</strong>, il 23,6% in meno rispetto ai 1.073 del 2020, di cui 154 per silicosi/asbestosi.</p>



<p>È indiscutibile, che<em> </em><strong><em>“il cantiere edile” </em>sia un luogo di lavoro ad elevato rischio per la salute dei lavoratori</strong>, non solo in termini di eventi infortunistici, ma anche di malattie a più lenta, spesso silenziosa, ma progressiva evoluzione. Infatti, nel corso dell’ultimo quinquennio, <strong>i dati relativi alle malattie professionali denunciate all’Inail dai lavoratori che operano nelle costruzioni, sono in significativo aumento</strong>.</p>



<p>In coerenza anche con gli obiettivi al<strong> nuovo quadro strategico per la sicurezza e la salute sul lavoro 2021/2027 europeo e nazionale</strong>, è stato prioritario per la <strong>Feneal adoperarsi per migliorare la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni del settore delle costruzioni</strong> e a tal proposito, vogliamo evidenziare alcune importanti iniziative, promosse e sviluppate nel corso di questo anno dalle parti sociali edili, tramite il sistema bilaterale del comparto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Corso nazionale di aggiornamento per RLST</h2>



<p>La prima, è un <strong>corso nazionale di aggiornamento per <a href="https://blog.fenealuil.it/2021/11/22/rls-sicurezza-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RLST</a> <em>“La salute in edilizia: il ruolo del RLST per la prevenzione delle malattie professionali”</em> </strong>promosso dal sistema bilaterale edile in collaborazione con i Patronati. Un percorso formativo che ha visto la partecipazione di tutti gli RLST del comparto delle costruzioni. Il corso, durato circa sei mesi, è stato strutturato in 8 moduli per un totale di 24 ore complessive per ciascun gruppo.</p>



<p>L’obiettivo generale del corso, è stato quello di<strong> rafforzare le competenze e la preparazione degli RLST con particolare riferimento alle tematiche inerenti le malattie professionali</strong>, dagli aspetti normativi al ruolo del medico competente e dell’attività di sorveglianza sanitaria che esso svolge nelle imprese. Le diverse malattie professionali oggi riconosciute, con un approfondimento dei rischi specifici responsabili della loro possibile insorgenza: <strong>rischi ergonomici, rischi fisici, rischi biologici, rischio chimico</strong>; e infine il tema delle<strong> tutele assicurative Inail e il Fondo Vittime Amianto</strong>.</p>



<p>Un corso completo che si è avvalso dell’esperienza fondamentale dei patronati che da anni si occupano di questo tema attraverso le pratiche di riconoscimento richieste dai lavoratori e che <strong>consentirà ai nostri RLST di svolgere in tutti i luoghi di lavoro il proprio ruolo in maniera ancora più efficace e costruttiva</strong>, e interagendo con lavoratori, datori di lavoro, RSPP, CSE e organi di vigilanza per contribuire a migliorare la gestione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori edili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2. Campagna nazionale d&#8217;informazione &#8220;Occhio all&#8217;Amianto&#8221;</strong></h2>



<p>La seconda iniziativa promossa, è stata la <strong>campagna nazionale d’informazione <em>“Occhio all’Amianto”</em></strong>. Anche questa <strong>promossa dalla FenealUil e realizzata dalle parti sociali tramite gli enti bilaterali per la sicurezza e la formazione dell’edilizia</strong>. In considerazione dell’<strong>utilizzo dell’amianto in Italia</strong>, effettuato in maniera massiva e diffusa dagli anni della ricostruzione post-bellica e del boom economico fino ai primi anni ‘90, la sua rimozione, per <strong>ridurre ed eliminare i rischi di contaminazione</strong>, avrebbe richiesto maggiore incisività, sia legislativa sia economica, quanto meno proporzionata alla sua diffusa presenza e comunque programmata. </p>



<p>Tuttavia, i recenti provvedimenti per rilanciare l’edilizia nel privato, attraverso il <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/04/19/superbonus110-come-funziona/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bonus 110%</a></strong>, hanno di fatto <strong>incrementato gli interventi sul patrimonio edile esistente già realizzato ante 92/94</strong> e i cantieri di ristrutturazione sono enormemente aumentati con il <strong>crescente rischio per imprese e lavoratori di imbattersi nell’amianto</strong>. Imprese e lavoratori in molti casi non bene informati e poco consapevoli dei comportamenti da assumere al rinvenimento di tale sostanza nei cantieri. </p>



