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	<title>Blog FENEALUIL</title>
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	<description>Federazione Nazionale Lavoratori Edili Affini e del Legno</description>
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	<title>Blog FENEALUIL</title>
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		<title>La crisi abitativa come termometro di una politica inefficace</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/02/10/crisi-abitativa-rapporto-oxfam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 11:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi abitativa rivela disuguaglianze profonde: in Italia la casa rischia di diventare un privilegio, segno di politiche inefficaci.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2026/02/10/crisi-abitativa-rapporto-oxfam/">La crisi abitativa come termometro di una politica inefficace</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’abitazione non è un semplice asset finanziario, né un bene di consumo intercambiabile</strong>:<strong> </strong>è<strong> </strong>un pilastro essenziale per la dignità umana. Eppure, il <a href="https://www.oxfamitalia.org/petizione/disuguaglianza-baratro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>rapporto Oxfam <em>&#8220;Nel baratro della disuguaglianza&#8221;</em></strong></a> rivela come <strong>il diritto alla casa sia diventato il terreno di scontro di una crisi sistemica</strong>. </p>



<p>Mentre a livello globale assistiamo a un paradosso &#8211; dove appena 12 individui possiedono più ricchezza della metà più povera dell’umanità &#8211; <strong>in Italia si cristallizza il modello delle </strong><strong><em>&#8220;fortune invertite&#8221;</em></strong><strong>, come le definisce Oxfam</strong>.&nbsp;</p>



<p>In un Paese dove il 10% della popolazione detiene quasi i 3/5 della ricchezza nazionale (59,9%),<strong> </strong>l’accesso a un tetto dignitoso non è più un diritto garantito, ma<strong> rischia di diventare un privilegio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1182" height="705" src="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2026/02/poverta-abitativa-oxfam-italia.png" alt="crisi abitativa dati oxfam italia" class="wp-image-5557" srcset="https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2026/02/poverta-abitativa-oxfam-italia.png 1182w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2026/02/poverta-abitativa-oxfam-italia-980x585.png 980w, https://blog.fenealuil.it/wp-content/uploads/2026/02/poverta-abitativa-oxfam-italia-480x286.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1182px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo stato della povertà abitativa in Italia</strong></h2>



<p>Con <strong>5,7 milioni di individui in povertà assoluta</strong>,<strong> </strong>in Italia l&#8217;abitazione emerge come il <strong>principale fattore di esclusione sociale</strong>.</p>



<p>Secondo i dati Oxfam:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Quasi la metà (50%) delle famiglie in povertà assoluta vive in affitto</strong>. Per chi non possiede un immobile, il rischio di scivolare nell&#8217;indigenza è <strong>cinque volte superiore</strong> rispetto ai proprietari.</li>



<li>Sebbene rappresentino solo il 9% della popolazione, i cittadini stranieri costituiscono il <strong>31% dei poveri assoluti</strong>. Per i nuclei stranieri in affitto, l’incidenza della povertà tocca il record drammatico del <strong>37,2%</strong>, aggravato da un mercato delle locazioni inquinato da <strong>pregiudizi e barriere razziste</strong>.</li>



<li><strong>Il 5,6% della popolazione vive in condizioni indegne</strong>: sovraffollamento, assenza di riscaldamento, mancanza di servizi igienici o acqua corrente.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;impatto economico e il dilemma delle scelte incompatibili</strong></h2>



<p>Ad aggravare ulteriormente la situazione si aggiunge un altro fattore: la pressione economica sui bilanci familiari ha raggiunto livelli di guardia. <strong>Per il 20% più povero della popolazione, la quota di reddito destinata alla casa è cinque volte superiore a quella della fascia più abbiente</strong>.&nbsp;</p>



<p>Nei centri metropolitani, <strong>l&#8217;affitto divora oltre il 40% delle entrate disponibili</strong>: un peso enorme, reso ancora più schiacciante in un contesto di inflazione punitiva.</p>



<p>Tra il 2019 e il 2024, a causa dell’aumento dei prezzi e della stagnazione salariale, i lavoratori italiani hanno subito una <strong>perdita del potere d&#8217;acquisto pari al 7,1%</strong>. Questa situazione, unita alla deregolamentazione del mercato, spesso impone alle famiglie il <em>&#8220;dilemma delle scelte incompatibili&#8221;</em>:<strong> per mantenere un tetto, si rinuncia alla salute</strong>.&nbsp;</p>



<p>Non è un caso che<strong> la rinuncia alle cure mediche sia salita al 9,9% nel 2024</strong>, colpendo duramente anche le regioni del Nord, storicamente più protette, ma oggi travolte anch’esse dall&#8217;erosione del ceto medio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le categorie più colpite</strong></h2>



<p><strong>Il disagio abitativo colpisce in modo particolare le fasce più fragili</strong>, alimentando quella <em>&#8220;geografia del malcontento&#8221;</em> che minaccia la tenuta sociale:</p>



<p>Riportiamo di seguito i dati più rilevanti del rapporto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Giovani e under-35:</strong> la deprivazione abitativa in questa fascia è esplosa, passando dal <strong>7,6%</strong> del 2019 al <strong>12,1%</strong> del 2024. La precarietà contrattuale impedisce l&#8217;accesso al credito e alla stabilità, confinando una generazione in un <strong>limbo abitativo</strong>;</li>



<li><strong>Famiglie numerose:</strong> il numero di figli è diventato un predittore di sovraffollamento e povertà, trasformando la natalità in una <strong>trappola economica</strong> anziché in un valore sociale;</li>



<li><strong>Studenti e precari:</strong> nei poli universitari, la speculazione immobiliare sta di fatto annullando il diritto allo studio, rendendo l&#8217;istruzione superiore un <strong>percorso riservato a chi ha già spalle coperte</strong> da patrimoni familiari.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Distorsioni di mercato e paradossi fiscali</strong></h2>



<p>Il mercato immobiliare italiano vive un paradosso strutturale: un <strong>vasto patrimonio di case inutilizzate </strong>coesiste con una <strong>scarsità cronica di alloggi accessibili</strong>.&nbsp;</p>



<p>Due fenomeni accelerano questa deriva:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Turistificazione e gentrificazione:</strong> la proliferazione incontrollata degli <strong>affitti brevi</strong> sottrae immobili alla residenzialità di lungo periodo, con la conseguente fuoriuscita delle famiglie dai centri storici.</li>



<li><strong><em>&#8220;Paradiso Fiscale&#8221;</em></strong><strong> per gli ultra-ricchi:</strong> in alcune città, come Milano, il mercato è distorto dal <strong>regime per i neo-residenti</strong> (una flat tax da 200/300 mila euro per i milionari stranieri). Questo attira capitali che<strong> gonfiano i prezzi degli immobili di pregio</strong>, generando un <strong>effetto emulazione</strong> che trascina verso l&#8217;alto i canoni per l&#8217;intera popolazione, rendendo le città proibitive per chi ci lavora.</li>
</ol>



<p>Ne consegue che gli sfratti per morosità incolpevole sono anche conseguenza di questa situazione in cui, tra inflazione, salari immobili e prezzi delle case che aumentano, <strong>spesso i cittadini non hanno le risorse necessarie per coprire i costi della vita</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Politiche pubbliche</strong></h2>



<p>La risposta della politica alla crisi abitativa è stata limitata e insufficiente. <strong>L&#8217;</strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2023/01/23/edilizia-popolare-housing-sociale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Edilizia Residenziale Pubblica (ERP)</strong></a><strong> è in costante declino</strong>, con <strong>650.000 persone in lista d&#8217;attesa </strong>per un alloggio sociale che non esiste più.</p>



<p>Le scelte recenti hanno segnato un punto di rottura:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>da una parte, il Governo ha <strong>azzerato il Fondo Sostegno Locazioni</strong>, privando le famiglie di un ammortizzatore fondamentale contro l&#8217;inflazione;</li>



<li>dall’altra, con il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all&#8217;Assegno di Inclusione (ADI), <strong>l&#8217;Italia è diventata l&#8217;unico Paese dell&#8217;Unione Europea privo di uno schema universale di reddito minimo</strong>. La selettività delle nuove misure lascia migliaia di indigenti &#8211; non appartenenti a categorie tutelate &#8211; <strong>senza alcun supporto per l&#8217;affitto</strong>, spingendoli verso l&#8217;emergenza abitativa estrema.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Proposte per una transizione verso la giustizia abitativa</strong></h2>



<p>Per invertire la rotta <strong>sono necessari interventi radicali e strutturali</strong>. Nel suo rapporto, Oxfam indica i seguenti:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Recupero pubblico dell&#8217;invenduto:</strong> riconvertire il patrimonio edilizio inutilizzato per scopi sociali, frenando il consumo di suolo e <strong>offrendo alloggi a canone calmierato</strong>.</li>



<li><strong>Regolazione dei flussi turistici:</strong> fornire ai sindaci poteri reali per <strong>limitare gli affitti brevi</strong> e proteggere la residenzialità.</li>



<li><strong>Riforma del catasto:</strong> superare le iniquità di un sistema dove <strong>rendite catastali obsolete</strong> favoriscono immobili di pregio a discapito delle periferie.</li>



<li><strong>Sostegno ai redditi e salario minimo: rifinanziare i fondi per l&#8217;affitto</strong> e <strong>introdurre un salario minimo legale</strong>, facendo sì che il lavoro torni a garantire un&#8217;esistenza dignitosa.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p>Alla luce di quanto detto, la crisi abitativa rappresenta una <strong>ferita aperta nel nostro Paese</strong>. Ignorarla significa <strong>alimentare la frammentazione sociale e la sfiducia nelle istituzioni</strong>, con inevitabili ripercussioni tanto sul singolo cittadino quanto sull’intera società.</p>



<p>A tal proposito, riportiamo di seguito il <strong>commento del Segretario Generale della FENEALUIL, Mauro Franzolini</strong>:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“L’accesso a una casa dignitosa e a costi sostenibili è ormai un </em><strong><em>problema strutturale</em></strong><em> che colpisce giovani, famiglie, lavoratori e fasce sociali sempre più ampie. Servono politiche pubbliche stabili che puntino sulla </em><strong><em>rigenerazione urbana</em></strong><em>, sul </em><strong><em>recupero del patrimonio esistente </em></strong><em>e sul </em><strong><em>rilancio dell’edilizia sociale</em></strong><em>, superando una logica emergenziale che negli anni ha prodotto risposte frammentate e insufficienti. </em><br><em>In questo scenario, la questione abitativa non può più essere relegata a tema settoriale, ma deve diventare una </em><strong><em>priorità strategica dell’agenda pubblica</em></strong><em>: garantire il diritto all’abitare significa </em><strong><em>contrastare le disuguaglianze, rafforzare la coesione sociale e promuovere città più inclusive e sostenibili</em></strong><em>. </em><br><em>Citando il Prof. Ezio Micelli, membro italiano dell’Housing Advisory Board, </em><strong><em>‘occorre pensare alla casa come infrastruttura’</em></strong><em>, fondamentale per il benessere collettivo, la coesione sociale e la qualità delle città, un bene di cui si deve occupare anche lo Stato, non solo il mercato.</em><br><em>Servono </em><strong><em>visione, coordinamento e strumenti concreti </em></strong><em>ma anche </em><strong><em>competenza tecnica e progettuale</em></strong><em> più che regole isolate. È compito della politica fornire strumenti in grado di avviare processi partecipati e partnership pubblico-privato che diventano essenziali per </em><strong><em>promuovere una rigenerazione urbana che sia anche sociale e ambientale</em></strong><em>.”</em></p>
</blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Maltempo e ondate di calore in cantiere: cosa prevede la normativa?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/02/03/maltempo-ondate-calore-cantiere-normativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 13:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caldo estremo e maltempo nei cantieri: cosa prevede la normativa su sicurezza sul lavoro e CIGO per tutelare lavoratori e imprese.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2026/02/03/maltempo-ondate-calore-cantiere-normativa/">Maltempo e ondate di calore in cantiere: cosa prevede la normativa?</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>lavoro nelle Costruzioni </strong>è, per sua natura, <strong>uno dei più esposti alle variabili ambientali</strong>. <strong>Oggi il cambiamento climatico ci pone di fronte a scenari nuovi e sempre più estremi</strong>: raffiche di vento improvvise, bombe d’acqua e ondate di calore che <strong>possono rendere il lavoro all’aperto non solo faticoso, ma pericoloso per la salute</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>In questo contesto, <strong>la sicurezza non può essere lasciata all’improvvisazione o alla buona volontà del singolo</strong>. Esiste infatti un <strong>quadro normativo chiaro </strong>in materia: dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008;81~art306" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.Lgs. 81/08</strong></a>, che mette al centro la prevenzione degli infortuni, alle<strong> recenti circolari</strong> <strong>INPS</strong> che hanno semplificato l’<strong>accesso alla Cassa Integrazione (CIGO)</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La sicurezza sul lavoro: cosa stabilisce il D.Lgs. 81/2008</strong></h2>



