<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blog FENEALUIL Archives - Blog FENEALUIL</title>
	<atom:link href="https://blog.fenealuil.it/categorie/blog-fenealuil/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.fenealuil.it/categorie/blog-fenealuil/</link>
	<description>Federazione Nazionale Lavoratori Edili Affini e del Legno</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 11:57:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2021/02/cropped-LogoGrammaFeneal-32x32.png</url>
	<title>Blog FENEALUIL Archives - Blog FENEALUIL</title>
	<link>https://blog.fenealuil.it/categorie/blog-fenealuil/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La crisi abitativa come termometro di una politica inefficace</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/02/10/crisi-abitativa-rapporto-oxfam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 11:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5556</guid>

					<description><![CDATA[<p>La crisi abitativa rivela disuguaglianze profonde: in Italia la casa rischia di diventare un privilegio, segno di politiche inefficaci.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2026/02/10/crisi-abitativa-rapporto-oxfam/">La crisi abitativa come termometro di una politica inefficace</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’abitazione non è un semplice asset finanziario, né un bene di consumo intercambiabile</strong>:<strong> </strong>è<strong> </strong>un pilastro essenziale per la dignità umana. Eppure, il <a href="https://www.oxfamitalia.org/petizione/disuguaglianza-baratro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>rapporto Oxfam <em>&#8220;Nel baratro della disuguaglianza&#8221;</em></strong></a> rivela come <strong>il diritto alla casa sia diventato il terreno di scontro di una crisi sistemica</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre a livello globale assistiamo a un paradosso &#8211; dove appena 12 individui possiedono più ricchezza della metà più povera dell’umanità &#8211; <strong>in Italia si cristallizza il modello delle </strong><strong><em>&#8220;fortune invertite&#8221;</em></strong><strong>, come le definisce Oxfam</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un Paese dove il 10% della popolazione detiene quasi i 3/5 della ricchezza nazionale (59,9%),<strong> </strong>l’accesso a un tetto dignitoso non è più un diritto garantito, ma<strong> rischia di diventare un privilegio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1182" height="705" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2026/02/poverta-abitativa-oxfam-italia.png" alt="crisi abitativa dati oxfam italia" class="wp-image-5557" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2026/02/poverta-abitativa-oxfam-italia.png 1182w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2026/02/poverta-abitativa-oxfam-italia-980x585.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2026/02/poverta-abitativa-oxfam-italia-480x286.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1182px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo stato della povertà abitativa in Italia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong>5,7 milioni di individui in povertà assoluta</strong>,<strong> </strong>in Italia l&#8217;abitazione emerge come il <strong>principale fattore di esclusione sociale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati Oxfam:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Quasi la metà (50%) delle famiglie in povertà assoluta vive in affitto</strong>. Per chi non possiede un immobile, il rischio di scivolare nell&#8217;indigenza è <strong>cinque volte superiore</strong> rispetto ai proprietari.</li>



<li>Sebbene rappresentino solo il 9% della popolazione, i cittadini stranieri costituiscono il <strong>31% dei poveri assoluti</strong>. Per i nuclei stranieri in affitto, l’incidenza della povertà tocca il record drammatico del <strong>37,2%</strong>, aggravato da un mercato delle locazioni inquinato da <strong>pregiudizi e barriere razziste</strong>.</li>



<li><strong>Il 5,6% della popolazione vive in condizioni indegne</strong>: sovraffollamento, assenza di riscaldamento, mancanza di servizi igienici o acqua corrente.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;impatto economico e il dilemma delle scelte incompatibili</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aggravare ulteriormente la situazione si aggiunge un altro fattore: la pressione economica sui bilanci familiari ha raggiunto livelli di guardia. <strong>Per il 20% più povero della popolazione, la quota di reddito destinata alla casa è cinque volte superiore a quella della fascia più abbiente</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei centri metropolitani, <strong>l&#8217;affitto divora oltre il 40% delle entrate disponibili</strong>: un peso enorme, reso ancora più schiacciante in un contesto di inflazione punitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 2019 e il 2024, a causa dell’aumento dei prezzi e della stagnazione salariale, i lavoratori italiani hanno subito una <strong>perdita del potere d&#8217;acquisto pari al 7,1%</strong>. Questa situazione, unita alla deregolamentazione del mercato, spesso impone alle famiglie il <em>&#8220;dilemma delle scelte incompatibili&#8221;</em>:<strong> per mantenere un tetto, si rinuncia alla salute</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un caso che<strong> la rinuncia alle cure mediche sia salita al 9,9% nel 2024</strong>, colpendo duramente anche le regioni del Nord, storicamente più protette, ma oggi travolte anch’esse dall&#8217;erosione del ceto medio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le categorie più colpite</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il disagio abitativo colpisce in modo particolare le fasce più fragili</strong>, alimentando quella <em>&#8220;geografia del malcontento&#8221;</em> che minaccia la tenuta sociale:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riportiamo di seguito i dati più rilevanti del rapporto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Giovani e under-35:</strong> la deprivazione abitativa in questa fascia è esplosa, passando dal <strong>7,6%</strong> del 2019 al <strong>12,1%</strong> del 2024. La precarietà contrattuale impedisce l&#8217;accesso al credito e alla stabilità, confinando una generazione in un <strong>limbo abitativo</strong>;</li>



<li><strong>Famiglie numerose:</strong> il numero di figli è diventato un predittore di sovraffollamento e povertà, trasformando la natalità in una <strong>trappola economica</strong> anziché in un valore sociale;</li>



<li><strong>Studenti e precari:</strong> nei poli universitari, la speculazione immobiliare sta di fatto annullando il diritto allo studio, rendendo l&#8217;istruzione superiore un <strong>percorso riservato a chi ha già spalle coperte</strong> da patrimoni familiari.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Distorsioni di mercato e paradossi fiscali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato immobiliare italiano vive un paradosso strutturale: un <strong>vasto patrimonio di case inutilizzate </strong>coesiste con una <strong>scarsità cronica di alloggi accessibili</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due fenomeni accelerano questa deriva:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Turistificazione e gentrificazione:</strong> la proliferazione incontrollata degli <strong>affitti brevi</strong> sottrae immobili alla residenzialità di lungo periodo, con la conseguente fuoriuscita delle famiglie dai centri storici.</li>



<li><strong><em>&#8220;Paradiso Fiscale&#8221;</em></strong><strong> per gli ultra-ricchi:</strong> in alcune città, come Milano, il mercato è distorto dal <strong>regime per i neo-residenti</strong> (una flat tax da 200/300 mila euro per i milionari stranieri). Questo attira capitali che<strong> gonfiano i prezzi degli immobili di pregio</strong>, generando un <strong>effetto emulazione</strong> che trascina verso l&#8217;alto i canoni per l&#8217;intera popolazione, rendendo le città proibitive per chi ci lavora.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Ne consegue che gli sfratti per morosità incolpevole sono anche conseguenza di questa situazione in cui, tra inflazione, salari immobili e prezzi delle case che aumentano, <strong>spesso i cittadini non hanno le risorse necessarie per coprire i costi della vita</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Politiche pubbliche</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta della politica alla crisi abitativa è stata limitata e insufficiente. <strong>L&#8217;</strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2023/01/23/edilizia-popolare-housing-sociale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Edilizia Residenziale Pubblica (ERP)</strong></a><strong> è in costante declino</strong>, con <strong>650.000 persone in lista d&#8217;attesa </strong>per un alloggio sociale che non esiste più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scelte recenti hanno segnato un punto di rottura:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>da una parte, il Governo ha <strong>azzerato il Fondo Sostegno Locazioni</strong>, privando le famiglie di un ammortizzatore fondamentale contro l&#8217;inflazione;</li>



<li>dall’altra, con il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all&#8217;Assegno di Inclusione (ADI), <strong>l&#8217;Italia è diventata l&#8217;unico Paese dell&#8217;Unione Europea privo di uno schema universale di reddito minimo</strong>. La selettività delle nuove misure lascia migliaia di indigenti &#8211; non appartenenti a categorie tutelate &#8211; <strong>senza alcun supporto per l&#8217;affitto</strong>, spingendoli verso l&#8217;emergenza abitativa estrema.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Proposte per una transizione verso la giustizia abitativa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per invertire la rotta <strong>sono necessari interventi radicali e strutturali</strong>. Nel suo rapporto, Oxfam indica i seguenti:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Recupero pubblico dell&#8217;invenduto:</strong> riconvertire il patrimonio edilizio inutilizzato per scopi sociali, frenando il consumo di suolo e <strong>offrendo alloggi a canone calmierato</strong>.</li>



<li><strong>Regolazione dei flussi turistici:</strong> fornire ai sindaci poteri reali per <strong>limitare gli affitti brevi</strong> e proteggere la residenzialità.</li>



<li><strong>Riforma del catasto:</strong> superare le iniquità di un sistema dove <strong>rendite catastali obsolete</strong> favoriscono immobili di pregio a discapito delle periferie.</li>



<li><strong>Sostegno ai redditi e salario minimo: rifinanziare i fondi per l&#8217;affitto</strong> e <strong>introdurre un salario minimo legale</strong>, facendo sì che il lavoro torni a garantire un&#8217;esistenza dignitosa.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla luce di quanto detto, la crisi abitativa rappresenta una <strong>ferita aperta nel nostro Paese</strong>. Ignorarla significa <strong>alimentare la frammentazione sociale e la sfiducia nelle istituzioni</strong>, con inevitabili ripercussioni tanto sul singolo cittadino quanto sull’intera società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito, riportiamo di seguito il <strong>commento del Segretario Generale della FENEALUIL, Mauro Franzolini</strong>:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“L’accesso a una casa dignitosa e a costi sostenibili è ormai un </em><strong><em>problema strutturale</em></strong><em> che colpisce giovani, famiglie, lavoratori e fasce sociali sempre più ampie. Servono politiche pubbliche stabili che puntino sulla </em><strong><em>rigenerazione urbana</em></strong><em>, sul </em><strong><em>recupero del patrimonio esistente </em></strong><em>e sul </em><strong><em>rilancio dell’edilizia sociale</em></strong><em>, superando una logica emergenziale che negli anni ha prodotto risposte frammentate e insufficienti. </em><br><em>In questo scenario, la questione abitativa non può più essere relegata a tema settoriale, ma deve diventare una </em><strong><em>priorità strategica dell’agenda pubblica</em></strong><em>: garantire il diritto all’abitare significa </em><strong><em>contrastare le disuguaglianze, rafforzare la coesione sociale e promuovere città più inclusive e sostenibili</em></strong><em>. </em><br><em>Citando il Prof. Ezio Micelli, membro italiano dell’Housing Advisory Board, </em><strong><em>‘occorre pensare alla casa come infrastruttura’</em></strong><em>, fondamentale per il benessere collettivo, la coesione sociale e la qualità delle città, un bene di cui si deve occupare anche lo Stato, non solo il mercato.</em><br><em>Servono </em><strong><em>visione, coordinamento e strumenti concreti </em></strong><em>ma anche </em><strong><em>competenza tecnica e progettuale</em></strong><em> più che regole isolate. È compito della politica fornire strumenti in grado di avviare processi partecipati e partnership pubblico-privato che diventano essenziali per </em><strong><em>promuovere una rigenerazione urbana che sia anche sociale e ambientale</em></strong><em>.”</em></p>
</blockquote>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2026/02/10/crisi-abitativa-rapporto-oxfam/">La crisi abitativa come termometro di una politica inefficace</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maltempo e ondate di calore in cantiere: cosa prevede la normativa?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/02/03/maltempo-ondate-calore-cantiere-normativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 13:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5546</guid>

					<description><![CDATA[<p>Caldo estremo e maltempo nei cantieri: cosa prevede la normativa su sicurezza sul lavoro e CIGO per tutelare lavoratori e imprese.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2026/02/03/maltempo-ondate-calore-cantiere-normativa/">Maltempo e ondate di calore in cantiere: cosa prevede la normativa?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>lavoro nelle Costruzioni </strong>è, per sua natura, <strong>uno dei più esposti alle variabili ambientali</strong>. <strong>Oggi il cambiamento climatico ci pone di fronte a scenari nuovi e sempre più estremi</strong>: raffiche di vento improvvise, bombe d’acqua e ondate di calore che <strong>possono rendere il lavoro all’aperto non solo faticoso, ma pericoloso per la salute</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, <strong>la sicurezza non può essere lasciata all’improvvisazione o alla buona volontà del singolo</strong>. Esiste infatti un <strong>quadro normativo chiaro </strong>in materia: dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008;81~art306" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.Lgs. 81/08</strong></a>, che mette al centro la prevenzione degli infortuni, alle<strong> recenti circolari</strong> <strong>INPS</strong> che hanno semplificato l’<strong>accesso alla Cassa Integrazione (CIGO)</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La sicurezza sul lavoro: cosa stabilisce il D.Lgs. 81/2008</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>D.Lgs. 81/2008</strong>, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, non lascia spazio a interpretazioni: <strong>la protezione dei lavoratori contro gli agenti atmosferici è un obbligo preciso del datore di lavoro</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La Valutazione dei Rischi (DVR) e il PSC</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il punto di partenza è il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)</strong>, all’interno del quale &#8211; tra le altre cose &#8211; ogni impresa è tenuta a indicare le <strong>procedure da adottare in caso di condizioni meteo avverse</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste indicazioni devono poi essere “tradotte” nel <strong>POS (Piano Operativo di Sicurezza)</strong>, specificando le misure pratiche attraverso cui tali procedure vengono concretamente implementate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di <strong>cantieri temporanei o mobili in cui operano più imprese esecutrici</strong>, poi, queste indicazioni devono essere integrate nel <strong>Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lavori in quota e rischio vento</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei punti più significativi riguarda l’<strong>Articolo 111, comma 6</strong>, che stabilisce quanto segue:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il datore di lavoro deve disporre l&#8217;esecuzione dei lavori in quota solo quando le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la salute e la sicurezza dei lavoratori.&#8221;</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, <strong>i lavori in quota devono essere immediatamente sospesi quando le condizioni climatiche</strong> <strong>mettono in pericolo la stabilità dei lavoratori o delle attrezzature</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il rischio di scivolamento e fulminazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla caduta dall&#8217;alto, <strong>il maltempo moltiplica il rischio di infortuni al suolo</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>superfici scivolose:</strong> fango e acqua rendono instabili percorsi, passerelle e scale;</li>



<li><strong>rischio elettrico:</strong> l&#8217;umidità e la pioggia aumentano esponenzialmente il pericolo di folgorazione in presenza di quadri elettrici o utensili non adeguatamente protetti;</li>