<p>Per tale motivo, gli organismi paritetici nazionali hanno deciso di intensificare il proprio impegno, attraverso CPT e Scuole Edili nel territorio, con una specifica ed efficace <strong>campagna destinata al settore, per trasmettere informazioni chiare e di facile interpretazione, sui rischi derivanti dalla presenza dell’amianto</strong>. L’obiettivo è stato quello di divulgare più capillarmente possibile, anche attraverso i social, le necessarie informazioni per <strong>destare attenzione ed interesse, suscitare buone prassi, fare assumere da parte delle imprese e dei lavoratori comportamenti virtuosi dettati da consapevole prevenzione</strong>.</p>



<p>La campagna, strutturata in diversi steps di avanzamento, consta nella <strong>diffusione di materiali divulgativi contenenti informazioni chiare e di facile interpretazione</strong> confezionati per la stampa tipografica in diversi formati e tipologie.<br>È stato realizzato, inoltre, il sito <strong><a href="http://www.occhioallamianto.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.occhioallamianto.it</a></strong> che contiene tutte le informazioni riportate nei materiali cartacei che sono facilmente scaricabili in alta definizione all’indirizzo <strong><a href="https://occhioallamianto.it/materiali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://occhioallamianto.it/materiali/</a></strong>.<br><br>La campagna proseguirà con un breve video con cui verranno ulteriormente rafforzati i messaggi e le informazioni riportate nel corso della campagna informativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3. Rinnovo Contrattuale Edile</strong><br></h2>



<p>La terza iniziativa è contenuta invece nell’ultimo <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2022/04/01/rinnovo-contratto-edilizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rinnovo contrattuale edile</a> sottoscritto con Ance e Cooperative</strong>, allegato XX, del 3 marzo 2022. Con cui si dà avvio al <strong>progetto nazionale di </strong><em><strong>‘Sorveglianza sanitaria’</strong></em>, in via sperimentale per 3 anni, al fine di <strong>aumentare e rafforzare la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni nel cantiere</strong>. L’obiettivo, è quello di mutualizzare la sorveglianza sanitaria tramite gli enti bilaterali di settore per riuscire ad <strong>offrire a tutti i lavoratori visite mediche certe e complete che possano prevenire il più possibile le malattie e gli infortuni</strong>. </p>



<p>Inoltre, con tale gestione coperta interamente dalle risorse del sistema bilaterale sia nazionale che territoriale, si potrà <strong>costruire una banca dati per analizzare e monitorare al meglio lo stato di salute della manodopera edile del paese</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4. Fondo Sanitario Integrativo</strong></h2>



<p>Oltre al progetto nazionale sulla sorveglianza sanitaria ricordiamo che da ottobre 2020 <strong>è attivo anche il fondo sanitario integrativo di settore, Sanedil</strong>, con lo scopo di<strong> fornire agli iscritti e ai familiari assistenza sanitaria e socio sanitaria integrativa </strong>a quella fornita dal Servizio Sanitario Nazionale, che potrà mettere in campo specifiche campagne e pacchetti preventivi o di screening proprio allo scopo di <strong>rafforzare al meglio la prevenzione e il monitoraggio dei fattori di rischio per la salute dei lavoratori.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Obiettivo &#8220;Zero Morti sul Lavoro&#8221;</strong></h2>



<p>L’insieme di queste iniziative promosse dal sindacato, unite a molte altre messe in campo in tema di salute e sicurezza, rappresenta un esempio di azione concreta pensata proprio in virtù di una <strong>maggiore prevenzione, per responsabilizzare e contribuire a migliorare la gestione dei rischi nel comparto dell’edilizia</strong>. </p>



<p>Tuttavia, <strong>occorre andare avanti ed agire in maniera sinergica per riuscire a arrivare all’obiettivo ZERO MORTI SUL LAVORO</strong>, una battaglia da vincere con norme e sanzioni certe ma anche e soprattutto con formazione, prevenzione e cultura della sicurezza. </p>



