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	<title>Redazione FENEALUIL, Author at Blog FENEALUIL</title>
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	<description>Federazione Nazionale Lavoratori Edili Affini e del Legno</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Jun 2025 16:08:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Redazione FENEALUIL, Author at Blog FENEALUIL</title>
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	<item>
		<title>Come andare in pensione nel 2025: guida rapida</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/06/16/come-andare-in-pensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 09:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
		<category><![CDATA[pensione anticipata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vediamo insieme quali sono le nuove regole in vigore a partire quest’anno e cerchiamo di capire come andare in pensione nel 2025. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esistono diversi modi per accedere alla pensione nel 2025</strong>. Per farlo tuttavia, è necessario che il cittadino <strong>possieda specifici requisiti</strong>, sia in termini di età che contributivi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche fattori come<strong> il sesso e la natura del lavoro svolto possono influenzare le possibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro</strong>, offrendo opportunità specifiche per le donne o per chi è impiegato in mestieri gravosi o usuranti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme, nel dettaglio, i<strong> requisiti richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia</strong> e, successivamente, esaminiamo le diverse <strong>opzioni di anticipo pensionistico disponibili nel 2025</strong>, specificando chi può farne richiesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come andare in pensione di vecchiaia nel 2025?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziamo dalla <strong>pensione di vecchiaia</strong>, a cui ha diritto la totalità dei lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;anno 2025,<strong> il requisito di età </strong>per accedere alla pensione di vecchiaia è fissato a <strong>67 anni</strong>. Questo significa che <strong>chiunque compia i 67 anni nel 2025, o li abbia già raggiunti, acquisisce il diritto a beneficiare di questa prestazione</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insieme al requisito anagrafico, per la pensione di vecchiaia è necessario anche aver maturato un&#8217;<strong>anzianità contributiva di almeno 20 anni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessaria una precisazione per quanto concerne i cosiddetti <strong>lavoratori </strong><strong><em>&#8220;contributivi puri&#8221;</em></strong>, ovvero coloro che hanno iniziato la loro attività lavorativa dopo il 1996. Infatti, in questo caso <strong>è richiesto un ulteriore requisito</strong>: <strong>l&#8217;importo dell&#8217;assegno pensionistico mensile deve essere almeno pari al trattamento minimo</strong>. Per il 2025, questo importo minimo è stabilito in <strong>616,67 euro</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, esiste anche una <strong>pensione di vecchiaia contributiva</strong> che si rivolge a chi ha almeno <strong>71 anni di età</strong> e ha maturato <strong>5 anni di contributi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come andare in pensione anticipata nel 2025: le opzioni disponibili</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo visto quali sono i requisiti per andare in pensione di vecchiaia nel 2025. Ora entriamo più nel dettaglio delle <strong>opzioni relative agli anticipi pensionistici</strong>, ovvero alla possibilità di <strong>uscire dal mercato del lavoro prima del raggiungimento dei 67 o 71 anni</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Pensione anticipata</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima opzione consiste nella<strong> pensione anticipata</strong>, che non dipende dall&#8217;età del richiedente ma dal <strong>raggiungimento di specifici requisiti contributivi</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi requisiti dipendono dal sesso e sono fissati a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini</strong></li>



