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	<title>Blog FENEALUIL</title>
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	<description>Federazione Nazionale Lavoratori Edili Affini e del Legno</description>
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	<title>Blog FENEALUIL</title>
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		<title>Costruire sicurezza: una sfida quotidiana, dai cantieri alle aule dei tribunali, passando da formazione e contratti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costruire salute e sicurezza è il nostro impegno quotidiano. Un lavoro non sempre facile, non da tutti apprezzato, a volte scomodo per qualcuno. Rimane però la nostra priorità, perché la dignità del lavoro passa innanzitutto da ambienti sicuri e salubri, oltre che da salari giusti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Stefano Costa, Segretario FENEALUIL, e Massimiliano Quirico, Direttore Sicurezza e Lavoro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruire salute e sicurezza è il nostro impegno quotidiano. Un lavoro non sempre facile, non da tutti apprezzato, a volte scomodo per qualcuno. Rimane però la nostra priorità, perché la dignità del lavoro passa innanzitutto da ambienti sicuri e salubri, oltre che da salari giusti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza si costruisce con investimenti nei cantieri, in macchinari, in attrezzature e DPI, ma anche garantendo a lavoratori e lavoratrici una formazione di qualità, effettiva e continua, come quella offerta dagli Enti Bilaterali. E “non deve essere separata dalla contrattazione, per raggiungere l’obiettivo di Zero morti sul lavoro”, come ha ribadito il Segretario Generale Mauro Franzolini, in occasione del suo intervento al XIX Congresso nazionale FENEALUIL a Castellaneta Marina (Taranto), che riportiamo in questo numero di Safety First.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruire sicurezza è un’attività complessa, una “grande opera” per usare il linguaggio edile, che poggia su cinque pilastri, come spiegato da Franzolini al Congresso: la qualificazione delle imprese; la responsabilizzazione della committenza, sia pubblica che privata; la prevenzione, basata sui dati (INAIL, INL, Aziende sanitarie, Casse Edili, Enti Bilaterali, ecc.), che vanno messi in rete; il rafforzamento di RLS e RLST; la formazione, vera, accessibile e verificata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La promozione della salute e sicurezza sul lavoro passa però anche dalla giustizia. Quando le regole non vengono rispettate e si verificano infortuni e malattie professionali è un dovere, etico innanzitutto, stare al fianco delle vittime e dei loro familiari per sostenerli nel percorso di giustizia, spesso costoso, tortuoso e molto lungo. In questo senso, sarebbe di grande aiuto, concreto e morale, se venisse approvata la proposta di legge A.C. 2904 sul gratuito patrocinio legale, indipendentemente dal reddito, per le vittime dei reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro da cui consegua totale inabilità o decesso. Presentata dall’onorevole Chiara Gribaudo e altri, condivisa in maniera bipartisan, la proposta, nata da un’idea dell’associazione Sicurezza e Lavoro e sostenuta da FENEALUIL e Parti Sociali in occasione degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSSL) a Montecitorio, è ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati e ci auguriamo che possa presto diventare legge, per garantire tutele effettive alle vittime di reati odiosi come quelli commessi in spregio delle norme anti-infortunistiche, analogamente a quanto già accade per le donne vittime di violenza e maltrattamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sindacati e associazioni possono poi giocare un importante ruolo attivo di sostegno anche all’interno dei processi penali per le vittime di infortunio o malattie professionali, costituendosi parte civile. Come hanno fatto FENEALUIL Palermo e Sicurezza e Lavoro, le cui istanze di costituzione di parte civile sono state accettate il 21 luglio 2026 dal Tribunale di Termini Imerese, dove si celebra il processo per la strage di Casteldaccia (Palermo) del 6 maggio 2024, costata la vita a cinque lavoratori edili, morti mentre eseguivano lavori sulla rete fognaria per conto di AMAP Spa, l’Azienda Municipalizzata Acquedotto Palermo, vittime delle esalazioni di gas tossici: Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre che dei tragici fatti di Casteldaccia, questo numero di Safety First si occupa anche della situazione della Puglia, con un’intervista al Segretario Generale regionale, Saverio Loiudice, che analizza le sfide che attendono il territorio: dai ritardi nella realizzazione delle opere alla necessità di rafforzare la prevenzione nei cantieri, fino alle vertenze industriali aperte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi il consueto spazio dedicato alla vita degli RLST, con l’esperienza di Edoardo Cugurra, che opera nel territorio metropolitano di Genova e che negli ultimi anni, in virtù di un Protocollo siglato nel febbraio 2024, ha saputo promuovere una collaborazione concreta e un vero e proprio cambiamento culturale all’interno del porto del capoluogo ligure sulle tematiche di salute e sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, nella rubrica “La Sentenza”, approfondiamo un pronunciamento della Corte di Cassazione in materia di infortunio mortale in un cantiere privato di ristrutturazione edilizia, che chiarisce le responsabilità di committenti dei lavori e proprietari dell’immobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<item>