<li><strong>fulminazione:</strong> in caso di temporali, la presenza di strutture metalliche (<a href="https://blog.fenealuil.it/2025/10/31/diventare-operatore-di-macchine-complesse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>gru</strong></a>, ponteggi, armature) trasforma il cantiere in un bersaglio sensibile. L&#8217;art. 84 del D.Lgs. 81/08 <strong>obbliga il datore di lavoro a garantire che l&#8217;edificio e le attrezzature siano protetti dai fulmini</strong>.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il &#8220;rischio caldo&#8221;: la soglia dei 35°C</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>settore delle Costruzioni</strong>, insieme all’agricoltura e al florovivaismo (senza dimenticare la logistica e i rider), è sicuramente<strong> tra quelli più esposti ai rischi derivanti da stress termico e radiazioni solari</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi fondamentale fare una <strong>seria opera di prevenzione per ridurre i rischi legati alle ondate di calore</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tempo la CIGO veniva chiesta quasi solo d&#8217;inverno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, a causa del cambiamento climatico, <strong>il </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2023/07/10/prevenire-colpi-di-calore-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>caldo estremo</strong></a><strong> è diventato una causa frequente di sospensione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le linee guida dell&#8217;INPS (<a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2022.07.messaggio-numero-2999-del-28-07-2022_13904.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Messaggio n. 2999/2022</strong></a>), <strong>la Cassa Integrazione spetta quando la temperatura supera i 35°C</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non conta solo la temperatura reale, ma anche quella <strong>percepita</strong>. <strong>Se l&#8217;umidità è alta, la sospensione può essere giustificata</strong> <strong>anche con temperature inferiori ai 35 gradi</strong>. Inoltre, particolari lavorazioni (come la stesa del bitume, i lavori sui tetti o in luoghi non ventilati) permettono di accedere alla CIGO anche se la colonnina di mercurio non ha ancora raggiunto la soglia critica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito, ricordiamo che il 3 luglio 2025 è stato pubblicato il <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2025.07.messaggio-numero-2130-del-03-07-2025_14973.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>messaggio n°. 2130 dell’INPS</strong></a>, con oggetto <em>“Richieste di integrazione salariale per la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa a causa del caldo eccessivo. Indicazioni per la presentazione delle istanze e la gestione dell’istruttoria”</em>. Al suo interno <strong>si forniscono indicazioni per la presentazione delle istanze e la gestione dell’istruttoria</strong> riguardanti sia i datori di lavoro che possono richiedere il trattamento ordinario di integrazione salariale (CIGO), sia quelli che possono richiedere l’assegno di integrazione salariale al Fondo di Integrazione Salariale (FIS) o ai Fondi di solidarietà bilaterali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa prevede inoltre che, qualora il lavoro debba proseguire in condizioni di pioggia, caldo o freddo (se non sussiste un pericolo immediato di infortunio),<strong> </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/10/25/dpi-in-edilizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>il datore di lavoro deve fornire DPI idonei</strong></a>: abbigliamento ad alta visibilità impermeabile, calzature antiscivolo specifiche e guanti che garantiscano la presa anche sul bagnato.  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi decide lo stop?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In cantiere, <strong>la decisione di fermare i lavori per maltempo è una responsabilità distribuita tra diverse figure</strong>, ognuna con compiti precisi stabiliti dal D.Lgs. 81/08:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://blog.fenealuil.it/2025/07/03/preposto-nei-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Preposto</strong></a><strong>: </strong>è la figura più vicina ai lavoratori e la prima a dover intervenire. Secondo l’Articolo 19, ha il dovere di <strong>vigilare sulla sicurezza</strong> e, in caso di pericolo grave e immediato (come un improvviso temporale o raffiche di vento), deve <strong>interrompere temporaneamente le lavorazioni e istruire i lavoratori affinché abbandonino le zone a rischio</strong>. La sua è una decisione operativa e immediata.</li>



<li><strong>Datore di lavoro:</strong> è il responsabile dell&#8217;attuazione delle misure di sicurezza previste nel DVR e nel POS. A lui spetta stabilire se la giornata lavorativa deve essere sospesa integralmente e attivare le <strong>procedure per la richiesta della Cassa Integrazione (CIGO)</strong>, garantendo che nessun lavoratore resti esposto al rischio.</li>



<li><strong>Coordinatore per l’Esecuzione (CSE): </strong>secondo l’Articolo 92, il CSE ha un potere ispettivo e autoritativo. Se durante un sopralluogo riscontra un pericolo grave e imminente dovuto al meteo (ad esempio, lavori in quota con vento forte senza che l&#8217;azienda sia intervenuta), ha il dovere di <strong>sospendere le singole lavorazioni o l&#8217;operatività dell&#8217;intero cantiere</strong> fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.</li>



<li><strong>Lavoratore e RLS: </strong>la normativa tutela anche l&#8217;iniziativa dei lavoratori. L’Articolo 44 stabilisce che il lavoratore che abbandona il posto di lavoro in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, <strong>non può subire alcun pregiudizio</strong>. Il <a href="https://blog.fenealuil.it/2021/11/22/rls-sicurezza-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)</strong></a> ha il compito di <strong>segnalare tempestivamente</strong> al datore di lavoro o al CSE se le condizioni atmosferiche rendono il lavoro insicuro, sollecitando lo stop se l’azienda esita a intervenire.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Cassa Integrazione (CIGO) per maltempo: tutele e soglie INPS</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando<strong> le condizioni meteorologiche impediscono il regolare svolgimento delle attività in cantiere</strong>, la legge prevede uno strumento fondamentale per tutelare sia l&#8217;impresa che il lavoratore: la <strong>Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per eventi meteo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando scatta il diritto alla CIGO?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione salariale viene concessa per <em>&#8220;eventi oggettivamente non imputabili all&#8217;imprenditore o ai lavoratori&#8221;</em>.<strong> Nelle Costruzioni, le causali più comuni sono</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>pioggia e neve:</strong> non è necessaria una tempesta eccezionale, è sufficiente che l&#8217;intensità delle precipitazioni impedisca di svolgere le lavorazioni in sicurezza o che renda impraticabile il terreno;</li>



<li><strong>vento forte:</strong> in genere, sopra i 60 km/h il lavoro con gru o su ponteggi diventa impossibile, ma la CIGO può essere richiesta anche per velocità inferiori se documentate da specifiche prescrizioni di sicurezza;</li>



<li><strong>temperature estreme (gelo e caldo):</strong> questo è uno dei punti su cui si è intervenuto maggiormente negli ultimi anni.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le proposte dei </strong><strong>S</strong><strong>indacati: un decreto nazionale contro il caldo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È importante <strong>sottolineare la mancanza di una norma nazionale unica </strong>che regoli la materia in maniera durevole. Per contenere e disciplinare il rischio da calore intenso, infatti, ogni anno, all’approssimarsi della stagione estiva, <strong>si susseguono le ordinanze regionali </strong>che prevedono l’interruzione dell’attività lavorativa, ma questi strumenti, intervenendo nell’immediato e nell’emergenza, <strong>non possono costituire soluzioni strutturali</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo la <strong>FENEALUIL, insieme ai Sindacati di Settore Filca e Fillea,</strong> <strong>continua a chiedere da anni che si intervenga con un provvedimento legislativo ad hoc</strong>, e che nel Decreto Legislativo 81/08 si preveda una <strong>specifica disciplina per i cambiamenti climatici</strong> e che i rischi da stress termico e colpo di calore (sia che si lavori all’interno che all’esterno) rientrino approfonditamente nei piani formativi e diventino una verifica obbligatoria nella sorveglianza sanitaria per queste tipologie di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo scopo, <strong>riteniamo molto positivi il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nei processi decisionali e di valutazione</strong>, per gestire al meglio il lavoro e prevenire gli incidenti &#8211; puntando su una formazione adeguata che riconosca e prevenga il rischio -, così come il riferimento a <a href="https://www.worklimate.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Worklimate</strong></a> (INAIL-CNR), la piattaforma previsionale di allerta per un primo screening dei rischi legati allo stress da caldo per i lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio virtuoso in questo senso, e da replicare sicuramente, è rappresentato dal <strong>Protocollo, sottoscritto il 3 luglio 2025, tra FENEALUIL, Filca, Fillea ed Amplia, Società del Gruppo Aspi </strong>con l’obiettivo di <strong>individuare</strong> <strong>misure per garantire la salute la sicurezza e la continuità produttiva</strong> puntando, nel contempo, su<strong> formazione e prevenzione per la valutazione dei rischi da stress termico</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire, invitiamo a leggere l’articolo <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/07/30/protocollo-amplia-infrastructures/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Calore e radiazioni solari, siglato Protocollo con Amplia Infrastructures</strong></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia,<strong> le leggi da sole non bastano se manca una solida cultura della sicurezza</strong>. Troppo spesso, nei cantieri, si avverte ancora la pressione delle scadenze, che può spingere a sottovalutare un vento troppo forte o una temperatura oltre i 35 gradi. È qui che il ruolo del Sindacato diventa fondamentale: <strong>vigilare affinché nessun lavoratore sia costretto a scegliere tra la propria salute e la busta paga</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’epoca di cambiamenti climatici che rendono gli eventi atmosferici sempre più estremi e imprevedibili, <strong>la prevenzione deve diventare la norma, non l’eccezione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come FENEALUIL, restiamo al fianco di ogni lavoratore per garantire che queste norme siano rispettate in ogni cantiere</strong>. La vita e la salute di chi lavora vengono prima di ogni cronoprogramma: perché nessun edificio e nessuna strada valgono quanto l&#8217;incolumità di chi li costruisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invitiamo a <strong>contattare la struttura territoriale del Sindacato </strong>per assistenza nei casi di condizioni climatiche avverse, cliccando <a href="https://www.fenealuil.it/sede/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>qui</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande Frequenti (FAQ)</strong></h2>



<div class="schema-faq wp-block-yoast-faq-block"><div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126057484"><strong class="schema-faq-question"><strong>Chi decide quando fermare i lavori per maltempo?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">La responsabilità primaria è del datore di lavoro, che deve valutare i rischi meteo e agire in base a quanto stabilito nel DVR, nel POS ed eventualmente nel PSC. Tuttavia, anche il Preposto, il Coordinatore per l’Esecuzione (CSE), l’RLS e lo stesso lavoratore hanno il dovere di segnalare eventuali situazioni critiche e di sospendere le lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126067810"><strong class="schema-faq-question"><strong>A quale temperatura scatta la Cassa Integrazione per il caldo?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">L’INPS prevede la possibilità di richiedere la CIGO quando la temperatura reale o percepita supera i 35°C. La tutela può scattare anche con temperature inferiori se le lavorazioni sono particolarmente gravose (es. stesa di bitume) o avvengono in luoghi non ventilati.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126076393"><strong class="schema-faq-question"><strong>Cosa succede se l’azienda obbliga a lavorare sotto la pioggia battente?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">Il lavoratore ha il diritto di astenersi dal lavoro in caso di pericolo grave, immediato e non evitabile (Art. 44 D.Lgs. 81/08). In questi casi, è fondamentale contattare immediatamente l’RLS o la sede sindacale territoriale per segnalare l’irregolarità e richiedere un intervento.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126094878"><strong class="schema-faq-question"><strong>La CIGO per maltempo deve essere richiesta subito?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">L’azienda deve presentare domanda all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento. È fondamentale che la sospensione sia documentata quotidianamente sul Giornale dei Lavori e che i dati meteo corrispondano ai bollettini ufficiali ARPA.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126099312"><strong class="schema-faq-question"><strong>Le gru possono operare in presenza di vento forte?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">No. Oltre i limiti indicati dal costruttore (solitamente tra i 50 e i 70 km/h) o in presenza di raffiche che rendono instabile il carico, le operazioni devono cessare. La gru deve essere messa <em>&#8220;in bandiera&#8221;</em> (libera di ruotare) per evitare il rischio di ribaltamento.</p> </div> </div>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2026/02/03/maltempo-ondate-calore-cantiere-normativa/">Maltempo e ondate di calore in cantiere: cosa prevede la normativa?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rinnovo CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: più salario, più diritti</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/01/14/rinnovo-ccnl-laterizi-e-manufatti-in-cemento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 10:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5519</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rinnovo CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: aumenti salariali, più diritti e welfare per oltre 18.000 lavoratrici e lavoratori del settore.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2026/01/14/rinnovo-ccnl-laterizi-e-manufatti-in-cemento/">Rinnovo CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: più salario, più diritti</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 31 ottobre 2025 le organizzazioni sindacali FENEALUIL, Filca-Cisl e Fillea-Cgil e le associazioni datoriali Confindustria Ceramica &#8211; Raggruppamento Laterizi e Assobeton hanno <strong>siglato l&#8217;ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per l&#8217;industria dei Laterizi e Manufatti in Cemento</strong>. Si tratta di una <strong>significativa conquista sindacale, </strong>che interessa circa<strong> 18.000 lavoratrici e lavoratori</strong> in tutto il Paese.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il rinnovo del contratto nazionale dei Laterizi e Manufatti in Cemento rafforza salario, welfare e diritti per circa 18mila lavoratrici e lavoratori di questo settore strategico e conferma il ruolo della contrattazione collettiva come strumento essenziale di tutela e di crescita”.&nbsp;</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo il commento del <strong>Segretario Nazionale della FENEALUIL, Andrea Merli</strong>, che insieme alla <strong>Segretaria Confederale della UIL, Vera Buonomo</strong>, ha aggiunto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il rinnovo, raggiunto in appena un mese dalla scadenza del contratto, è un segnale di grande responsabilità da parte di tutte le parti coinvolte e dimostra come relazioni sindacali solide e costruttive possano garantire risposte tempestive alle lavoratrici e ai lavoratori, in una fase ancora segnata da inflazione e alti costi energetici. Restituire potere d’acquisto e certezze salariali è oggi una priorità assoluta”.</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La parte economica: aumenti concreti e più efficaci grazie alla detassazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accordo assicura un <strong>aumento salariale complessivo medio di 205 euro</strong> (parametro 136, addensamento medio). Questo risultato rappresenta un <strong>incremento medio del 14,7% e un montante complessivo pari a circa 6.000 euro </strong>nell’arco dei tre anni di vigenza contrattuale.<strong>&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato che assume un valore ancora maggiore grazie alla <strong>detassazione degli aumenti contrattuali prevista dalla Legge di Bilancio</strong>, misura che la <strong>UIL ha sostenuto e rivendicato con forza</strong> come leva indispensabile per difendere il salario reale: il Sindacato, infatti, ha sempre ribadito che <strong>gli aumenti contrattuali devono arrivare nelle tasche dei lavoratori</strong>, senza essere erosi dalla tassazione ordinaria, e ha fatto della detassazione una battaglia centrale nel confronto con il Governo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto vale davvero l’aumento del CCNL in busta paga</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per rendere l’effetto della detassazione chiaro e comprensibile, prendiamo come riferimento <strong>l’aumento reale ottenuto con questo CCNL: 205 euro lordi mensili</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Con tassazione ordinaria (circa 23%),</strong> l’aumento netto sarebbe di circa <strong>158 euro al mese</strong>.</li>



<li><strong>Con la detassazione al 5% prevista dalla nuova Legge di Bilancio</strong>, l’aumento netto sale a circa <strong>195 euro mensili</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il vantaggio per il lavoratore è quindi di circa 37 euro netti in più ogni mese</strong>, che diventano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>oltre 440 euro netti in più all’anno</strong>;</li>



<li><strong>circa 1.300 euro netti aggiuntivi sull’intera durata triennale del contratto</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È la dimostrazione concreta che la detassazione <strong>non è un meccanismo astratto</strong>, ma uno strumento che rende la contrattazione collettiva <strong>più efficace e immediatamente percepibile in busta paga</strong>, rafforzando davvero il potere d’acquisto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Distribuzione degli aumenti sui minimi tabellari</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli aumenti salariali saranno erogati in quattro tranche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>90 euro dal 1° ottobre 2025</strong>;</li>



<li><strong>55 euro dal 1° luglio 2026</strong>;</li>



<li><strong>55 euro dal 1° luglio 2027</strong>;</li>



<li><strong>5 euro dal 1° luglio 2028</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rafforzate previdenza e sanità integrativa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il rinnovo contrattuale rafforza anche il <strong>welfare contrattuale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il <strong>Fondo ARCO</strong>, il fondo pensione negoziale del comparto, il contributo a carico dell’azienda aumenterà complessivamente dello <strong>0,20%</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>all’<strong>1,90% dal 1° luglio 2026</strong>;</li>