<li><strong>41 anni e 10 mesi di contributi per le donne</strong>. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per andare in pensione, però, bisogna considerare la cosiddetta <em>&#8220;finestra mobile&#8221;</em>. Cosa vuol dire? <strong>Che la prestazione pensionistica inizia tre mesi dopo la data in cui si maturano i requisiti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, per capirci, se si raggiungono i requisiti summenzionati a giugno del 2025, la pensione anticipata verrà erogata a partire da settembre 2025.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Pensione anticipata contributiva</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi a partire dal 1996</strong>, cioè &#8211; come visto in precedenza &#8211; i<em> &#8220;contributivi puri&#8221;</em>, l&#8217;accesso anticipato alla pensione nel 2025 è possibile con un&#8217;<strong>età anagrafica di 64 anni e 20 anni di contributi</strong>. A ciò si aggiunge un <strong>requisito legato all&#8217;importo della futura pensione</strong>: l&#8217;assegno mensile deve essere <strong>almeno pari a 3 volte l&#8217;importo dell&#8217;assegno sociale </strong>(pari a 538,68 euro nel 2025).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa soglia si riduce <strong>per le donne con figli: </strong>nello specifico, scende <strong>a 2,8 </strong>volte l&#8217;assegno sociale <strong>per le donne con un figlio </strong>e a <strong>2,6 volte </strong>per quelle con<strong> almeno due figli</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, occorre precisare che <strong>l&#8217;importo dell&#8217;assegno pensionistico in caso di pensione anticipata contributiva non può essere superiore a 5 volte l&#8217;importo della pensione minima </strong>(pari a 616,67 euro).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Quota 103</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quota 103 </strong>prevede la possibilità di pensionamento per chi raggiunge i <strong>62 anni di età </strong>e i <strong>41 anni di contributi</strong>. Tuttavia, il raggiungimento di questi requisiti <strong>non garantisce automaticamente il diritto alla pensione anticipata</strong>. Ciò è dovuto alla <em>&#8220;finestra di uscita&#8221;</em>, un <strong>lasso di tempo tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza della pensione</strong>, che presenta criteri specifici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>per i lavoratori del settore privato, la finestra è di 7 mesi</strong>, consentendo il pensionamento solo a chi ha maturato i requisiti entro maggio 2025;</li>



<li><strong>per i lavoratori del settore pubblico, la finestra è di 9 mesi</strong>, limitando l&#8217;accesso a chi ha maturato i requisiti entro marzo 2025.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre previsto che <strong>l&#8217;importo dell&#8217;assegno sia calcolato interamente con il metodo contributivo</strong>, anche per le quote di contribuzione eventualmente versate quando era in vigore il metodo retributivo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, <strong>l&#8217;assegno non potrà essere superiore a 4 volte l&#8217;importo della pensione minima fino al compimento dei 67 anni di età</strong>, momento in cui si <strong>accede alla pensione di vecchiaia ordinaria</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Opzione Donna</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne hanno a disposizione un&#8217;opportunità di pensionamento anticipato denominata <strong>Opzione Donna</strong>, che tuttavia si rivolge a <strong>categorie specifiche di lavoratrici</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, le lavoratrici idonee devono rientrare in una delle <strong>seguenti condizioni</strong>: essere <strong>disoccupate</strong>, avere un&#8217;<strong>invalidità riconosciuta di almeno il 74% </strong>o essere <strong>caregiver che assistono familiari disabili</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se appartenenti a una di queste categorie, <strong>nel 2025 possono andare in pensione anticipata le lavoratrici che hanno maturato almeno 35 anni di contributi</strong> e un <strong>requisito anagrafico che varia in base al numero di figli</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>59 anni </strong>se hanno almeno due figli;</li>



<li><strong>60 anni </strong>se hanno un figlio;</li>



<li><strong>61 anni </strong>in assenza di figli.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Lavori precoci</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Coloro che hanno <strong>iniziato la loro attività lavorativa in giovane età, prima del compimento dei 19 anni</strong>, e hanno versato<strong> almeno 12 mesi di contributi prima di diventare maggiorenni</strong>, possono beneficiare di un&#8217;opportunità di <strong>anticipo del pensionamento</strong>. Per accedere a questa opzione nel 2025, <strong>è necessario aver raggiunto 41 anni di contributi</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, questa possibilità non è estesa a tutti i lavoratori precoci, <strong>ma solo a quelli che rientrano in una delle categorie ammesse per l&#8217;accesso all&#8217;APE Sociale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6. APE Sociale: condizioni generali e agevolazioni per operai edili</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>APE Sociale</strong> è un&#8217;indennità che <strong>precede la pensione </strong>ed è destinata a <strong>lavoratori che si trovano in particolari condizioni di difficoltà</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, <strong>sono ammesse le seguenti categorie:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>disoccupati</strong>;</li>



<li><strong>caregiver</strong> che assistono familiari &#8211; coniuge o un parente di primo grado, oppure un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch&#8217;essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti &#8211; con disabilità;</li>



<li>soggetti con un&#8217;<strong>invalidità superiore o uguale al 74%</strong>;</li>



<li>persone che svolgono <strong>lavori considerati gravosi</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate;</li>