<p><strong>Per la Feneal come per la Uil si tratta di una battaglia di civiltà che va combattuta insieme, lavorando in squadra e in sinergia con le parti sociali, gli organi ispettivi, il sistema di formazione, imprese e lavoratori</strong>.</p>



<p><em><strong>di Stefano Costa – Segretario Nazionale</strong></em></p>



<p>*<strong><em>Contributo pubblicato nella newsletter UIL Sicurezza in rete, ottobre 2022</em></strong></p>
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		<title>Sindacati e calcio insieme per i diritti dei lavoratori</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2022/06/23/sindacati-calcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 12:36:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salute sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Firmato il Protocollo di collaborazione dai sindacati edili di Cgil Cisl Uil con le Associazioni Nazionali dei Calciatori e degli Allenatori.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><!-- divi:paragraph -->I<strong>l Sindacato e il mondo del calcio insieme per promuovere un modello di sviluppo </strong>fondato sul rispetto dei diritti di chi lavora. È questo il concetto alla base del <strong>Protocollo di collaborazione</strong> che i <strong>Sindacati edili di Cgil Cisl Uil </strong>hanno firmato ieri con le<strong> Associazioni Nazionali dei Calciatori e degli Allenatori</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Una novità importante per il nostro Paese, che rappresenta un modello per la <strong>costruzione e ristrutturazione delle infrastrutture sportive </strong>che metta insieme sviluppo, diritti e dignità in perfetta sintonia con quanto sostenuto da tempo dalla Uil. La <strong>realizzazione delle infrastrutture per i grandi eventi sportivi</strong>, e non solo, <strong>non può avvenire senza il giusto riconoscimento di chi lavora</strong>, insieme alla tutela della loro <strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/06/07/strategia-salute-e-sicurezza-lavoro/" target="_blank">salute e sicurezza</a></strong> così come quella degli atleti e dei tecnici o di chi semplicemente assiste agli eventi come spettatore.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:heading --></p>
<h2><strong>L&#8217;impegno costante dei Sindacati edili</strong></h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Questo lo sanno bene <strong>FENEAL, Filca e Fillea </strong>che in anni si sono fortemente spese insieme al <strong>Sindacato mondiale delle costruzioni BWI</strong>, in una campagna importantissima che ha permesso di far conoscere le<strong> inaccettabili condizioni di lavoro</strong> a cui venivano sottoposti i <strong>lavoratori, immigrati edili e non solo, impiegati nei cantieri dei Mondiali di calcio in Qatar</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->L’impegno costante dei Sindacati edili per fermare le stragi che in Qatar hanno provocato migliaia di<strong> morti per infarto o incidenti </strong>(anche se resta difficile quantificare gli episodi a causa dell’assenza di dati ufficiali) hanno consentito di <strong>denunciare i tanti soprusi inferti ai lavoratori</strong>, costretti a lavorare in vere e proprie condizioni di schiavitù, con temperature elevatissime che raggiungono i 50 gradi all’ombra e ottenere una maggiore responsabilizzazione della FIFA ma soprattutto una migliore tutela dei lavoratori.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Questo accordo rappresenta un proseguo di quel lavoro per dire<strong> basta allo sfruttamento</strong>. Basta ad un modello di sviluppo basato sul profitto senza alcuna attenzione a chi è impegnato in prima linea nella sua realizzazione e per questo<strong> Sindacati e Associazioni Calciatori e Allenatori non vogliono fermarsi solamente alla collaborazione per i grandi eventi sportivi</strong>, ma consolidare l’impegno con azioni concrete a partire dalla progettazione di un Centro per i lavoratori e le lavoratrici migranti a Doha, che rimanga attivo anche dopo la conclusione dei mondiali di calcio di quest’anno.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><em><strong>Il presente articolo è stato pubblicato originariamente su <a href="https://terzomillennio.uil.it/blog/sindacato-e-calcio-insieme-per-un-modello-di-sviluppo-fondato-sui-diritti-dei-lavoratori/" target="_blank">terzomillennio.uil.it</a>. </strong></em></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p></div>
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