		<title>Strage di Casteldaccia, FENEALUIL ammessa come parte civile nel processo per la morte di cinque lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:56:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’udienza preliminare del 21 luglio 2026 presso il Tribunale di Termini Imerese (Palermo), la FENEALUIL di Palermo è stata ammessa come parte civile nel processo per la strage di Casteldaccia (Palermo) avvenuta il 6 maggio 2024, in cui sono morti cinque lavoratori edili mentre eseguivano lavori sulla rete fognaria per conto dell’AMAP Spa, l’Azienda Municipalizzata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nell’udienza preliminare del 21 luglio 2026 presso il Tribunale di Termini Imerese (Palermo), la FENEALUIL di Palermo è stata ammessa come parte civile nel processo per la strage di Casteldaccia (Palermo) avvenuta il 6 maggio 2024, in cui sono morti cinque lavoratori edili mentre eseguivano lavori sulla rete fognaria per conto dell’AMAP Spa, l’Azienda Municipalizzata Acquedotto Palermo, vittime delle esalazioni di gas tossici: Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tribunale di Termini Imerese di ammettere la costituzione di parte civile della FENEALUIL nel processo per la strage di Casteldaccia” &#8211; commenta il Segretario Generale FENEALUIL, Mauro Franzolini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È una decisione &#8211; prosegue il leader degli edili della UIL &#8211; che certifica l’impegno della nostra Organizzazione sindacale sul territorio siciliano nel promuovere salute, sicurezza e diritti nei luoghi di lavoro e che, allo stesso tempo, vuole essere un segnale di vicinanza ai familiari dei cinque lavoratori edili morti il 6 maggio 2024 in una tragedia sul lavoro che poteva e doveva essere evitata”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ci auguriamo che il processo possa rapidamente fare chiarezza sull’accaduto e accertare tutte le responsabilità &#8211; conclude Mauro Franzolini &#8211; per ridare dignità ai cinque lavoratori e rafforzare la fiducia dei familiari delle vittime e di tutti i lavoratori e le lavoratrici nelle Istituzioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’ammissione come parte civile nel processo è una vittoria della credibilità, della coerenza e del lavoro quotidiano svolto dal nostro Sindacato nei cantieri, nei tribunali e accanto ai lavoratori”, dichiara Pasquale De Vardo, Segretario Generale FENEALUIL Sicilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Essere l’unico Sindacato di categoria ammesso come parte civile &#8211; continua De Vardo &#8211; rappresenta un riconoscimento importante. Significa che il nostro impegno nella tutela collettiva dei lavoratori non si esaurisce nelle rivendicazioni sindacali, ma trova continuità anche nelle aule di tribunale, ogni volta che è necessario chiedere verità e giustizia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A Casteldaccia &#8211; denuncia il Segretario della Sicilia &#8211; sarebbe bastato rispettare le più elementari norme di sicurezza e utilizzare strumenti di rilevazione dei gas per evitare la morte di cinque lavoratori. Questo processo dovrà accertare ogni responsabilità, ma anche lanciare un messaggio chiaro a tutto il sistema degli appalti: la sicurezza non è un costo da comprimere&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla stessa linea l’associazione Sicurezza e Lavoro, anch’essa ammessa come parte civile nel processo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È stata una strage assurda, evitabile, che ha distrutto cinque famiglie &#8211; dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro &#8211; e che ora attende piena e rapida giustizia, per dare risposte ai familiari delle vittime e a tutti coloro che quotidianamente si impegnano affinché salute, sicurezza e diritti siano garantiti in tutti i luoghi di lavoro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<title>Saverio Loiudice: “La sfida della Puglia per un’edilizia più moderna, sicura e qualificata”</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/07/31/saverio-loiudice-sfida-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investimenti e infrastrutture, sempre con la massima attenzione alla salute e sicurezza e alla qualità del lavoro. Il futuro del comparto delle Costruzioni in Puglia passa dalla capacità di trasformare la stagione delle risorse del PNRR in un’occasione di crescita stabile e qualificata. Dopo il Congresso nazionale della UIL e quello della FENEALUIL, Saverio Loiudice, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Investimenti e infrastrutture, sempre con la massima attenzione alla salute e sicurezza e alla qualità del lavoro. Il futuro del comparto delle Costruzioni in Puglia passa dalla capacità di trasformare la stagione delle risorse del PNRR in un’occasione di crescita stabile e qualificata. Dopo il Congresso nazionale della UIL e quello della FENEALUIL, Saverio Loiudice, Segretario Generale FENEALUIL Puglia, analizza le sfide che attendono la regione: dai ritardi nella realizzazione delle opere alla necessità di rafforzare la prevenzione nei cantieri, fino alle vertenze industriali aperte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Congresso nazionale della UIL a Padova e quello della FENEALUIL, organizzato in Puglia, sono stati importanti momenti di confronto. Quale valore hanno avuto per la categoria?