<li>tecnici della salute;</li>



<li>addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate;</li>



<li>professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali;</li>



<li>operatori della cura estetica;</li>



<li>professioni qualificate nei servizi personali e assimilati;</li>



<li>artigiani, operai specializzati e agricoltori;</li>



<li>conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali;</li>



<li>operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli;</li>



<li>conduttori di forni e altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati;</li>



<li>conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;</li>



<li>operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica;</li>



<li>conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;</li>



<li>conduttori di mulini e impastatrici;</li>



<li>conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali;</li>



<li>operai semi qualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;</li>



<li>operatori di macchinari fissi in agricoltura e nell&#8217;industria alimentare;</li>



<li>conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;</li>



<li>personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci;</li>



<li>personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli;</li>



<li>portantini e professioni assimilate;</li>



<li>professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca;</li>



<li>professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per accedere all&#8217;APE Sociale nel 2025</strong>, è necessario:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>avere almeno<strong> 63 anni e 5 mesi di età</strong>;</li>



<li>avere almeno<strong> 30 anni di anzianità contributiva</strong>. Per i lavoratori che svolgono attività considerate gravose, l&#8217;anzianità contributiva minima richiesta è di <strong>36 anni</strong>. Ai fini del riconoscimento dell&#8217;indennità, i requisiti contributivi richiesti sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni;</li>



<li><strong>non essere titolari</strong> di alcuna <strong>pensione diretta</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;importo massimo dell&#8217;assegno dell&#8217;APE Sociale è di 1.500 euro mensili e viene percepito fino al raggiungimento dei 67 anni di età</strong>, momento in cui <strong>si passa alla pensione di vecchiaia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come indicato, <strong>esistono condizioni più vantaggiose per alcune categorie di lavoratori che svolgono mansioni gravose</strong>, specificamente quelle <strong>operanti nel settore edile, nella produzione del legno e dei materiali da costruzioni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, <strong>per gli operai edili e altri addetti individuati tramite specifici Codici ISTAT</strong> e come indicati nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di riferimento, <strong>il requisito di anzianità contributiva per accedere all&#8217;APE Sociale è ridotto ad almeno 32 anni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I codici ISTAT sono i seguenti:&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Codice Istat 6:</strong> artigiani e operai specializzati dell&#8217;industria estrattiva, dell&#8217;edilizia e della manutenzione degli edifici;</li>



<li><strong>Codice Istat 7.1.1: </strong>conduttori di impianti e macchinari per l&#8217;estrazione e il primo trattamento dei minerali;</li>



<li><strong>Codice Istat 7.1.3:</strong> conduttori di forni e altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati;</li>



<li><strong>Codice Istat 7.1.4: </strong>conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;</li>



<li><strong>Codice Istat 7.1.8.1: </strong>conduttori di mulini e impastatrici;</li>



<li><strong>Codice Istat 7.1.8.2: </strong>conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali;</li>



<li><strong>Codice Istat 7.2:</strong> operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;</li>



<li><strong>Codice Istat 7.4:</strong> conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;</li>



<li><strong>Codice Istat 8.4: </strong>professioni non qualificate nella manifattura, nell&#8217;estrazione di minerali e nelle costruzioni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il lavoratore interessato che intende presentare la domanda per il riconoscimento del lavoro gravoso</strong>, oltre a <strong>indicare il CCNL di riferimento nel modello INPS AP 148</strong>, deve barrare anche il <strong>codice ISTAT relativo alla mansione</strong> che svolge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai fini della <strong>certificazione richiesta per l’APE</strong>, il lavoratore può <strong>rivolgersi alla Cassa Edile </strong>presso la quale è iscritto oppure <strong>rivolgersi al delegato sindacale o alla sede sindacale più vicina</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>7. Anticipo pensionistico per lavori usuranti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È possibile ottenere la <strong>pensione anticipata con requisiti agevolati</strong> se si svolgono <strong>lavori particolarmente faticosi e pesanti, definiti usuranti</strong>. Questo beneficio si applica a lavoratori pubblici o privati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori considerati <strong>usuranti</strong> includono specifiche mansioni, ad esempio lavoratori notturni (a turni e/o per l&#8217;intero anno), addetti alla &#8220;linea catena&#8221;, conducenti di veicoli di trasporto pubblico collettivo con capienza non inferiore a nove posti, e diverse attività svolte in condizioni fisicamente estreme (sottoterra, alta temperatura, spazi ristretti, ecc.).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per beneficiare dell&#8217;anticipo, l&#8217;attività usurante deve essere stata svolta per <strong>almeno sette anni negli ultimi dieci di lavoro o per almeno metà della vita lavorativa complessiva</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>requisiti</strong> per l&#8217;anticipo pensionistico per lavori usuranti nel periodo 2016-2026 prevedono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per la maggior parte dei lavoratori usuranti (inclusi notturni per almeno 78 giorni l&#8217;anno):
<ul class="wp-block-list">
<li>Dipendenti: <strong>quota 97,6</strong> (età + contributi) con età minima 61 anni e 7 mesi e almeno 35 anni di contributi.</li>



