di Stefano Costa, Segretario FENEALUIL, e Massimiliano Quirico, Direttore Sicurezza e Lavoro
Costruire salute e sicurezza è il nostro impegno quotidiano. Un lavoro non sempre facile, non da tutti apprezzato, a volte scomodo per qualcuno. Rimane però la nostra priorità, perché la dignità del lavoro passa innanzitutto da ambienti sicuri e salubri, oltre che da salari giusti.
La sicurezza si costruisce con investimenti nei cantieri, in macchinari, in attrezzature e DPI, ma anche garantendo a lavoratori e lavoratrici una formazione di qualità, effettiva e continua, come quella offerta dagli Enti Bilaterali. E “non deve essere separata dalla contrattazione, per raggiungere l’obiettivo di Zero morti sul lavoro”, come ha ribadito il Segretario Generale Mauro Franzolini, in occasione del suo intervento al XIX Congresso nazionale FENEALUIL a Castellaneta Marina (Taranto), che riportiamo in questo numero di Safety First.
Costruire sicurezza è un’attività complessa, una “grande opera” per usare il linguaggio edile, che poggia su cinque pilastri, come spiegato da Franzolini al Congresso: la qualificazione delle imprese; la responsabilizzazione della committenza, sia pubblica che privata; la prevenzione, basata sui dati (INAIL, INL, Aziende sanitarie, Casse Edili, Enti Bilaterali, ecc.), che vanno messi in rete; il rafforzamento di RLS e RLST; la formazione, vera, accessibile e verificata.
La promozione della salute e sicurezza sul lavoro passa però anche dalla giustizia. Quando le regole non vengono rispettate e si verificano infortuni e malattie professionali è un dovere, etico innanzitutto, stare al fianco delle vittime e dei loro familiari per sostenerli nel percorso di giustizia, spesso costoso, tortuoso e molto lungo. In questo senso, sarebbe di grande aiuto, concreto e morale, se venisse approvata la proposta di legge A.C. 2904 sul gratuito patrocinio legale, indipendentemente dal reddito, per le vittime dei reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro da cui consegua totale inabilità o decesso. Presentata dall’onorevole Chiara Gribaudo e altri, condivisa in maniera bipartisan, la proposta, nata da un’idea dell’associazione Sicurezza e Lavoro e sostenuta da FENEALUIL e Parti Sociali in occasione degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSSL) a Montecitorio, è ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati e ci auguriamo che possa presto diventare legge, per garantire tutele effettive alle vittime di reati odiosi come quelli commessi in spregio delle norme anti-infortunistiche, analogamente a quanto già accade per le donne vittime di violenza e maltrattamenti.
Sindacati e associazioni possono poi giocare un importante ruolo attivo di sostegno anche all’interno dei processi penali per le vittime di infortunio o malattie professionali, costituendosi parte civile. Come hanno fatto FENEALUIL Palermo e Sicurezza e Lavoro, le cui istanze di costituzione di parte civile sono state accettate il 21 luglio 2026 dal Tribunale di Termini Imerese, dove si celebra il processo per la strage di Casteldaccia (Palermo) del 6 maggio 2024, costata la vita a cinque lavoratori edili, morti mentre eseguivano lavori sulla rete fognaria per conto di AMAP Spa, l’Azienda Municipalizzata Acquedotto Palermo, vittime delle esalazioni di gas tossici: Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri.
Oltre che dei tragici fatti di Casteldaccia, questo numero di Safety First si occupa anche della situazione della Puglia, con un’intervista al Segretario Generale regionale, Saverio Loiudice, che analizza le sfide che attendono il territorio: dai ritardi nella realizzazione delle opere alla necessità di rafforzare la prevenzione nei cantieri, fino alle vertenze industriali aperte.
C’è poi il consueto spazio dedicato alla vita degli RLST, con l’esperienza di Edoardo Cugurra, che opera nel territorio metropolitano di Genova e che negli ultimi anni, in virtù di un Protocollo siglato nel febbraio 2024, ha saputo promuovere una collaborazione concreta e un vero e proprio cambiamento culturale all’interno del porto del capoluogo ligure sulle tematiche di salute e sicurezza.
Infine, nella rubrica “La Sentenza”, approfondiamo un pronunciamento della Corte di Cassazione in materia di infortunio mortale in un cantiere privato di ristrutturazione edilizia, che chiarisce le responsabilità di committenti dei lavori e proprietari dell’immobile.