<p>Il <strong>D.Lgs. 81/2008</strong>, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, non lascia spazio a interpretazioni: <strong>la protezione dei lavoratori contro gli agenti atmosferici è un obbligo preciso del datore di lavoro</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La Valutazione dei Rischi (DVR) e il PSC</strong></h3>



<p><strong>Il punto di partenza è il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)</strong>, all’interno del quale &#8211; tra le altre cose &#8211; ogni impresa è tenuta a indicare le <strong>procedure da adottare in caso di condizioni meteo avverse</strong>.&nbsp;</p>



<p>Queste indicazioni devono poi essere “tradotte” nel <strong>POS (Piano Operativo di Sicurezza)</strong>, specificando le misure pratiche attraverso cui tali procedure vengono concretamente implementate.</p>



<p>Nel caso di <strong>cantieri temporanei o mobili in cui operano più imprese esecutrici</strong>, poi, queste indicazioni devono essere integrate nel <strong>Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lavori in quota e rischio vento</strong></h3>



<p>Uno dei punti più significativi riguarda l’<strong>Articolo 111, comma 6</strong>, che stabilisce quanto segue:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>&#8220;Il datore di lavoro deve disporre l&#8217;esecuzione dei lavori in quota solo quando le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la salute e la sicurezza dei lavoratori.&#8221;</em></p>
</blockquote>



<p>Quindi, <strong>i lavori in quota devono essere immediatamente sospesi quando le condizioni climatiche</strong> <strong>mettono in pericolo la stabilità dei lavoratori o delle attrezzature</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il rischio di scivolamento e fulminazione</strong></h3>



<p>Oltre alla caduta dall&#8217;alto, <strong>il maltempo moltiplica il rischio di infortuni al suolo</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>superfici scivolose:</strong> fango e acqua rendono instabili percorsi, passerelle e scale;</li>



<li><strong>rischio elettrico:</strong> l&#8217;umidità e la pioggia aumentano esponenzialmente il pericolo di folgorazione in presenza di quadri elettrici o utensili non adeguatamente protetti;</li>



<li><strong>fulminazione:</strong> in caso di temporali, la presenza di strutture metalliche (<a href="https://blog.fenealuil.it/2025/10/31/diventare-operatore-di-macchine-complesse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>gru</strong></a>, ponteggi, armature) trasforma il cantiere in un bersaglio sensibile. L&#8217;art. 84 del D.Lgs. 81/08 <strong>obbliga il datore di lavoro a garantire che l&#8217;edificio e le attrezzature siano protetti dai fulmini</strong>.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il &#8220;rischio caldo&#8221;: la soglia dei 35°C</strong></h3>



<p>Il <strong>settore delle Costruzioni</strong>, insieme all’agricoltura e al florovivaismo (senza dimenticare la logistica e i rider), è sicuramente<strong> tra quelli più esposti ai rischi derivanti da stress termico e radiazioni solari</strong>.&nbsp;</p>



<p>È quindi fondamentale fare una <strong>seria opera di prevenzione per ridurre i rischi legati alle ondate di calore</strong>.</p>



<p>Un tempo la CIGO veniva chiesta quasi solo d&#8217;inverno.</p>



<p>Oggi, a causa del cambiamento climatico, <strong>il </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2023/07/10/prevenire-colpi-di-calore-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>caldo estremo</strong></a><strong> è diventato una causa frequente di sospensione</strong>.</p>



<p>Secondo le linee guida dell&#8217;INPS (<a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2022.07.messaggio-numero-2999-del-28-07-2022_13904.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Messaggio n. 2999/2022</strong></a>), <strong>la Cassa Integrazione spetta quando la temperatura supera i 35°C</strong>.</p>



<p>Non conta solo la temperatura reale, ma anche quella <strong>percepita</strong>. <strong>Se l&#8217;umidità è alta, la sospensione può essere giustificata</strong> <strong>anche con temperature inferiori ai 35 gradi</strong>. Inoltre, particolari lavorazioni (come la stesa del bitume, i lavori sui tetti o in luoghi non ventilati) permettono di accedere alla CIGO anche se la colonnina di mercurio non ha ancora raggiunto la soglia critica.</p>



<p>A tal proposito, ricordiamo che il 3 luglio 2025 è stato pubblicato il <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2025.07.messaggio-numero-2130-del-03-07-2025_14973.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>messaggio n°. 2130 dell’INPS</strong></a>, con oggetto <em>“Richieste di integrazione salariale per la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa a causa del caldo eccessivo. Indicazioni per la presentazione delle istanze e la gestione dell’istruttoria”</em>. Al suo interno <strong>si forniscono indicazioni per la presentazione delle istanze e la gestione dell’istruttoria</strong> riguardanti sia i datori di lavoro che possono richiedere il trattamento ordinario di integrazione salariale (CIGO), sia quelli che possono richiedere l’assegno di integrazione salariale al Fondo di Integrazione Salariale (FIS) o ai Fondi di solidarietà bilaterali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)</strong></h3>



<p>La normativa prevede inoltre che, qualora il lavoro debba proseguire in condizioni di pioggia, caldo o freddo (se non sussiste un pericolo immediato di infortunio),<strong> </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2021/10/25/dpi-in-edilizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>il datore di lavoro deve fornire DPI idonei</strong></a>: abbigliamento ad alta visibilità impermeabile, calzature antiscivolo specifiche e guanti che garantiscano la presa anche sul bagnato.  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi decide lo stop?</strong></h2>



<p>In cantiere, <strong>la decisione di fermare i lavori per maltempo è una responsabilità distribuita tra diverse figure</strong>, ognuna con compiti precisi stabiliti dal D.Lgs. 81/08:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://blog.fenealuil.it/2025/07/03/preposto-nei-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Preposto</strong></a><strong>: </strong>è la figura più vicina ai lavoratori e la prima a dover intervenire. Secondo l’Articolo 19, ha il dovere di <strong>vigilare sulla sicurezza</strong> e, in caso di pericolo grave e immediato (come un improvviso temporale o raffiche di vento), deve <strong>interrompere temporaneamente le lavorazioni e istruire i lavoratori affinché abbandonino le zone a rischio</strong>. La sua è una decisione operativa e immediata.</li>



<li><strong>Datore di lavoro:</strong> è il responsabile dell&#8217;attuazione delle misure di sicurezza previste nel DVR e nel POS. A lui spetta stabilire se la giornata lavorativa deve essere sospesa integralmente e attivare le <strong>procedure per la richiesta della Cassa Integrazione (CIGO)</strong>, garantendo che nessun lavoratore resti esposto al rischio.</li>



<li><strong>Coordinatore per l’Esecuzione (CSE): </strong>secondo l’Articolo 92, il CSE ha un potere ispettivo e autoritativo. Se durante un sopralluogo riscontra un pericolo grave e imminente dovuto al meteo (ad esempio, lavori in quota con vento forte senza che l&#8217;azienda sia intervenuta), ha il dovere di <strong>sospendere le singole lavorazioni o l&#8217;operatività dell&#8217;intero cantiere</strong> fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.</li>



<li><strong>Lavoratore e RLS: </strong>la normativa tutela anche l&#8217;iniziativa dei lavoratori. L’Articolo 44 stabilisce che il lavoratore che abbandona il posto di lavoro in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, <strong>non può subire alcun pregiudizio</strong>. Il <a href="https://blog.fenealuil.it/2021/11/22/rls-sicurezza-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)</strong></a> ha il compito di <strong>segnalare tempestivamente</strong> al datore di lavoro o al CSE se le condizioni atmosferiche rendono il lavoro insicuro, sollecitando lo stop se l’azienda esita a intervenire.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Cassa Integrazione (CIGO) per maltempo: tutele e soglie INPS</strong></h2>



<p>Quando<strong> le condizioni meteorologiche impediscono il regolare svolgimento delle attività in cantiere</strong>, la legge prevede uno strumento fondamentale per tutelare sia l&#8217;impresa che il lavoratore: la <strong>Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per eventi meteo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando scatta il diritto alla CIGO?</strong></h3>



<p>L&#8217;integrazione salariale viene concessa per <em>&#8220;eventi oggettivamente non imputabili all&#8217;imprenditore o ai lavoratori&#8221;</em>.<strong> Nelle Costruzioni, le causali più comuni sono</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>pioggia e neve:</strong> non è necessaria una tempesta eccezionale, è sufficiente che l&#8217;intensità delle precipitazioni impedisca di svolgere le lavorazioni in sicurezza o che renda impraticabile il terreno;</li>



<li><strong>vento forte:</strong> in genere, sopra i 60 km/h il lavoro con gru o su ponteggi diventa impossibile, ma la CIGO può essere richiesta anche per velocità inferiori se documentate da specifiche prescrizioni di sicurezza;</li>



<li><strong>temperature estreme (gelo e caldo):</strong> questo è uno dei punti su cui si è intervenuto maggiormente negli ultimi anni.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le proposte dei </strong><strong>S</strong><strong>indacati: un decreto nazionale contro il caldo</strong></h2>



<p>È importante <strong>sottolineare la mancanza di una norma nazionale unica </strong>che regoli la materia in maniera durevole. Per contenere e disciplinare il rischio da calore intenso, infatti, ogni anno, all’approssimarsi della stagione estiva, <strong>si susseguono le ordinanze regionali </strong>che prevedono l’interruzione dell’attività lavorativa, ma questi strumenti, intervenendo nell’immediato e nell’emergenza, <strong>non possono costituire soluzioni strutturali</strong>.&nbsp;</p>



<p>Per questo la <strong>FENEALUIL, insieme ai Sindacati di Settore Filca e Fillea,</strong> <strong>continua a chiedere da anni che si intervenga con un provvedimento legislativo ad hoc</strong>, e che nel Decreto Legislativo 81/08 si preveda una <strong>specifica disciplina per i cambiamenti climatici</strong> e che i rischi da stress termico e colpo di calore (sia che si lavori all’interno che all’esterno) rientrino approfonditamente nei piani formativi e diventino una verifica obbligatoria nella sorveglianza sanitaria per queste tipologie di lavoro.</p>



<p>A questo scopo, <strong>riteniamo molto positivi il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nei processi decisionali e di valutazione</strong>, per gestire al meglio il lavoro e prevenire gli incidenti &#8211; puntando su una formazione adeguata che riconosca e prevenga il rischio -, così come il riferimento a <a href="https://www.worklimate.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Worklimate</strong></a> (INAIL-CNR), la piattaforma previsionale di allerta per un primo screening dei rischi legati allo stress da caldo per i lavoratori.</p>