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Sono stati appuntamenti di grande partecipazione e condivisione, che hanno concluso un percorso congressuale che ha coinvolto territori, categorie e strutture regionali in tutta Italia. Per la FENEALUIL Puglia è stato motivo di grande orgoglio ospitare il Congresso nazionale nella nostra regione, a Castellaneta, in provincia di Taranto. È stata un’occasione per confrontarci e per rilanciare le sfide che ci attendono”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A cominciare dalla Puglia.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“La nostra Regione sta attraversando una stagione di investimenti nell’Edilizia pubblica, nelle infrastrutture, nella rigenerazione urbana e nella transizione energetica. Il PNRR e le misure di incentivo hanno dato una spinta importante al settore delle Costruzioni, ma questa opportunità rischia di non essere sfruttata pienamente. Molte opere subiscono rallentamenti a causa dei ritardi amministrativi, dell’aumento dei costi delle materie prime e delle difficoltà nel reperire le risorse necessarie. La sfida è trasformare questa fase in un’occasione per costruire un Settore più moderno, qualificato e competitivo”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uno dei temi centrali resta quello della sicurezza nei cantieri. Qual è la situazione?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“La sicurezza non può essere considerata un costo o un semplice adempimento burocratico: deve essere il primo investimento di ogni impresa. Ogni infortunio rappresenta una sconfitta per tutti. I dati ci ricordano che il problema è ancora molto presente: in Puglia nel 2025 sono state registrate oltre 20 mila denunce di infortunio sul lavoro e 58 denunce con esito mortale. Numeri che non sono solo statistiche, ma raccontano storie di persone, famiglie e comunità. Per questo servono più formazione, controlli efficaci, qualificazione delle imprese e una cultura della prevenzione che coinvolga tutti gli attori: istituzioni, aziende, lavoratori e organizzazioni sindacali”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali proposte avete avanzato come FENEALUIL?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo proposto la creazione di un Osservatorio Regionale sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, uno strumento che permetta di mettere insieme Istituzioni, Parti Sociali ed Enti di controllo per condividere dati, analizzare criticità e diffondere le buone pratiche presenti sui diversi territori. Allo stesso tempo, però, dobbiamo guardare all’innovazione. Anche l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie possono essere strumenti utili per migliorare la sicurezza nei cantieri: penso ai dispositivi intelligenti, ai sensori sui mezzi e alle soluzioni capaci di prevenire situazioni di rischio”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C’è però anche il tema dei salari e della qualità dell’occupazione, che spesso ha inevitabili risvolti sulla sicurezza.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il salario non è solo una questione di recupero dell’inflazione, ma riguarda la dignità del lavoro. Oggi, tra crisi internazionali, aumento dei costi energetici e maggiore incertezza economica, molte famiglie fanno fatica a sostenere il costo della vita. Non basta creare occupazione: bisogna creare lavoro stabile, qualificato, sicuro e adeguatamente retribuito. Per questo serve una nuova stagione di rinnovi contrattuali e una contrattazione di secondo livello più vicina ai territori e ai luoghi di lavoro”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Puglia restano aperte diverse vertenze, dalla Natuzzi al sistema AQP (Acquedotto Pugliese), fino alle difficoltà legate all’Ilva e al polo petrolchimico di Brindisi. Qual è la posizione della FENEALUIL?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Continueremo a seguire tutte le vertenze aperte perché dietro ogni crisi aziendale ci sono persone, lavoratori e famiglie. Il nostro obiettivo è difendere l’occupazione e accompagnare le trasformazioni produttive senza lasciare indietro nessuno, senza trascurare salute, sicurezza e diritti. Le difficoltà legate ai costi energetici e alla situazione internazionale stanno mettendo in difficoltà diversi comparti, comprese alcune realtà energivore, come le cave. Servono strumenti di sostegno più efficaci, capaci non solo di affrontare l’emergenza, ma anche di accompagnare la formazione e la riqualificazione dei lavoratori. La vera sfida per la Puglia è costruire una nuova fase di sviluppo nella quale il lavoro torni a essere il centro delle politiche economiche e industriali, sempre con un’attenzione prioritaria alla salute e alla sicurezza di lavoratori e lavoratrici”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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			</item>
