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Superbonus 110%: l’impatto su economia, fiscalità e ambiente

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Dicembre 5, 2022

Superbonus 110% l’impatto su economia, fiscalità e ambiente

Lo scorso 16 novembre è stato pubblicato un rapporto elaborato dal Censis in collaborazione con Harley & Dikkinson e la Filiera delle Costruzioni, dal titolo “Ecobonus e Superbonus per la transizione energetica del Paese – Gli incentivi per una politica industriale di lungo periodo”

Grazie alle rilevazioni fatte e ai dati elaborati, il rapporto ci restituisce una importante e nitida fotografia dell’impatto generato in termini economici, fiscali, ambientali e immobiliari dagli incentivi come l’Ecobonus e, soprattutto, il Superbonus 110%

Vediamo più nel dettaglio cosa è emerso dal rapporto Censis sugli effetti del Superbonus 110% sull’economia italiana

115 mld di valore prodotto a fronte di una spesa di 55 mld

Il primo dato che emerge in modo molto chiaro è quello relativo al ritorno economico generato dagli investimenti sostenuti dallo Stato centrale con questi incentivi. 

Basandosi sui dati ISTAT e ENEA, il rapporto evidenzia come i 55 miliardi di investimenti certificati da ENEA fino a oggi per il Super ecobonus hanno attivato direttamente un valore della produzione nella filiera delle Costruzioni e dei servizi tecnici connessi pari a 79,7 miliardi di euro (effetto diretto), a cui si aggiungono 36 miliardi di produzione attivati in altri Settori del sistema economico connesso alle componenti dell’indotto (effetto indiretto), per un totale di 115 miliardi.

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Più di 900 mila di occupati  

L’attivazione di tantissimi cantieri in tutto il Paese per l’esecuzione dei lavori finanziati con il Superbonus 110% ha avuto ricadute molto positive anche sull’occupazione, non senza qualche ombra sulle condizioni dei lavoratori, più volte segnalata dal nostro Sindacato negli scorsi mesi. 

Se si valutano solo i settori della filiera delle Costruzioni, il Censis riporta una stima di più di 583 mila unità, alle quali si aggiungono gli addetti attivati nel resto dei settori economici – il cosiddetto indotto – arrivando così a oltre 900 mila unità.

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Nel 2021, il valore aggiunto delle Costruzioni è aumentato del 21,3% rispetto all’anno precedente. La crescita si è concentrata in particolare nel Mezzogiorno (25,9%) e nel Nord-Ovest (22,8%), mentre è stata più contenuta al Centro (16,3%) e nel Nord-Est (18,5%).

Gettito fiscale derivante dal Superbonus 110%

Una misura di agevolazione fiscale così importante come il Superbonus 110% va valutata anche in termini di gettito fiscale totale a carico dell’erario

A fronte di una spesa di 55 miliardi di euro in Super ecobonus, pari a 60,5 miliardi di detrazioni a carico dello Stato, Censis stima:

  • un gettito direttamente derivante da lavori realizzati con Super ecobonus pari a 22,8 miliardi di euro;

in maniera più estensiva, un gettito derivante dalla produzione complessiva attivata nel sistema economico di 42,8 miliardi di euro, pari a circa il 70% del valore delle detrazioni a carico dello Stato.

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Sulla base dei calcoli effettuati si ritiene che, al netto del gettito fiscale, la spesa in termini di detrazioni si riduca a circa il 30% del suo valore figurativo messo a bilancio. Questo vuol dire che, a fronte di una spesa di 100 €, il costo realmente sostenuto dallo Stato è di € 30

Il Mef ha registrato tra gennaio e settembre 2022 un incremento del gettito dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed è verosimile pensare che proprio il comparto Edile abbia contribuito in modo considerevole a questa dinamica espansiva delle entrate tributarie.

Risparmio energetico: 2 miliardi di metri cubi di gas in meno

L’obiettivo primario delle agevolazioni come il Superbonus 110% e l’Ecobonus è ridurre il fabbisogno energetico residenziale, ovvero il consumo di energia prodotto dalle nostre case dotate di una classe energetica bassa, e migliorare la sostenibilità ambientale degli immobili

Questo elemento è quanto mai centrale oggi, viste le dichiarate esigenze di contrarre i consumi di gas per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento attuali a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina.

I dati Censis a riguardo sono i seguenti: 

  • risparmio energetico di quasi 11.700 GWh/anno;
  • 143 GW/anno di nuova potenza rinnovabile installata;
  • 1,1 miliardi di metri cubi di gas metano risparmiati;
  • 1,4 milioni di tonnellate di mancate emissioni.
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Se si tiene conto sia dei cosiddetti ecobonus “ordinari” che del Superbonus 110%, il risparmio garantito degli ultimi anni sfiora i 2 miliardi di metri cubi di gas, pari a più di 2/3 del risparmio di gas previsto dalle misure di riduzione dei consumi per il settore domestico varate ad agosto 2022 per far fronte all’emergenza attuale.

Aumenta il comfort abitativo e il valore degli immobili

Oltre ai vantaggi su economia, fiscalità e ambiente, che riguardano ovviamente la collettività, vanno considerati anche i benefici dei quali possono godere i singoli proprietari e abitanti degli edifici riqualificati tramite questi bonus. 

I dati Censis, in tal senso, evidenziano un aumento generale del comfort abitativo, elemento fondamentale soprattutto se si considera che nel 2021 3,5 milioni di famiglie in Italia hanno dichiarato di avere problemi di umidità (13,7% del totale), 2,8 milioni di vivere in abitazioni con problemi strutturali (11,1%) e 2,2 milioni di non riuscire a riscaldare adeguatamente la propria abitazione (8,6%). 

Il miglioramento della classe energetica degli immobili riqualificati ha generato anche un aumento del valore di mercato degli stessi. Nel rapporto, Censis cita uno studio condotto da Gabetti property solutions dal quale si evince come, per ogni salto di classe energetica raggiunto, il valore di mercato aumenti tra il 3% e il 5%.

Il commento di FENEALUIL

Riguardo alle perplessità rilevate in questi mesi sul Superbonus, la FENEALUIL continua a sostenere l’eccezionalità di questa misura, in grado di rilanciare l’Edilizia ma soprattutto di migliorare il Paese da un punto di vista energetico e di sviluppo sostenibile

“È necessario intervenire affinché gli incentivi continuino a funzionare. Il Superbonus non è infatti solo uno strumento che sostiene PIL e occupazione ma è anche e soprattutto una leva fondamentale per ridurre gli sprechi energetici, ridurre il costo delle bollette, mettere in sicurezza case e uffici contro i tanti rischi sismici che anche in queste ore stanno minacciando milioni di italiani”. 

Dai Segretari Generali FENEALUIL, Filca CISL e Fillea CGIL la richiesta unitaria al Governo di aprire subito un tavolo per cercare una mediazione e migliorare il superbonus, attraverso un confronto con parti sociali, imprese e Sindacati, garantendo un periodo transitorio in modo da non fermare i cantieri in essere e quelli già contrattualizzati, danneggiando migliaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.

“Occorre puntare su una maggiore qualificazione delle imprese, il rispetto dei contratti collettivi e delle norme su salute e sicurezza, differenziando le percentuali in proporzione al miglioramento energetico e sismico e mantenendo il 110% e la cessione del credito, in particolare per condomini, case popolari e più in generale per incapienti e cittadini a basso reddito”.

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