<p>Un esempio virtuoso in questo senso, e da replicare sicuramente, è rappresentato dal <strong>Protocollo, sottoscritto il 3 luglio 2025, tra FENEALUIL, Filca, Fillea ed Amplia, Società del Gruppo Aspi </strong>con l’obiettivo di <strong>individuare</strong> <strong>misure per garantire la salute la sicurezza e la continuità produttiva</strong> puntando, nel contempo, su<strong> formazione e prevenzione per la valutazione dei rischi da stress termico</strong>.&nbsp;</p>



<p>Per approfondire, invitiamo a leggere l’articolo <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/07/30/protocollo-amplia-infrastructures/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Calore e radiazioni solari, siglato Protocollo con Amplia Infrastructures</strong></a>.</p>



<p>Tuttavia,<strong> le leggi da sole non bastano se manca una solida cultura della sicurezza</strong>. Troppo spesso, nei cantieri, si avverte ancora la pressione delle scadenze, che può spingere a sottovalutare un vento troppo forte o una temperatura oltre i 35 gradi. È qui che il ruolo del Sindacato diventa fondamentale: <strong>vigilare affinché nessun lavoratore sia costretto a scegliere tra la propria salute e la busta paga</strong>.</p>



<p>In un’epoca di cambiamenti climatici che rendono gli eventi atmosferici sempre più estremi e imprevedibili, <strong>la prevenzione deve diventare la norma, non l’eccezione</strong>.</p>



<p><strong>Come FENEALUIL, restiamo al fianco di ogni lavoratore per garantire che queste norme siano rispettate in ogni cantiere</strong>. La vita e la salute di chi lavora vengono prima di ogni cronoprogramma: perché nessun edificio e nessuna strada valgono quanto l&#8217;incolumità di chi li costruisce.</p>



<p>Invitiamo a <strong>contattare la struttura territoriale del Sindacato </strong>per assistenza nei casi di condizioni climatiche avverse, cliccando <a href="https://www.fenealuil.it/sede/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>qui</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande Frequenti (FAQ)</strong></h2>



<div class="schema-faq wp-block-yoast-faq-block"><div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126057484"><strong class="schema-faq-question"><strong>Chi decide quando fermare i lavori per maltempo?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">La responsabilità primaria è del datore di lavoro, che deve valutare i rischi meteo e agire in base a quanto stabilito nel DVR, nel POS ed eventualmente nel PSC. Tuttavia, anche il Preposto, il Coordinatore per l’Esecuzione (CSE), l’RLS e lo stesso lavoratore hanno il dovere di segnalare eventuali situazioni critiche e di sospendere le lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126067810"><strong class="schema-faq-question"><strong>A quale temperatura scatta la Cassa Integrazione per il caldo?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">L’INPS prevede la possibilità di richiedere la CIGO quando la temperatura reale o percepita supera i 35°C. La tutela può scattare anche con temperature inferiori se le lavorazioni sono particolarmente gravose (es. stesa di bitume) o avvengono in luoghi non ventilati.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126076393"><strong class="schema-faq-question"><strong>Cosa succede se l’azienda obbliga a lavorare sotto la pioggia battente?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">Il lavoratore ha il diritto di astenersi dal lavoro in caso di pericolo grave, immediato e non evitabile (Art. 44 D.Lgs. 81/08). In questi casi, è fondamentale contattare immediatamente l’RLS o la sede sindacale territoriale per segnalare l’irregolarità e richiedere un intervento.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126094878"><strong class="schema-faq-question"><strong>La CIGO per maltempo deve essere richiesta subito?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">L’azienda deve presentare domanda all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento. È fondamentale che la sospensione sia documentata quotidianamente sul Giornale dei Lavori e che i dati meteo corrispondano ai bollettini ufficiali ARPA.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1770126099312"><strong class="schema-faq-question"><strong>Le gru possono operare in presenza di vento forte?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer">No. Oltre i limiti indicati dal costruttore (solitamente tra i 50 e i 70 km/h) o in presenza di raffiche che rendono instabile il carico, le operazioni devono cessare. La gru deve essere messa <em>&#8220;in bandiera&#8221;</em> (libera di ruotare) per evitare il rischio di ribaltamento.</p> </div> </div>
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		<title>Rinnovo CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: più salario, più diritti</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/01/14/rinnovo-ccnl-laterizi-e-manufatti-in-cemento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 10:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5519</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rinnovo CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: aumenti salariali, più diritti e welfare per oltre 18.000 lavoratrici e lavoratori del settore.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 31 ottobre 2025 le organizzazioni sindacali FENEALUIL, Filca-Cisl e Fillea-Cgil e le associazioni datoriali Confindustria Ceramica &#8211; Raggruppamento Laterizi e Assobeton hanno <strong>siglato l&#8217;ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per l&#8217;industria dei Laterizi e Manufatti in Cemento</strong>. Si tratta di una <strong>significativa conquista sindacale, </strong>che interessa circa<strong> 18.000 lavoratrici e lavoratori</strong> in tutto il Paese.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Il rinnovo del contratto nazionale dei Laterizi e Manufatti in Cemento rafforza salario, welfare e diritti per circa 18mila lavoratrici e lavoratori di questo settore strategico e conferma il ruolo della contrattazione collettiva come strumento essenziale di tutela e di crescita”.&nbsp;</em></p>
</blockquote>



<p>Questo il commento del <strong>Segretario Nazionale della FENEALUIL, Andrea Merli</strong>, che insieme alla <strong>Segretaria Confederale della UIL, Vera Buonomo</strong>, ha aggiunto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Il rinnovo, raggiunto in appena un mese dalla scadenza del contratto, è un segnale di grande responsabilità da parte di tutte le parti coinvolte e dimostra come relazioni sindacali solide e costruttive possano garantire risposte tempestive alle lavoratrici e ai lavoratori, in una fase ancora segnata da inflazione e alti costi energetici. Restituire potere d’acquisto e certezze salariali è oggi una priorità assoluta”.</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La parte economica: aumenti concreti e più efficaci grazie alla detassazione</strong></h2>



<p>L&#8217;accordo assicura un <strong>aumento salariale complessivo medio di 205 euro</strong> (parametro 136, addensamento medio). Questo risultato rappresenta un <strong>incremento medio del 14,7% e un montante complessivo pari a circa 6.000 euro </strong>nell’arco dei tre anni di vigenza contrattuale.<strong>&nbsp;</strong></p>



<p>Un risultato che assume un valore ancora maggiore grazie alla <strong>detassazione degli aumenti contrattuali prevista dalla Legge di Bilancio</strong>, misura che la <strong>UIL ha sostenuto e rivendicato con forza</strong> come leva indispensabile per difendere il salario reale: il Sindacato, infatti, ha sempre ribadito che <strong>gli aumenti contrattuali devono arrivare nelle tasche dei lavoratori</strong>, senza essere erosi dalla tassazione ordinaria, e ha fatto della detassazione una battaglia centrale nel confronto con il Governo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto vale davvero l’aumento del CCNL in busta paga</strong></h3>



<p>Per rendere l’effetto della detassazione chiaro e comprensibile, prendiamo come riferimento <strong>l’aumento reale ottenuto con questo CCNL: 205 euro lordi mensili</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Con tassazione ordinaria (circa 23%),</strong> l’aumento netto sarebbe di circa <strong>158 euro al mese</strong>.</li>



<li><strong>Con la detassazione al 5% prevista dalla nuova Legge di Bilancio</strong>, l’aumento netto sale a circa <strong>195 euro mensili</strong>.</li>
</ul>



<p><strong>Il vantaggio per il lavoratore è quindi di circa 37 euro netti in più ogni mese</strong>, che diventano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>oltre 440 euro netti in più all’anno</strong>;</li>



<li><strong>circa 1.300 euro netti aggiuntivi sull’intera durata triennale del contratto</strong>.</li>
</ul>



<p>È la dimostrazione concreta che la detassazione <strong>non è un meccanismo astratto</strong>, ma uno strumento che rende la contrattazione collettiva <strong>più efficace e immediatamente percepibile in busta paga</strong>, rafforzando davvero il potere d’acquisto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Distribuzione degli aumenti sui minimi tabellari</strong></h3>



<p>Gli aumenti salariali saranno erogati in quattro tranche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>90 euro dal 1° ottobre 2025</strong>;</li>



<li><strong>55 euro dal 1° luglio 2026</strong>;</li>



<li><strong>55 euro dal 1° luglio 2027</strong>;</li>



<li><strong>5 euro dal 1° luglio 2028</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rafforzate previdenza e sanità integrativa</strong></h2>



<p>Il rinnovo contrattuale rafforza anche il <strong>welfare contrattuale</strong>.</p>



<p>Per il <strong>Fondo ARCO</strong>, il fondo pensione negoziale del comparto, il contributo a carico dell’azienda aumenterà complessivamente dello <strong>0,20%</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>all’<strong>1,90% dal 1° luglio 2026</strong>;</li>



<li>al <strong>2% dal 1° gennaio 2028</strong>.</li>
</ul>



<p>Sul fronte della <strong>sanità integrativa</strong>, dal 1° gennaio 2026 la contribuzione al <strong>Fondo Altea</strong> salirà a <strong>15 euro mensili</strong>, così ripartiti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>12 euro</strong> a carico dell&#8217;azienda;</li>



<li><strong>3 euro</strong> a carico del lavoratore.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nuove tutele per malattia e permessi</strong></h2>



<p>L’accordo introduce importanti tutele per i <strong>lavoratori affetti da malattie gravi o oncologiche che richiedono terapie salvavita</strong>: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>100% della retribuzione netta per i primi 8 mesi di assenza</strong>;</li>



<li><strong>50% della retribuzione netta per i successivi 6 mesi</strong>.</li>
</ul>



<p>Viene inoltre modificata la disciplina dei permessi per lutto o grave infermità di un familiare: i <strong>3 giorni di permesso retribuito</strong> sono ora <strong>fruibili per singolo evento</strong>, garantendo il pieno diritto ogni volta che si presenti la necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un passo avanti per la salute e la sicurezza sul lavoro</strong></h2>



<p>Per rafforzare la prevenzione, l’accordo introduce i <strong><em>“break formativi”</em></strong>: in caso di <em>near miss</em> (quasi infortunio), su richiesta dell’RSPP o dell’RLS sarà possibile attivare<strong> momenti formativi immediati</strong>, della durata massima di 10 minuti, per analizzare l’evento e adottare subito azioni correttive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Apprendistato di alta formazione</strong></h2>



<p>Viene introdotto l’<strong>Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca</strong>, rivolto ai <strong>giovani tra i 18 e i 29 anni</strong>, che consentirà di conseguire titoli universitari, dottorati o diplomi di alta specializzazione, combinando studio e lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Altre novità</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Durata del contratto</strong>: validità triennale <strong>fino al 30 settembre 2028</strong>.</li>



<li><strong>Licenziamento senza preavviso (Art. 53)</strong>: eliminate <strong>clausole generiche</strong> e <strong>ridefinite le soglie per l’assenza ingiustificata</strong>.</li>



<li><strong>Relazioni sindacali</strong>: istituzione del <strong>Comitato Bilaterale dei Materiali da Costruzione (CBMC)</strong>.</li>



<li><strong>Pari opportunità</strong>: il CBMC avrà un <strong>mandato specifico sulla parità di genere</strong> e sul <strong>contrasto a molestie e discriminazioni</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Più salario netto, più diritti, più tutele</strong></h2>