		<item>
		<title>Infortunio mortale in lavori di ristrutturazione: il proprietario non è automaticamente responsabile come committente</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/07/31/infortunio-mortale-lavori-ristrutturazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Quarta Sezione della Cassazione Penale, con la sentenza n. 13.646 del 15 aprile 2026, ha annullato con rinvio a un’altra sezione di Corte d&#8217;Appello la condanna inflitta ai proprietari di una villetta di Palo del Colle (Bari), ritenuti responsabili, insieme all&#8217;imprenditore edile incaricato dei lavori, della morte di un operaio precipitato da un ponteggio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Quarta Sezione della Cassazione Penale, con la sentenza n. 13.646 del 15 aprile 2026, ha annullato con rinvio a un’altra sezione di Corte d&#8217;Appello la condanna inflitta ai proprietari di una villetta di Palo del Colle (Bari), ritenuti responsabili, insieme all&#8217;imprenditore edile incaricato dei lavori, della morte di un operaio precipitato da un ponteggio durante un intervento di ristrutturazione del lastrico solare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’infortunio mortale risale all&#8217;11 settembre 2014. L’operaio stava lavorando alla rimozione della pavimentazione di un terrazzo quando precipitò nel vuoto dopo il cedimento del ponteggio, riportando lesioni mortali. Secondo la ricostruzione degli investigatori dello Spesal, il crollo sarebbe stato provocato dalla movimentazione dell&#8217;autocarro utilizzato per raccogliere i materiali di risulta: la trazione esercitata sul canale di scarico avrebbe destabilizzato l&#8217;impalcatura, facendo perdere l&#8217;equilibrio al lavoratore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In primo grado il Tribunale di Bari, con sentenza del dicembre 2022, aveva condannato il titolare dell&#8217;impresa edile a un anno di reclusione e i due proprietari dell’immobile, considerati committenti dei lavori, a sei mesi di reclusione per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. La decisione era stata confermata dalla Corte d&#8217;Appello nell&#8217;ottobre 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I giudici di merito avevano attribuito ai proprietari numerose omissioni, tra cui la mancata verifica dell&#8217;idoneità tecnico-professionale dell&#8217;impresa, l&#8217;assenza della pianificazione della sicurezza, la mancata nomina del coordinatore per la sicurezza e altre violazioni previste dal Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La difesa dei proprietari ha però sostenuto che l&#8217;incidente fosse riconducibile esclusivamente alla condotta dell&#8217;imprenditore edile e alle modalità con cui era stato montato e utilizzato il ponteggio, contestando inoltre che i due imputati potessero essere automaticamente qualificati come committenti ai sensi della normativa sulla sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto queste censure, evidenziando il principio che la semplice qualità di proprietario dell&#8217;immobile non coincide automaticamente con quella di committente dei lavori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sentenza i giudici hanno affermato che il committente è il soggetto “per conto del quale l&#8217;opera viene realizzata” e che, pur potendo in molti casi coincidere con il proprietario, le due figure non sono necessariamente sovrapponibili. Di conseguenza, prima di attribuire responsabilità penali occorre verificare concretamente quale ruolo abbia svolto ciascun soggetto nell&#8217;affidamento e nella gestione dell&#8217;intervento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cassazione ha richiamato inoltre il consolidato orientamento secondo cui il committente privato non è tenuto a possedere le competenze tecniche proprie di un imprenditore del settore edile. Rimane tuttavia obbligato a scegliere un&#8217;impresa idonea, verificando che sia regolarmente iscritta alla C.C.I.A.A., che sia dotata del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e che non sia destinataria di provvedimenti di sospensione o interdittivi ai sensi dell&#8217;art. 14 D.Lgs. 81/2008. Si potrà individuare una sua responsabilità penale quando vi sia prova che si sia ingerito nell&#8217;organizzazione o nell’esecuzione del lavoro, oppure in presenza di un’agevole e immediata percepibilità delle situazioni di pericolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la Suprema Corte, la Corte d&#8217;Appello di Bari non ha adeguatamente verificato questi aspetti, limitandosi a considerare i proprietari come committenti in quanto comproprietari dell&#8217;immobile e valorizzando la loro presenza nell’abitazione nei giorni dei lavori, elementi ritenuti insufficienti per fondare una responsabilità penale.</p>



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		<item>
