Il 31 ottobre 2025 le organizzazioni sindacali FENEALUIL, Filca-Cisl e Fillea-Cgil e le associazioni datoriali Confindustria Ceramica – Raggruppamento Laterizi e Assobeton hanno siglato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per l’industria dei Laterizi e Manufatti in Cemento. Si tratta di una significativa conquista sindacale, che interessa circa 18.000 lavoratrici e lavoratori in tutto il Paese.
“Il rinnovo del contratto nazionale dei Laterizi e Manufatti in Cemento rafforza salario, welfare e diritti per circa 18mila lavoratrici e lavoratori di questo settore strategico e conferma il ruolo della contrattazione collettiva come strumento essenziale di tutela e di crescita”.
Questo il commento del Segretario Nazionale della FENEALUIL, Andrea Merli, che insieme alla Segretaria Confederale della UIL, Vera Buonomo, ha aggiunto:
“Il rinnovo, raggiunto in appena un mese dalla scadenza del contratto, è un segnale di grande responsabilità da parte di tutte le parti coinvolte e dimostra come relazioni sindacali solide e costruttive possano garantire risposte tempestive alle lavoratrici e ai lavoratori, in una fase ancora segnata da inflazione e alti costi energetici. Restituire potere d’acquisto e certezze salariali è oggi una priorità assoluta”.
Di cosa parliamo in questo articolo
La parte economica: aumenti concreti e più efficaci grazie alla detassazione
L’accordo assicura un aumento salariale complessivo medio di 205 euro (parametro 136, addensamento medio). Questo risultato rappresenta un incremento medio del 14,7% e un montante complessivo pari a circa 6.000 euro nell’arco dei tre anni di vigenza contrattuale.
Un risultato che assume un valore ancora maggiore grazie alla detassazione degli aumenti contrattuali prevista dalla Legge di Bilancio, misura che la UIL ha sostenuto e rivendicato con forza come leva indispensabile per difendere il salario reale: il Sindacato, infatti, ha sempre ribadito che gli aumenti contrattuali devono arrivare nelle tasche dei lavoratori, senza essere erosi dalla tassazione ordinaria, e ha fatto della detassazione una battaglia centrale nel confronto con il Governo.
Quanto vale davvero l’aumento del CCNL in busta paga
Per rendere l’effetto della detassazione chiaro e comprensibile, prendiamo come riferimento l’aumento reale ottenuto con questo CCNL: 205 euro lordi mensili.
- Con tassazione ordinaria (circa 23%), l’aumento netto sarebbe di circa 158 euro al mese.
- Con la detassazione al 5% prevista dalla nuova Legge di Bilancio, l’aumento netto sale a circa 195 euro mensili.
Il vantaggio per il lavoratore è quindi di circa 37 euro netti in più ogni mese, che diventano:
- oltre 440 euro netti in più all’anno;
- circa 1.300 euro netti aggiuntivi sull’intera durata triennale del contratto.
È la dimostrazione concreta che la detassazione non è un meccanismo astratto, ma uno strumento che rende la contrattazione collettiva più efficace e immediatamente percepibile in busta paga, rafforzando davvero il potere d’acquisto.
Distribuzione degli aumenti sui minimi tabellari
Gli aumenti salariali saranno erogati in quattro tranche:
- 90 euro dal 1° ottobre 2025;
- 55 euro dal 1° luglio 2026;
- 55 euro dal 1° luglio 2027;
- 5 euro dal 1° luglio 2028.
Rafforzate previdenza e sanità integrativa
Il rinnovo contrattuale rafforza anche il welfare contrattuale.
Per il Fondo ARCO, il fondo pensione negoziale del comparto, il contributo a carico dell’azienda aumenterà complessivamente dello 0,20%:
- all’1,90% dal 1° luglio 2026;
- al 2% dal 1° gennaio 2028.
Sul fronte della sanità integrativa, dal 1° gennaio 2026 la contribuzione al Fondo Altea salirà a 15 euro mensili, così ripartiti:
- 12 euro a carico dell’azienda;
- 3 euro a carico del lavoratore.
Nuove tutele per malattia e permessi
L’accordo introduce importanti tutele per i lavoratori affetti da malattie gravi o oncologiche che richiedono terapie salvavita:
- 100% della retribuzione netta per i primi 8 mesi di assenza;
- 50% della retribuzione netta per i successivi 6 mesi.
Viene inoltre modificata la disciplina dei permessi per lutto o grave infermità di un familiare: i 3 giorni di permesso retribuito sono ora fruibili per singolo evento, garantendo il pieno diritto ogni volta che si presenti la necessità.
Un passo avanti per la salute e la sicurezza sul lavoro
Per rafforzare la prevenzione, l’accordo introduce i “break formativi”: in caso di near miss (quasi infortunio), su richiesta dell’RSPP o dell’RLS sarà possibile attivare momenti formativi immediati, della durata massima di 10 minuti, per analizzare l’evento e adottare subito azioni correttive.
Apprendistato di alta formazione
Viene introdotto l’Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca, rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni, che consentirà di conseguire titoli universitari, dottorati o diplomi di alta specializzazione, combinando studio e lavoro.
Altre novità
- Durata del contratto: validità triennale fino al 30 settembre 2028.
- Licenziamento senza preavviso (Art. 53): eliminate clausole generiche e ridefinite le soglie per l’assenza ingiustificata.
- Relazioni sindacali: istituzione del Comitato Bilaterale dei Materiali da Costruzione (CBMC).
- Pari opportunità: il CBMC avrà un mandato specifico sulla parità di genere e sul contrasto a molestie e discriminazioni.
Più salario netto, più diritti, più tutele
Con questo accordo sono stati rafforzati in modo concreto salario, welfare e diritti nel settore dei Laterizi e Manufatti in Cemento.
Un risultato che assume un valore ancora più forte grazie alla detassazione degli aumenti contrattuali, una battaglia storica della UIL, che ha indicato con chiarezza la necessità di affiancare alla contrattazione collettiva politiche fiscali giuste e favorevoli al lavoro dipendente.
Il Sindacato ha ribadito che non basta conquistare aumenti lordi se questi vengono poi assorbiti dalle imposte: ciò che conta è il salario netto, quello che permette alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare l’aumento del costo della vita.
I numeri dimostrano che questa scelta paga: oltre 1.300 euro netti in più nel triennio grazie alla detassazione sono un beneficio reale, tangibile e immediato.
Più salario netto, più diritti, più tutele: è questa la direzione indicata dalla UIL, che continua a mettere al centro il lavoro, la dignità e il potere d’acquisto delle persone.
Un risultato di cui essere orgogliosi, frutto dell’impegno sindacale e della partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori.