<p>Con questo accordo sono stati rafforzati in modo concreto<strong><s> </s>salario, welfare e diritti </strong>nel settore dei Laterizi e Manufatti in Cemento.</p>



<p>Un risultato che assume un valore ancora più forte grazie alla <strong>detassazione degli aumenti contrattuali</strong>, una battaglia storica della <strong>UIL</strong>, che ha indicato con chiarezza la necessità di affiancare alla contrattazione collettiva <strong>politiche fiscali giuste e favorevoli al lavoro dipendente</strong>.</p>



<p>Il Sindacato ha ribadito che <strong>non basta conquistare aumenti lordi</strong> se questi vengono poi assorbiti dalle imposte: ciò che conta è il <strong>salario netto</strong>, quello che permette alle lavoratrici e ai lavoratori di <strong>affrontare l’aumento del costo della vita</strong>.</p>



<p>I numeri dimostrano che questa scelta paga: <strong>oltre 1.300 euro netti in più nel triennio</strong> grazie alla detassazione sono un <strong>beneficio reale, tangibile e immediato</strong>.</p>



<p><strong>Più salario netto, più diritti, più tutele</strong>: è questa la direzione indicata dalla UIL, che continua a mettere <strong>al centro il lavoro, la dignità e il potere d’acquisto delle persone</strong>.</p>



<p><strong>Un risultato di cui essere orgogliosi</strong>, frutto dell’impegno sindacale e della partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
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		<title>Tecnologie e robotica per innovare le Costruzioni, in sicurezza</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/23/tecnologie-e-robotica-per-innovare-le-costruzioni-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5476</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le tecnologie e le intelligenze naturali e artificiali nel comparto delle Costruzioni sono state al centro del workshop “Le IntelliGens al servizio del patrimonio”, organizzato nell’ambito della Biennale internazionale di Architettura 2025 all'Arsenale di Venezia, a cui ha partecipato FENEALUIL e a cui ha presenziato anche Sicurezza e Lavoro.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le tecnologie e le intelligenze naturali e artificiali nel comparto delle Costruzioni sono state al centro del workshop “Le IntelliGens al servizio del patrimonio”, organizzato nell’ambito della Biennale internazionale di Architettura 2025 all&#8217;Arsenale di Venezia, a cui ha partecipato FENEALUIL e a cui ha presenziato anche Sicurezza e Lavoro.</p>



<p>L&#8217;evento rientra nelle iniziative del Construction Futures Research Lab, sostenuto da Fondamentale &#8211; la filiera delle Costruzioni.</p>



<p>Alla discussione &#8211; moderata da Sebastiano Maffettone, direttore dell’Osservatorio Ethos Luiss, e da Daniele Pittèri, Presidente di Mecenate 90 &#8211; hanno partecipato, tra gli altri, Mauro Franzolini, Segretario Generale nazionale FENEALUIL, Matteo Fabbri di CNA Costruzioni e Daniela Scaccia, Segretaria Generale nazionale Anaepa Confartigianato Edilizia.</p>



<p>“Quella della robotica in edilizia è una sfida straordinaria, che abbiamo voluto portare alla Biennale internazionale di Architettura di Venezia con Fondamentale &#8211; la filiera delle Costruzioni” ha affermato Mauro Franzolini.</p>



<p>“Siamo usciti dalle dinamiche abituali delle relazioni sindacali &#8211; ha spiegato &#8211; e abbiamo provato a mostrare la nostra storia, il percorso svolto sinora e le prospettive future”.</p>



<p>“Ci stiamo attrezzando per una sfida epocale, per affrontare con consapevolezza un futuro in cui saremo costretti a vivere, forse anche meglio, grazie alle nuove tecnologie e alla robotica”.</p>



<p>“Come sistema bilaterale &#8211; ha concluso Franzolini &#8211; dobbiamo trovare il modo di comunicarlo correttamente a lavoratori e associati, per fare evolvere il comparto e, soprattutto, per ridurre rischi e infortuni e malattie professionali”.&nbsp;</p>



<p>“La cultura nel Settore delle micro imprese edile passa attraverso le mani, attraverso l&#8217;intelligenza artigiana, ma dobbiamo favorire una maggiore condivisione tra tutti i soggetti coinvolti e promuovere la ricerca” ha affermato Daniela Scaccia, Segretaria Generale nazionale Anaepa Confartigianato Edilizia.&nbsp;</p>



<p>“Per aumentare l&#8217;efficienza del risultato e la soddisfazione del committente, mantenendo in salute ed efficienza il nostro abitato” ha specificato.</p>



<p>“La tecnologia è un&#8217;opportunità per le imprese e dobbiamo promuovere il ricambio generazionale per innovare il Settore” ha ribadito Matteo Fabbri di CNA Costruzioni, che ha illustrato un progetto avviato a Kiev nel 2023, sotto i bombardamenti, per effettuare rilievi di edifici che potevano essere danneggiati a causa della guerra.</p>



<p>Gian Marco Revel, professore ordinario di Ingegneria Meccanica all&#8217;Università Politecnica delle Marche, ha poi illustrato i grandi progressi nel Settore, con la robotica edile che sta passando dalla fantascienza alla realtà.</p>



<p>Si stanno già diffondendo esoscheletri e robot autonomi, ad esempio per l’applicazione dello stucco sul cartongesso. Anche la stampa 3D sta prendendo sempre una maggiore diffusione. E, ancora, ci sono escavatori automatici, bracci robotici montati su camion e droni che valutano l’avanzamento dei lavori nei cantieri.</p>



<p>“L&#8217;introduzione dei robot umanoidi in edilizia, per sollevare l&#8217;uomo dai lavori più usuranti &#8211; ha spiegato &#8211; non è però solo un problema tecnologico, ma anche culturale”.</p>



<p>E c&#8217;è poi anche il tema della qualità, oggi garantita dai lavoratori umani, per ora impareggiabili in molte lavorazioni. L&#8217;obiettivo è ridurre sprechi ed errori, aumentando sicurezza e produttività e, allo stesso tempo, accelerare la decarbonizzazione del comparto delle costruzioni, ma anche avvicinare i giovani al settore, offrendo loro una qualificazione professionale più elevata.</p>



<p>Alla tavola rotonda è intervenuta anche la Ministra dell&#8217;Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini: “Sciences e Humanities non possono più essere separate. Il vero genio è la contaminazione”.</p>



<p>“L&#8217;intelligenza artificiale già esiste &#8211; ha detto &#8211; e noi possiamo solo scegliere se subirla, accompagnarla o, meglio, governarla”.</p>



<p>“Arte e tecnologia &#8211; ha concluso &#8211; possono creare vera innovazione”.&nbsp;</p>



<p>“Università e associazioni sindacali e di categoria devono accompagnare il percorso per permettere a tutti di accedere alle tecnologie” ha evidenziato Federica Brancaccio, Presidente nazionale Ance.</p>



<p>“Dobbiamo governare questo processo, nell&#8217;interesse delle imprese e dei lavoratori e delle lavoratrici &#8211; ha affermato &#8211; per affrontare con successo il cambiamento del rapporto tra lavoro, produttività e creazione di occupazione”.</p>



<p>“Con la consapevolezza degli interrogativi che i nuovi dispositivi pongono all&#8217;uomo” ha sottolineato il Presidente della Biennale, Pierangelo Buttafuoco.</p>



<p>Ha concluso la tavola rotonda il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini, che ha confermato importanti investimenti per ammodernare le infrastrutture italiane, che contano ventimila ponti, viadotti e gallerie.</p>



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<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/12/23/tecnologie-e-robotica-per-innovare-le-costruzioni-in-sicurezza/">Tecnologie e robotica per innovare le Costruzioni, in sicurezza</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
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		<title>Joe Urbaez, RLST nei cantieri dell’Abruzzo: formazione, prevenzione e dialogo per tutelare i lavoratori e salvare vite</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/23/joe-urbaez-rlst-nei-cantieri-dellabruzzo-formazione-prevenzione-e-dialogo-per-tutelare-i-lavoratori-e-salvare-vite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5474</guid>

					<description><![CDATA[<p>RLST da quattro anni, dal novembre 2021, Joe Urbaez opera in tutto il territorio regionale dell’Abruzzo per conto di Edilcassa.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>RLST da quattro anni, dal novembre 2021, Joe Urbaez opera in tutto il territorio regionale dell’Abruzzo per conto di Edilcassa.</p>



<p>&#8220;Siamo in tre colleghi &#8211; spiega &#8211; designati dalle sigle sindacali&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Un percorso professionale nato in famiglia e nel Sindacato: &#8220;La FENEALUIL mi ha accompagnato sin dall’inizio nel mio percorso nel mondo dell’edilizia. Poi, ho frequentato vari corsi di formazione e sono stato eletto RLST&#8221;.</p>



<p>&#8220;Nella federazione &#8211; precisa &#8211; ho acquisito valori importanti: l’onestà, il lavoro in gruppo, il mettersi al servizio degli altri e, soprattutto, la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori&#8221;.</p>



<p>“Una preparazione che, sottolinea, non si ferma mai e prosegue ancora oggi, con un aggiornamento continuo”.</p>



<p>Le attività vengono svolte sempre in coppia: &#8220;Non lavoriamo mai da soli. Distribuiamo volantini per spiegare quali sono le nostre funzioni e cerchiamo di programmare gli accessi ai cantieri con appuntamenti telefonici&#8221;.</p>



<p>L’approccio è improntato al dialogo: &#8220;Non insistiamo, ma forniamo sempre osservazioni e consigli, cercando di mediare con le aziende per risolvere le criticità riscontrate nei luoghi di lavoro&#8221;.</p>



<p>&#8220;C’è una grande collaborazione &#8211; afferma &#8211; con tutte le sigle sindacali sulle tematiche di salute e sicurezza: su altre questioni magari non c’è supporto, ma in questa materia, su cui la FENEALUIL sta investendo moltissimo, siamo tutti uniti&#8221;.</p>



<p>Secondo Urbaez, però, la strada per lavorare in completa sicurezza è ancora in salita &#8211; &#8220;C’è spesso superficialità, sia da parte dei datori di lavoro sia, talvolta, degli stessi lavoratori, non sempre adeguatamente formati e informati&#8221;.&nbsp;</p>



<p>“In alcuni casi &#8211; racconta &#8211; siamo noi RLST a fare ‘scuola’ direttamente in cantiere”.</p>



<p>Un cambiamento si è registrato con l’introduzione della patente a crediti: &#8220;Finalmente molti datori hanno ‘drizzato le antenne’ sul tema della salute e sicurezza&#8221;. Ma restano le difficoltà, soprattutto tra le piccole imprese: &#8220;Spesso non danno importanza ai rischi, convinte che non capiterà mai nulla. Finché non avviene un infortunio&#8230;&#8221;.</p>



<p>La prevenzione resta la priorità &#8211; &#8220;Segnaliamo subito ciò che non va &#8211; spiega &#8211; e analizziamo anche tutta la documentazione, per verificarne la completezza e la corrispondenza con la situazione reale che troviamo nel cantiere&#8221;. Più complesso il rapporto nelle micro e piccole aziende, dove i lavoratori temono ritorsioni o il licenziamento &#8211; &#8220;Devono però capire &#8211; afferma &#8211; che la vita va sempre messa al primo posto&#8221;.</p>



<p>Urbaez auspica un supporto maggiore, una maggiore presenza in cantiere anche da parte dell’Ispettorato del Lavoro, &#8220;con una collaborazione più stretta, soprattutto in un’ottica preventiva e non solo sanzionatoria&#8221;.</p>