		<title>Edoardo Cugurra, RLST a Genova dal 2021: “Prima entravamo in punta di piedi, oggi sono le aziende e i lavoratori a chiamarci”</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/07/31/edoardo-cugurra-rlst/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:54:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver lavorato per anni come geometra in un’impresa di costruzioni, dall’inizio del 2021, al termine di un periodo di formazione di ben 120 ore, Edoardo Cugurra opera come Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) a Genova e provincia. Un ruolo che negli ultimi anni ha assunto un&#8217;importanza crescente, soprattutto dopo l&#8217;accordo siglato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver lavorato per anni come geometra in un’impresa di costruzioni, dall’inizio del 2021, al termine di un periodo di formazione di ben 120 ore, Edoardo Cugurra opera come Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) a Genova e provincia. Un ruolo che negli ultimi anni ha assunto un&#8217;importanza crescente, soprattutto dopo l&#8217;accordo siglato il 29 febbraio 2024 tra le Parti Sociali e l&#8217;Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, nato in risposta ai gravi incidenti avvenuti nei cantieri del porto del capoluogo ligure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;Autorità Portuale ha voluto dare un supporto concreto ai vari RLS delle aziende che operano nell&#8217;area portuale per cercare di limitare e prevenire il più possibile gli incidenti&#8221;, racconta Cugurra.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Dentro al porto &#8211; ci spiega &#8211; convivono cantieri edili, cantieri navali, viabilità, traghetti: ci sono continue interferenze e questo crea inevitabilmente molte criticità&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo dell&#8217;accordo è stato quello di rafforzare il sistema della prevenzione in un contesto particolarmente complesso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;A volte &#8211; dice &#8211; ci sono problemi persino per raggiungere alcune aree con un&#8217;ambulanza. Si è dovuto costruire un&#8217;organizzazione più funzionale, anche perché purtroppo ci sono state vittime all&#8217;interno dell&#8217;area portuale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli episodi che Cugurra ricorda con maggiore amarezza c&#8217;è quello di un giovane lavoratore morto durante un cantiere stradale: </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Purtroppo non è stato un caso isolato. Anche per questo ci siamo adoperati per cercare di migliorare il sistema&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accordo ha cambiato profondamente il raggio d&#8217;azione degli RLST.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Di fatto &#8211; afferma Cugurra &#8211; non entriamo più soltanto nelle aziende dove abbiamo la nomina: oggi possiamo entrare anche in quelle che hanno già un RLS interno e offrire un supporto all’interno di tutta l&#8217;area portuale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un importante cambiamento in una realtà che si estende per circa dieci chilometri e comprende attività molto diverse: c&#8217;è la parte turistica, quella delle riparazioni navali, la logistica, i terminal container. È un&#8217;area enorme e ospita numerosi cantieri, quasi tutti relativi a opere infrastrutturali molto complesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Seguiamo periodicamente il cantiere della nuova Diga Foranea, oppure quello del nuovo bacino di Fincantieri. Grazie a questo accordo possiamo visitarli, verificare le condizioni di sicurezza e fornire suggerimenti utili&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ingresso degli RLST nei grandi cantieri non è però stato subito accolto con favore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;All&#8217;inizio &#8211; descrive Edoardo Cugurra &#8211; c&#8217;era un po&#8217; di freddezza. Per molte aziende era una novità vedere un RLST entrare in cantiere, parlare con l’RLS aziendale, confrontarsi con i tecnici, visionare i piani di emergenza&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi qualcosa è cambiato.&#8221;È capitato che durante una nostra visita avessimo segnalato alcune criticità. L&#8217;azienda non ci aveva dato peso, ma poco tempo dopo l&#8217;ASL ha contestato esattamente gli stessi problemi. Da quel momento hanno capito che il nostro servizio poteva essere un aiuto concreto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motivo, sottolinea Cugurra, è semplice: &#8220;Non andavamo a rompere le scatole. Andavamo a suggerire comportamenti adeguati&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel giro di pochi mesi il rapporto con le imprese si è completamente trasformato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Oggi ogni settimana mi chiamano tre o quattro volte. E mi chiamano loro. Mi chiedono di andare in cantiere, di confrontarmi con gli RLS, di esaminare i piani di emergenza oppure semplicemente di dare un consiglio&#8221;, spiega.