Il comparto delle Costruzioni continua a rappresentare un pilastro insostituibile dell’economia del Paese, con un valore aggiunto nazionale di circa 105 miliardi di euro, pari al 6,1% del totale dell’economia nazionale.

Nonostante il 2024 abbia mostrato segnali di assestamento dovuti alla rimodulazione degli incentivi fiscali, la complessità strutturale del settore resta immutata: la netta prevalenza di micro e piccole imprese (il 94,7% del tessuto imprenditoriale ha meno di 10 addetti) rende l’attività di vigilanza e l’applicazione dei protocolli di sicurezza più complessa, ma anche estremamente necessaria.

Per FENEALUIL, la sfida della salute e sicurezza rimane la priorità assoluta. Nonostante il rallentamento produttivo, i dati dell’ultimo rapporto INAIL 2025 rivelano un’emergenza legata alle patologie a lungo decorso, confermando che la tutela dei nostri lavoratori deve andare ben oltre la prevenzione dell’infortunio immediato.
Di cosa parliamo in questo articolo
Il boom delle malattie professionali: un’emergenza silenziosa
I dati riferiti al 2024 delineano un quadro allarmante: con 16.766 denunce, le Costruzioni si confermano il primo settore per numero di tecnopatie in Italia, raccogliendo il 23% del totale della gestione Industria e Servizi.

L’analisi del quinquennio mostra una crescita esponenziale che impone una riflessione profonda:
- incremento totale nel quinquennio: tra il 2020 e il 2024 la crescita è stata del +145%;
- volume delle denunce: siamo passati dai 6.846 casi del 2020 ai 16.766 del 2024;
- variazione dell’ultimo biennio: solo tra il 2023 e il 2024 si è registrato un ulteriore balzo del +29,3%, da 12.967 a 16.766 casi.
A livello di comparto, i lavori di costruzione specializzati assorbono il 62,6% delle denunce, mentre la costruzione di edifici si attesta al 29,2%.
Identikit del lavoratore esposto: genere, età e provenienza
Il profilo demografico del lavoratore colpito da malattia professionale riflette le vulnerabilità intrinseche del cantiere:
- genere: la prevalenza maschile è pressoché totale (99,8%), con appena 35 denunce femminili registrate nel 2024;
- età: il fenomeno colpisce duramente le fasce più avanti con l’età. Per gli uomini, il 72% dei casi riguarda la fascia 50-64 anni, mentre per le donne il 74% si concentra tra i 45 e i 59 anni;
- distribuzione geografica: i dati segnalano precisi hotspot regionali che i nostri delegati devono monitorare con attenzione: la Toscana (16,2%), le Marche (11,4%) e la Puglia (11,0%) sono le aree con la più alta incidenza di tecnopatie;
- cittadinanza: il 91% dei malati è italiano, ma la crescita tra i lavoratori stranieri è costante (1.531 casi nel 2024). In particolare, la comunità romena ha registrato un incremento preoccupante del +46,8% nell’ultimo biennio, superando la crescita della comunità albanese (+38,4%).
Le patologie più comuni in cantiere
Le sollecitazioni fisiche estreme e l’ambiente di lavoro ostile determinano una gerarchia di patologie ben definita.
| Tipologia di malattia (ICD-10) | Incidenza (sui casi codificati) | Esempi di patologie specifiche |
|---|---|---|
| Sistema osteomuscolare e tessuto connettivo | 77,5% | Discopatie, sindrome delle cuffie dei rotatori, lesioni del menisco. |
| Sistema nervoso | 10,3% | Sindrome del tunnel carpale (rappresenta il 90% della categoria). |
| Orecchio e apofisi mastoide | 9,2% | Ipoacusia da rumore e traumi acustici da vibrazioni. |
| Sistema respiratorio | 1,4% | Patologie da polveri di taglio e lavorazione materiali. |
| Tumori | 1,0% | Neoplasie delle cavità nasali (tipiche dell’esposizione a polveri di legno nei carpentieri). |

L’uso costante di martelli pneumatici e macchinari vibranti, unito allo sforzo fisico intenso, rimane la causa principale di queste invalidità permanenti che distruggono la qualità della vita dei lavoratori.
Nuove sfide: cambiamento climatico e rischi cutanei
Un segnale di estremo allarme proviene dalle malattie della cute. Nonostante rappresentino lo 0,3% del totale, nel biennio 2023-2024 hanno subito un incremento dell’80%. Questo dato è la prova tangibile dell’impatto del cambiamento climatico sui cantieri.
La sintesi dei dati rivela che:
- le dermatiti ed eczemi pesano per il 62,2% della categoria, con la dermatite allergica da contatto che rappresenta ben il 57% di questi casi;
- la cheratosi attinica, una lesione precancerosa dovuta ai raggi UV, costituisce oltre il 92% dei disturbi da radiazione.
Si rende necessaria, quindi, l’applicazione rigorosa del Protocollo nazionale contro lo stress termico siglato con Ministero e parti sociali. La prevenzione di queste patologie passa necessariamente per una diversa organizzazione del lavoro e per una protezione efficace contro le temperature estreme e le radiazioni solari durante i mesi estivi.
Su questo tema si suggerisce anche la lettura dei seguenti articoli del blog FENEALUIL:
- Come prevenire i colpi di calore sul luogo di lavoro
- Maltempo e ondate di calore in cantiere: cosa prevede la normativa?
La prevenzione come strategia: certificazioni e formazione
Come Sindacato, sosteniamo da sempre che la sicurezza non è un costo, ma un valore, e i dati INAIL 2025 ci danno ragione: nelle aziende con certificazione Accredia (UNI ISO 45001) gli infortuni diminuiscono del 10,4%. Tuttavia, il dato più eclatante emerge neutralizzando l’effetto della dimensione aziendale: nelle medie imprese certificate, la frequenza infortunistica crolla del 33% rispetto alle omologhe non certificate.
Sul fronte della formazione, il nuovo Accordo Stato-Regioni del maggio 2025 introduce strumenti cruciali:
- modulo “Cantieri”: obbligatorio per datori di lavoro e dirigenti (6 ore);
- modulo integrativo “Costruzioni”: di 16 ore per i datori di lavoro che svolgono i compiti di SPP;
- 16ore-MICS: riconoscimento dei percorsi Moduli Integrati per Costruire in Sicurezza erogati dalle Scuole Edili, fondamentali per l’ingresso in sicurezza dei nuovi lavoratori.
Conclusioni: l’impegno di FENEALUIL
I dati del rapporto INAIL 2025 non sono semplici numeri, ma il racconto della sofferenza dei nostri padri e dei nostri compagni di lavoro. Questa analisi deve diventare uno strumento di lotta nelle mani dei nostri iscritti e delegati durante i sopralluoghi e nelle trattative aziendali.
Investire in formazione e certificazioni di qualità non è un onere burocratico, ma l’unico modo per proteggere il capitale umano e aumentare la dignità del lavoro edile.
Per maggiori informazioni, invitiamo a contattare la struttura territoriale del Sindacato cliccando qui.