<li>al <strong>2% dal 1° gennaio 2028</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte della <strong>sanità integrativa</strong>, dal 1° gennaio 2026 la contribuzione al <strong>Fondo Altea</strong> salirà a <strong>15 euro mensili</strong>, così ripartiti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>12 euro</strong> a carico dell&#8217;azienda;</li>



<li><strong>3 euro</strong> a carico del lavoratore.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nuove tutele per malattia e permessi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo introduce importanti tutele per i <strong>lavoratori affetti da malattie gravi o oncologiche che richiedono terapie salvavita</strong>: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>100% della retribuzione netta per i primi 8 mesi di assenza</strong>;</li>



<li><strong>50% della retribuzione netta per i successivi 6 mesi</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Viene inoltre modificata la disciplina dei permessi per lutto o grave infermità di un familiare: i <strong>3 giorni di permesso retribuito</strong> sono ora <strong>fruibili per singolo evento</strong>, garantendo il pieno diritto ogni volta che si presenti la necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un passo avanti per la salute e la sicurezza sul lavoro</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per rafforzare la prevenzione, l’accordo introduce i <strong><em>“break formativi”</em></strong>: in caso di <em>near miss</em> (quasi infortunio), su richiesta dell’RSPP o dell’RLS sarà possibile attivare<strong> momenti formativi immediati</strong>, della durata massima di 10 minuti, per analizzare l’evento e adottare subito azioni correttive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Apprendistato di alta formazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Viene introdotto l’<strong>Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca</strong>, rivolto ai <strong>giovani tra i 18 e i 29 anni</strong>, che consentirà di conseguire titoli universitari, dottorati o diplomi di alta specializzazione, combinando studio e lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Altre novità</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Durata del contratto</strong>: validità triennale <strong>fino al 30 settembre 2028</strong>.</li>



<li><strong>Licenziamento senza preavviso (Art. 53)</strong>: eliminate <strong>clausole generiche</strong> e <strong>ridefinite le soglie per l’assenza ingiustificata</strong>.</li>



<li><strong>Relazioni sindacali</strong>: istituzione del <strong>Comitato Bilaterale dei Materiali da Costruzione (CBMC)</strong>.</li>



<li><strong>Pari opportunità</strong>: il CBMC avrà un <strong>mandato specifico sulla parità di genere</strong> e sul <strong>contrasto a molestie e discriminazioni</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Più salario netto, più diritti, più tutele</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo accordo sono stati rafforzati in modo concreto<strong><s> </s>salario, welfare e diritti </strong>nel settore dei Laterizi e Manufatti in Cemento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato che assume un valore ancora più forte grazie alla <strong>detassazione degli aumenti contrattuali</strong>, una battaglia storica della <strong>UIL</strong>, che ha indicato con chiarezza la necessità di affiancare alla contrattazione collettiva <strong>politiche fiscali giuste e favorevoli al lavoro dipendente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Sindacato ha ribadito che <strong>non basta conquistare aumenti lordi</strong> se questi vengono poi assorbiti dalle imposte: ciò che conta è il <strong>salario netto</strong>, quello che permette alle lavoratrici e ai lavoratori di <strong>affrontare l’aumento del costo della vita</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri dimostrano che questa scelta paga: <strong>oltre 1.300 euro netti in più nel triennio</strong> grazie alla detassazione sono un <strong>beneficio reale, tangibile e immediato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Più salario netto, più diritti, più tutele</strong>: è questa la direzione indicata dalla UIL, che continua a mettere <strong>al centro il lavoro, la dignità e il potere d’acquisto delle persone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un risultato di cui essere orgogliosi</strong>, frutto dell’impegno sindacale e della partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2026/01/14/rinnovo-ccnl-laterizi-e-manufatti-in-cemento/">Rinnovo CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: più salario, più diritti</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Capitolato d&#8217;appalto in Edilizia: cosa c&#8217;è da sapere?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/12/capitolato-appalto-edilizia-cosa-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 14:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5446</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel mondo dell&#8217;Edilizia, il capitolato d&#8217;appalto rappresenta un documento tecnico-amministrativo di importanza cruciale, essenziale per la corretta esecuzione di qualsiasi opera.&#160; Spesso percepito come una mera formalità, in realtà agisce come un vero e proprio “manuale di istruzioni” del progetto e, al tempo stesso, come bussola per tutte le parti coinvolte.&#160; Come vedremo nel dettaglio [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/12/12/capitolato-appalto-edilizia-cosa-sapere/">Capitolato d&#8217;appalto in Edilizia: cosa c&#8217;è da sapere?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo dell&#8217;Edilizia, il <strong>capitolato d&#8217;appalto</strong> rappresenta un <strong>documento tecnico-amministrativo di importanza cruciale</strong>, essenziale per la corretta esecuzione di qualsiasi opera.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso percepito come una mera formalità, in realtà <strong>agisce come un vero e proprio “manuale di istruzioni” del progetto</strong> e, al tempo stesso, come <strong>bussola per tutte le parti coinvolte</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come vedremo nel dettaglio nel corso di questo articolo, il suo ruolo fondamentale è quello di <strong>regolare in modo chiaro e inequivocabile il rapporto tra il committente e l&#8217;appaltatore</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un capitolato ben redatto è quindi la <strong>principale garanzia per assicurare trasparenza, una corretta esecuzione dei lavori e una solida tutela legale</strong>, sia negli appalti pubblici che in quelli privati.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analizziamo in dettaglio la natura, l&#8217;obbligatorietà, la struttura e i contenuti del <strong>capitolato</strong>, offrendo una <strong>guida completa e accessibile</strong> anche ai non addetti ai lavori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Capitolato d’appalto: cos’è e a cosa serve esattamente?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Formalmente, il <strong>capitolato d&#8217;appalto è un</strong> <strong>documento tecnico-amministrativo allegato al contratto d&#8217;appalto</strong>. Quest&#8217;ultimo, secondo l&#8217;<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&amp;art.idGruppo=208&amp;art.flagTipoArticolo=2&amp;art.codiceRedazionale=042U0262&amp;art.idArticolo=1655&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=1942-04-04&amp;art.progressivo=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>art. 1655 del Codice Civile</strong></a>, è il contratto con cui l&#8217;appaltatore </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo scopo è duplice e complementare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>regolamentare i rapporti:</strong> definisce in modo dettagliato tutti gli obblighi e i diritti del committente e dell&#8217;appaltatore, mettendo “nero su bianco” gli accordi presi e riducendo al minimo il rischio di interpretazioni divergenti;</li>



<li><strong>guidare l&#8217;esecuzione:</strong> funge da manuale operativo che detta le specifiche tecniche dell&#8217;opera. Il suo obiettivo è assicurare che i lavori siano eseguiti a regola d&#8217;arte, nel pieno rispetto dei tempi, dei materiali e delle modalità concordate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, <strong>il capitolato descrive con precisione tutti gli aspetti che ruotano attorno all&#8217;intervento</strong>, ovvero:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>le caratteristiche dettagliate</strong> dell&#8217;opera;</li>



<li><strong>gli obblighi e i diritti</strong> delle parti;</li>



<li><strong>le tecniche di costruzione</strong> da adottare e i <strong>materiali</strong> da utilizzare;</li>



<li>le eventuali <strong>necessità particolari</strong> del progetto;</li>



<li>qualsiasi altra <strong>informazione rilevante</strong> per il servizio o la fornitura.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La sua funzione principale è quindi quella di <strong>prevenire controversie e fornire una base oggettiva e indiscutibile </strong>a cui fare riferimento in caso di disaccordi tra le parti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando il capitolato d&#8217;appalto è obbligatorio in Edilizia?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere a questa domanda è innanzitutto fondamentale comprendere la <strong>distinzione legale tra appalti pubblici e privati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza è netta e inequivocabile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>appalti pubblici:</strong> <strong>la redazione del capitolato d&#8217;appalto è sempre obbligatoria quando il committente è una Pubblica Amministrazione</strong>. In questo contesto, la trasparenza e la standardizzazione sono requisiti inderogabili e l&#8217;assenza o l&#8217;incompletezza del documento può <strong>invalidare l&#8217;intero processo di appalto</strong>;</li>



<li><strong>appalti privati:</strong> per i lavori tra privati, <strong>non esiste un obbligo legale</strong> di redigere un capitolato.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nonostante l&#8217;assenza di un obbligo di legge</strong>, la redazione del capitolato è considerata in larghissima misura un <strong>passo non negoziabile anche nei rapporti tra privati</strong>. Rinunciarvi, infatti, significa <strong>affrontare un progetto senza la principale rete di sicurezza</strong>. Per il committente, esso rappresenta un investimento fondamentale che offre benefici concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>garanzia:</strong> funge da garanzia principale che l&#8217;impresa eseguirà i lavori come pattuito, a regola d&#8217;arte e nei tempi stabiliti, rispettando ogni dettaglio tecnico e qualitativo;</li>



<li><strong>tutela legale:</strong> in caso di controversie, costituisce una base oggettiva e inoppugnabile per far valere i propri diritti in giudizio, proteggendo il committente da eventuali inadempienze dell&#8217;appaltatore;</li>



<li><strong>chiarezza economica:</strong> è indispensabile per ottenere una stima economica chiara e dettagliata del progetto e, insieme al contratto, definisce il quadro normativo completo dell&#8217;operazione.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tipologie e struttura del capitolato: generale e speciale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere in modo efficace alle diverse esigenze normative e progettuali, <strong>il capitolato d&#8217;appalto si distingue in due tipologie principali</strong>, ciascuna con una funzione e una struttura ben definite: il <strong>capitolato generale </strong>e il <strong>capitolato speciale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Capitolato generale d&#8217;appalto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il capitolato generale è un<strong> documento standard </strong>che regola in modo uniforme i <strong>rapporti tra la Pubblica Amministrazione e l&#8217;appaltatore</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È obbligatorio <strong>esclusivamente per i lavori pubblici</strong> e la sua struttura è uniformata a livello nazionale dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.lavori.pubblici:decreto:2000-04-19;145" target="_blank"><strong>D.M. n. 145/2000</strong></a>. In pratica, funge da <em>&#8220;capitolato dei capitolati&#8221;</em>, <strong>stabilendo le regole e gli standard di base a cui tutti i capitolati più specifici devono conformarsi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sua struttura si articola in sei capi:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Capo I:</strong> aggiudicazione dei lavori</li>



<li><strong>Capo II:</strong> esecuzione dei lavori</li>



<li><strong>Capo III:</strong> pagamenti all&#8217;appaltatore</li>



<li><strong>Capo IV:</strong> collaudo</li>



<li><strong>Capo V:</strong> disposizioni su eventuali scioglimenti del contratto</li>



<li><strong>Capo VI:</strong> definizione di eventuali controversie</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Capitolato speciale d&#8217;appalto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Capitolato speciale d&#8217;appalto è un documento molto più dettagliato</strong>, da allegare allo schema di contratto, redatto per definire i requisiti e le qualità delle opere di un singolo e specifico appalto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È</strong> <strong>sempre presente negli appalti pubblici</strong>, <strong>ma può essere utilizzato anche per disciplinare i rapporti tra privati</strong>. Il suo scopo è <strong>scendere nel merito delle specifiche tecniche</strong>, delle modalità esecutive e di tutte quelle particolarità che rendono unico ogni progetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa contiene il capitolato speciale d’appalto per i lavori edili</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il capitolato speciale d&#8217;appalto, dunque, <strong>“traduce” il progetto esecutivo in prescrizioni contrattuali vincolanti</strong>, descrivendo in modo analitico ogni aspetto tecnico, qualitativo e amministrativo dell&#8217;opera.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua struttura è generalmente <strong>articolata in due sezioni principali</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Parte amministrativa:</strong> questa sezione disciplina gli aspetti contrattuali e gestionali del rapporto tra committente e appaltatore. Include elementi come: l&#8217;oggetto dell&#8217;appalto, i termini di consegna, la disciplina economica (modalità di pagamento e contabilizzazione), le condizioni per eventuali varianti in corso d&#8217;opera, la gestione di subappalti e le modalità di risoluzione delle controversie.</li>



<li><strong>Parte tecnica:</strong> questa è la parte più descrittiva, dove vengono dettagliati tutti gli aspetti esecutivi in modo gerarchico e ordinato. Nello specifico:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>requisiti dei materiali:</strong> specifica le opere da eseguire, le caratteristiche qualitative e quantitative dei materiali da impiegare e le norme per la loro accettazione in cantiere;</li>



<li><strong>modalità esecutive:</strong> descrive l&#8217;ordine delle lavorazioni, le tecniche specifiche da impiegare per ogni fase e le norme per un&#8217;esecuzione a regola d&#8217;arte;</li>



<li><strong>standard di riferimento e controllo:</strong> indica la normativa tecnica applicabile (UNI, CE, ecc.), le procedure di verifica della conformità dei lavori e le modalità per i collaudi, sia in corso d&#8217;opera che finali.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli interventi più complessi, <strong>il capitolato può includere anche una classificazione delle lavorazioni in base alla loro rilevanza</strong> (critica, importante, comune), definendo così diversi livelli di controllo e attenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tempi, pagamenti e allegati indispensabili in cantiere</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle specifiche tecniche, il capitolato speciale d&#8217;appalto è fondamentale per<strong> definire con precisione tre pilastri della gestione del cantiere</strong>: <strong>scadenze, flussi di cassa e documentazione</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi aspetti rappresentano i <strong>punti nevralgici di qualsiasi cantiere </strong>e le fonti più comuni di controversie. Per questo, la loro definizione precisa nel capitolato è di<strong> importanza strategica</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tempistiche e penali</strong>: il capitolato definisce il <strong>termine ultimo</strong> per la conclusione dei lavori e stabilisce le condizioni per eventuali proroghe. Può includere un <strong>cronoprogramma</strong> dettagliato e può prevedere l&#8217;applicazione di <strong>penali</strong> <strong>economiche</strong> per eventuali ritardi accumulati rispetto alle scadenze pattuite.</li>



<li><strong>Modalità di pagamento</strong>: vengono disciplinati i corrispettivi per l&#8217;appaltatore. Generalmente, i pagamenti sono legati agli <strong>stati di avanzamento lavori (SAL)</strong>, ovvero a scaglioni predefiniti. Ad esempio, il capitolato può prevedere il pagamento del primo 30% dell&#8217;importo al completamento del 30% delle opere, e così via, fino al saldo finale. Il documento specifica anche le modalità di contabilizzazione (a corpo, a misura o in economia).</li>



<li><strong>Allegati indispensabili:</strong> per garantire la sua validità e completezza, il capitolato deve essere sempre accompagnato da una serie di documenti tecnici ed economici che ne costituiscono parte integrante. I più importanti sono:
<ul class="wp-block-list">
<li>progetto esecutivo delle opere;</li>



<li>computo metrico dei lavori;</li>



<li>contratto di appalto;</li>



<li>elenco dei prezzi unitari.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La<strong> </strong>corretta redazione<strong> </strong>e la sottoscrizione di questo insieme di documenti rappresentano passaggi di massima importanza, il cui compito <strong>spetta a una figura tecnica ben precisa</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi redige il capitolato d&#8217;appalto e perché è fondamentale la sottoscrizione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>redazione del capitolato d&#8217;appalto</strong> è un compito che richiede <strong>competenze tecniche specifiche</strong> per garantire che il documento sia accurato, completo e coerente con il progetto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La responsabilità della sua stesura è affidata al <strong>progettista dei lavori</strong> (architetto, ingegnere o altra figura tecnica abilitata), il quale adatta il contenuto alla natura e alla complessità dell&#8217;opera da realizzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta redatto,<strong> il documento deve essere firmato da entrambe le parti: il committente e l&#8217;appaltatore</strong>. Una pratica imprescindibile per una tutela legale inattaccabile è la <strong>sottoscrizione di ogni singola pagina</strong> <strong>da parte di entrambi i contraenti</strong>. Questo semplice gesto sigilla l&#8217;accordo su ogni clausola, annullando la possibilità di future contestazioni su dettagli specifici e trasformando il capitolato in un patto legalmente blindato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti (FAQ)</strong></h2>