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una collaborazione che, secondo Cugurra, produce benefici per tutti: &#8220;Nei cantieri grandi c&#8217;è sempre qualcosa da migliorare. Noi diamo una mano ai coordinatori della sicurezza, agli RSPP, agli RLS. È un aiuto concreto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei cantieri più complessi gli interventi vengono effettuati insieme ai tecnici di Esseg, la scuola edile genovese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Alla Diga Foranea, ad esempio, spesso andiamo insieme. È un cantiere particolare: ci si arriva in barca, ci sono protocolli di sicurezza molto rigidi, ma proprio per questo la collaborazione è ancora più importante&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il modello funziona, ha portato un vero e proprio cambiamento culturale. E, anzi, andrebbe esteso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando segnaliamo qualcosa &#8211; racconta &#8211; vediamo che c&#8217;è il desiderio di migliorare, non perché si teme una sanzione, ma perché si vuole evitare che accada un infortunio&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La cosa più importante &#8211; conclude &#8211; è che oggi lavoriamo tutti nella stessa direzione. Non si tratta di evitare le sanzioni: hanno capito che prevenire è meglio. Significa risolvere i problemi prima che si trasformino in infortuni, prima che sia troppo tardi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Siamo passati dall&#8217;entrare in punta di piedi, chiedendo il permesso, al fatto che oggi siamo chiamati dalle aziende. Hanno finalmente capito che non siamo un nemico, non siamo una spina nel fianco. E ora lavoriamo tutti nella stessa direzione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Edoardo Cugurra il modello sperimentato nel porto andrebbe quindi esteso anche al resto della città. Si creerebbe una rete di prevenzione più ampia, capace di affiancare aziende e lavoratori, intervenendo prima che le criticità diventino vere emergenze.</p>



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		<title>Congresso nazionale FENEALUIL. Franzolini: “Cinque pilastri sui quali costruire la sicurezza sul lavoro”</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/07/31/congresso-nazionale-costruire-sicurezza-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al XIX Congresso nazionale FENEALUIL, a Castellaneta Marina (Taranto), dopo un toccante monologo scritto e portato in scena dal drammaturgo Stefano Massini e l’inno nazionale cantato da Rosa Esposito, nella sua relazione introduttiva il Segretario Generale Mauro Franzolini ha ribadito la necessità di mettere la salute e la sicurezza sul lavoro al primo posto. “Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Al XIX Congresso nazionale FENEALUIL, a Castellaneta Marina (Taranto), dopo un toccante monologo scritto e portato in scena dal drammaturgo Stefano Massini e l’inno nazionale cantato da Rosa Esposito, nella sua relazione introduttiva il Segretario Generale Mauro Franzolini ha ribadito la necessità di mettere la salute e la sicurezza sul lavoro al primo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il tema del lavoro &#8211; ha affermato &#8211; viene spesso evocato, ma mai messo al centro. Così come quello della giustizia, che riguarda anche il lavoro: la tutela dei diritti, la certezza delle regole, il contrasto all’illegalità negli appalti, la lotta alle infiltrazioni criminali”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non si possono aspettare anni per avere giustizia, quando arriva, per le vittime sul lavoro” &#8211; ha dichiarato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Segretario Generale si è poi soffermato sul lavoro povero, una delle ferite più gravi della nostra società, sul fisco, che deve premiare il lavoro (e gli aumenti contrattuali) e non l’evasione, sull&#8217;accoglienza, sulle nuove tecnologie, che devono essere governate per diventare alleate del lavoro, e sul diritto alla casa: punto in cui si incontrano giustizia sociale, politica industriale, qualità urbana e buona occupazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi una grande attesa per il Piano Casa in termini di ricadute concrete sulla qualità del patrimonio edilizio e sul lavoro, ha sottolineato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Quando parte un cantiere lavora tutto l’indotto: la filiera delle Costruzioni è un moltiplicatore di lavoro, innovazione e domanda interna” &#8211; ha spiegato Franzolini, ribadendo che serve una politica industriale, una programmazione pluriennale e non bonus improvvisati. Per non incentivare solo la quantità dei lavori, ma anche la qualità, premiando imprese strutturate, regolari, sicure, innovative, contrastando il dumping contrattuale e gli appalti al massimo ribasso e investendo in scuole, ospedali, case, infrastrutture, manutenzione del territorio, prevenzione del dissesto idrogeologico e rigenerazione urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per una transizione ecologica giusta, contrattata e programmata, senza cantieri improvvisati, lavoro irregolare e imprese senza storia, sempre mettendo al centro la salute e la sicurezza di lavoratori e lavoratrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La sicurezza sul lavoro è il punto su cui si misura la civiltà di un Paese: è inaccettabile morire o ammalarsi sul lavoro. Non bastano minuti di silenzio: serve un cambio di sistema”, ha rimarcato il leader della FENEALUIL.