<p>“Servono più tutele e più formazione, anche per i datori di lavoro. Bisogna valorizzare gli enti bilaterali, garanzia di serietà e di vera preparazione. Ognuno deve fare la propria parte: dal coordinatore all’imprenditore. A volte una semplice svista può costare una multa salata oppure, nel peggiore dei casi, un grave infortunio&#8221;.</p>



<p>&#8220;Quello del RLST un lavoro bellissimo, che mi appassiona &#8211; conclude &#8211; ma non sempre è semplice. L’impegno però è massimo, perché l’obiettivo è ambizioso: salvare vite umane e tutelare la salute di tutti&#8221;.</p>



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		<title>Confermata la responsabilità penale dell’autista per un investimento mortale avvenuto in cantiere</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/23/confermata-la-responsabilita-penale-dellautista-per-un-investimento-mortale-avvenuto-in-cantiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5468</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Cassazione Penale, con la sentenza n°. 37985 del 24 novembre 2025, ha confermato la responsabilità penale dell’autista di un autoarticolato per un investimento mortale avvenuto in un cantiere stradale a Brindisi nel 2020.</p>
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<p>La Cassazione Penale, con la sentenza n°. 37985 del 24 novembre 2025, ha confermato la responsabilità penale dell’autista di un autoarticolato per un investimento mortale avvenuto in un cantiere stradale a Brindisi nel 2020.</p>



<p>Secondo i giudici, il conducente non può andare esente da colpa per il solo fatto di aver eseguito una manovra su indicazione del datore di lavoro, quando è consapevole dell’esistenza di condizioni di pericolo.</p>



<p>Il caso riguarda la morte di un operaio, investito durante una manovra in retromarcia mentre lavorava nei pressi del guard-rail, con le spalle al mezzo.</p>



<p>Il camion era privo di sistemi di sicurezza come sensori, telecamere e segnalatori luminosi, e il segnale acustico di retromarcia risultava non funzionante, circostanza ben nota all’autista. Nonostante ciò, il conducente aveva avviato la manovra seguendo le indicazioni del datore di lavoro, pur avendo visto la presenza della vittima nello specchietto retrovisore.</p>



<p>Nel rigettare il ricorso, la Corte ha ritenuto la condotta dell’autista gravemente colposa. La consapevolezza del guasto al segnale acustico e della presenza di altri lavoratori nell’area imponeva, secondo i giudici, di segnalare immediatamente il malfunzionamento e di astenersi dall’effettuare la manovra fino al ripristino di condizioni di sicurezza.</p>



<p>L’omissione di tali cautele ha avuto un ruolo causale diretto nell’evento mortale.</p>



<p>La Cassazione ha quindi escluso che potesse trovare applicazione il principio di ‘affidamento’, chiarendo che esso non opera quando chi lo invoca ha già violato una regola cautelare. Né può valere, nel lavoro privato, l’esimente dell’esecuzione di un ordine del datore di lavoro, poiché il dipendente resta tenuto a verificare la legittimità e la sicurezza delle disposizioni ricevute.</p>



<p>In quanto conducente del mezzo, l’imputato rivestiva una propria posizione di garanzia e aveva l’obbligo di controllare che la manovra avvenisse in condizioni tali da evitare rischi per i colleghi.</p>



<p>Quanto alla pena, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito, che avevano riconosciuto le attenuanti generiche in equilibrio con l’aggravante dell’omicidio colposo commesso con violazione delle norme antinfortunistiche, alla luce della particolare gravità della condotta.</p>



<p>Il ricorso è stato quindi rigettato e l’autista condannato al pagamento delle spese processuali.</p>



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		<title>Pietro De Angelis: “Dal Veneto il primo Protocollo di collaborazione tra i comparti dell’edilizia-industria e dell’artigianato su salute e sicurezza”</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/23/pietro-de-angelis-dal-veneto-il-primo-protocollo-di-collaborazione-tra-i-comparti-delledilizia-industria-e-dellartigianato-su-salute-e-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Segretario Generale FENEALUIL Veneto, in carica da aprile 2018, Pietro De Angelis traccia un quadro del comparto delle Costruzioni e ci racconta il grande traguardo appena raggiunto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Segretario Generale FENEALUIL Veneto, in carica da aprile 2018, Pietro De Angelis traccia un quadro del comparto delle Costruzioni e ci racconta il grande traguardo appena raggiunto.</p>



<p>“Con fatica &#8211; spiega &#8211; siamo riusciti a stilare un Protocollo di collaborazione tra i due comparti di edilizia-industria e artigianato, sul tema salute e sicurezza. Oltre a lavorare da decenni attraverso le Scuole Edili/Cpt gestite insieme all’Ance, da qualche anno &#8211; racconta &#8211; abbiamo stipulato Accordi anche con le associazioni dell’artigianato edile del Veneto e da quest’anno abbiamo avviato il servizio di visite tecniche in cantiere, sul modello Scuole Edili/Cpt, anche nelle aziende edili artigiane, in raccordo con Formedil Italia.</p>



<p>Sono coinvolte tutte le sette Scuole Edili Industria del Veneto, una per provincia, e il Formedil Artigianato e PMI Veneto che ha, invece, carattere regionale.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una grande novità quindi.</strong></h2>



<p>“Esatto. Da quanto ci risulta, si tratta della prima esperienza del genere in Italia. Finora, in Veneto, le visite riguardavano solamente le imprese edili che aderiscono al sistema bilaterale dell’Industria edile, senza coinvolgere mai il mondo dell’Artigianato edile. Ora stiamo raccogliendo le firme e all’inizio dell’anno nuovo procederemo con la formalizzazione definitiva dell’accordo.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come lavorate?</strong></h2>



<p>“Viene utilizzato un unico metodo, un unico linguaggio per gestire le criticità nel cantiere. Sono previsti momenti congiunti di formazione e di scambio e aggiornamento, per rendere più efficienti le risorse, incrementando le visite in azienda/cantiere e, soprattutto, uniformando l’approccio su un tema così delicato e complesso come la salute e la sicurezza sul lavoro.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In Veneto come sta andando il Settore dell’edilizia?</strong></h2>



<p>“Il comparto è in salute. Grazie soprattutto alle grandi opere in cantiere, come le linee ferroviarie ad alta velocità Brescia-Verona e Verona-Vicenza, il raccordo ferroviario tra l’aeroporto Marco Polo e la linea ferroviaria Venezia-Trieste. Ci sono poi anche le infrastrutture in corso di completamento legate alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il segno per ora è positivo, complice anche il PNRR.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E per quanto riguarda infortuni e malattie professionali?</strong></h2>



<p>“Operiamo ogni giorno per contrastare infortuni e malattie professionali. C’è un dialogo sempre aperto con la Regione Veneto per potenziare i servizi di vigilanza e controllo e promuovere buone pratiche. Inoltre, abbiamo fatto incontri sul territorio e momenti di confronto, anche con i Nuclei dei Carabinieri presso l’Ispettorato del Lavoro. Sempre con l’obiettivo ‘Zero Morti sul Lavoro’.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le prospettive future?</strong></h2>



<p>“L’anno prossimo andremo a Congresso e il tema della salute e sicurezza sarà sicuramente centrale, così come quello del potenziamento della bilateralità, vero presidio per legalità e lavoro sicuro e dignitoso. Sarà un’occasione per tracciare un bilancio e rilanciare il comparto, anche a partire dalle stimolanti riflessioni nate durante l’ultima Biennale internazionale di Architettura a Venezia, a cui è intervenuto il Segretario Generale Mauro Franzolini, con le interessanti prospettive offerte da nuove tecnologie e intelligenza artificiale, sempre più presenti anche nei cantieri e sempre più alla portata di molte imprese del Settore.”</p>



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		<title>Il Decreto Sicurezza è legge: primi passi per affrontare problemi strutturali</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/23/il-decreto-sicurezza-e-legge-primi-passi-per-affrontare-problemi-strutturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 10:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5462</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 18 dicembre il Decreto 159 del 31 ottobre 2025 è diventato legge dello Stato. Un buon risultato, che dà risposte a questioni che solleviamo da tempo, ma non basta. I problemi di fondo rimangono. Occorre eliminare le gare al massimo ribasso, modificare la norma sul subappalto a cascata, rafforzare i controlli con pene più severe e una procura speciale.</p>
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]]></description>
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<p>Il 18 dicembre il Decreto 159 del 31 ottobre 2025 è diventato legge dello Stato. Un buon risultato, che dà risposte a questioni che solleviamo da tempo, ma non basta. I problemi di fondo rimangono. Occorre eliminare le gare al massimo ribasso, modificare la norma sul subappalto a cascata, rafforzare i controlli con pene più severe e una procura speciale.</p>



<p>In questo numero di Safety First analizziamo le principali novità della nuova legge, tra luci e ombre.</p>



<p>Come afferma il Segretario Generale FENEALUIL Mauro Franzolini, “sul tema del contrasto agli infortuni e alle malattie professionali, in aumento anche nei primi 10 mesi del 2025, sono stati fatti dei passi avanti da parte del Governo con il Decreto Sicurezza, ascoltando le istanze di Sindacati e associazioni. Le assunzioni degli ispettori del lavoro, il badge di cantiere, le borse di studio, il rafforzamento normativo sulla patente a crediti sono miglioramenti importanti, ma c&#8217;è bisogno di uno sforzo ulteriore, a cominciare da appalti, subappalti a cascata, corretta applicazione dei contratti nazionali e contrasto a caporalato e lavoro nero. Senza sarà impossibile ottenere il risultato di ‘zero morti sul lavoro’&#8221;.</p>



<p>Nella rivista ci occupiamo poi di un’altra questione centrale nel comparto delle Costruzioni: l’introduzione della robotica e delle nuove tecnologie, in primis l’intelligenza artificiale, nei cantieri italiani. Ne abbiamo discusso con Ance, CNA e Confartigianato e con i ministri Bernini e Salvini in un workshop internazionale alla Biennale Architettura di Venezia promosso da “Fondamentale &#8211; La filiera delle Costruzioni”.</p>



<p>Come raccontiamo nell’approfondimento dedicato all’evento, si tratta di una sfida epocale, che dobbiamo attrezzarci a gestire al meglio, per affrontare con consapevolezza un futuro &#8211; ormai sempre più prossimo &#8211; in cui saremo costretti a vivere, forse anche meglio, grazie alle nuove tecnologie e alla robotica.</p>



<p>Nella rubrica &#8220;La sentenza&#8221;, analizziamo poi gli obblighi del lavoratore, che è sempre tenuto a verificare la legittimità e la sicurezza delle disposizioni ricevute. In particolare, consideriamo il caso della responsabilità penale di un autista di un mezzo di cantiere che non denuncia il guasto al segnale acustico e, pur vedendo la vittima, prosegue la manovra indicatagli dal datore di lavoro, uccidendo un compagno di lavoro.</p>



<p>Per quanto riguarda i territori, in questo numero diamo voce al Veneto, con il Segretario Generale Regionale Pietro De Angelis che ci illustra un innovativo Protocollo su salute e sicurezza sul lavoro, che &#8211; per la prima volta in Italia &#8211; propone una collaborazione tra i due comparti dell’Edilizia-industria e dell’artigianato per effettuare le visite nei cantieri. Un accordo importante per uniformare la gestione, che coinvolge tutte le sette Scuole Edili Industria del Veneto, una per provincia, e il Formedil Artigianato e Pmi Veneto che ha, invece, carattere regionale. De Angelis ci parla poi di un Comparto in salute, grazie soprattutto alle grandi opere in cantiere, come le linee ferroviarie ad alta velocità Brescia-Verona e Verona-Vicenza, il raccordo ferroviario tra l’aeroporto Marco Polo e la linea ferroviaria Venezia-Trieste, e alle infrastrutture in corso di completamento legate alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e al PNRR.</p>