<div class="schema-faq wp-block-yoast-faq-block"><div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550189713"><strong class="schema-faq-question"><strong>Che cos&#8217;è esattamente il capitolato d&#8217;appalto in Edilizia?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Il capitolato d’appalto è un documento di natura tecnico-amministrativa che viene allegato a un contratto d&#8217;appalto. Funge da </em><strong><em>&#8220;manuale di istruzioni&#8221; per l’opera o il servizio </em></strong><em>e ha lo scopo di regolare il rapporto tra il committente e l&#8217;appaltatore. Al suo interno sono descritte in dettaglio le caratteristiche dell&#8217;opera, le tecniche, i materiali e i reciproci obblighi e diritti delle parti.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550207021"><strong class="schema-faq-question"><strong>Qual è l&#8217;obiettivo principale del capitolato d&#8217;appalto? Qual è il suo valore legale?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>L&#8217;obiettivo principale è regolare i rapporti tra committente e appaltatore e guidare l&#8217;esecuzione dei lavori, assicurando che siano svolti a regola d&#8217;arte e nei tempi concordati. A livello legale, costituisce uno </em><strong><em>strumento di garanzia </em></strong><em>e una </em><strong><em>base oggettiva per far valere i propri diritti in giudizio </em></strong><em>in caso di controversie, definendo chiaramente gli obblighi da adempiere.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550224105"><strong class="schema-faq-question"><strong>Chi redige il capitolato d&#8217;appalto?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>La redazione del capitolato d&#8217;appalto è un compito del </em><strong><em>progettista dei lavori</em></strong><em>. Questo professionista adatta il contenuto del documento in base alla natura e alla tipologia dell&#8217;opera da realizzare. Il documento, una volta redatto, deve essere sottoscritto da entrambe le parti, committente e appaltatore, preferibilmente in ogni pagina, per rafforzarne il valore legale.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550241878"><strong class="schema-faq-question"><strong>Qual è la differenza tra capitolato generale d&#8217;appalto e Capitolato speciale d&#8217;appalto?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Il </em><strong><em>capitolato generale d&#8217;appalto</em></strong><em> è un documento standard, obbligatorio solo per gli appalti delle pubbliche amministrazioni, uniformato a livello nazionale dal D.M. n. 145/2000. Regola i rapporti tra PA e appaltatore definendo norme obbligatorie generali (es. aggiudicazione, pagamenti, collaudo). Il </em><strong><em>capitolato speciale d&#8217;appalto</em></strong><em> è molto più dettagliato, definendo i requisiti, la qualità delle opere, le specifiche tecniche sui materiali e le modalità di esecuzione per un singolo e specifico progetto.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550254160"><strong class="schema-faq-question"><strong>Quali informazioni fondamentali devono essere contenute nel capitolato speciale?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Il capitolato speciale deve contenere la </em><strong><em>descrizione dettagliata delle opere</em></strong><em> e le </em><strong><em>caratteristiche tecniche</em></strong><em> (materiali, qualità e modalità di esecuzione dei lavori). Inoltre, disciplina i </em><strong><em>tempi di realizzazione</em></strong><em> (termine di ultimazione e condizioni di proroga), le </em><strong><em>modalità di pagamento</em></strong><em> (a corpo, a misura o in economia) e le eventuali </em><strong><em>penali</em></strong><em> per ritardi.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550266483"><strong class="schema-faq-question"><strong>Cosa si intende per <em>&#8220;elenco dei prezzi unitari&#8221;</em> e dove viene inserito?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>L&#8217;elenco dei prezzi unitari è un documento contenente i </em><strong><em>prezzi applicabili per ogni singola lavorazione</em></strong><em> (prezzo unitario). Viene inserito come allegato al capitolato d&#8217;Appalto (o allo schema di contratto) ed è cruciale per la contabilizzazione di lavori in variante o aggiuntivi rispetto al progetto iniziale.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550283683"><strong class="schema-faq-question"><strong>Il capitolato d&#8217;appalto è obbligatorio anche nei lavori tra privati?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><strong><em>No, la redazione del capitolato d’appalto non è obbligatoria per legge nel caso di appalti tra privati</em></strong><em>. Tuttavia, è </em><strong><em>fortemente consigliata</em></strong><em>, in quanto rappresenta la garanzia principale per il committente. È uno strumento essenziale per prevenire problemi e controversie, soprattutto per interventi di una certa entità.</em></p> </div> </div>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/12/12/capitolato-appalto-edilizia-cosa-sapere/">Capitolato d&#8217;appalto in Edilizia: cosa c&#8217;è da sapere?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo D.L. per la sicurezza sul lavoro: panoramica e commento della FENEALUIL</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/11/19/nuovo-dl-sicurezza-sul-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 16:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5416</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri cosa prevede il nuovo D.L. per la sicurezza sul lavoro: più controlli e vigilanza, ma nessun intervento sulle cause strutturali.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/11/19/nuovo-dl-sicurezza-sul-lavoro/">Nuovo D.L. per la sicurezza sul lavoro: panoramica e commento della FENEALUIL</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo decreto-legge sulla sicurezza sul lavoro, il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/10/31/25G00172/SG" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.L. 159/2025</strong></a>, rappresenta un approccio a <em>“doppio binario” </em>da parte del Governo in materia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato, <strong>fornisce una risposta</strong> <strong>alla situazione drammatica degli infortuni sul lavoro denunciata dalla FENEALUIL </strong>con un rafforzamento degli strumenti di controllo, vigilanza e monitoraggio digitale, da tempo richiesti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altro, <strong>non interviene però sulle cause strutturali della crisi</strong>: i subappalti a cascata e la logica delle gare al massimo ribasso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo più nel dettaglio cosa prevede la norma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo decreto legge sulla sicurezza sul lavoro 2025</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nato in un contesto di alta allerta sociale, il decreto legge n. 159 del 31/10/2025 trova la sua ragion d&#8217;essere nella<strong> straordinaria urgenza di rafforzare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa necessità, ribadita costantemente dalla FENEALUIL, ha spinto il legislatore a varare un pacchetto di norme con l&#8217;obiettivo di <strong>fornire risposte immediate per una situazione non più tollerabile</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>D.L. n. 159/2025: data di entrata in vigore e impianto normativo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Coerentemente con il carattere d&#8217;urgenza, l&#8217;articolo 21 del decreto ne ha disposto l&#8217;<strong>entrata in vigore il giorno stesso della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale</strong>, il 31 ottobre 2025.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo impianto si configura come un intervento organico che <strong>modifica normative cardine come il </strong><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.Lgs. 81/2008</strong></a> (Testo Unico sulla Sicurezza) e, al contempo,<strong> introduce strumenti innovativi di controllo e prevenzione</strong>, con un forte accento sulla digitalizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approccio del legislatore mira a <strong>costruire un sistema più integrato</strong>, dove il primo pilastro è un <strong>inasprimento della vigilanza e del regime sanzionatorio</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Rafforzamento della vigilanza e nuove sanzioni</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il decreto attacca l&#8217;illegalità e la non conformità</strong> da due angolazioni:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>da un lato, <strong>potenzia gli organi ispettivi</strong>;</li>



<li>dall&#8217;altro, innalza la severità della punizione, <strong>inasprendo le sanzioni</strong>. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è <strong>rendere le pratiche irregolari economicamente e legalmente insostenibili</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Potenziamento degli organi ispettivi per la sicurezza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’articolo 4 delinea un piano di <strong>rafforzamento degli organici dedicati alla vigilanza</strong>: per la FENEALUIL, che lo chiedeva da tempo, <em>&#8220;</em><strong><em>un&#8217;ottima notizia</em></strong><em>&#8220;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano prevede:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l&#8217;autorizzazione all&#8217;assunzione a tempo indeterminato di <strong>300 unità di personale</strong> per l&#8217;Ispettorato nazionale del lavoro (INL) nel triennio 2026-2028;</li>



<li>il rafforzamento del contingente del <strong>Comando Carabinieri per la tutela del lavoro</strong>, con un aumento dell&#8217;organico e l&#8217;autorizzazione a nuove assunzioni.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La patente a crediti: decurtazioni e inasprimento delle sanzioni</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il decreto interviene in modo deciso anche sulla </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2024/10/02/patente-a-crediti-edilizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>patente a crediti</strong></a>, il sistema a punti che qualifica le imprese edili per operare nei cantieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;art. 3 introduce <strong>due importanti modifiche</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>inasprimento delle sanzioni</strong>: la sanzione massima per le imprese che operano senza la necessaria qualificazione viene raddoppiata, passando <strong>da € 6.000 a €</strong> <strong>12.000</strong>;</li>



<li><strong>nuove modalità di decurtazione</strong>: vengono introdotte nuove procedure per la sottrazione dei crediti in caso di violazioni, rendendo il sistema <strong>più efficace nel sanzionare le irregolarità</strong>, in particolare per il “<strong>lavoro nero</strong>”, come chiesto dalla FENEALUIL.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il badge digitale di cantiere: tracciabilità in appalto e subappalto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una delle novità più significative</strong>, prevista dall&#8217;art. 3, <strong>è l&#8217;introduzione del badge digitale di cantiere</strong>. Questa misura, sollecitata dal Sindacato in più occasioni, <strong>mira a garantire la tracciabilità del personale</strong>, contrastando lavoro sommerso e irregolarità negli appalti e subappalti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue <strong>caratteristiche principali</strong> sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una<strong> tessera di riconoscimento</strong> <strong>con</strong> <strong>codice univoco anticontraffazione</strong>;</li>



<li>disponibilità anche in <strong>modalità digitale</strong> per una gestione agile;</li>



<li>l’interoperabilità con la<strong> piattaforma nazionale</strong> <strong>SIISL</strong> (Sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa) per <strong>facilitare i controlli incrociati</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Incentivi e misure finanziarie per la sicurezza</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al rigore, <strong>il decreto legge promuove un sistema di incentivi economici per incoraggiare una cultura della sicurezza che non sia solo reattiva</strong>, ma proattiva.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La logica è <strong>premiare le aziende che investono in prevenzione</strong>, rendendo la sicurezza un vantaggio competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo sistema, i dati raccolti attraverso le ispezioni e gli strumenti digitali potenziati diventeranno probabilmente la <strong>base probatoria per determinare quali aziende siano realmente virtuose</strong>, creando un meccanismo in cui la conformità viene sia imposta che premiata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Revisione delle aliquote INAIL e premi per le aziende virtuose</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;art. 1 autorizza l&#8217;INAIL, dal 1° gennaio 2026, a <strong>rivedere le aliquote di oscillazione in bonus per andamento infortunistico</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che<strong> le aziende con meno infortuni pagheranno premi assicurativi INAIL più bassi</strong>, trasformando la sicurezza in un vantaggio economico diretto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo è, come accennato, <strong>premiare i datori di lavoro virtuosi</strong> e incentivare investimenti concreti nella prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per garantire l&#8217;integrità del sistema, l&#8217;art. 1, comma 4, stabilisce che siano<strong> escluse dal bonus le aziende che abbiano riportato negli ultimi due anni sentenze definitive di condanna per violazioni gravi in materia di sicurezza</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prevenzione, formazione e nuovi standard tecnologici</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong> sono i pilastri su cui il decreto intende costruire un cambiamento culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interventi mirano a <strong>elevare la qualità formativa</strong>, a <strong>diffondere la cultura della sicurezza</strong> fin dalle scuole e a integrare le nuove tecnologie come <strong>strumenti di apprendimento e monitoraggio predittivo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qualità della formazione e accreditamento dei soggetti erogatori</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per contrastare una formazione spesso solo formale, solo “sulla carta”, l&#8217;art. 6 stabilisce che un <strong>accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni definisca criteri rigorosi per l&#8217;accreditamento dei soggetti erogatori di corsi sulla sicurezza</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo dichiarato è <strong>innalzare il livello della qualità dell&#8217;offerta formativa</strong>, assicurando che la formazione sia efficace e non un mero adempimento burocratico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuove misure per la promozione della cultura della sicurezza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;art. 5 introduce una serie di <strong>iniziative per diffondere la cultura della prevenzione</strong>, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>campagne informative nelle scuole</strong>: l&#8217;INAIL promuoverà progetti formativi da inserire nell&#8217;ambito dell&#8217;insegnamento dell&#8217;<strong>educazione civica</strong>;</li>



<li><strong>formazione per i RLS</strong>: saranno finanziati interventi per la formazione dei <a href="https://blog.fenealuil.it/2021/11/22/rls-sicurezza-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS)</strong></a>, con un&#8217;attenzione particolare alle<strong> imprese con meno di 15 dipendenti</strong>;</li>



<li><strong>tecnologie immersive</strong>: viene incentivato l&#8217;uso di <strong>realtà simulata e aumentata</strong> per l&#8217;apprendimento esperienziale.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Digitalizzazione e monitoraggio avanzato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto punta alla<strong> creazione di un vero e proprio</strong> <strong>ecosistema digitale per la sicurezza</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strumenti come il <strong>badge digitale</strong> (art. 3), l&#8217;<strong>integrazione con la piattaforma SIISL</strong> (art. 14) e l&#8217;<strong>analisi dei</strong> <strong>mancati infortuni (near miss)</strong> (art. 15) non sono misure isolate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, compongono un <strong>sistema in cui i dati </strong>su chi è presente in cantiere (badge), le competenze formative (SIISL) e gli incidenti sfiorati (near miss) <strong>possono essere incrociati per creare un modello di rischio predittivo</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo rappresenta un cambio di paradigma: <strong>da un approccio reattivo, che interviene dopo l&#8217;incidente, a uno proattivo, basato sui dati</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;analisi dei near miss per aziende con più di 15 dipendenti, in particolare, è cruciale perché può <strong>permettere alle imprese di identificare e correggere le debolezze sistemiche prima che causino un evento catastrofico</strong>, segnando un&#8217;evoluzione da una cultura della colpa a una della prevenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tutela sociale e salute dei lavoratori</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento va oltre la prevenzione degli infortuni, introducendo <strong>tutele concrete di protezione sociale e sanitaria</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste misure <strong>rafforzano la protezione per categorie specifiche</strong>, come studenti e studentesse, e offrono un sostegno tangibile ai familiari delle vittime del lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La tutela degli studenti nei percorsi scuola-lavoro</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;art. 7 introduce <strong>due novità fondamentali per la sicurezza degli studenti coinvolti nei percorsi scuola-lavoro</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>copertura assicurativa INAIL estesa</strong>: viene estesa la copertura assicurativa agli <strong>infortuni “in itinere”, occorsi durante il tragitto casa-lavoro</strong> e viceversa, equiparando la tutela a quella dei lavoratori;</li>



<li><strong>divieto di mansioni a rischio</strong>: si stabilisce il <strong>divieto di adibire studenti e studentesse a lavorazioni ad elevato rischio</strong>, così come identificate nel documento di valutazione dei rischi dell&#8217;azienda.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sostegno economico per gli orfani delle vittime del lavoro</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con una delle misure di maggior valore sociale, l&#8217;art. 8 istituisce un <strong>fondo gestito dall&#8217;INAIL per erogare borse di studio agli orfani delle vittime del lavoro</strong>, sostenendone il percorso formativo. Di seguito gli importi:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Grado di istruzione</strong></th><th><strong>Importo borsa di studio</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Scuola primaria e secondaria di primo grado</td><td>€ 3.000</td></tr><tr><td>Scuola secondaria di secondo grado e IeFP</td><td>€ 5.000&nbsp;</td></tr><tr><td>Università, AFAM e ITS Academy</td><td>€ 7.000</td></tr></tbody></table></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aggiornamenti sulla sorveglianza sanitaria</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>Art. 17</strong> apporta alcuni aggiornamenti. Il <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/12/18/medico-competente-azienda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>medico competente</strong></a> dovrà fornire ai lavoratori informazioni sulla <strong>prevenzione oncologica</strong> e <strong>promuovere l&#8217;adesione agli screening</strong>. Inoltre, viene sancito che <strong>gli accertamenti sanitari obbligatori dovranno essere computati nell&#8217;orario di lavoro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il commento della FENEALUIL: pro e contro del decreto</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La<strong> FENEALUIL</strong> riconosce i passi avanti compiuti dal Decreto, che <strong><em>contiene</em></strong><em> </em><strong><em>molte delle proposte avanzate dal Sindacato nel corso degli ultimi anni, che sono state finalmente recepite</em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo giudizio si basa su una serie di misure considerate cruciali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>rafforzamento degli organi ispettivi</strong>, con nuove assunzioni per INL e Carabinieri;</li>



<li><strong>potenziamento della formazione</strong>, con un focus sulla qualità e sul supporto ai RLS delle piccole imprese;</li>



<li>introduzione del <strong>badge di cantiere</strong> per la tracciabilità;</li>



<li>estensione della <strong>copertura assicurativa INAIL</strong> agli studenti nei percorsi scuola-lavoro;</li>



<li><strong>divieto di adibire gli studenti a mansioni ad alto rischio</strong>;</li>



<li>istituzione di <strong>borse di studio</strong> <strong>per sostenere il percorso dei figli </strong>delle vittime del lavoro.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i progressi compiuti, tuttavia, <strong>la FENEALUIL sottolinea con forza che la norma non ha recepito alcune delle sue proposte più rilevanti</strong>, considerate essenziali per un vero cambio di rotta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;insoddisfazione si concentra sui seguenti punti, rimasti esclusi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>lo stop ai <strong>subappalti a cascata</strong> e alle <strong>gare al massimo ribasso</strong>, visti come le principali cause di precarizzazione e degrado degli standard di sicurezza;</li>



<li>l’introduzione del <strong>reato di omicidio sul lavoro e del reato di lesioni sul lavoro</strong>, per attribuire la giusta gravità penale alle violazioni delle norme su salute e sicurezza sul lavoro;</li>



<li>l&#8217;istituzione di una <strong>Procura nazionale del lavoro</strong> per coordinare le indagini in modo specialistico;</li>



<li>il <strong>patrocinio gratuito</strong> <strong>per le vittime di infortuni e malattie professionali e i loro familiari</strong>, per garantire a tutti un <strong>equo accesso alla giustizia</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questo quadro di luci e ombre, <strong>la posizione della FENEALUIL è chiara: il decreto è un punto di partenza, non di arrivo</strong>. Per questo, chiediamo al Ministro competente <strong><em>l&#8217;apertura di tavoli di confronto dedicati</em></strong> per affrontare con urgenza i temi strutturali rimasti fuori dal provvedimento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva, <strong>l&#8217;efficacia del D.L. 159/2025 dipenderà da due fattori</strong>:&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>la capacità dello Stato di <strong>attuare pienamente i suoi ambiziosi nuovi quadri ispettivi e digitali</strong>;</li>



<li>la sua volontà politica di affrontare con FENEALUIL e gli altri sindacati le <strong>questioni irrisolte dei subappalti e della responsabilità legale</strong>.</li>
</ol>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/11/19/nuovo-dl-sicurezza-sul-lavoro/">Nuovo D.L. per la sicurezza sul lavoro: panoramica e commento della FENEALUIL</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come diventare operatore di macchine complesse (gruista, escavatorista)</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/10/31/diventare-operatore-di-macchine-complesse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 12:24:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5349</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quello dell&#8217;operatore di macchine complesse, come il gruista o l&#8217;escavatorista, rappresenta uno dei ruoli più specializzati e richiesti nel settore delle Costruzioni. Questi professionisti sono responsabili della conduzione di mezzi pesanti indispensabili per la movimentazione di materiali, le operazioni di scavo e il sollevamento di carichi, attività fondamentali in qualsiasi cantiere edile.&#160; Data l&#8217;elevata responsabilità [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/10/31/diventare-operatore-di-macchine-complesse/">Come diventare operatore di macchine complesse (gruista, escavatorista)</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quello dell&#8217;<strong>operatore di macchine complesse</strong>, come il gruista o l&#8217;escavatorista, rappresenta uno dei ruoli più specializzati e richiesti nel settore delle Costruzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi professionisti sono <strong>responsabili della conduzione di mezzi pesanti</strong> indispensabili per la movimentazione di materiali, le operazioni di scavo e il sollevamento di carichi, attività fondamentali in qualsiasi cantiere edile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Data l&#8217;elevata responsabilità e i potenziali rischi associati all&#8217;uso di tali attrezzature,<strong> la professione è rigorosamente regolamentata</strong>. Per <strong>diventare un operatore qualificato</strong>, infatti, è indispensabile <strong>seguire un percorso formativo specifico</strong>, finalizzato a garantire la massima sicurezza per sé stessi e per gli altri lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo, quindi, qual è l’iter per intraprendere la professione e il <strong>quadro normativo di riferimento </strong>che impone l&#8217;obbligo di una formazione certificata. Approfondiremo poi il <strong>concetto di </strong><strong><em>&#8220;patentino&#8221;</em></strong>, spiegando <strong>cos&#8217;è, perché è necessario, come si ottiene</strong> e quali sono i <strong>soggetti autorizzati al rilascio delle abilitazioni.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché è necessaria un&#8217;abilitazione specifica: il quadro normativo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>obbligo di possedere una qualifica specifica per operare con macchine complesse </strong>è radicato in <strong>precise disposizioni di legge </strong>finalizzate a <strong>garantire i più alti standard di sicurezza</strong> nei cantieri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa italiana, infatti, ha definito un <strong>quadro chiaro di responsabilità e requisiti formativi</strong> per prevenire infortuni e assicurare che<strong> solo personale adeguatamente addestrato possa condurre attrezzature potenzialmente pericolose</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Testo Unico sulla Sicurezza: cosa dice il D.Lgs. 81/2008</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di partenza di tutta la legislazione in materia è il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008;81~art306" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81</strong></a>, meglio noto come <strong>Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro</strong>. Questo decreto rappresenta la c<strong>olonna portante della normativa italiana per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, gli <strong>articoli 71 e 73</strong> stabiliscono che<strong> il datore di lavoro ha il dovere </strong>di provvedere affinché, per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell&#8217;uso <strong>dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione</strong> e <strong>ricevano una formazione e un addestramento adeguati</strong>, nonché che <em>“l&#8217;uso dell&#8217;attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto una informazione, formazione ed addestramento adeguati”</em><em>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comma 4 dello stesso articolo sottolinea che<strong> tale formazione deve essere specifica per le attrezzature </strong>che richiedono<em> &#8220;conoscenze e responsabilità particolari&#8221;</em>. Il D.Lgs. 81/2008 fissa quindi il <strong>principio fondamentale dell&#8217;obbligo formativo</strong>, ma demanda a un atto successivo l&#8217;individuazione puntuale delle attrezzature interessate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare concreta attuazione a quanto previsto dal Testo Unico, è stato siglato l&#8217;<a href="https://www.statoregioni.it/media/e3ij2uj1/p-9-csr-atto-rep-n-59-17apr2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano del 17 aprile 2025</strong></a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo documento è di fondamentale importanza perché <strong>definisce con esattezza</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>quali sono le attrezzature di lavoro</strong> per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori;</li>



<li>le <strong>modalità di erogazione della formazione</strong>, i contenuti minimi, la durata dei corsi e le procedure per la verifica dell&#8217;apprendimento.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le <strong>macchine per cui l&#8217;Accordo impone il possesso di un&#8217;abilitazione specifica</strong>, comunemente chiamata <em>&#8220;patentino&#8221;</em>, rientrano quelle centrali per il settore delle Costruzioni, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>gru a torre;</li>



<li>gru mobili;</li>



<li>gru per autocarro;</li>



<li>escavatori idraulici e a fune;</li>



<li>pale caricatrici frontali;</li>



<li>terne;</li>



<li>piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi questo accordo a stabilire, nero su bianco, che <strong>per guidare un escavatore o manovrare una gru non è sufficiente la sola esperienza</strong>, ma <strong>è obbligatorio per legge aver completato con successo un percorso formativo certificato</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il </strong><strong><em>&#8220;patentino&#8221;</em></strong><strong>: cos&#8217;è, a cosa serve e come si ottiene</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta chiarito il quadro normativo, è fondamentale comprendere nel dettaglio <strong>cosa sia l&#8217;abilitazione richiesta</strong>, anche nota come <strong><em>&#8220;patentino&#8221;</em></strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo documento non è solo un pezzo di carta, ma<strong> l&#8217;attestazione ufficiale che un lavoratore possiede le competenze necessarie per manovrare macchinari complessi </strong>in totale sicurezza, rispettando le procedure corrette e prevenendo i rischi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cos&#8217;è il patentino per macchine complesse?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Contrariamente a quanto il nome potrebbe suggerire, <strong>il patentino non è una patente di guida </strong>come quelle rilasciate dalla Motorizzazione Civile, ma un <strong>attestato di abilitazione professionale</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo scopo primario è<strong> certificare che l&#8217;operatore ha seguito con successo un percorso formativo teorico-pratico</strong> conforme ai requisiti minimi stabiliti dall&#8217;Accordo Stato-Regioni del 2012.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possedere questo attestato è un <strong>requisito di legge indispensabile</strong> per poter essere adibiti alla conduzione di gru, escavatori e delle altre attrezzature individuate dalla normativa. Serve a tutelare sia l&#8217;operatore stesso sia tutte le persone presenti nell&#8217;area di lavoro,<strong> garantendo che chi manovra il mezzo conosca i rischi, le tecniche operative e le procedure di emergenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per ottenere il patentino è necessario frequentare un corso specifico previsto all’interno del </strong><a href="https://www.formedil.it/it/4260/Corsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>catalogo formativo del Formedil Italia</strong></a><strong>, l’Ente di formazione della bilateralità edile.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per maggiori dettagli, è possibile contattare le </strong><a href="https://www.fenealuil.it/sede/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>strutture territoriali della FENEALUIL</strong></a><strong>.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti (FAQ)</strong></h2>



<div class="schema-faq wp-block-yoast-faq-block"><div class="schema-faq-section" id="faq-question-1761911285875"><strong class="schema-faq-question"><strong>1. Quanto dura un corso per ottenere il patentino?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>La durata minima dei corsi è fissata dall&#8217;Accordo Stato-Regioni e cambia in base all&#8217;attrezzatura. Ad esempio, per gli escavatori idraulici il corso base ha una durata di 10 ore, mentre per una gru a torre è di 12 o 14 ore a seconda della tipologia. Percorsi che abilitano all&#8217;uso di più macchine avranno, di conseguenza, una durata complessiva maggiore.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1761911294385"><strong class="schema-faq-question"><strong>2. Il datore di lavoro è obbligato a pagare il corso?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Sì, la formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro è interamente a carico del datore di lavoro. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce chiaramente che rientra tra gli obblighi del datore di lavoro fornire ai propri dipendenti una formazione adeguata per l&#8217;uso delle attrezzature. Pertanto, nessun costo per il conseguimento o il rinnovo del patentino può essere addebitato al lavoratore.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1761911303827"><strong class="schema-faq-question"><strong>3. Si può guidare un escavatore o una gru senza patentino?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>No, è assolutamente vietato dalla legge. La conduzione di macchine complesse, per cui è prevista un&#8217;abilitazione specifica, è consentita solo a operatori in possesso di un patentino valido. L&#8217;uso di tali mezzi da parte di personale non qualificato, anche se per un breve periodo, costituisce una grave violazione della normativa e comporta pesanti sanzioni per il datore di lavoro.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1761911312938"><strong class="schema-faq-question"><strong>4. Il patentino ha validità all&#8217;estero?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>L&#8217;abilitazione professionale ottenuta in Italia si basa sulla normativa nazionale e, di norma, non viene riconosciuta automaticamente all&#8217;estero. Ogni nazione ha le proprie leggi in materia di sicurezza e requisiti formativi per gli operatori. Chi intende lavorare fuori dall&#8217;Italia deve quindi informarsi sulla legislazione del Paese di destinazione e, se necessario, conseguire l&#8217;abilitazione locale.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1761911322218"><strong class="schema-faq-question"><strong>5. Cosa serve per il rinnovo del patentino scaduto?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Il patentino ha una validità di cinque anni. Per rinnovarlo, è obbligatorio completare un percorso di aggiornamento di 4 ore prima della scadenza. Secondo le nuove disposizioni, di queste 4 ore, almeno 2 devono essere dedicate a una sessione pratica, mentre le altre possono essere coperte anche da crediti formativi ottenuti tramite seminari o convegni autorizzati.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1761911332122"><strong class="schema-faq-question"><strong>6. Quali sono i requisiti fisici per fare il gruista o l&#8217;escavatorista?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Per svolgere questa professione è necessaria una specifica idoneità psicofisica, che viene accertata dal medico competente aziendale attraverso visite periodiche. I requisiti essenziali includono buone capacità visive e uditive, un&#8217;adeguata coordinazione motoria e l&#8217;assenza di patologie (come epilessia, disturbi dell&#8217;equilibrio o dipendenze) che potrebbero compromettere la sicurezza durante la conduzione del mezzo. </em></p> </div> </div>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/10/31/diventare-operatore-di-macchine-complesse/">Come diventare operatore di macchine complesse (gruista, escavatorista)</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intelligenza Artificiale e Costruzioni: guida alla nuova legge e alle opportunità per il Settore</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/10/30/intelligenza-artificiale-e-costruzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 11:52:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5345</guid>

					<description><![CDATA[<p>Guida alla legge italiana sull'intelligenza artificiale. Scopri i principi, la governance e le opportunità per il settore delle Costruzioni.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/10/30/intelligenza-artificiale-e-costruzioni/">Intelligenza Artificiale e Costruzioni: guida alla nuova legge e alle opportunità per il Settore</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 17 settembre 2025, <strong>il Senato ha approvato in via definitiva il </strong><a href="https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=58262" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>disegno di legge (Ddl 1.146)</strong></a> recante <em>&#8220;Disposizioni e deleghe al governo in materia di intelligenza artificiale&#8221;</em>. La normativa, identificata come <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-09-23;132" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>legge 23 settembre 2025 &#8211; n. 132</strong></a>, è entrata in vigore il 10 ottobre 2025. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un <strong>testo ampio e complesso</strong>, composto da 28 articoli, che <strong>pone l&#8217;Italia in una posizione di avanguardia regolatoria in Europa</strong>, intervenendo su principi, metodi di utilizzo e ambiti strategici che spaziano dalla sanità al lavoro, fino alla cybersicurezza e alla governance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approvazione della <strong>legge italiana sull&#8217;intelligenza artificiale</strong> segna un momento fondamentale per il <strong>posizionamento strategico del Paese nel panorama tecnologico globale</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa normativa non solo <strong>adatta l&#8217;ordinamento nazionale alle nuove direttive europee</strong>, ma <strong>delinea una visione</strong> <strong>autonoma</strong> <strong>e ambiziosa per il futuro dell&#8217;innovazione</strong>. Vediamone più nel dettaglio gli aspetti principali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nuova legge italiana sull&#8217;intelligenza artificiale: cosa cambia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa italiana sull’intelligenza artificiale, <strong>allineata all&#8217;AI Act Europeo (Regolamento UE 1689/2024)</strong>, definisce un quadro nazionale basato su principi etici, una governance specifica e investimenti strategici, con l&#8217;obiettivo di <strong>usare l&#8217;AI come strumento di sviluppo economico e sociale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Principi fondamentali: l&#8217;uomo al centro</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il cardine della legge è l&#8217;approccio antropocentrico</strong>: la tecnologia deve rimanere uno <strong>strumento al servizio della persona</strong>, garantendo sempre la supervisione e la decisione umana.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I principi guida fondamentali includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Trasparenza</strong>, proporzionalità e sicurezza dei sistemi</li>



