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Quando si ha diritto al bonus mobili 2023?

A cura di:

Dicembre 4, 2023

Quando si ha diritto al bonus mobili 2023_

Il bonus mobili, o più correttamente Bonus mobili ed elettrodomestici, è una misura legata a interventi di ristrutturazione edilizia su immobili esistenti che consente ai contribuenti di ottenere una detrazione fiscale per le spese sostenute nell’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi, finalizzati all’arredo di immobili oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia. 

Quindi, chi intende pianificare una ristrutturazione edilizia, o la sta già eseguendo, e desidera acquistare nuovi mobili e grandi elettrodomestici di migliore qualità, potrebbe beneficiare di una detrazione Irpef pari al 50%.

Questo bonus rappresenta un’opportunità vantaggiosa per coloro che stanno investendo nella ristrutturazione della propria abitazione, offrendo al contempo benefici fiscali e un miglioramento tangibile della qualità della vita domestica.

Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire cos’è il bonus mobili, chi può richiederlo e come funziona

Cos’è il bonus mobili ed elettrodomestici?

Il bonus mobili ed elettrodomestici consiste in una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione, introdotta dall’articolo 16, comma 2, del

D.L. n. 63/2013, è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2022 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 37) per le spese sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici, a determinate condizioni.

Nello specifico, si tratta di una detrazione del 50% sull’importo speso, entro dei limiti massimi fissati per legge che andremo ad elencare più avanti nel corso dell’articolo.

Condizioni per l’accesso al bonus mobili 2023

Come anticipato, per poter usufruire di questa detrazione è fondamentale rispettare alcune condizioni

Nello specifico:

  • gli acquisti devono riguardare mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie, e alla classe F per frigoriferi e congelatori;
  • questi acquisti devono essere collegati a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni
  • l’agevolazione è valida per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2024.

Quindi, ricapitolando, è possibile usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici solo in presenza di interventi di ristrutturazione e per l’acquisto di prodotti che rispondano a specifiche caratteristiche tecniche.

Ripartizione della detrazione e limiti di spesa

Nel corso degli anni il valore del bonus si è progressivamente ridotto; come si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, infatti, si è passati da un tetto di spesa su cui calcolare la detrazione pari a 16.000 euro per il 2021, a 10.000 per il 2022, a 8.000 euro per il 2023 e di soli 5.000 euro per il 2024, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio.

La detrazione del 50% deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo. 

Documentazione necessaria e data di inizio lavori

Citando la guida redatta dall’Agenzia delle Entrate dedicata al bonus mobili ed elettrodomestici: 

“Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di recupero del patrimonio edilizio siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.”

Cosa vuol dire? Che per poter usufruire del bonus mobili 2023 è cruciale che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione sia antecedente a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

La data di avvio dei lavori può essere dimostrata attraverso abilitazioni amministrative, comunicazioni richieste dalle norme edilizie o dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà.

Detto questo, l’inizio dei lavori potrebbe non coincidere con il pagamento delle prime spese destinate agli stessi, perché, magari, si sono ottenute le autorizzazioni necessarie ma non si è ancora eseguito alcun lavoro. In tal caso, l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici potrebbe precedere le spese per la ristrutturazione, senza in alcun modo inficiare l’usufrutto dell’incentivo fiscale.  

Beneficio per lavori su unità immobiliari multiple

Se si stanno eseguendo lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari, è possibile godere del beneficio più volte

L’importo massimo di spesa si riferisce a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione, offrendo al contribuente un vantaggio significativo in termini di detrazione fiscale.

Quali sono i prodotti acquistabili?

Abbiamo spiegato che, in presenza di lavori di ristrutturazione, è possibile accedere a una detrazione del 50%, entro il limite di 5.000 euro per il 2024, delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici

Ma quali sono le spese ammesse? Ecco una tabella dell’Agenzia delle Entrate in cui si specifica quali sono i prodotti per il cui acquisto è possibile richiedere il bonus mobili.

bonus mobili

Modalità di pagamento

Ricordiamo che per avere la detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate, a patto che la società che eroga il finanziamento paghi la somma prevista con le stesse modalità tracciabili di cui sopra e che il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.

Si raccomanda, quindi, di conservare i seguenti documenti: 

  • ricevuta del bonifico;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Per tutti i dettagli, consigliamo la consultazione della guida dell’Agenzia delle Entrate, disponibile qui

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