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Mauro Franzolini, la salute e la sicurezza sul lavoro si costruiscono su cinque pilastri: la qualificazione delle imprese; la responsabilizzazione della committenza, sia pubblica che privata; la prevenzione, basata sui dati (INAIL, INL, Aziende sanitarie, Casse Edili, Enti Bilaterali, ecc.), che vanno messi in rete; il rafforzamento di RLS e RLST; la formazione, vera, accessibile e verificata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La sicurezza &#8211; ha aggiunto &#8211; non deve essere separata dalla contrattazione, per raggiungere l’obiettivo di Zero morti sul lavoro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La competitività &#8211; ha sostenuto il Segretario &#8211; non si costruisce comprimendo i costi sul lavoro, abbassando salari e diritti, ma attraverso le relazioni industriali, che devono tornare a essere luoghi di responsabilità, rilanciando la contrattazione e la bilateralità”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Servono &#8211; ha concluso Mauro Franzolini &#8211; contratti di lavoro capaci di orientare al futuro: la qualità della contrattazione è direttamente legata alla qualità del lavoro e delle imprese. Il lavoro merita rispetto”.</p>



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		<item>
		<title>La comunicazione come forza sindacale</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/comunicazione-forza-sindacale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla presenza digitale al racconto dei territori: la sfida della FENEALUIL per rafforzare rappresentanza, identità e partecipazione Di Teresa Casale, Ufficio Stampa FENEALUIL nazionale In un contesto sociale e mediatico in rapidissima evoluzione, la comunicazione non è più una funzione accessoria dell’azione sindacale, ma parte integrante della rappresentanza. Un sindacato che non sa raccontarsi, che [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla presenza digitale al racconto dei territori: la sfida della FENEALUIL per rafforzare rappresentanza, identità e partecipazione </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Teresa Casale, Ufficio Stampa FENEALUIL nazionale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto sociale e mediatico in rapidissima evoluzione, la comunicazione non è più una funzione accessoria dell’azione sindacale, ma parte integrante della rappresentanza. Un sindacato che non sa raccontarsi, che non riesce a spiegare cosa fa e a rendere visibili risultati, vertenze e servizi, rischia di lasciare spazio a narrazioni superficiali o ostili. Narrazioni che lo descrivono come un soggetto distante, autoreferenziale, incapace di parlare alle lavoratrici e ai lavoratori di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la FENEALUIL &#8211; dentro il quadro confederale della UIL &#8211; la comunicazione è quindi una leva strategica: serve a rafforzare identità e reputazione, a costruire consenso consapevole, a intercettare nuove generazioni, a presidiare i luoghi &#8211; fisici e digitali &#8211; in cui si formano opinioni e si orientano scelte. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno trasformato in profondità il modo in cui le persone si informano, discutono e si organizzano. Le notizie viaggiano in tempo reale, i social network sono diventati spazi centrali del dibattito pubblico e gli stessi media tradizionali costruiscono sempre più spesso la propria agenda partendo da ciò che accade sulle piattaforme digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo cambiamento non è neutrale. Ha moltiplicato le fonti, ma ha anche reso più fragile l’autorevolezza degli attori istituzionali. Ha ampliato le possibilità di partecipazione, ma ha reso più facile la diffusione di semplificazioni, distorsioni e fake news.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindacato, in questo scenario, è spesso bersaglio di rappresentazioni distorte: un ostacolo alla modernizzazione, un apparato chiuso, un residuo del passato. Per questo non basta più comunicare “quando serve”. Serve una comunicazione continuativa, coerente e riconoscibile. Serve la capacità di parlare linguaggi diversi a pubblici diversi: lavoratori dei cantieri, tecnici, giovani, pensionati, istituzioni, media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni la FENEALUIL ha avviato un percorso significativo di rafforzamento della propria comunicazione, aumentando visibilità e capacità di presidio dello spazio digitale. Il rilancio del sito web come hub informativo, il rafforzamento della presenza sui social, la costruzione di un blog di approfondimento sui temi del settore, la nascita della rivista “News dal Sindacato” e dello speciale “Safety First” rappresentano tasselli di una strategia che ha iniziato a dare risultati concreti. La crescita delle comunità digitali &#8211; in particolare sui social &#8211; testimonia una maggiore capacità di raggiungere e coinvolgere persone. Allo stesso tempo, la collaborazione con professionalità esterne e la definizione di piani editoriali hanno contribuito a rendere la comunicazione più strutturata ed efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un passaggio importante è stato anche il rafforzamento del legame con i territori: rilanciare vertenze, accordi e risultati locali sui canali nazionali ha attivato un