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Strage di Casteldaccia, FENEALUIL ammessa come parte civile nel processo per la morte di cinque lavoratori

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Luglio 31, 2026

Nell’udienza preliminare del 21 luglio 2026 presso il Tribunale di Termini Imerese (Palermo), la FENEALUIL di Palermo è stata ammessa come parte civile nel processo per la strage di Casteldaccia (Palermo) avvenuta il 6 maggio 2024, in cui sono morti cinque lavoratori edili mentre eseguivano lavori sulla rete fognaria per conto dell’AMAP Spa, l’Azienda Municipalizzata Acquedotto Palermo, vittime delle esalazioni di gas tossici: Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri.

“Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tribunale di Termini Imerese di ammettere la costituzione di parte civile della FENEALUIL nel processo per la strage di Casteldaccia” – commenta il Segretario Generale FENEALUIL, Mauro Franzolini.

“È una decisione – prosegue il leader degli edili della UIL – che certifica l’impegno della nostra Organizzazione sindacale sul territorio siciliano nel promuovere salute, sicurezza e diritti nei luoghi di lavoro e che, allo stesso tempo, vuole essere un segnale di vicinanza ai familiari dei cinque lavoratori edili morti il 6 maggio 2024 in una tragedia sul lavoro che poteva e doveva essere evitata”.

“Ci auguriamo che il processo possa rapidamente fare chiarezza sull’accaduto e accertare tutte le responsabilità – conclude Mauro Franzolini – per ridare dignità ai cinque lavoratori e rafforzare la fiducia dei familiari delle vittime e di tutti i lavoratori e le lavoratrici nelle Istituzioni”.

“L’ammissione come parte civile nel processo è una vittoria della credibilità, della coerenza e del lavoro quotidiano svolto dal nostro Sindacato nei cantieri, nei tribunali e accanto ai lavoratori”, dichiara Pasquale De Vardo, Segretario Generale FENEALUIL Sicilia.

“Essere l’unico Sindacato di categoria ammesso come parte civile – continua De Vardo – rappresenta un riconoscimento importante. Significa che il nostro impegno nella tutela collettiva dei lavoratori non si esaurisce nelle rivendicazioni sindacali, ma trova continuità anche nelle aule di tribunale, ogni volta che è necessario chiedere verità e giustizia”.

“A Casteldaccia – denuncia il Segretario della Sicilia – sarebbe bastato rispettare le più elementari norme di sicurezza e utilizzare strumenti di rilevazione dei gas per evitare la morte di cinque lavoratori. Questo processo dovrà accertare ogni responsabilità, ma anche lanciare un messaggio chiaro a tutto il sistema degli appalti: la sicurezza non è un costo da comprimere”.

Sulla stessa linea l’associazione Sicurezza e Lavoro, anch’essa ammessa come parte civile nel processo.

“È stata una strage assurda, evitabile, che ha distrutto cinque famiglie – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – e che ora attende piena e rapida giustizia, per dare risposte ai familiari delle vittime e a tutti coloro che quotidianamente si impegnano affinché salute, sicurezza e diritti siano garantiti in tutti i luoghi di lavoro”.

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FENEALUIL-House organ n. 11
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