Safety First

Saverio Loiudice: “La sfida della Puglia per un’edilizia più moderna, sicura e qualificata”

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Luglio 31, 2026

Investimenti e infrastrutture, sempre con la massima attenzione alla salute e sicurezza e alla qualità del lavoro. Il futuro del comparto delle Costruzioni in Puglia passa dalla capacità di trasformare la stagione delle risorse del PNRR in un’occasione di crescita stabile e qualificata. Dopo il Congresso nazionale della UIL e quello della FENEALUIL, Saverio Loiudice, Segretario Generale FENEALUIL Puglia, analizza le sfide che attendono la regione: dai ritardi nella realizzazione delle opere alla necessità di rafforzare la prevenzione nei cantieri, fino alle vertenze industriali aperte.

Il Congresso nazionale della UIL a Padova e quello della FENEALUIL, organizzato in Puglia, sono stati importanti momenti di confronto. Quale valore hanno avuto per la categoria?

“Sono stati appuntamenti di grande partecipazione e condivisione, che hanno concluso un percorso congressuale che ha coinvolto territori, categorie e strutture regionali in tutta Italia. Per la FENEALUIL Puglia è stato motivo di grande orgoglio ospitare il Congresso nazionale nella nostra regione, a Castellaneta, in provincia di Taranto. È stata un’occasione per confrontarci e per rilanciare le sfide che ci attendono”.

A cominciare dalla Puglia.

“La nostra Regione sta attraversando una stagione di investimenti nell’Edilizia pubblica, nelle infrastrutture, nella rigenerazione urbana e nella transizione energetica. Il PNRR e le misure di incentivo hanno dato una spinta importante al settore delle Costruzioni, ma questa opportunità rischia di non essere sfruttata pienamente. Molte opere subiscono rallentamenti a causa dei ritardi amministrativi, dell’aumento dei costi delle materie prime e delle difficoltà nel reperire le risorse necessarie. La sfida è trasformare questa fase in un’occasione per costruire un Settore più moderno, qualificato e competitivo”.

Uno dei temi centrali resta quello della sicurezza nei cantieri. Qual è la situazione?

“La sicurezza non può essere considerata un costo o un semplice adempimento burocratico: deve essere il primo investimento di ogni impresa. Ogni infortunio rappresenta una sconfitta per tutti. I dati ci ricordano che il problema è ancora molto presente: in Puglia nel 2025 sono state registrate oltre 20 mila denunce di infortunio sul lavoro e 58 denunce con esito mortale. Numeri che non sono solo statistiche, ma raccontano storie di persone, famiglie e comunità. Per questo servono più formazione, controlli efficaci, qualificazione delle imprese e una cultura della prevenzione che coinvolga tutti gli attori: istituzioni, aziende, lavoratori e organizzazioni sindacali”.

Quali proposte avete avanzato come FENEALUIL?

“Abbiamo proposto la creazione di un Osservatorio Regionale sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, uno strumento che permetta di mettere insieme Istituzioni, Parti Sociali ed Enti di controllo per condividere dati, analizzare criticità e diffondere le buone pratiche presenti sui diversi territori. Allo stesso tempo, però, dobbiamo guardare all’innovazione. Anche l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie possono essere strumenti utili per migliorare la sicurezza nei cantieri: penso ai dispositivi intelligenti, ai sensori sui mezzi e alle soluzioni capaci di prevenire situazioni di rischio”.

C’è però anche il tema dei salari e della qualità dell’occupazione, che spesso ha inevitabili risvolti sulla sicurezza.

“Il salario non è solo una questione di recupero dell’inflazione, ma riguarda la dignità del lavoro. Oggi, tra crisi internazionali, aumento dei costi energetici e maggiore incertezza economica, molte famiglie fanno fatica a sostenere il costo della vita. Non basta creare occupazione: bisogna creare lavoro stabile, qualificato, sicuro e adeguatamente retribuito. Per questo serve una nuova stagione di rinnovi contrattuali e una contrattazione di secondo livello più vicina ai territori e ai luoghi di lavoro”.

In Puglia restano aperte diverse vertenze, dalla Natuzzi al sistema AQP (Acquedotto Pugliese), fino alle difficoltà legate all’Ilva e al polo petrolchimico di Brindisi. Qual è la posizione della FENEALUIL?

“Continueremo a seguire tutte le vertenze aperte perché dietro ogni crisi aziendale ci sono persone, lavoratori e famiglie. Il nostro obiettivo è difendere l’occupazione e accompagnare le trasformazioni produttive senza lasciare indietro nessuno, senza trascurare salute, sicurezza e diritti. Le difficoltà legate ai costi energetici e alla situazione internazionale stanno mettendo in difficoltà diversi comparti, comprese alcune realtà energivore, come le cave. Servono strumenti di sostegno più efficaci, capaci non solo di affrontare l’emergenza, ma anche di accompagnare la formazione e la riqualificazione dei lavoratori. La vera sfida per la Puglia è costruire una nuova fase di sviluppo nella quale il lavoro torni a essere il centro delle politiche economiche e industriali, sempre con un’attenzione prioritaria alla salute e alla sicurezza di lavoratori e lavoratrici”.

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FENEALUIL-House organ n. 11
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