<li>Autonomi: <strong>quota 98,6</strong> (età + contributi) con età minima 62 anni e 7 mesi e almeno 35 anni di contributi.</li>
</ul>
</li>



<li>Requisiti specifici per lavoratori notturni a turni occupati per un numero inferiore di giorni (da 72 a 77 o da 64 a 71 all&#8217;anno) prevedono quote e età minime più alte.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per i lavori usuranti, l&#8217;anticipo nel <strong>2025</strong> riguarda in particolare chi matura <strong>61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi</strong>. Ai requisiti agevolati <strong>non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita</strong> previsti per gli anni 2019, 2021, 2023 e 2025.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>8. Pensione anticipata contributiva grazie alla previdenza complementare</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>novità significativa per il 2025</strong> riguarda i <strong>lavoratori che rientrano nel sistema contributivo</strong> (cioè che hanno iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996) e che hanno <strong>aderito a una forma di previdenza complementare</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto la possibilità di <strong>sommare i contributi versati nella previdenza pubblica con quelli accumulati nel fondo pensione per soddisfare i requisiti di accesso alla pensione anticipata</strong>, ovvero un&#8217;età di <strong>64 anni e 25 anni di contributi complessivi</strong> (che saliranno a 30 nel 2030).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a questi requisiti, è richiesto che <strong>l&#8217;assegno pensionistico risultante sia almeno pari a 3 volte l&#8217;assegno sociale</strong>, ridotto a <strong>2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per quelle con almeno due figli</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo che i lavoratori e le lavoratrici del settore delle Costruzioni possono <strong>aderire a uno dei fondi pensione negoziali previsti dai CCNL di categoria: </strong><a href="https://www.fondoarco.it/" target="_blank"><strong>Fondo ARCO</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.prevedi.it/" target="_blank"><strong>Prevedi</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.fondoconcreto.it/" target="_blank"><strong>Fondo Concreto</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione,<strong> esistono varie modalità per andare in pensione nel 2025</strong>, ciascuna con criteri specifici basati sull&#8217;età anagrafica, sull&#8217;anzianità contributiva e, in alcuni casi, sul tipo di lavoro svolto o su particolari situazioni personali. Per i <strong>lavoratori che operano nei settori Edile, Legno e Costruzioni</strong>, sono previsti poi <strong>ulteriori canali di accesso anticipato al pensionamento</strong>, talvolta con requisiti contributivi ridotti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È quindi importante valutare attentamente le alternative a disposizione, considerando anche eventuali vincoli o penalizzazioni </strong>che potrebbero essere applicati per chi decidesse di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Che cosa si intende per bioedilizia?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2023/03/07/bioedilizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 17:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=3231</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cerchiamo di capire cos’è la bioedilizia, quali sono i principali alla base di questo approccio e perché è così importante. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per<strong> parlare dell’importanza della bioedilizia per il futuro del settore delle Costruzioni</strong>, ma ancora di più del pianeta, è utile inquadrare il fenomeno all’interno di un <strong>quadro globale più completo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il <a href="https://www.unep.org/resources/publication/2022-global-status-report-buildings-and-construction" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>2022 Global Status Report for Buildings and Construction</strong></a> elaborato dalla Nazioni Unite, infatti, nonostante un sostanziale aumento degli investimenti e del successo delle politiche attuate a livello globale volte a ridurre l’impatto energetico degli edifici, <strong>il consumo totale di energia e le emissioni di CO2 del settore delle Costruzioni sono aumentati nel 2021 rispetto ai livelli pre-pandemia</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In particolare la domanda di energia degli edifici è cresciuta di circa il 4% dal 2020</strong>, il maggiore aumento degli ultimi 10 anni, mentre <strong>le emissioni di CO2 derivanti dal funzionamento degli edifici hanno raggiunto il massimo storico di circa 10 GtCO2</strong> (sigla utilizzata per indicare gigatonnellate di anidride carbonica), un aumento di circa il 5% rispetto al 2020 e del 2% rispetto al picco precedente del 2019.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/03/bioedilizia.jpg" alt="bioedilizia" class="wp-image-3235" width="1200" height="780" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/03/bioedilizia.jpg 1200w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/03/bioedilizia-980x637.jpg 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2023/03/bioedilizia-480x312.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1200px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, <strong>a oggi il settore delle Costruzioni continua ad avere un impatto consistente a livello globale sulle emissioni di gas climalteranti e sui consumi energetici</strong>. Ecco perché <strong>la bioedilizia</strong>, ovvero la progettazione e realizzazione di edifici più sostenibili dal punto di vista ambientale,<strong> rappresenta una esigenza che non possiamo più ignorare.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito, invitiamo a leggere il nostro articolo <a href="https://blog.fenealuil.it/2022/01/24/decarbonizzazione-settore-cemento-strategia-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>“Decarbonizzazione Settore cemento: la strategia per l’Italia”</em></strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme e cerchiamo di <strong>capire cos’è la bioedilizia</strong>, quali sono i principali alla base di questo approccio e perché è così importante.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è la bioedilizia?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con il termine <strong>bioedilizia</strong> s’intende la pratica di<strong> creare strutture e utilizzare processi produttivi più responsabili dal punto di vista ambientale e più efficienti in termini di consumo di risorse </strong>durante non solo la realizzazione dell’edificio, ma <strong>su tutto il suo ciclo di vita</strong>, dall&#8217;ubicazione alla progettazione, passando per la fase di costruzione, il funzionamento, la manutenzione, l’eventuale ristrutturazione e lo smantellamento finale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bioedilizia è anche conosciuta come <strong>edilizia sostenibile o architettura sostenibile</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bioedilizia è, nel concreto, un <strong>sistema di costruzione basato sull’impiego di materiali naturali e riciclati</strong>, tecniche di <strong>risparmio energetico e soluzioni innovative</strong>, che consentono di vivere in un ambiente sano, sostenibile e rispettoso dell&#8217;ambiente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è <strong>aumentare l&#8217;efficienza energetica degli edifici</strong> che, come abbiamo visto, rappresentano una fetta importante del consumo globale, riducendo al tempo stesso l&#8217;impatto ambientale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere questo obiettivo,<strong> i materiali utilizzati nella bioedilizia devono essere in grado di</strong>:<strong>&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>assorbire e rilasciare l&#8217;umidità;&nbsp;</li>



<li>mantenere costante la temperatura interna;&nbsp;</li>



<li>fornire isolamento acustico;</li>



<li>ridurre al minimo l&#8217;utilizzo di trattamenti chimici.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa prevede la bioedilizia?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli edifici cosiddetti <em>“verdi”</em> sono progettati per<strong> ridurre l&#8217;impatto complessivo dell&#8217;ambiente edificato</strong> sulla salute umana e sull&#8217;ambiente naturale, <strong>attraverso tre step principali:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>utilizzare in modo efficiente energia, acqua e altre risorse</strong>;</li>



<li><strong>proteggere la salute degli occupanti </strong>e migliorare la produttività dei dipendenti;</li>



<li><strong>ridurre i rifiuti, l&#8217;inquinamento e il degrado ambientale</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La bioedilizia prevede un<strong> impiego sempre più ridotto di materiali come il </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2022/08/17/cemento-armato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>cemento armato</strong></a><strong> e l’acciaio</strong>, privilegiando materiali sostenibili e naturali come:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>legno;</li>



<li>pietra;</li>



<li>argilla;</li>



<li>calce;</li>



<li>paglia;</li>



<li>fibre vegetali;</li>



<li>sughero;</li>



<li><a href="https://blog.fenealuil.it/2022/11/21/come-usare-cartongesso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>gesso</strong></a>;</li>



<li>canapa;</li>



<li>bambù;</li>



<li>juta;</li>



<li>lana di roccia;</li>



<li>argilla espansa.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecniche di costruzione sono più efficienti, pensiamo ad esempio all’<a href="https://blog.fenealuil.it/2022/08/01/cappotto-termico-esterno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>isolamento a cappotto</strong></a>, all’installazione di <strong>impianti di energia rinnovabile</strong> (es. il <a href="https://blog.fenealuil.it/2022/09/28/bonus-fotovoltaico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fotovoltaico</strong></a>) o di <strong>generazione dell’acqua calda sanitaria e dei riscaldamenti di ultima generazione</strong> (es. la <a href="https://blog.fenealuil.it/2022/10/26/pompa-di-calore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>pompa di calore</strong></a>) e all’utilizzo di <strong>sistemi intelligenti per il controllo della qualità dell’aria nelle case</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I vantaggi della bioedilizia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo visto che <strong>l&#8217;ambiente costruito, nonché le tecniche e i materiali di costruzione utilizzati, hanno un enorme impatto sulla natura</strong>,<strong> sulla salute e sull&#8217;economia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adottando strategie di bioedilizia, invece, è possibile <strong>massimizzare le prestazioni sia economiche che ambientali</strong>, anche perché <strong>la metodologia alla sua base è applicabile a qualsiasi tipo di edificio</strong> (case, scuole, edifici commerciali e pubblici, laboratori, strutture sanitarie, ecc…) <strong>e in ogni fase del suo ciclo di vita</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I<strong> potenziali benefici della bioedilizia</strong> possono essere suddivisi in tre macro gruppi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Benefici ambientali:&nbsp;</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>valorizzare e proteggere la biodiversità e gli ecosistemi;</li>



<li>migliorare la qualità dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua;</li>



<li>ridurre i flussi di <a href="https://blog.fenealuil.it/2022/12/19/rifiuti-inerti-costruzione-demolizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>rifiuti</strong></a>;</li>



<li>conservare e ripristinare le risorse naturali.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Benefici economici:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>ridurre i costi operativi;</li>



<li>creare, espandere e modellare i mercati per prodotti e servizi ecologici;</li>



<li>migliorare la produttività degli occupanti, per quanto concerne gli edifici non residenziali;</li>



<li>ottimizzare le prestazioni economiche del ciclo di vita.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Benefici sociali:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>migliorare il comfort e la salute degli occupanti;</li>



<li>aumentare le qualità estetiche;</li>



<li>ridurre al minimo lo sforzo sull&#8217;infrastruttura locale;</li>



<li>migliorare la qualità complessiva della vita.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le case in bioedilizia sono generalmente più costose rispetto alle case tradizionali, ma <strong>offrono molti benefici, ai quali non possiamo più permetterci di rinunciare</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche diverse agevolazioni disponibili nel nostro Paese vanno in questa direzione, con l’obiettivo di <strong>aggiornare un </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2022/11/09/proprietari-di-casa-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>parco abitativo</strong></a><strong> ormai vetusto ed estremamente impattante e renderlo più efficiente e green</strong>, ad esempio migliorandone la <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/01/02/certificazione-energetica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>classe energetica</strong></a><strong>.</strong>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>In cosa consistono l&#8217;edilizia popolare (ERP) e l&#8217;housing Sociale</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2023/01/23/edilizia-popolare-housing-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 15:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Housing Sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=3059</guid>

					<description><![CDATA[<p>Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire in cosa consiste l’edilizia popolare e cos’è l’housing sociale. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://blog.fenealuil.it/2022/11/09/proprietari-di-casa-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>In Italia la percentuale di proprietari di casa è abbastanza alta</strong></a>, superiore alle media UE; ciò nonostante, <strong>una fetta rilevante della popolazione più disagiata riscontra gravi difficoltà a trovare un’abitazione e a sostenere le spese relative all’affitto e alle utenze</strong>, dovendo ricorrere così al sostegno pubblico.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo esiste nel nostro Paese un programma di <strong>Edilizia Residenziale Pubblica (ERP)</strong>, anche noto come <em>“Edilizia Popolare”</em>, introdotto con la <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1978/08/19/078U0457/sg" target="_blank"><strong>Legge 5 agost</strong></a><strong><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1978/08/19/078U0457/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">o</a></strong><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1978/08/19/078U0457/sg" target="_blank"><strong> 1978 n. 457</strong></a>, che disciplina <strong>tre forme di sostegno alle famiglie più in difficoltà:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>edilizia sovvenzionata;</strong></li>



<li><strong>edilizia agevolata;</strong></li>



<li><strong>edilizia convenzionata;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito, con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/06/24/08A04473/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DM 22 Aprile 2008</a>, a queste tre destinazioni d’uso delle risorse pubbliche <strong>si è aggiunto anche il cosiddetto <em>“Alloggio Sociale”</em>, anche noto come housing sociale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme e <strong>cerchiamo di capire in cosa consiste l’edilizia popolare e cos’è l’housing sociale.</strong>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è l’edilizia sovvenzionata</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’espressione <strong><em>“edilizia sovvenzionata”</em></strong> si intende un <strong>intervento finanziato direttamente da parte degli enti pubblici</strong> e finalizzato alla <strong>realizzazione di alloggi da destinare alle fasce di popolazione economicamente più svantaggiate</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interventi eseguiti, in genere di competenza regionale, sono destinati ad <strong>alloggi che possono essere di nuova costruzione, acquistati oppure acquistati e successivamente recuperati</strong> attraverso opere di ristrutturazione e riqualificazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, <strong>questo tipo di programma di edilizia popolare non prevede la realizzazione di nuovi edifici</strong>, <strong>ma l’acquisto di quelli già esistenti, spesso in disuso o da riqualificare.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come accennato, <strong>gli alloggi di edilizia sovvenzionata vengono assegnati in affitto ai nuclei familiari più deboli</strong>, in base alla condizione economica e al numero di componenti della famiglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è l’edilizia agevolata</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong><em>“edilizia agevolata”</em></strong> si intendono, invece, quegli <strong>alloggi destinati alla prima abitazione realizzati da costruttori privati mediante finanziamenti statali e regionali </strong>a condizioni di particolare favore, nello specifico con <strong>mutui a tasso agevolato o con contributi in conto capitale</strong>, a parziale copertura del costo di costruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente, le risorse sono destinate solo ed esclusivamente a enti pubblici, cooperative edilizie, imprese, soggetti privati, per la <strong>costruzione di abitazioni con caratteristiche non di lusso destinate a persone in possesso di determinati requisiti soggettivi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono questi requisiti soggettivi? </strong>Cittadinanza, residenza, non possesso di altri alloggi idonei in proprietà, ma soprattutto il <strong>rientro all&#8217;interno di una fascia di reddito non superiore a un limite massimo</strong>, definito annualmente da ogni singola regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine dei lavori di costruzione, <strong>l’ente pubblico che ha finanziato il mutuo agevolato può procedere in tre modi:&nbsp;</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li>acquisto della piena proprietà assoluta dell’immobile;</li>



<li>acquisto mediante la procedura dell’affitto con riscatto;</li>



<li>acquisto con locazione permanente.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è l’edilizia convenzionata</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“</em><strong><em>L’edilizia convenzionata”</em></strong><em> </em>presenta meccanismi diversi, e anche leggermente più complessi, rispetto alle due precedenti tipologie di intervento appena descritte.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alla base degli interventi di edilizia convenzionata c’è, appunto, una convenzione</strong>, stipulata <strong>tra l’ente pubblico</strong>, solitamente il Comune, <strong>e il privato </strong>(imprese di costruzione, cooperative, ecc…) al quale vengono concesse delle <strong>agevolazioni</strong>, come ad esempio l’assegnazione delle aree su cui edificare o la riduzione del contributo concessorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte di queste agevolazioni, però, <strong>il privato si assume l’impegno di realizzare degli interventi di edilizia popolare</strong>, seguendo specifiche condizioni stabilite dalle parti e da assegnare a cittadini in possesso di determinati requisiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è l’alloggio sociale o Housing sociale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’entrata in vigore del <strong>Decreto Ministeriale del 22 aprile 2008</strong>, recante <em>“Definizione di alloggio sociale ai fini dell&#8217;esenzione dall&#8217;obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea”, </em><strong>in Italia è stato introdotto il concetto dell’alloggio sociale, anche detto housing sociale</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cos’è? Riportiamo di seguito la <strong>definizione contenuta nell’articolo 1 del DM</strong>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“È definito «alloggio sociale» l&#8217;unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. L&#8217;alloggio sociale si configura come elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall&#8217;insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento delle esigenze primarie.”</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In questa definizione possiamo individuare i<strong> concetti principali alla base dell’alloggio sociale</strong>, ovvero la messa a disposizione di una <strong>abitazione da destinare a famiglie svantaggiate</strong>, che non sono in grado di pagare un affitto con i prezzi di mercato, <strong>a condizioni agevolate</strong>, a partire proprio da un canone di locazione più contenuto.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi,<strong> l’housing sociale rappresenta l’insieme di alloggi e servizi</strong>, di <strong>azioni e strumenti rivolti a coloro che non riescono a soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo</strong>, per ragioni economiche o per l’assenza di un’offerta adeguata, con l’obiettivo dichiarato di <strong>migliorare la condizione di queste persone e favorire un contesto abitativo e sociale più dignitoso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre l’articolo 1, al punto 3, definisce anche i <strong>requisiti degli alloggi</strong>, stabilendo che:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Rientrano nella definizione [&#8230;] gli alloggi realizzati o recuperati da&nbsp; operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni&nbsp; pubbliche &#8211; quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili,&nbsp; fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico &#8211; destinati alla&nbsp; locazione temporanea per almeno otto anni ed anche alla proprietà.”</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo strumento <strong>aumenta la platea di soggetti destinatari di quelle che comunemente chiamiamo </strong><strong><em>“case popolari”</em></strong>, perché si rivolge non alle famiglie disagiate, per le quali sono previste le modalità prima elencate, ma a <strong>quelle con un reddito medio basso</strong>, al di sopra della soglia di povertà, ma <strong>che fanno fatica a pagare un affitto ai prezzi di mercato</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Piano Nazionale di Edilizia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/08/21/08A05897/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112</strong></a>, e precisamente all’articolo 11, si è stabilito un<strong> piano nazionale di edilizia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>abitativa (PNEA)</strong>, <em>“al fine di garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana”</em>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Al punto 2 dell’articolo 11 si spiega che:&nbsp;</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“il piano è rivolto all&#8217;incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l&#8217;offerta di abitazioni di edilizia residenziale, da&nbsp; realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinate prioritariamente a prima casa.”</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le abitazioni sono destinate a:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito;</li>



<li>giovani coppie a basso reddito;</li>



<li>anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate;</li>



<li>studenti fuori sede;</li>



<li>soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio;</li>



<li>altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all&#8217;articolo 1 della legge 8 febbraio 2007, n. 9;</li>



<li>immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni&nbsp; nel territorio nazionale ovvero da almeno cinque anni nella medesima regione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per accedere a queste agevolazioni bisogna <strong>rivolgersi agli sportelli dedicati presso la propria regione di residenza</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La crisi economica acuisce il problema dell’alloggio sociale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>crisi economica innescata dalla pandemia</strong> e <strong>il più recente aumento dei tassi di inflazione</strong>, provocato dalla situazione geopolitica complessa che stiamo attraversando, <strong>hanno purtroppo acuito il problema</strong>, aumentando quella zona grigia al cui interno troviamo <strong>famiglie</strong> che, pur non essendo in possesso dei requisiti per accedere agli alloggi sociali, <strong>non riescono più a pagare regolarmente i canoni di affitto e le bollette, sempre più salate</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In parte, come spiegato, si sopperisce tramite lo strumento dell’housing sociale, ma le risorse erogate nel corso di questi anni sono state comunque limitate</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>scenario attuale</strong>, però, e le <strong>stime sul rischio di recessione </strong>economica a partire già dal 2023,<strong> rendono il problema ancora più centrale di prima</strong>, coinvolgendo tanti <strong>soggetti che, fino a questo momento, non avevano manifestato esigenze in tal senso</strong>.&nbsp;</p>
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