Il valore del percorso congressuale e le sfide del XIX Congresso nazionale di Mauro Franzolini – Segretario Generale FENEALUIL
Il Congresso, per la FENEALUIL, non è un semplice appuntamento in calendario: è il momento in cui l’Organizzazione si ferma, si guarda allo specchio e decide, insieme, chi vuole essere e dove vuole andare.
Abbiamo avuto una stagione congressuale straordinaria, intensa e partecipata, con 48 congressi territoriali e regionali, due dei quali hanno segnato nuove tappe importanti nella riforma del nostro modello organizzativo. La nostra priorità resta rendere l’azione sindacale sempre più vicina e rispondente alle esigenze e ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori.
Ogni singolo Congresso è stata una preziosa occasione per testimoniare un pezzo di Paese e di esperienza: una vertenza locale, un contratto aziendale migliorato, una storia di sicurezza salvata in cantiere, una battaglia sulla casa o sulla rigenerazione urbana, un giovane iscritto conquistato con pazienza. Mettere insieme queste storie significa costruire tessuto umano e trasformare storie individuali in un percorso collettivo. Significa ricordarci perché facciamo Sindacato: per le persone e insieme alle persone.
Il Congresso è anche un atto di resistenza: in un mondo segnato da precarietà, guerre e cambiamenti tecnologici che isolano, resta uno spazio di socialità solidale e responsabile, dove la base partecipa, critica, propone e si sente comunità. È qui che la fiducia si costruisce: tra assemblee, interventi dal palco e confronto diretto, tra parole e comportamenti coerenti.
Negli ultimi anni abbiamo affrontato problemi concreti: salari che faticano a stare al passo con il costo della vita, carichi di lavoro pesanti, sicurezza troppo spesso messa in discussione, difficoltà ad accedere alla casa, timori legati all’innovazione tecnologica. Il percorso congressuale serve a riportare la realtà quotidiana dei lavoratori al centro delle scelte della FENEALUIL, misurando la coerenza tra impegni e risultati e definendo un progetto per il futuro.
Il settore delle Costruzioni resta centrale per il Paese: ha sostenuto la crescita economica, creato occupazione, contribuito alla modernizzazione delle infrastrutture e delle città. La fase straordinaria degli ultimi anni, sostenuta da PNRR e incentivi fiscali, si sta chiudendo, aprendo una nuova fase più incerta. Governarla significa adottare politiche industriali di medio e lungo periodo, investimenti pubblici stabili e una governance che coniughi sviluppo, legalità, qualità del lavoro e sostenibilità ambientale.
Le priorità sono chiare: affrontare l’emergenza abitativa, contrastare dumping contrattuale, subappalti incontrollati e lavoro irregolare, garantire sicurezza e salute sul lavoro. Innovazione tecnologica, organizzativa e ambientale deve diventare leva per migliorare la qualità del lavoro, aumentare la produttività e attrarre le nuove generazioni.
Costruire non significa solo realizzare opere: significa costruire insieme diritti, sicurezza, opportunità, comunità. In una parola: futuro.