<li><strong>Protezione dei dati personali</strong> e non discriminazione</li>



<li><strong>Sostenibilità</strong> sociale, economica e ambientale</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa identifica la <strong>cybersicurezza</strong> <strong>come</strong> <strong>precondizione essenziale</strong> e pone un accento sulla <strong>tutela del dibattito democratico</strong> e sull&#8217;<strong>accesso per le persone con disabilità</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Governance e investimenti: chi fa cosa e con quali risorse</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La governance è affidata a due autorità, alle quali sono state attribuite specifiche funzioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN):</strong> ha compiti di vigilanza e sanzione sulla sicurezza dei sistemi AI</li>



<li><strong>Agenzia per l’Italia Digitale (AgID):</strong> ricopre il ruolo di promuovere l&#8217;innovazione e lo sviluppo dell&#8217;AI</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La legge istituisce anche una <strong>Strategia Nazionale per l’IA</strong>, aggiornata ogni due anni dalla Presidenza del Consiglio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per sostenere l&#8217;ecosistema, è stato attivato un <strong>fondo da 1 miliardo di euro</strong> destinato a startup e PMI nei settori strategici dell&#8217;AI e del digitale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Applicazioni pratiche e nuove tutele</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La legge introduce regole specifiche per settori chiave</strong>, stabilendo che la decisione finale spetti sempre all&#8217;essere umano. Questo principio si applica in <strong>ambiti</strong> <strong>come</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sanità:</strong> l&#8217;AI viene usata come <strong>supporto alla diagnosi e alla cura</strong>.</li>



<li><strong>Lavoro:</strong> è richiesto l&#8217;obbligo di<strong> informare i lavoratori sull&#8217;uso di sistemi AI che li riguardano</strong>, a tutela della loro dignità.</li>



<li><strong>Pubblica amministrazione e giustizia:</strong> l&#8217;AI ha una funzione di supporto, ma la <strong>responsabilità resta del funzionario o del magistrato</strong>.</li>



<li><strong>Diritto d&#8217;autore:</strong> le opere sono protette s<strong>olo se prevale il contributo intellettuale umano</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano penale,<strong> viene introdotto il reato di illecita diffusione di contenuti alterati (</strong><strong><em>&#8220;deepfake&#8221;</em></strong><strong>)</strong>, punito con la reclusione da uno a cinque anni, e un&#8217;aggravante per i <strong>reati commessi tramite l&#8217;uso insidioso dell&#8217;AI</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le prossime sfide: adeguamento e competenze</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa legge, <strong>l&#8217;Italia si posiziona come un attore protagonista nel dibattito globale sull&#8217;intelligenza artificiale</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro normativo traccia un percorso ambizioso che coniuga <strong>regolamentazione e sviluppo</strong>, ponendo le basi per un&#8217;innovazione che sia al tempo stesso competitiva e antropocentrica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera sfida, ora, risiede nell&#8217;<strong>implementazione efficace dei decreti attuativi</strong> e nella capacità del sistema-Paese di tradurre i principi in pratiche virtuose, <strong>bilanciando la spinta all&#8217;innovazione con la tutela dei diritti fondamentali di cittadini e lavoratori</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;impatto dell&#8217;IA nel settore delle Costruzioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;intelligenza artificiale sta emergendo come una forza dirompente anche nelle Costruzioni</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essa rappresenta non solo un&#8217;innovazione tecnologica, ma anche una <strong>risposta strategica a sfide consolidate del Settore</strong>. Tra queste spicca la <strong>carenza di manodopera</strong>: il Comparto ha perso circa 600.000 addetti tra il 2008 e il 2018 e<strong> necessita di 265.000 nuove professionalità per realizzare le opere del PNRR</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, <strong>l&#8217;AI può sostenere la produttività e diventare una leva per attrarre nuovi talenti,</strong> rivoluzionando le aree chiave del processo produttivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Innovazione nella progettazione e pianificazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;AI sta trasformando le fasi iniziali del ciclo di vita di un&#8217;opera, <strong>ottimizzando processi e decisioni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Progettazione generativa:</strong> sfruttando algoritmi basati sul Machine Learning, i software di Generative Design sono in grado di <strong>esplorare migliaia di ipotesi progettuali in tempi ridotti</strong>. Questo approccio permette di <strong>identificare soluzioni ottimizzate in base a parametri specifici</strong> come l&#8217;efficienza energetica, i costi, la sostenibilità dei materiali e la resilienza strutturale.</li>



<li><strong>Sinergia con il BIM:</strong> l&#8217;integrazione tra intelligenza artificiale e Building Information Modeling (BIM) è una delle combinazioni più potenti.<strong> L&#8217;AI può analizzare i modelli BIM</strong> per generare automaticamente disegni, relazioni e analisi complesse, simulare il comportamento delle strutture e pianificare i requisiti di manutenzione. L&#8217;evoluzione di questa sinergia sta portando alla creazione di <strong>BIM IoT Platforms</strong>: modelli digitali implementati con sensori IoT (internet of things) che consentono un <strong>monitoraggio dinamico e in tempo reale della salute strutturale</strong> (SHMS), ottimizzando la gestione dell&#8217;opera lungo tutto il suo ciclo di vita.</li>



<li><strong>Ottimizzazione e gestione dei rischi:</strong> gli algoritmi di AI possono analizzare enormi quantità di dati, sia storici che in tempo reale (come condizioni meteo, disponibilità di risorse), per <strong>prevedere con maggiore accuratezza i tempi di completamento, il consumo di materiali e le potenziali criticità</strong>. Questo supporta lo <strong>sviluppo di piani di risk management più efficaci</strong>, migliorando l&#8217;affidabilità delle previsioni e il rispetto delle scadenze.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La rivoluzione del cantiere: sicurezza e automazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;impatto dell&#8217;AI si estende direttamente al cantiere</strong>, con benefici tangibili soprattutto per la sicurezza e le condizioni di lavoro degli operatori. Infatti, essa può svolgere un ruolo cruciale nel <strong>ridurre drasticamente gli incidenti </strong>e contribuire a una <strong>maggior</strong> <strong>tutela dei lavoratori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Monitoraggio in tempo reale:</strong> l&#8217;uso combinato di droni, telecamere intelligenti e sensori IoT permette di<strong> analizzare l&#8217;ambiente di lavoro per identificare in tempo reale rischi</strong>, comportamenti non conformi alle normative di sicurezza (ad esempio l’uso improprio di attrezzature) o accessi non autorizzati a zone pericolose.</li>



<li><strong>Manutenzione predittiva:</strong> i sistemi di AI, analizzando i dati provenienti dai sensori installati su macchinari e attrezzature, possono <strong>prevedere guasti imminenti</strong>, evolvendo il concetto di manutenzione da puramente programmata (preventiva) a <strong>guidata dai dat</strong>i. Questo consente di <strong>programmare interventi prima che si verifichi un malfunzionamento, prevenendo incidenti </strong>potenzialmente anche gravi.</li>



<li><strong>Dispositivi indossabili:</strong> gli operatori possono essere dotati di <strong>dispositivi wearable </strong>che, connessi a un sistema centrale di AI, forniscono<strong> feedback in tempo reale su potenziali rischi circostanti</strong> (come la prossimità a un macchinario in movimento) o <strong>istruzioni operative</strong> per eseguire compiti in modo più sicuro.</li>



<li><strong>Automazione a supporto dell&#8217;uomo:</strong> robot e macchine intelligenti vengono sempre più impiegati per <strong>automatizzare compiti specifici</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questa rivoluzione tecnologica, per essere veramente efficace e sostenibile, richiede che <strong>l&#8217;elemento umano rimanga sempre il fulcro del processo</strong>. In merito, <a href="https://www.fenealuil.it/34074-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>la posizione di FENEALUIL è chiara</strong></a>: tali strumenti <strong>non sono pensati per sostituire il lavoratore</strong>, ma per <strong>assisterlo nelle lavorazioni più faticose, pericolose o ripetitive</strong>. Un escavatore autonomo o un robot collaborativo possono ridurre il<strong> rischio di infortuni e migliorare significativamente le condizioni di lavoro</strong>, lasciando all&#8217;essere umano i compiti di <strong>supervisione</strong> e <strong>a più alto valore aggiunto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fattore umano: etica, formazione e prospettive future</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla luce di quanto detto, è chiaro che <strong>l&#8217;adozione dell&#8217;AI nelle Costruzioni deve essere guidata da un approccio etico e antropocentrico</strong>, un principio fondamentale condiviso sia dalla nuova legge, sia dalle parti sociali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La criticità non risiede nella tecnologia in sé, ma nel modo in cui viene governata e utilizzata</strong>. L&#8217;intelligenza artificiale deve rimanere uno <strong>strumento formidabile a supporto delle abilità umane</strong>, progettato per <strong>aumentare, integrare e potenziare le capacità cognitive e operative dei lavoratori </strong>e migliorarne al contempo le condizioni di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sorveglianza e il controllo umano sono imprescindibili</strong>, specialmente nei processi lavorativi, per garantire che <strong>ogni decisione finale rispetti la dignità e la sicurezza della persona</strong>. Per realizzare questa visione, <strong>la formazione diventa il pilastro strategico su cui costruire il presente e, ancor più, il futuro del Settore</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;intelligenza artificiale rappresenta un&#8217;opportunità strategica irrinunciabile per il settore delle Costruzioni,</strong> in grado di aumentare la produttività, rivoluzionare la sicurezza nei cantieri e attrarre nuovi talenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova legge italiana fornisce una <strong>cornice normativa avanzata</strong>, fondata su principi etici e sulla centralità della persona. <strong>La sfida cruciale, ora, risiede nell&#8217;implementazione</strong>: la capacità di tradurre i principi normativi in pratiche aziendali virtuose, trovando un<strong> equilibrio sostenibile tra la spinta all&#8217;innovazione e la tutela dei diritti dei lavoratori</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo di questa trasformazione non sarà misurato in algoritmi implementati, ma nella<strong> capacità di creare un ecosistema virtuoso</strong> <strong>dove la tecnologia amplifica l&#8217;ingegno umano, garantendo che l&#8217;innovazione si traduca in progresso economico, sociale e, soprattutto, umano</strong>.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/10/30/intelligenza-artificiale-e-costruzioni/">Intelligenza Artificiale e Costruzioni: guida alla nuova legge e alle opportunità per il Settore</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa prevede il nuovo DL Infrastrutture?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/09/22/nuovo-dl-infrastrutture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 12:31:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5295</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri cosa prevede il nuovo DL Infrastrutture 2025: appalti, subappalti, revisione prezzi, CAM e norme per il Ponte sullo Stretto.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/09/22/nuovo-dl-infrastrutture/">Cosa prevede il nuovo DL Infrastrutture?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/05/21/25G00084/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Decreto Legge 21 maggio 2025, n. 73</strong></a>, meglio conosciuto come <strong>Decreto Infrastrutture 2025</strong>, è un provvedimento legislativo di significativa importanza per il settore delle opere pubbliche.   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo base del D.L. era stato pubblicato il 21 maggio 2025, e la sua <strong>legge di conversione &#8211; la n. 105 del 18 luglio 2025 &#8211; è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 19 luglio 2025</strong>, entrando <strong>in vigore il 20 luglio 2025</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Decreto si propone come una vera e propria <strong><em>&#8220;mini-riforma&#8221;</em> nel campo degli appalti pubblici</strong>, introducendo &#8220;nuovi correttivi&#8221; al <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/04/11/nuovo-codice-degli-appalti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Codice Appalti</strong></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>obiettivi principali</strong> del Decreto sono molteplici e mirano a garantire la <strong>continuità e l&#8217;efficienza nella realizzazione di infrastrutture strategiche</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il testo ha introdotto significative modifiche in diversi ambiti, tra cui:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interventi su <strong>appalti</strong>, <strong>subappalti, prezzi e progettazione;</strong></li>



<li>norme relative alla <strong>riammissione dei diesel Euro 5</strong> in alcune regioni del Nord Italia;</li>



<li>interventi specifici sui lavori di realizzazione del <strong>Ponte sullo Stretto di Messina;</strong></li>



<li>riformulazione di aspetti riguardanti la <strong>revisione prezzi;</strong></li>



<li>regolamentazione degli <strong>incentivi per le funzioni tecniche</strong> nella Pubblica Amministrazione;</li>



<li>modifiche alle procedure di <strong>somma urgenza e protezione civile;</strong></li>



<li>disposizioni sui <strong>Criteri Ambientali Minimi (CAM);</strong></li>



<li>previsioni sull&#8217;<strong>anticipazione del prezzo del 10%</strong> per le gare di progettazione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il Decreto, arricchito di contenuti rispetto alla versione originale varata dal Governo, intende <strong>risolvere criticità operative e interpretative</strong>, fornendo un quadro normativo più chiaro e funzionale per il Settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le novità in materia di appalti e subappalti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, il <strong>DL Infrastrutture 2025</strong> introduce una serie di modifiche significative e una <strong><em>&#8220;nuova mini-riforma&#8221;</em></strong><strong> nel settore degli appalti pubblici</strong>, apportando <strong>correttivi al Codice Appalti</strong> su vari fronti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo, in sintesi, quali sono le <strong>principali novità in materia di appalti e subappalti</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Subappalti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Decreto apporta <strong>importanti chiarimenti sul subappalto con riferimento ai certificati di esecuzione lavori (CEL)</strong>, introducendo una <strong>stretta sui subappalti per i lavori in essere a partire dal 1° gennaio 2025</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, <strong>le procedure di gara avviate e i contratti in corso prima di tale data continueranno a vedere applicate le vecchie regole</strong>. Per le procedure in corso prima del 31 dicembre 2024, gli <strong>appaltatori principali potranno dunque utilizzare per le loro attestazioni (qualificazione SOA) anche le quote di lavori subappaltati</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In base alle nuove disposizioni, le stazioni appaltanti rilasciano i CEL all&#8217;appaltatore, <strong>scomputando dall&#8217;intero valore dell&#8217;appalto il valore e la categoria di quanto eseguito in subappalto</strong>. <strong>I</strong> <strong>subappaltatori, a loro volta, possono richiedere i CEL relativi alle prestazioni oggetto di appalto eseguite e usarli per ottenere o rinnovare la propria attestazione di qualificazione (</strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2022/06/24/attestazione-soa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SOA</strong></a><strong>)</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali certificati <strong>non potranno più essere utilizzati dagli appaltatori principali</strong> dopo la data di entrata in vigore delle restrizioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Appalti e altre misure</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Decreto interviene inoltre su numerosi altri aspetti dei contratti pubblici. In particolare:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Revisione dei prezzi</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>la possibilità di applicare i prezzari aggiornati <strong>anche in diminuzione</strong> <strong>è</strong> <strong>limitata alle sole lavorazioni eseguite o contabilizzate a partire dall&#8217;anno 2025</strong>. Questa precisazione mira a superare le preoccupazioni degli operatori del Settore riguardo un&#8217;applicazione retroattiva che avrebbe potuto incidere su lavorazioni già eseguite e liquidate;</li>



<li>se da una parte vengono migliorate le formule per la revisione dei prezzi applicati ai lavori, <strong>per i servizi e le forniture continuano ad applicarsi meccanismi che consentono</strong> <strong>solo un recupero minimo dell&#8217;inflazione</strong>: si tratta di un aspetto problematico, che rischia di impattare su aziende, lavoratori e lavoratrici del Settore;</li>



<li>viene estesa la disciplina revisionale ai <strong>contratti <em>&#8220;esodati&#8221;</em></strong>, ovvero quelli aggiudicati sulla base di offerte con termine finale di presentazione tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2023, che non rientrano nelle fattispecie regolate dall&#8217;articolo 26 del <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022;50~art13" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.L. Aiuti</strong></a>;</li>



<li>per tali contratti, si applica <strong>in via derogatoria l&#8217;articolo 60 del </strong><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023-03-31;36" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.Lgs. 36/2023</strong></a> (il nuovo Codice Appalti), superando limiti imposti da clausole contrattuali o previsioni di gara;</li>



<li>l&#8217;attivazione di questa disciplina revisionale è subordinata al rispetto di <strong>due condizioni tecniche</strong>: accantonamenti per imprevisti compresi tra il 5% e il 10% dell&#8217;importo dei lavori, e disponibilità di almeno il 50% delle somme accantonate per imprevisti.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Anticipazione del prezzo per gare di progettazione</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>viene introdotta la possibilità di prevedere, nei documenti di gara, un&#8217;<strong>anticipazione del prezzo fino al 10% per i servizi di ingegneria e architettura</strong>.<strong> </strong>Questa misura, chiesta da anni dall&#8217;OICE &#8211; Organizzazioni di Ingegneria e di Consulenza e dai progettisti, consentirà ad architetti, ingegneri e società del Settore di avere <strong>liquidità a disposizione</strong> per avviare le loro attività negli appalti pubblici. Essa deve essere indicata nei documenti di gara e inclusa nel quadro economico, e costituisce un&#8217;<strong>eccezione alla generale esclusione dei contratti di servizi e forniture dall&#8217;anticipazione del pagamento</strong>.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Incentivi per funzioni tecniche nella Pubblica Amministrazione</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>gli incentivi del 2% sono stati estesi <strong>anche ai dirigenti</strong> <strong>della Pubblica Amministrazione</strong>, in deroga al principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. Questa disposizione è applicabile <strong>anche alle gare avviate prima del 31 dicembre 2024</strong>, a condizione che le attività incentivabili siano svolte dopo tale data;</li>



<li>è previsto l&#8217;<strong>obbligo di inviare l&#8217;elenco dei provvedimenti di conferimento</strong> delle funzioni tecniche e di riconoscimento degli incentivi alle Organizzazioni Sindacali.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Appalti di Protezione Civile</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>viene <strong>ampliata la definizione di </strong><strong><em>&#8220;somma urgenza&#8221;</em></strong> per includere la <strong>ragionevole previsione dell&#8217;imminente verificarsi di eventi che richiedono misure indilazionabili</strong>. La circostanza di somma urgenza può persistere fino a 15 giorni dall&#8217;insorgere dell&#8217;evento, salvo declaratoria di stato di emergenza nazionale;</li>



<li>sono introdotte <strong>deroghe operative</strong> alle norme del Codice Appalti per appalti di lavori, forniture e servizi in presenza di emergenze di rilievo nazionale;</li>



<li>è consentito il ricorso all&#8217;<strong>affidamento diretto anche oltre i limiti ordinari (500.000 euro)</strong>, in via eccezionale e circoscritta (massimo 30 giorni dalla dichiarazione di emergenza e nei limiti di importo dei provvedimenti emergenziali). Tuttavia, non è ammesso per appalti di lavori pari o superiori alla soglia europea, né per servizi e forniture al triplo della soglia europea;</li>



<li>per eventi emergenziali regionali o nazionali, è previsto il <strong>raddoppio degli importi</strong> per gli affidamenti diretti e l&#8217;estensione del <strong>termine per la perizia giustificativa a 30 giorni</strong>;</li>



<li>le <strong>verifiche antimafia</strong> si svolgono mediante rilascio di informativa liberatoria provvisoria. È possibile il ricorso a <strong>centrali di committenza</strong> (come Consip S.p.a.) per la realizzazione di strutture temporanee di emergenza.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Criteri Ambientali Minimi (CAM)</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>viene stabilita l&#8217;<strong>applicazione diretta e immediata dei CAM</strong> anche negli appalti per interventi di ristrutturazione, inclusi quelli che prevedono demolizione e ricostruzione.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Collegio Consultivo Tecnico (CCT)</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>la costituzione del CCT &#8211; organo funzionale a prevenire e risolvere controversie e dispute tecniche &#8211; è resa <strong>obbligatoria per la realizzazione del</strong> <strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong>;</li>



<li>si prevede una <strong>decurtazione del 50% dei compensi </strong>del Collegio rispetto a quanto previsto dal D. Lgs. n.36/03;</li>



<li>il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) può nominare un componente del CCT non solo nel caso in cui svolga il ruolo di <strong>concedente</strong>, ma anche nel caso in cui <strong>partecipi al finanziamento</strong> della spesa;</li>



<li>il <strong>dottorato di ricerca in architettura o ingegneria</strong> <strong>è stato aggiunto tra i requisiti </strong>che possono attestare l&#8217;esperienza necessaria per far parte del Collegio, per la cui comprova è richiesto un periodo di 5 anni.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>la società Stretto di Messina S.p.A. viene <strong>iscritta di diritto nell&#8217;elenco delle stazioni appaltanti qualificate tenuto dall&#8217;ANAC</strong>, permettendole di gestire in autonomia gli appalti;</li>



<li>è confermato l&#8217;<strong>aggiornamento dei costi dell&#8217;opera</strong> (pari a circa 13,5 miliardi di euro, rispetto ai 8,5 miliardi indicati del 2012). </li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto, inoltre, include interventi su altre materie come la <strong>riammissione dei diesel Euro 5</strong>, il <strong>monitoraggio degli autovelox</strong> e il <strong>potenziamento degli stoccaggi energetici</strong>.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/09/22/nuovo-dl-infrastrutture/">Cosa prevede il nuovo DL Infrastrutture?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come diventare capocantiere: percorso e requisiti</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/09/08/come-diventare-capocantiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 09:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5280</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri come diventare capocantiere: requisiti, percorso formativo e competenze necessarie per gestire al meglio un cantiere edile.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/09/08/come-diventare-capocantiere/">Come diventare capocantiere: percorso e requisiti</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>ruolo del capocantiere nel settore delle Costruzioni</strong> è di <strong>fondamentale importanza</strong>. Si tratta infatti di una figura professionale indispensabile per la buona riuscita dei lavori e la realizzazione delle opere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lavoratore altamente qualificato</strong> che ha la gestione operativa del cantiere, organizza le risorse umane e i materiali, esegue la contabilizzazione dei lavori e si interfaccia con tutte le figure del cantiere. <strong>Ha conoscenze e competenze specialistiche</strong> maturate con esperienze professionali pluriennali sui cantieri e con formazione specifica attraverso il sistema bilaterale edile (Formedil).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mansioni, compiti principali e responsabilità del capocantiere</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato nell’introduzione, le <strong>mansioni e i compiti principali</strong> del capocantiere sono molteplici, tutte di estrema importanza, e includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>organizzazione delle risorse umane ed i mezzi che operano in cantiere, assicurando la qualità delle lavorazioni ed individuando le tecniche lavorative più opportune per i risultati da conseguire;</li>



<li><strong>contabilizzazione delle opere eseguite</strong> per stati di avanzamento, verificando l’evoluzione quantitativa e qualitativa dei lavori eseguiti in rapporto al computo metrico estimativo di progetto e provvedendo alla loro misurazione e liquidazione;</li>



<li><strong>definizione degli standard e delle procedure di esecuzione dei lavori</strong>, nel rispetto sia del piano generale ed operativo di sicurezza, sia del controllo qualità dell’opera edile realizzata;</li>



<li><strong>organizzazione della corretta esecuzione delle opere edili </strong>previa interpretazione dei progetti esecutivi, delle fasi tecniche dei lavori e definendo un piano di approvvigionamento delle forniture;</li>



<li><strong>distribuzione dei compiti dei mezzi ai componenti la squadra di lavoro</strong>, secondo capacità e risorse, individuando le tecniche lavorative più opportune per i risultati da conseguire e monitorando la qualità delle esecuzioni.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si diventa capocantiere? Formazione, esperienza e competenze</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>diventare capocantiere</strong>, è necessario un mix bilanciato di <strong>formazione, esperienza pratica e competenze trasversali</strong>. Non esiste un&#8217;unica strada definita, ma diverse opzioni che possono portare a ricoprire questo ruolo di grande responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo proposito, il <strong>Formedil</strong>, <strong>ente unico formazione e sicurezza del sistema bilaterale edile nazionale</strong>, prevede <strong>corsi di formazione specifici </strong>con i seguenti obiettivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>organizzazione e allestimento del cantiere;</li>



<li>controllo qualità e sicurezza del cantiere edile;</li>



<li>organizzazione dei processi lavorativi e logistici di approvvigionamento;</li>



<li>organizzazione e conduzione della squadra di lavoro.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sul sito del Formedil è possibile scaricare e leggere il catalogo formativo aggiornato cliccando <a href="https://www.formedil.it/it/4260/Corsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Capocantiere può coincidere con la figura del Preposto alla Sicurezza</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire, consigliamo la lettura del nostro articolo <em>“</em><a href="https://blog.fenealuil.it/2025/07/03/preposto-nei-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>Il ruolo del Preposto nei cantieri: obblighi e responsabilità</em></strong></a><em>”</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti (FAQ)</strong></h2>



<div class="schema-faq wp-block-yoast-faq-block"><div class="schema-faq-section" id="faq-question-1757323954744"><strong class="schema-faq-question">Qual è il ruolo principale del capocantiere?</strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Il capocantiere è la <strong>figura centrale che supervisiona tutte le attività di costruzione</strong> in un cantiere edile. Si occupa di <strong>organizzare e coordinare il lavoro quotidiano degli operai</strong>, assicurando che i progetti siano eseguiti secondo i piani e nei tempi stabiliti. </em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1757323966906"><strong class="schema-faq-question">Quali sono le competenze essenziali per un capocantiere?</strong> <p class="schema-faq-answer"><em>È fondamentale <strong>acquisire esperienza pratica direttamente in cantiere</strong>. Corsi di formazione professionali specifici, soprattutto sulla gestione e sicurezza, sono altamente consigliati. Consulta online il <a href="https://www.formedil.it/it/4260/Corsi/" target="_blank">catalogo formativo del Formedil</a>, di emanazione contrattuale delle parti costituenti. Nel caso di eventuali informazioni o suggerimenti, visita il sito web <a href="http://fenealuil.it" target="_blank"><strong>fenealuil.it</strong></a> e contatta il tuo <strong>riferimento territoriale</strong>.  </em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1757324166982"><strong class="schema-faq-question">Quale formazione è richiesta per diventare capocantiere?</strong> <p class="schema-faq-answer"><em>È fondamentale <strong>acquisire esperienza pratica direttamente in cantiere</strong>. Corsi di formazione professionali specifici, soprattutto sulla gestione e sicurezza, sono altamente consigliati. Consulta online il <a href="https://www.formedil.it/it/4260/Corsi/" target="_blank">catalogo formativo del Formedil</a>, di emanazione contrattuale delle parti costituenti. Nel caso di eventuali informazioni o suggerimenti, visita il sito web <a href="http://fenealuil.it" target="_blank"><strong>fenealuil.it</strong></a> e contatta il tuo <strong>riferimento territoriale</strong>.  </em></p> </div> </div>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/09/08/come-diventare-capocantiere/">Come diventare capocantiere: percorso e requisiti</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo del Preposto nei cantieri: obblighi e responsabilità</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/07/03/preposto-nei-cantieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 07:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5070</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri chi è il Preposto nei cantieri, quali sono i suoi compiti, come avviene la sua nomina e perché la sua presenza è fondamentale.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/07/03/preposto-nei-cantieri/">Il ruolo del Preposto nei cantieri: obblighi e responsabilità</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In un<strong> cantiere edile</strong>, tra la pianificazione strategica della sicurezza e l&#8217;esecuzione pratica dei lavori, si inserisce una <strong>figura tanto cruciale quanto, talvolta, sottovalutata: il Preposto</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vero e proprio anello di congiunzione tra la dirigenza e i lavoratori, <strong>il Preposto è il <em>“garante operativo”</em> della sicurezza</strong>, l&#8217;occhio vigile che traduce le direttive in comportamenti sicuri sul campo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con le recenti modifiche normative, in particolare la Legge 215/2021, <strong>il suo ruolo è stato ulteriormente rafforzato</strong>, trasformandolo da figura di buon senso a <strong>obbligo di legge imprescindibile</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire <strong>chi è il Preposto</strong>, quali sono i suoi <strong>compiti</strong>, come avviene la sua <strong>nomina</strong> e perché la sua presenza è oggi un<strong> pilastro fondamentale per la gestione della sicurezza in cantiere</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi è il Preposto nei cantieri?</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Preposto</strong> è una <strong>figura professionale di rilevante importanza nel contesto della sicurezza sul lavoro</strong>, in particolare nei <strong>cantieri edili</strong>, prevista dal <a href="https://www.ispettorato.gov.it/documenti-e-normativa/normativa-di-interesse/salute-e-sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. n. 81/08)</strong></a>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Come si legge all&#8217;Articolo 2, comma 1, lettera e) del succitato decreto, il Preposto è la<br><br><em>“persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.”</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, il Preposto si occupa della <strong>supervisione delle attività dei lavoratori</strong> e di <strong>garantire l&#8217;attuazione operativa delle misure di sicurezza</strong> tra di essi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo ruolo è quello di <strong>vigilare sul rispetto delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza </strong>e sull&#8217;uso dei dispositivi di protezione. Per farlo, può <strong>intervenire per modificare comportamenti non conformi </strong>e, se necessario, <strong>interrompere l&#8217;attività in caso di pericolo o persistente inosservanza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per svolgere tale ruolo,<strong> deve seguire una formazione specifica aggiuntiva</strong>, oltre a un <strong>aggiornamento periodico</strong> sui propri compiti in materia di salute e sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando è obbligatoria la presenza di un Preposto in cantiere?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La figura del Preposto in cantiere riveste un ruolo fondamentale, reso ancora più centrale dalle recenti normative, in particolare dalla <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-12-17;215" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Legge 215/2021</strong></a>. <strong>Vediamo in quali circostanze la sua presenza è obbligatoria</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. n. 81/08)</strong> stabilisce un <strong>obbligo chiaro per il datore di lavoro e i dirigenti</strong>: <strong>individuare uno o più Preposti incaricati di vigilare sulle attività </strong>(Art. 18, comma 1, lett. b-bis). Questa disposizione mira a <strong>consolidare il ruolo del Preposto, rendendo la sua designazione un requisito imprescindibile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;obbligo si estende anche alle attività in</strong> <strong>appalto e subappalto</strong>. In questi contesti, le imprese appaltatrici e subappaltatrici devono comunicare espressamente al committente i nominativi del personale che ricopre il ruolo di Preposto, secondo l’articolo 26, comma 8 bis.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ruolo del Preposto non è puramente formale, ma operativo</strong> e richiede una <strong>presenza fisica costante</strong> <strong>sul luogo di lavoro</strong>. Non basta, infatti, nominare un responsabile di commessa che non frequenta il cantiere. La sua funzione, come accennato prima, è quella di <strong>sovrintendere alle attività</strong>, garantendo l&#8217;attuazione delle direttive ricevute, controllando la corretta esecuzione dei lavori e vigilando sull&#8217;uso dei dispositivi di protezione e sul rispetto delle norme di sicurezza aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre,<strong> </strong>per alcune attività<strong> </strong>considerate particolarmente rischiose, la legge richiede esplicitamente <strong>la sorveglianza diretta e costante del Preposto</strong>. Tra queste rientrano, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il montaggio e lo smontaggio dei ponteggi;</li>



<li>i lavori di demolizione di una certa entità;</li>



<li>la costruzione, la sistemazione o lo smantellamento di paratoie o cassoni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La normativa non stabilisce un numero fisso di Preposti da nominare</strong>.<strong> La decisione spetta infatti al datore di lavoro</strong>, o al dirigente a cui è stata delegata questa funzione, che dovrà valutare fattori come le dimensioni dell&#8217;impresa, la complessità dei processi e i rischi specifici. L&#8217;obiettivo è <strong>assicurare che ogni fase lavorativa sia adeguatamente sorvegliata</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esistono delle eccezioni?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Poiché un lavoratore non può essere Preposto di se stesso</strong>, in un&#8217;<strong>impresa con un solo dipendente</strong> le funzioni di vigilanza ricadono inevitabilmente sul <strong>datore di lavoro</strong>. Tuttavia, <strong>la coincidenza tra le due figure deve essere considerata un&#8217;opzione residuale (</strong><strong><em>&#8220;extrema ratio&#8221;</em></strong><strong>)</strong>, giustificata solo in aziende di modesta complessità organizzativa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi, <strong>il datore di lavoro può assumere personalmente il ruolo di supervisore</strong>, a patto che<strong> eserciti direttamente il controllo sulle attività </strong>e che tale scelta sia <strong>esplicitata nel documento di valutazione dei rischi</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Preposto di fatto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Infine,<strong> vale la pena soffermarsi sulla figura del </strong><strong><em>&#8220;Preposto di fatto&#8221;</em></strong>: <strong>anche in assenza di una nomina scritta, la responsabilità ricade su chiunque eserciti concretamente i poteri di vigilanza</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciononostante, <strong>proprio per evitare che questo compito sia affidato a personale non qualificato, la Legge 215/2021 ha reso obbligatoria la designazione ufficiale di questa figura</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, <strong>l&#8217;individuazione del Preposto è un obbligo quasi universale nei contesti lavorativi che necessitano di vigilanza, specialmente in cantiere</strong>. La possibilità che il datore di lavoro assuma questo ruolo è un&#8217;eccezione, limitata a circostanze specifiche e soggetta a condizioni rigorose.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi nomina il Preposto e come avviene la nomina?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come visto, <strong>l&#8217;obbligo di individuare uno o più preposti per le attività di vigilanza spetta al datore di lavoro e ai</strong> <strong>dirigenti</strong>. È loro compito garantire un controllo efficace sui lavoratori e sulle attività svolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come modificato dalla legge 215/2021 al comma 1, lettera b-bis) dell’art. 18, il datore di lavoro o i dirigenti devono <em>“individuare il preposto o i preposti per l&#8217;effettuazione delle attività di vigilanza di cui all&#8217;articolo 19. I contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l&#8217;emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività di cui al precedente periodo. Il preposto non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei contesti di <strong>appalto e subappalto</strong>, le <strong>imprese appaltatrici </strong>devono <strong>comunicare espressamente al committente i nominativi del personale che ricopre tale funzione</strong>, a conferma della necessità di una figura di vigilanza anche in questi rapporti contrattuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come spiegato prima, <strong>anche il datore di lavoro può assumere personalmente il ruolo di Preposto</strong>, ma questa è una possibilità da considerare solo <strong>in</strong> <strong>casi eccezionali</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come avviene la nomina?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La formalizzazione deve avvenire mediante un atto di cui resti traccia e che venga comunicato al lavoratore interessato. Questo passaggio è cruciale per <strong>garantire la certezza dell&#8217;incarico e per avere una prova documentale </strong>della stessa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La designazione <strong>può essere inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)</strong>, nell&#8217;<strong>organigramma della sicurezza</strong> o, in modo ancora più efficace, <strong>tramite una</strong> <strong>lettera di incarico</strong> o un<strong> atto di nomina ufficiale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un atto di nomina ben redatto dovrebbe includere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i dati anagrafici dell&#8217;incaricato;</li>



<li>la descrizione chiara dei compiti attribuiti;</li>



<li>l&#8217;elenco dei poteri gerarchici e funzionali necessari a svolgerli;</li>



<li>la data e la firma per accettazione dell&#8217;incarico.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre buona prassi <strong>allegare il curriculum e gli attestati di formazione per comprovarne l&#8217;idoneità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come già accennato prima, per superare la figura del <strong><em>&#8220;Preposto di fatto&#8221;</em></strong>, ovvero colui che agisce come tale senza una nomina formale, la Legge 215/2021 ha <strong>rafforzato l&#8217;obbligo di una designazione ufficiale</strong>, proprio per assicurare che la vigilanza sia affidata a personale competente e formato, prevenendo così <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/04/29/infortuni-settore-costruzioni-italia-aumentano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>incidenti e infortuni</strong></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, <strong>la scelta della “persona giusta” è cruciale</strong>. Il Preposto deve essere infatti un <strong>individuo esperto</strong>, con una <strong>profonda conoscenza dei processi lavorativi e delle procedure di sicurezza</strong>. Deve inoltre possedere <strong>doti caratteriali come autorevolezza e disponibilità</strong>, poiché non tutti i dipendenti sono adatti a ricoprire un ruolo di tale responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di mancata individuazione del Preposto, le sanzioni vanno <strong>dall’arresto da 2 a 4 mesi</strong> o un’<strong>ammenda da 1.500 a 6.000 euro</strong> per il datore di lavoro o il dirigente a cui spettano compiti di individuazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i compiti e le funzioni del Preposto in cantiere?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>compiti principali del Preposto in cantiere</strong> sono definiti in modo dettagliato dal Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. n. 81/08), in particolare dall&#8217;Articolo 19.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riportiamo di seguito quanto previsto dal decreto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sovrintendere e vigilare sull’osservanza, da parte dei singoli lavoratori, degli obblighi di legge</strong>, nonché delle <strong>disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro</strong> e di<strong> uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale</strong> e, in caso di rilevazione di comportamenti non conformi alle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale,<strong> intervenire per modificare il comportamento non conforme </strong>fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza della inosservanza, inoltre, può <strong>interrompere l&#8217;attività del lavoratore</strong> e informare i superiori diretti.</li>



<li>Verificare affinché <strong>soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono a un rischio grave e specifico</strong>.</li>



<li>Richiedere l’osservanza delle misure per il <strong>controllo delle situazioni di rischio</strong> in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa.</li>



<li><strong>Informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato </strong>circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione.</li>



<li><strong>Astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività</strong> in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato.</li>



<li><strong>Segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente</strong> sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta.</li>



<li>In caso di rilevazione di <strong>deficienze dei mezzi e delle attrezzature</strong> di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante la vigilanza, se necessario, <strong>interrompere temporaneamente l&#8217;attività</strong> e, comunque, <strong>segnalare tempestivamente</strong> al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate.</li>



<li><strong>Frequentare appositi corsi di formazione</strong> secondo quanto previsto dall’articolo 37.&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto concerne quest’ultimo punto, si fa riferimento anche all’<a href="https://www.statoregioni.it/media/owuphvgy/p-9-csr-atto-rep-n-59-17apr2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Accordo Stato Regioni del 17/4/2025</strong></a>, nel quale viene <strong>rafforzato il percorso formativo del Preposto</strong>, con una formazione che deve essere svolta interamente in presenza, ripetuta con cadenza biennale, con una durata minima di 12 ore, solo dopo aver completato la formazione specifica per i lavoratori e con una valutazione finale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, il Preposto è la figura che<strong> si trova a diretto contatto con i lavoratori</strong> e vigila sulla concreta esecuzione in sicurezza della mansione lavorativa<strong>. La sua funzione non è quella di insegnare al lavoratore come eseguire un compito</strong>, ma di intervenire se, durante l&#8217;esecuzione del compito, non vengono osservate le misure di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le sanzioni per il Preposto?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ruolo del Preposto comporta responsabilità significative </strong>che, in caso di inadempienza, possono tradursi in severe <strong>sanzioni civili e penali</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le penalità specifiche sono definite dall&#8217;articolo 56 del D.Lgs. 81/2008</strong> e si suddividono in due categorie, a seconda della gravità della violazione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sanzioni per le violazioni più gravi: arresto fino a due mesi o ammenda da 569,53 a 1.708,61 euro</strong>.<strong> </strong>Questa fascia di sanzioni riguarda le inadempienze più serie (previste dall&#8217;Art. 19, comma 1, lett. a, c, e, f, f-bis) e scatta quando il Preposto:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>omette la vigilanza sui lavoratori</strong>, non verificando il rispetto delle norme, l&#8217;uso corretto dei dispositivi di protezione (DPI e DPC) o non intervenendo per correggere comportamenti a rischio. Se, nonostante le indicazioni, il lavoratore persiste nell&#8217;inosservanza, <strong>la sanzione si applica anche se il Preposto non interrompe l&#8217;attività e non informa i superiori</strong>;</li>



<li><strong>non interrompe l&#8217;attività in presenza di un pericolo</strong>, come un guasto a macchinari o attrezzature, e <strong>non segnala tempestivamente la non conformità </strong>al datore di lavoro o al dirigente;</li>



<li><strong>gestisce in modo inadeguato le emergenze</strong>, non assicurandosi che vengano rispettate le misure di sicurezza o non ordinando ai lavoratori di abbandonare una zona in caso di pericolo grave e immediato;</li>



<li><strong>tralascia di segnalare ai superiori</strong> i pericoli di cui viene a conoscenza durante il lavoro, come deficienze di attrezzature o dispositivi di protezione;</li>



<li><strong>ordina ai lavoratori di riprendere un&#8217;attività</strong> nonostante persista una situazione di pericolo grave e immediato.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Sanzioni per altre violazioni: arresto fino a un mese o ammenda da 284,77 a 1.139,08 euro. </strong>Questa categoria di sanzioni si applica per la violazione degli obblighi previsti dall&#8217;Art. 19, comma 1, lett. b, d, g. In particolare, il Preposto è sanzionabile se:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>consente l&#8217;accesso a zone a rischio grave e specifico</strong> a lavoratori che non hanno ricevuto adeguate istruzioni;</li>



<li><strong>non informa tempestivamente i lavoratori</strong> esposti a un pericolo grave e immediato, né comunica loro le misure di protezione da adottare;</li>



<li><strong>non frequenta i corsi di formazione e aggiornamento</strong> previsti dalla legge. Per questa specifica violazione, la sanzione consiste in un&#8217;<strong>ammenda da 300 a 900 euro</strong>.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In merito a quest&#8217;ultimo punto, è opportuno segnalare che <strong>la responsabilità sulla formazione è duplice</strong>. La mancata partecipazione ai corsi, infatti, non espone a sanzioni solo il Preposto, ma <strong>anche il datore di lavoro e i dirigenti</strong>, i quali rischiano l&#8217;<strong>arresto da 2 a 4 mesi o un&#8217;ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro</strong> per non aver garantito la formazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò evidenzia <strong>quanto la legge consideri cruciale questo adempimento per la sicurezza sul lavoro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti (FAQ)</strong></h2>



<div class="schema-faq wp-block-yoast-faq-block"><div class="schema-faq-section" id="faq-question-1751527379700"><strong class="schema-faq-question">Chi è il Preposto e qual è il suo ruolo principale?</strong> <p class="schema-faq-answer">Il Preposto è la persona che, in virtù delle sue competenze professionali e poteri, sovrintende l&#8217;attività lavorativa e garantisce l&#8217;attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori. È una figura operativa cruciale che vigila sulla sicurezza sul lavoro, intervenendo e segnalando non conformità o pericoli.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1751527392403"><strong class="schema-faq-question"><strong>Quali sono i principali compiti del Preposto in materia di sicurezza? </strong></strong> <p class="schema-faq-answer">Il Preposto deve vigilare sull&#8217;osservanza degli obblighi di sicurezza da parte dei lavoratori e sull&#8217;uso dei dispositivi di protezione. È tenuto a intervenire per modificare comportamenti non conformi e, se necessario, a interrompere l&#8217;attività informando i superiori diretti. Deve inoltre segnalare tempestivamente deficienze di mezzi o condizioni di pericolo.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1751527407906"><strong class="schema-faq-question"><strong>È sempre obbligatoria la presenza di un Preposto in cantiere o in un&#8217;attività in appalto? </strong></strong> <p class="schema-faq-answer">Sì, la normativa rafforza il ruolo del Preposto, rendendo la sua individuazione sempre obbligatoria per garantire un&#8217;efficace vigilanza. Nelle attività in <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/04/11/nuovo-codice-degli-appalti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">appalto o subappalto</a>, le imprese appaltatrici devono espressamente indicare al committente il personale Preposto. È fondamentale che il Preposto possa effettivamente adempiere alle funzioni, il che richiede la sua presenza fisica sul luogo delle attività.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1751527420705"><strong class="schema-faq-question"><strong>Il datore di lavoro può assumere le funzioni di Preposto?</strong> </strong> <p class="schema-faq-answer">Sì, il datore di lavoro può svolgere in prima persona l&#8217;attività di vigilanza, ma questa possibilità è considerata un&#8217;<em>&#8220;extrema ratio&#8221;</em>. Ciò è ammesso solo se il datore di lavoro sovrintende direttamente l&#8217;attività e se la modesta complessità organizzativa lo consente, con adeguata valutazione dei rischi. Un lavoratore, tuttavia, non può essere Preposto di se stesso.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1751527430721"><strong class="schema-faq-question"><strong>Quali sanzioni sono previste per il Preposto in caso di inadempienza?</strong> </strong> <p class="schema-faq-answer">Il Preposto può incorrere in arresto fino a due mesi o ammenda da 569,53 a 1.708,61 euro per violazioni gravi come la mancata vigilanza o l&#8217;omessa interruzione di attività pericolose. Per altre violazioni, inclusa la mancata frequentazione dei corsi di formazione, la sanzione è l&#8217;arresto fino a un mese o ammenda da 284,77 a 1.139,08 euro. La mancata formazione del Preposto comporta sanzioni significative anche per il datore di lavoro e i dirigenti.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1751527442393"><strong class="schema-faq-question"><strong>Cosa si intende per &#8220;Preposto di fatto&#8221; e quali sono le sue implicazioni?</strong> </strong> <p class="schema-faq-answer">Il Preposto di fatto è chi esercita le funzioni di Preposto senza una nomina formale, assumendosi comunque le relative responsabilità. Questa figura può non aver ricevuto la formazione adeguata, creando rischi per sé e per i lavoratori che supervisiona. La normativa attuale spinge per la designazione ufficiale al fine di prevenire questa prassi e migliorare la sicurezza.</p> </div> </div>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi saperne di più sulla figura del Preposto ti consigliamo di <strong>contattare le nostre strutture territoriali</strong>. Visita il sito <a href="https://www.fenealuil.it/sede/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fenealuil.it</strong></a> e <strong>trova la sede più vicina a te</strong>.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/07/03/preposto-nei-cantieri/">Il ruolo del Preposto nei cantieri: obblighi e responsabilità</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