<p>Infine, per la rubrica dedicata ai RLST, diamo la parola a Joe Urbaez, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale che opera nel territorio dell’Abruzzo e che segnala le difficoltà, soprattutto tra le piccole imprese, sulle tematiche legate a salute e sicurezza: “Spesso &#8211; ci racconta &#8211; non danno importanza ai rischi, convinte che non capiterà mai nulla. Finché non avviene un infortunio”. Urbaez auspica quindi un supporto e una presenza maggiori in cantiere anche da parte dell’Ispettorato del Lavoro, “con una collaborazione più stretta, soprattutto in un’ottica preventiva e non solo sanzionatoria”.</p>



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		<title>Capitolato d&#8217;appalto in Edilizia: cosa c&#8217;è da sapere?</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/12/12/capitolato-appalto-edilizia-cosa-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 14:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5446</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel mondo dell&#8217;Edilizia, il capitolato d&#8217;appalto rappresenta un documento tecnico-amministrativo di importanza cruciale, essenziale per la corretta esecuzione di qualsiasi opera.&#160; Spesso percepito come una mera formalità, in realtà agisce come un vero e proprio “manuale di istruzioni” del progetto e, al tempo stesso, come bussola per tutte le parti coinvolte.&#160; Come vedremo nel dettaglio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel mondo dell&#8217;Edilizia, il <strong>capitolato d&#8217;appalto</strong> rappresenta un <strong>documento tecnico-amministrativo di importanza cruciale</strong>, essenziale per la corretta esecuzione di qualsiasi opera.&nbsp;</p>



<p>Spesso percepito come una mera formalità, in realtà <strong>agisce come un vero e proprio “manuale di istruzioni” del progetto</strong> e, al tempo stesso, come <strong>bussola per tutte le parti coinvolte</strong>.&nbsp;</p>



<p>Come vedremo nel dettaglio nel corso di questo articolo, il suo ruolo fondamentale è quello di <strong>regolare in modo chiaro e inequivocabile il rapporto tra il committente e l&#8217;appaltatore</strong>.&nbsp;</p>



<p>Un capitolato ben redatto è quindi la <strong>principale garanzia per assicurare trasparenza, una corretta esecuzione dei lavori e una solida tutela legale</strong>, sia negli appalti pubblici che in quelli privati.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Analizziamo in dettaglio la natura, l&#8217;obbligatorietà, la struttura e i contenuti del <strong>capitolato</strong>, offrendo una <strong>guida completa e accessibile</strong> anche ai non addetti ai lavori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Capitolato d’appalto: cos’è e a cosa serve esattamente?</strong></h2>



<p>Formalmente, il <strong>capitolato d&#8217;appalto è un</strong> <strong>documento tecnico-amministrativo allegato al contratto d&#8217;appalto</strong>. Quest&#8217;ultimo, secondo l&#8217;<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&amp;art.idGruppo=208&amp;art.flagTipoArticolo=2&amp;art.codiceRedazionale=042U0262&amp;art.idArticolo=1655&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=1942-04-04&amp;art.progressivo=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>art. 1655 del Codice Civile</strong></a>, è il contratto con cui l&#8217;appaltatore </p>



<p><em>&#8220;assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro&#8221;</em>.</p>



<p>Il suo scopo è duplice e complementare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>regolamentare i rapporti:</strong> definisce in modo dettagliato tutti gli obblighi e i diritti del committente e dell&#8217;appaltatore, mettendo “nero su bianco” gli accordi presi e riducendo al minimo il rischio di interpretazioni divergenti;</li>



<li><strong>guidare l&#8217;esecuzione:</strong> funge da manuale operativo che detta le specifiche tecniche dell&#8217;opera. Il suo obiettivo è assicurare che i lavori siano eseguiti a regola d&#8217;arte, nel pieno rispetto dei tempi, dei materiali e delle modalità concordate.</li>
</ul>



<p>In sintesi, <strong>il capitolato descrive con precisione tutti gli aspetti che ruotano attorno all&#8217;intervento</strong>, ovvero:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>le caratteristiche dettagliate</strong> dell&#8217;opera;</li>



<li><strong>gli obblighi e i diritti</strong> delle parti;</li>



<li><strong>le tecniche di costruzione</strong> da adottare e i <strong>materiali</strong> da utilizzare;</li>



<li>le eventuali <strong>necessità particolari</strong> del progetto;</li>



<li>qualsiasi altra <strong>informazione rilevante</strong> per il servizio o la fornitura.</li>
</ul>



<p>La sua funzione principale è quindi quella di <strong>prevenire controversie e fornire una base oggettiva e indiscutibile </strong>a cui fare riferimento in caso di disaccordi tra le parti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando il capitolato d&#8217;appalto è obbligatorio in Edilizia?</strong></h2>



<p>Per rispondere a questa domanda è innanzitutto fondamentale comprendere la <strong>distinzione legale tra appalti pubblici e privati</strong>.</p>



<p>La differenza è netta e inequivocabile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>appalti pubblici:</strong> <strong>la redazione del capitolato d&#8217;appalto è sempre obbligatoria quando il committente è una Pubblica Amministrazione</strong>. In questo contesto, la trasparenza e la standardizzazione sono requisiti inderogabili e l&#8217;assenza o l&#8217;incompletezza del documento può <strong>invalidare l&#8217;intero processo di appalto</strong>;</li>



<li><strong>appalti privati:</strong> per i lavori tra privati, <strong>non esiste un obbligo legale</strong> di redigere un capitolato.</li>
</ul>



<p><strong>Nonostante l&#8217;assenza di un obbligo di legge</strong>, la redazione del capitolato è considerata in larghissima misura un <strong>passo non negoziabile anche nei rapporti tra privati</strong>. Rinunciarvi, infatti, significa <strong>affrontare un progetto senza la principale rete di sicurezza</strong>. Per il committente, esso rappresenta un investimento fondamentale che offre benefici concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>garanzia:</strong> funge da garanzia principale che l&#8217;impresa eseguirà i lavori come pattuito, a regola d&#8217;arte e nei tempi stabiliti, rispettando ogni dettaglio tecnico e qualitativo;</li>



<li><strong>tutela legale:</strong> in caso di controversie, costituisce una base oggettiva e inoppugnabile per far valere i propri diritti in giudizio, proteggendo il committente da eventuali inadempienze dell&#8217;appaltatore;</li>



<li><strong>chiarezza economica:</strong> è indispensabile per ottenere una stima economica chiara e dettagliata del progetto e, insieme al contratto, definisce il quadro normativo completo dell&#8217;operazione.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tipologie e struttura del capitolato: generale e speciale</strong></h2>



<p>Per rispondere in modo efficace alle diverse esigenze normative e progettuali, <strong>il capitolato d&#8217;appalto si distingue in due tipologie principali</strong>, ciascuna con una funzione e una struttura ben definite: il <strong>capitolato generale </strong>e il <strong>capitolato speciale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Capitolato generale d&#8217;appalto</strong></h3>



<p>Il capitolato generale è un<strong> documento standard </strong>che regola in modo uniforme i <strong>rapporti tra la Pubblica Amministrazione e l&#8217;appaltatore</strong>.&nbsp;</p>



<p>È obbligatorio <strong>esclusivamente per i lavori pubblici</strong> e la sua struttura è uniformata a livello nazionale dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.lavori.pubblici:decreto:2000-04-19;145" target="_blank"><strong>D.M. n. 145/2000</strong></a>. In pratica, funge da <em>&#8220;capitolato dei capitolati&#8221;</em>, <strong>stabilendo le regole e gli standard di base a cui tutti i capitolati più specifici devono conformarsi</strong>.</p>



<p><strong>La sua struttura si articola in sei capi:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Capo I:</strong> aggiudicazione dei lavori</li>



<li><strong>Capo II:</strong> esecuzione dei lavori</li>



<li><strong>Capo III:</strong> pagamenti all&#8217;appaltatore</li>



<li><strong>Capo IV:</strong> collaudo</li>



<li><strong>Capo V:</strong> disposizioni su eventuali scioglimenti del contratto</li>



<li><strong>Capo VI:</strong> definizione di eventuali controversie</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Capitolato speciale d&#8217;appalto</strong></h3>



<p><strong>Il Capitolato speciale d&#8217;appalto è un documento molto più dettagliato</strong>, da allegare allo schema di contratto, redatto per definire i requisiti e le qualità delle opere di un singolo e specifico appalto.&nbsp;</p>



<p><strong>È</strong> <strong>sempre presente negli appalti pubblici</strong>, <strong>ma può essere utilizzato anche per disciplinare i rapporti tra privati</strong>. Il suo scopo è <strong>scendere nel merito delle specifiche tecniche</strong>, delle modalità esecutive e di tutte quelle particolarità che rendono unico ogni progetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa contiene il capitolato speciale d’appalto per i lavori edili</strong></h2>



<p>Il capitolato speciale d&#8217;appalto, dunque, <strong>“traduce” il progetto esecutivo in prescrizioni contrattuali vincolanti</strong>, descrivendo in modo analitico ogni aspetto tecnico, qualitativo e amministrativo dell&#8217;opera.&nbsp;</p>



<p>La sua struttura è generalmente <strong>articolata in due sezioni principali</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Parte amministrativa:</strong> questa sezione disciplina gli aspetti contrattuali e gestionali del rapporto tra committente e appaltatore. Include elementi come: l&#8217;oggetto dell&#8217;appalto, i termini di consegna, la disciplina economica (modalità di pagamento e contabilizzazione), le condizioni per eventuali varianti in corso d&#8217;opera, la gestione di subappalti e le modalità di risoluzione delle controversie.</li>



<li><strong>Parte tecnica:</strong> questa è la parte più descrittiva, dove vengono dettagliati tutti gli aspetti esecutivi in modo gerarchico e ordinato. Nello specifico:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>requisiti dei materiali:</strong> specifica le opere da eseguire, le caratteristiche qualitative e quantitative dei materiali da impiegare e le norme per la loro accettazione in cantiere;</li>



<li><strong>modalità esecutive:</strong> descrive l&#8217;ordine delle lavorazioni, le tecniche specifiche da impiegare per ogni fase e le norme per un&#8217;esecuzione a regola d&#8217;arte;</li>



<li><strong>standard di riferimento e controllo:</strong> indica la normativa tecnica applicabile (UNI, CE, ecc.), le procedure di verifica della conformità dei lavori e le modalità per i collaudi, sia in corso d&#8217;opera che finali.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p>Per gli interventi più complessi, <strong>il capitolato può includere anche una classificazione delle lavorazioni in base alla loro rilevanza</strong> (critica, importante, comune), definendo così diversi livelli di controllo e attenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tempi, pagamenti e allegati indispensabili in cantiere</strong></h2>



<p>Oltre alle specifiche tecniche, il capitolato speciale d&#8217;appalto è fondamentale per<strong> definire con precisione tre pilastri della gestione del cantiere</strong>: <strong>scadenze, flussi di cassa e documentazione</strong>.&nbsp;</p>



<p>Questi aspetti rappresentano i <strong>punti nevralgici di qualsiasi cantiere </strong>e le fonti più comuni di controversie. Per questo, la loro definizione precisa nel capitolato è di<strong> importanza strategica</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tempistiche e penali</strong>: il capitolato definisce il <strong>termine ultimo</strong> per la conclusione dei lavori e stabilisce le condizioni per eventuali proroghe. Può includere un <strong>cronoprogramma</strong> dettagliato e può prevedere l&#8217;applicazione di <strong>penali</strong> <strong>economiche</strong> per eventuali ritardi accumulati rispetto alle scadenze pattuite.</li>