circuito virtuoso, capace di valorizzare il lavoro quotidiano delle strutture e di trasformarlo in patrimonio comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi passi hanno rafforzato la presenza della FENEALUIL, ma oggi non sono più sufficienti se restano frammentati. La comunicazione è cresciuta, ma è ancora troppo dispersa tra livelli nazionali, regionali e territoriali. Tante esperienze di qualità rischiano di non essere valorizzate, di non dialogare tra loro, di non contribuire alla costruzione di un racconto comune. Per affrontare le sfide dei prossimi anni serve un salto di qualità: un modello di comunicazione integrato e unitario. Un modello che non significa centralizzare, ma mettere in rete; non uniformare, ma rendere riconoscibile; non sostituire i territori, ma valorizzarli. Servono linguaggi, stili e strumenti coerenti, capaci di restituire con chiarezza i valori e le priorità dell’Organizzazione. Chi incontra la FENEALUIL deve percepire immediatamente una comunità unita, con una voce riconoscibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondamentale è anche il coordinamento con la UIL: la comunicazione di categoria deve dialogare pienamente con quella confederale, contribuendo alle grandi campagne su lavoro, sicurezza, salari, fisco e pensioni, e portando dentro quel racconto le specificità del settore delle costruzioni.<br>Infine, la centralità dei territori e dei luoghi di lavoro resta il cuore della comunicazione. Cantieri, vertenze, accordi, persone: è qui che nasce il nostro racconto. Il compito della comunicazione nazionale è metterlo in rete, renderlo visibile, trasformarlo in patrimonio collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi più che mai, comunicare non è un’attività accessoria: è una condizione per esistere nello spazio pubblico. Per un’organizzazione come la FENEALUIL significa rafforzare la propria capacità di rappresentanza, parlare ai lavoratori di oggi e di domani, contrastare narrazioni distorte, costruire consenso attorno alle proprie battaglie. “Insieme per costruire” vale anche per questo: costruire una comunicazione più forte, più consapevole, più condivisa. Perché raccontare il lavoro, oggi, è già una forma di tutela del lavoro stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<item>
		<title>Trasparenza, responsabilità, solidità</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/trasparenza-responsabilita-solidita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La politica amministrativa della FENEALUIL come leva di crescita e tutela dell’Organizzazione Di Vincenzo Mudaro &#8211; Tesoriere nazionale FENEALUIL Negli ultimi anni la FENEALUIL ha portato avanti una politica amministrativa fondata su rigore, trasparenza e responsabilità. Non si è trattato soltanto di migliorare procedure interne, ma di qualificare profondamente il modo di amministrare la Federazione, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>La politica amministrativa della FENEALUIL come leva di crescita e tutela dell’Organizzazione </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Vincenzo Mudaro &#8211; Tesoriere nazionale FENEALUIL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni la FENEALUIL ha portato avanti una politica amministrativa fondata su rigore, trasparenza e responsabilità. Non si è trattato soltanto di migliorare procedure interne, ma di qualificare profondamente il modo di amministrare la Federazione, rafforzandone affidabilità, credibilità e capacità di programmazione. In questa direzione, le modifiche statutarie introdotte hanno rappresentato una svolta importante. L’obbligo di assumere il bilancio di esercizio di competenza, l’adozione della contabilità ordinaria affidata a un commercialista professionista e la previsione di nominare presidente del collegio sindacale un professionista iscritto all’albo dei revisori contabili hanno dato alla FENEALUIL un sistema di gestione e controllo più trasparente, efficace e uniforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa politica amministrativa ha prodotto un risultato fondamentale, ha reso più chiaro come vengono utilizzate le risorse economiche che ogni mese le lavoratrici e i lavoratori mettono a disposizione dell’Organizzazione. Ed è un punto essenziale, perché ogni quota versata dagli iscritti rappresenta un atto di fiducia che deve essere onorato con serietà, correttezza e piena trasparenza. Allo stesso tempo, questa impostazione ha consentito di indirizzare meglio l’utilizzo delle risorse economiche verso i fini statutari della Federazione, riducendo dispersioni e rafforzando la coerenza tra gestione amministrativa, obiettivi politici e sviluppo organizzativo. Le politiche di risparmio e razionalizzazione adottate in questi anni hanno inoltre liberato risorse da destinare al sostegno delle Federazioni regionali e territoriali. Questo ha generato un effetto moltiplicatore sui risultati organizzativi, perché le risorse, se ben governate, diventano uno strumento concreto di crescita, presenza e rappresentanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La FENEALUIL si è rafforzata anche dal punto di vista economico e patrimoniale, sapendo valorizzare il momento favorevole attraversato dal settore delle Costruzioni. