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Legge di bilancio 2024: misure e novità sul Superbonus 110%

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Gennaio 19, 2024

Legge di bilancio 2024 misure e novità sul Superbonus 110%

Al termine del suo iter parlamentare, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 30 dicembre 2023, n. 213, anche nota come Legge di Bilancio 2024, recante il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026”. Il totale delle risorse allocate ammonta a circa 28 miliardi di euro

Vediamo insieme le principali misure contenute nella nuova legge di bilancio 2024, per concentrarci poi sulle novità che riguardano il Superbonus 110%

Le misure della Legge di Bilancio 2024

Le principali misure, in favore di lavoratori, imprese e famiglie, contenute nella Legge di bilancio 2024, sono le seguenti. 

Taglio del cuneo fiscale

Un importo di circa dieci miliardi è destinato al rinnovo, per il 2024, della riduzione del cuneo fiscale-contributivo, con una percentuale del 7% per i redditi fino a 25 mila euro e del 6% per quelli fino a 35 mila euro.

Aliquote IRPEF

Nel corso del 2024, gli scaglioni dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) si riducono da quattro a tre mediante l’accorpamento dei primi due. Fino a un reddito di 28 mila euro, l’aliquota sarà fissata al 23%, finanziata con 4,3 miliardi di euro. Inoltre, si estende la no tax area fino a 8.500 euro.

Rinnovo contratti PA

Per procedere con i rinnovi contrattuali all’interno della pubblica amministrazione, per il 2024 sono stati destinati 3 miliardi di euro, mentre dal 2025 saranno allocati ulteriori 5 miliardi di euro

A questi fondi si aggiungono risorse supplementari per il personale medico-sanitario, nonché per i settori della sicurezza e della difesa.

Sanità

Per il settore sanitario è previsto un aumento nei finanziamenti pari a 3 miliardi nel 2024, 4 miliardi nel 2025 e 4,2 miliardi a partire dal 2026

Una parte di tali risorse è destinata al rinnovo dei contratti del personale e all’indennizzo per i medici e gli operatori sanitari coinvolti nella riduzione dei tempi di attesa

Per rafforzare l’assistenza territoriale e per favorire nuove assunzioni di personale sanitario, sono allocate risorse pari a 250 milioni di euro nel 2025 e a 350 milioni di euro a partire dal 2026.

Famiglie 

Viene stanziato un miliardo di euro per implementare misure a favore delle famiglie e a sostegno della natalità

È confermata, inoltre, la carta “Dedicata a te”, destinata all’acquisto di beni di prima necessità e carburanti, con un finanziamento di 600 milioni di euro. 

Il Fondo di garanzia per mutui prima casa, rivolto ai giovani sotto i 36 anni e alle famiglie numerose, è stato rifinanziato con 280 milioni di euro, sebbene con alcune differenze rispetto al passato (ad esempio, dal 2024 sarà necessario versare le imposte di registro, catastali e ipotecarie e decade il diritto all’eventuale credito di imposta). 

Prorogato, per il primo trimestre del 2024, il contributo straordinario per il caro energia, destinato ai beneficiari del bonus sociale elettricità, con un importo di 200 milioni di euro.  Inoltre, l’Iva agevolata al 10% sull’acquisto di pellet è stata estesa fino a febbraio 2024. 

Viene poi incentivata la decontribuzione per le madri lavoratrici con figli, con esenzione totale dei contributi previdenziali per un anno (fino a un massimo di 3.000 euro l’anno) per le donne con due figli fino all’età di 10 anni del più piccolo e, in via sperimentale, per tre anni per quelle con 3 o più figli fino ai 18 anni del più piccolo. Infine, è stato potenziato il bonus per gli asili nido.

Lavoro

Confermata l’applicazione della detassazione al 5% per i premi legati alla produttività.

Per quanto riguarda i fringe benefit, utilizzabili per coprire spese come utenze domestiche, affitto e interessi sul mutuo, la soglia di esenzione è stata rivista: fino a 1.000 euro per tutti e fino a 2.000 euro per i lavoratori con figli.

È stata confermata la detassazione per il lavoro notturno e festivo per i dipendenti delle strutture turistico-alberghiere.

Imprese

L’incremento delle assunzioni comporterà minori oneri fiscali: sono previste deduzioni più sostanziali, che vanno dal 120% al 130%, per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne, lavoratori di categorie svantaggiate ed ex percettori del reddito di cittadinanza. 

Un finanziamento di 1,3 miliardi di euro è stato allocato per sostenere questa agevolazione.

Per le imprese che investono in beni strumentali destinati a strutture produttive situate nella ZES unica del Mezzogiorno, sono stati stanziati 1,8 miliardi di euro per il credito d’imposta. Ulteriori risorse sono previste anche per i Contratti di sviluppo, la Nuova Sabatini e il fondo crescita sostenibile.

L’entrata in vigore della plastic e sugar tax è stata posticipata fino al 1 luglio 2024.

È ora obbligatorio per le imprese stipulare polizze assicurative che coprano i rischi derivanti da catastrofi e calamità naturali.

Pensioni

Prorogati per l’intero anno 2024, con alcune modifiche, gli strumenti di anticipo pensionistico già in vigore: Quota 103, Ape sociale e Opzione Donna

Il Bonus Maroni, incentivo che prevede una decontribuzione di circa il 10% per coloro che optano per il mantenimento dell’attività lavorativa, è stato rinnovato.

Per quanto riguarda l’anticipo pensionistico tramite Quota 103, i requisiti di 62 anni di età e 41 anni di contributi rimangono invariati, ma viene rivisto il calcolo dell’assegno, che avverrà interamente mediante il metodo contributivo

Per l’anticipo pensionistico Ape sociale, è previsto un incremento del requisito anagrafico da 63 anni a 63 anni e 5 mesi

La soglia di accesso all’Opzione Donna è innalzata di un anno, portandola a 61 anni, mentre con un figlio scende a 60 anni e con due o più figli a 59 anni.

Vengono garantiti i diritti acquisiti entro il 31 dicembre 2023 e le pensioni di vecchiaia di medici, personale sanitario, dipendenti di enti locali, ufficiali giudiziari e maestri, ai quali non sarà applicata la revisione delle aliquote di rendimento previdenziali prevista per chi anticipa l’uscita dal lavoro (i medici e il personale sanitario beneficeranno di un meccanismo di tutela).

Per il 2024, è confermato il meccanismo di indicizzazione delle pensioni all’inflazione.

Legge di bilancio 2024 e Superbonus 110%: cosa cambia

La Legge di Bilancio introduce nuove normative che avranno un impatto significativo sul settore delle Costruzioni

Oltre alle disposizioni esistenti, sono previste modifiche alle plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili ristrutturati attraverso il Superbonus, l’implementazione di ritenute sui bonifici parlanti, controlli fiscali più stringenti, regolamentazioni sugli affitti brevi e altre misure che coinvolgono l’intero settore edilizio.

Per quanto concerne il Superbonus 110%, a partire dal 1° gennaio 2024 sono entrate in vigore alcune importanti novità

Infatti, la detrazione si abbasserà al 70%, per poi ulteriormente diminuire al 65% nel 2025, con una sanatoria per i lavori non completati entro il 31 dicembre dell’anno precedente e il mantenimento della percentuale del 110% solo per gli interventi asseverati con riferimento al 31 dicembre 2023.

È stato, inoltre, istituito un fondo per la povertà, destinato ai redditi con ISEE inferiore a 15.000 euro, con l’obiettivo di coprire la disparità tra l’aliquota precedente del 110% e l’attuale al 70%, ma solamente per i lavori che raggiungono uno stato di avanzamento del 60% entro il 31 dicembre 2023

A tal proposito, riportiamo di seguito il commento rilasciato dal Segretario Generale FENEALUIL, Vito Panzarella, a TerzoMillennio:

“Noi abbiamo sempre sostenuto l’importanza di questa misura proprio perché, in accordo con gli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 come richiesto dall’Europa, dava dopo decenni la possibilità a tanti di effettuare interventi di miglioramento energetico e sismico e di abbattimento delle barriere architettoniche. Uno strumento che ha innegabilmente fatto ripartire il Settore e contribuito alla crescita del Pil, ma che da tempo sosteniamo occorre riformare e correggere per evitare sprechi e abusi. Su questo tema ci siamo spesi tanto e, insieme alla Fillea Cgil, siamo scesi in piazza il primo aprile con una manifestazione contro la cancellazione della cessione del credito e dello sconto in fattura per evitare che il superbonus diventasse una misura solo a favore dei ricchi. Abbiamo più volte avanzato le nostre proposte per migliorare le storture e cercare di sfruttare al meglio questa agevolazione che può rivoluzionare il comparto ma non come utilizzato finora. 
È vero che l’ultimo decreto stabilisce una proroga per i meno abbienti (redditi fino ai 15mila euro per un single e 36mila euro per una famiglia di tre) che potranno conservare il 110% anche nel 2024 se quest’anno sono arrivati al 60% dei lavori, ma secondo criteri molto stringenti che difficilmente produrranno gli effetti sperati. Mentre la maggior parte dei lavori in bilico (ancora 13 miliardi) potrà essere completata con uno sconto che scende al 70% con il rischio che moltissimi cantieri chiudano per mancanza di liquidità
Apprezziamo l’intervento del Governo volto a risolvere la questione ma riteniamo il decreto una soluzione parziale e non strategica mentre serve buon senso e programmazione nell’affrontare la fase passaggio che dovrà portare alla fine del 110, attraverso una riforma complessiva degli incentivi che favorisca innanzitutto i redditi più bassi e non attraverso scelte che finiscono per colpire sempre e solo i poveri. […] non si dà certezza alle imprese, agli operatori economici, ai lavoratori e ai cittadini, non si individuano soluzioni a ciò che non sta funzionando, non si forniscono strumenti per consentire di traguardare la fase di passaggio da una normativa a un’altra e di dare continuità e strutturalità a scelte strategiche, come quella della messa in sicurezza del nostro patrimonio edile residenziale e dell’attuazione della transizione energetica e dell’efficientamento immobiliare. […] non si risolve tutto con un colpo di spugna come spesso questo Governo vuol fare, occorre avere una linea politica sulla rigenerazione urbanistica. […] 
Ancora una volta chiediamo di investire in una politica industriale mirata e strategica per rigenerare il patrimonio esistente e centrare gli obiettivi di efficienza energetica, sicurezza antisismica e sostenibilità ambientale, agevolando le fasce di popolazione meno abbienti, creando buon lavoro ed inclusione, e puntando a una rigenerazione non solo fisica degli spazi ma anche sociale. Ripensare oggi le città in termini di maggiore sostenibilità è l’unica strada possibile tenendo insieme lavoro stabile e di qualità, qualificazione di impresa e lotta all’illegalità”.

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