<li><strong>Modalità di pagamento</strong>: vengono disciplinati i corrispettivi per l&#8217;appaltatore. Generalmente, i pagamenti sono legati agli <strong>stati di avanzamento lavori (SAL)</strong>, ovvero a scaglioni predefiniti. Ad esempio, il capitolato può prevedere il pagamento del primo 30% dell&#8217;importo al completamento del 30% delle opere, e così via, fino al saldo finale. Il documento specifica anche le modalità di contabilizzazione (a corpo, a misura o in economia).</li>



<li><strong>Allegati indispensabili:</strong> per garantire la sua validità e completezza, il capitolato deve essere sempre accompagnato da una serie di documenti tecnici ed economici che ne costituiscono parte integrante. I più importanti sono:
<ul class="wp-block-list">
<li>progetto esecutivo delle opere;</li>



<li>computo metrico dei lavori;</li>



<li>contratto di appalto;</li>



<li>elenco dei prezzi unitari.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p>La<strong> </strong>corretta redazione<strong> </strong>e la sottoscrizione di questo insieme di documenti rappresentano passaggi di massima importanza, il cui compito <strong>spetta a una figura tecnica ben precisa</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi redige il capitolato d&#8217;appalto e perché è fondamentale la sottoscrizione</strong></h2>



<p>La <strong>redazione del capitolato d&#8217;appalto</strong> è un compito che richiede <strong>competenze tecniche specifiche</strong> per garantire che il documento sia accurato, completo e coerente con il progetto.&nbsp;</p>



<p>La responsabilità della sua stesura è affidata al <strong>progettista dei lavori</strong> (architetto, ingegnere o altra figura tecnica abilitata), il quale adatta il contenuto alla natura e alla complessità dell&#8217;opera da realizzare.</p>



<p>Una volta redatto,<strong> il documento deve essere firmato da entrambe le parti: il committente e l&#8217;appaltatore</strong>. Una pratica imprescindibile per una tutela legale inattaccabile è la <strong>sottoscrizione di ogni singola pagina</strong> <strong>da parte di entrambi i contraenti</strong>. Questo semplice gesto sigilla l&#8217;accordo su ogni clausola, annullando la possibilità di future contestazioni su dettagli specifici e trasformando il capitolato in un patto legalmente blindato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti (FAQ)</strong></h2>



<div class="schema-faq wp-block-yoast-faq-block"><div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550189713"><strong class="schema-faq-question"><strong>Che cos&#8217;è esattamente il capitolato d&#8217;appalto in Edilizia?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Il capitolato d’appalto è un documento di natura tecnico-amministrativa che viene allegato a un contratto d&#8217;appalto. Funge da </em><strong><em>&#8220;manuale di istruzioni&#8221; per l’opera o il servizio </em></strong><em>e ha lo scopo di regolare il rapporto tra il committente e l&#8217;appaltatore. Al suo interno sono descritte in dettaglio le caratteristiche dell&#8217;opera, le tecniche, i materiali e i reciproci obblighi e diritti delle parti.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550207021"><strong class="schema-faq-question"><strong>Qual è l&#8217;obiettivo principale del capitolato d&#8217;appalto? Qual è il suo valore legale?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>L&#8217;obiettivo principale è regolare i rapporti tra committente e appaltatore e guidare l&#8217;esecuzione dei lavori, assicurando che siano svolti a regola d&#8217;arte e nei tempi concordati. A livello legale, costituisce uno </em><strong><em>strumento di garanzia </em></strong><em>e una </em><strong><em>base oggettiva per far valere i propri diritti in giudizio </em></strong><em>in caso di controversie, definendo chiaramente gli obblighi da adempiere.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550224105"><strong class="schema-faq-question"><strong>Chi redige il capitolato d&#8217;appalto?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>La redazione del capitolato d&#8217;appalto è un compito del </em><strong><em>progettista dei lavori</em></strong><em>. Questo professionista adatta il contenuto del documento in base alla natura e alla tipologia dell&#8217;opera da realizzare. Il documento, una volta redatto, deve essere sottoscritto da entrambe le parti, committente e appaltatore, preferibilmente in ogni pagina, per rafforzarne il valore legale.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550241878"><strong class="schema-faq-question"><strong>Qual è la differenza tra capitolato generale d&#8217;appalto e Capitolato speciale d&#8217;appalto?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Il </em><strong><em>capitolato generale d&#8217;appalto</em></strong><em> è un documento standard, obbligatorio solo per gli appalti delle pubbliche amministrazioni, uniformato a livello nazionale dal D.M. n. 145/2000. Regola i rapporti tra PA e appaltatore definendo norme obbligatorie generali (es. aggiudicazione, pagamenti, collaudo). Il </em><strong><em>capitolato speciale d&#8217;appalto</em></strong><em> è molto più dettagliato, definendo i requisiti, la qualità delle opere, le specifiche tecniche sui materiali e le modalità di esecuzione per un singolo e specifico progetto.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550254160"><strong class="schema-faq-question"><strong>Quali informazioni fondamentali devono essere contenute nel capitolato speciale?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>Il capitolato speciale deve contenere la </em><strong><em>descrizione dettagliata delle opere</em></strong><em> e le </em><strong><em>caratteristiche tecniche</em></strong><em> (materiali, qualità e modalità di esecuzione dei lavori). Inoltre, disciplina i </em><strong><em>tempi di realizzazione</em></strong><em> (termine di ultimazione e condizioni di proroga), le </em><strong><em>modalità di pagamento</em></strong><em> (a corpo, a misura o in economia) e le eventuali </em><strong><em>penali</em></strong><em> per ritardi.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550266483"><strong class="schema-faq-question"><strong>Cosa si intende per <em>&#8220;elenco dei prezzi unitari&#8221;</em> e dove viene inserito?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><em>L&#8217;elenco dei prezzi unitari è un documento contenente i </em><strong><em>prezzi applicabili per ogni singola lavorazione</em></strong><em> (prezzo unitario). Viene inserito come allegato al capitolato d&#8217;Appalto (o allo schema di contratto) ed è cruciale per la contabilizzazione di lavori in variante o aggiuntivi rispetto al progetto iniziale.</em></p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1765550283683"><strong class="schema-faq-question"><strong>Il capitolato d&#8217;appalto è obbligatorio anche nei lavori tra privati?</strong></strong> <p class="schema-faq-answer"><strong><em>No, la redazione del capitolato d’appalto non è obbligatoria per legge nel caso di appalti tra privati</em></strong><em>. Tuttavia, è </em><strong><em>fortemente consigliata</em></strong><em>, in quanto rappresenta la garanzia principale per il committente. È uno strumento essenziale per prevenire problemi e controversie, soprattutto per interventi di una certa entità.</em></p> </div> </div>
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		<title>Nuovo D.L. per la sicurezza sul lavoro: panoramica e commento della FENEALUIL</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2025/11/19/nuovo-dl-sicurezza-sul-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 16:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog FENEALUIL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.fenealuil.it/?p=5416</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri cosa prevede il nuovo D.L. per la sicurezza sul lavoro: più controlli e vigilanza, ma nessun intervento sulle cause strutturali.</p>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/11/19/nuovo-dl-sicurezza-sul-lavoro/">Nuovo D.L. per la sicurezza sul lavoro: panoramica e commento della FENEALUIL</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il nuovo decreto-legge sulla sicurezza sul lavoro, il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/10/31/25G00172/SG" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.L. 159/2025</strong></a>, rappresenta un approccio a <em>“doppio binario” </em>da parte del Governo in materia. </p>



<p>Da un lato, <strong>fornisce una risposta</strong> <strong>alla situazione drammatica degli infortuni sul lavoro denunciata dalla FENEALUIL </strong>con un rafforzamento degli strumenti di controllo, vigilanza e monitoraggio digitale, da tempo richiesti.</p>



<p>Dall&#8217;altro, <strong>non interviene però sulle cause strutturali della crisi</strong>: i subappalti a cascata e la logica delle gare al massimo ribasso.&nbsp;</p>



<p>Vediamo più nel dettaglio cosa prevede la norma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo decreto legge sulla sicurezza sul lavoro 2025</strong></h2>



<p>Nato in un contesto di alta allerta sociale, il decreto legge n. 159 del 31/10/2025 trova la sua ragion d&#8217;essere nella<strong> straordinaria urgenza di rafforzare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro</strong>.</p>



<p>Questa necessità, ribadita costantemente dalla FENEALUIL, ha spinto il legislatore a varare un pacchetto di norme con l&#8217;obiettivo di <strong>fornire risposte immediate per una situazione non più tollerabile</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>D.L. n. 159/2025: data di entrata in vigore e impianto normativo</strong></h3>



<p>Coerentemente con il carattere d&#8217;urgenza, l&#8217;articolo 21 del decreto ne ha disposto l&#8217;<strong>entrata in vigore il giorno stesso della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale</strong>, il 31 ottobre 2025.&nbsp;</p>



<p>Il suo impianto si configura come un intervento organico che <strong>modifica normative cardine come il </strong><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.Lgs. 81/2008</strong></a> (Testo Unico sulla Sicurezza) e, al contempo,<strong> introduce strumenti innovativi di controllo e prevenzione</strong>, con un forte accento sulla digitalizzazione.</p>



<p>L&#8217;approccio del legislatore mira a <strong>costruire un sistema più integrato</strong>, dove il primo pilastro è un <strong>inasprimento della vigilanza e del regime sanzionatorio</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Rafforzamento della vigilanza e nuove sanzioni</strong></h3>



<p><strong>Il decreto attacca l&#8217;illegalità e la non conformità</strong> da due angolazioni:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>da un lato, <strong>potenzia gli organi ispettivi</strong>;</li>



<li>dall&#8217;altro, innalza la severità della punizione, <strong>inasprendo le sanzioni</strong>. </li>
</ul>



<p>L&#8217;obiettivo è <strong>rendere le pratiche irregolari economicamente e legalmente insostenibili</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Potenziamento degli organi ispettivi per la sicurezza</strong></h3>



<p>L’articolo 4 delinea un piano di <strong>rafforzamento degli organici dedicati alla vigilanza</strong>: per la FENEALUIL, che lo chiedeva da tempo, <em>&#8220;</em><strong><em>un&#8217;ottima notizia</em></strong><em>&#8220;</em>.</p>



<p>Il piano prevede:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l&#8217;autorizzazione all&#8217;assunzione a tempo indeterminato di <strong>300 unità di personale</strong> per l&#8217;Ispettorato nazionale del lavoro (INL) nel triennio 2026-2028;</li>



<li>il rafforzamento del contingente del <strong>Comando Carabinieri per la tutela del lavoro</strong>, con un aumento dell&#8217;organico e l&#8217;autorizzazione a nuove assunzioni.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La patente a crediti: decurtazioni e inasprimento delle sanzioni</strong></h3>



<p><strong>Il decreto interviene in modo deciso anche sulla </strong><a href="https://blog.fenealuil.it/2024/10/02/patente-a-crediti-edilizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>patente a crediti</strong></a>, il sistema a punti che qualifica le imprese edili per operare nei cantieri.</p>



<p>L&#8217;art. 3 introduce <strong>due importanti modifiche</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>inasprimento delle sanzioni</strong>: la sanzione massima per le imprese che operano senza la necessaria qualificazione viene raddoppiata, passando <strong>da € 6.000 a €</strong> <strong>12.000</strong>;</li>



<li><strong>nuove modalità di decurtazione</strong>: vengono introdotte nuove procedure per la sottrazione dei crediti in caso di violazioni, rendendo il sistema <strong>più efficace nel sanzionare le irregolarità</strong>, in particolare per il “<strong>lavoro nero</strong>”, come chiesto dalla FENEALUIL.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il badge digitale di cantiere: tracciabilità in appalto e subappalto</strong></h3>



<p><strong>Una delle novità più significative</strong>, prevista dall&#8217;art. 3, <strong>è l&#8217;introduzione del badge digitale di cantiere</strong>. Questa misura, sollecitata dal Sindacato in più occasioni, <strong>mira a garantire la tracciabilità del personale</strong>, contrastando lavoro sommerso e irregolarità negli appalti e subappalti.&nbsp;</p>



<p>Le sue <strong>caratteristiche principali</strong> sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una<strong> tessera di riconoscimento</strong> <strong>con</strong> <strong>codice univoco anticontraffazione</strong>;</li>



<li>disponibilità anche in <strong>modalità digitale</strong> per una gestione agile;</li>



<li>l’interoperabilità con la<strong> piattaforma nazionale</strong> <strong>SIISL</strong> (Sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa) per <strong>facilitare i controlli incrociati</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Incentivi e misure finanziarie per la sicurezza</strong></h2>



<p>Accanto al rigore, <strong>il decreto legge promuove un sistema di incentivi economici per incoraggiare una cultura della sicurezza che non sia solo reattiva</strong>, ma proattiva.&nbsp;</p>



<p>La logica è <strong>premiare le aziende che investono in prevenzione</strong>, rendendo la sicurezza un vantaggio competitivo.</p>



<p>In questo sistema, i dati raccolti attraverso le ispezioni e gli strumenti digitali potenziati diventeranno probabilmente la <strong>base probatoria per determinare quali aziende siano realmente virtuose</strong>, creando un meccanismo in cui la conformità viene sia imposta che premiata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Revisione delle aliquote INAIL e premi per le aziende virtuose</strong></h3>



<p>L&#8217;art. 1 autorizza l&#8217;INAIL, dal 1° gennaio 2026, a <strong>rivedere le aliquote di oscillazione in bonus per andamento infortunistico</strong>.&nbsp;</p>



<p>Questo significa che<strong> le aziende con meno infortuni pagheranno premi assicurativi INAIL più bassi</strong>, trasformando la sicurezza in un vantaggio economico diretto.&nbsp;</p>



<p>Lo scopo è, come accennato, <strong>premiare i datori di lavoro virtuosi</strong> e incentivare investimenti concreti nella prevenzione.</p>



<p>Per garantire l&#8217;integrità del sistema, l&#8217;art. 1, comma 4, stabilisce che siano<strong> escluse dal bonus le aziende che abbiano riportato negli ultimi due anni sentenze definitive di condanna per violazioni gravi in materia di sicurezza</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prevenzione, formazione e nuovi standard tecnologici</strong></h2>



<p>La <strong>prevenzione</strong> e la <strong>formazione</strong> sono i pilastri su cui il decreto intende costruire un cambiamento culturale.</p>



<p>Gli interventi mirano a <strong>elevare la qualità formativa</strong>, a <strong>diffondere la cultura della sicurezza</strong> fin dalle scuole e a integrare le nuove tecnologie come <strong>strumenti di apprendimento e monitoraggio predittivo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qualità della formazione e accreditamento dei soggetti erogatori</strong></h3>



<p>Per contrastare una formazione spesso solo formale, solo “sulla carta”, l&#8217;art. 6 stabilisce che un <strong>accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni definisca criteri rigorosi per l&#8217;accreditamento dei soggetti erogatori di corsi sulla sicurezza</strong>.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;obiettivo dichiarato è <strong>innalzare il livello della qualità dell&#8217;offerta formativa</strong>, assicurando che la formazione sia efficace e non un mero adempimento burocratico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuove misure per la promozione della cultura della sicurezza</strong></h3>



<p>L&#8217;art. 5 introduce una serie di <strong>iniziative per diffondere la cultura della prevenzione</strong>, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>campagne informative nelle scuole</strong>: l&#8217;INAIL promuoverà progetti formativi da inserire nell&#8217;ambito dell&#8217;insegnamento dell&#8217;<strong>educazione civica</strong>;</li>



<li><strong>formazione per i RLS</strong>: saranno finanziati interventi per la formazione dei <a href="https://blog.fenealuil.it/2021/11/22/rls-sicurezza-cantieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS)</strong></a>, con un&#8217;attenzione particolare alle<strong> imprese con meno di 15 dipendenti</strong>;</li>



<li><strong>tecnologie immersive</strong>: viene incentivato l&#8217;uso di <strong>realtà simulata e aumentata</strong> per l&#8217;apprendimento esperienziale.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Digitalizzazione e monitoraggio avanzato</strong></h3>



<p>Il decreto punta alla<strong> creazione di un vero e proprio</strong> <strong>ecosistema digitale per la sicurezza</strong>.&nbsp;</p>



<p>Strumenti come il <strong>badge digitale</strong> (art. 3), l&#8217;<strong>integrazione con la piattaforma SIISL</strong> (art. 14) e l&#8217;<strong>analisi dei</strong> <strong>mancati infortuni (near miss)</strong> (art. 15) non sono misure isolate.&nbsp;</p>



<p>Al contrario, compongono un <strong>sistema in cui i dati </strong>su chi è presente in cantiere (badge), le competenze formative (SIISL) e gli incidenti sfiorati (near miss) <strong>possono essere incrociati per creare un modello di rischio predittivo</strong>.&nbsp;</p>



<p>Questo rappresenta un cambio di paradigma: <strong>da un approccio reattivo, che interviene dopo l&#8217;incidente, a uno proattivo, basato sui dati</strong>.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;analisi dei near miss per aziende con più di 15 dipendenti, in particolare, è cruciale perché può <strong>permettere alle imprese di identificare e correggere le debolezze sistemiche prima che causino un evento catastrofico</strong>, segnando un&#8217;evoluzione da una cultura della colpa a una della prevenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tutela sociale e salute dei lavoratori</strong></h2>



<p>Il provvedimento va oltre la prevenzione degli infortuni, introducendo <strong>tutele concrete di protezione sociale e sanitaria</strong>.&nbsp;</p>



<p>Queste misure <strong>rafforzano la protezione per categorie specifiche</strong>, come studenti e studentesse, e offrono un sostegno tangibile ai familiari delle vittime del lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La tutela degli studenti nei percorsi scuola-lavoro</strong></h3>



<p>L&#8217;art. 7 introduce <strong>due novità fondamentali per la sicurezza degli studenti coinvolti nei percorsi scuola-lavoro</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>copertura assicurativa INAIL estesa</strong>: viene estesa la copertura assicurativa agli <strong>infortuni “in itinere”, occorsi durante il tragitto casa-lavoro</strong> e viceversa, equiparando la tutela a quella dei lavoratori;</li>



<li><strong>divieto di mansioni a rischio</strong>: si stabilisce il <strong>divieto di adibire studenti e studentesse a lavorazioni ad elevato rischio</strong>, così come identificate nel documento di valutazione dei rischi dell&#8217;azienda.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sostegno economico per gli orfani delle vittime del lavoro</strong></h3>



<p>Con una delle misure di maggior valore sociale, l&#8217;art. 8 istituisce un <strong>fondo gestito dall&#8217;INAIL per erogare borse di studio agli orfani delle vittime del lavoro</strong>, sostenendone il percorso formativo. Di seguito gli importi:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Grado di istruzione</strong></th><th><strong>Importo borsa di studio</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Scuola primaria e secondaria di primo grado</td><td>€ 3.000</td></tr><tr><td>Scuola secondaria di secondo grado e IeFP</td><td>€ 5.000&nbsp;</td></tr><tr><td>Università, AFAM e ITS Academy</td><td>€ 7.000</td></tr></tbody></table></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aggiornamenti sulla sorveglianza sanitaria</strong></h3>



<p>L&#8217;<strong>Art. 17</strong> apporta alcuni aggiornamenti. Il <a href="https://blog.fenealuil.it/2023/12/18/medico-competente-azienda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>medico competente</strong></a> dovrà fornire ai lavoratori informazioni sulla <strong>prevenzione oncologica</strong> e <strong>promuovere l&#8217;adesione agli screening</strong>. Inoltre, viene sancito che <strong>gli accertamenti sanitari obbligatori dovranno essere computati nell&#8217;orario di lavoro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il commento della FENEALUIL: pro e contro del decreto</strong></h2>



<p>La<strong> FENEALUIL</strong> riconosce i passi avanti compiuti dal Decreto, che <strong><em>contiene</em></strong><em> </em><strong><em>molte delle proposte avanzate dal Sindacato nel corso degli ultimi anni, che sono state finalmente recepite</em></strong>.</p>



<p>Questo giudizio si basa su una serie di misure considerate cruciali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>rafforzamento degli organi ispettivi</strong>, con nuove assunzioni per INL e Carabinieri;</li>



<li><strong>potenziamento della formazione</strong>, con un focus sulla qualità e sul supporto ai RLS delle piccole imprese;</li>



<li>introduzione del <strong>badge di cantiere</strong> per la tracciabilità;</li>



<li>estensione della <strong>copertura assicurativa INAIL</strong> agli studenti nei percorsi scuola-lavoro;</li>



<li><strong>divieto di adibire gli studenti a mansioni ad alto rischio</strong>;</li>



<li>istituzione di <strong>borse di studio</strong> <strong>per sostenere il percorso dei figli </strong>delle vittime del lavoro.</li>
</ul>



<p>Nonostante i progressi compiuti, tuttavia, <strong>la FENEALUIL sottolinea con forza che la norma non ha recepito alcune delle sue proposte più rilevanti</strong>, considerate essenziali per un vero cambio di rotta.</p>



<p>L&#8217;insoddisfazione si concentra sui seguenti punti, rimasti esclusi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>lo stop ai <strong>subappalti a cascata</strong> e alle <strong>gare al massimo ribasso</strong>, visti come le principali cause di precarizzazione e degrado degli standard di sicurezza;</li>



<li>l’introduzione del <strong>reato di omicidio sul lavoro e del reato di lesioni sul lavoro</strong>, per attribuire la giusta gravità penale alle violazioni delle norme su salute e sicurezza sul lavoro;</li>



<li>l&#8217;istituzione di una <strong>Procura nazionale del lavoro</strong> per coordinare le indagini in modo specialistico;</li>



<li>il <strong>patrocinio gratuito</strong> <strong>per le vittime di infortuni e malattie professionali e i loro familiari</strong>, per garantire a tutti un <strong>equo accesso alla giustizia</strong>.</li>
</ul>



<p>Di fronte a questo quadro di luci e ombre, <strong>la posizione della FENEALUIL è chiara: il decreto è un punto di partenza, non di arrivo</strong>. Per questo, chiediamo al Ministro competente <strong><em>l&#8217;apertura di tavoli di confronto dedicati</em></strong> per affrontare con urgenza i temi strutturali rimasti fuori dal provvedimento.&nbsp;</p>



<p>In definitiva, <strong>l&#8217;efficacia del D.L. 159/2025 dipenderà da due fattori</strong>:&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>la capacità dello Stato di <strong>attuare pienamente i suoi ambiziosi nuovi quadri ispettivi e digitali</strong>;</li>



<li>la sua volontà politica di affrontare con FENEALUIL e gli altri sindacati le <strong>questioni irrisolte dei subappalti e della responsabilità legale</strong>.</li>
</ol>
<p>The post <a href="https://blog.fenealuil.it/2025/11/19/nuovo-dl-sicurezza-sul-lavoro/">Nuovo D.L. per la sicurezza sul lavoro: panoramica e commento della FENEALUIL</a> appeared first on <a href="https://blog.fenealuil.it">Blog FENEALUIL</a>.</p>
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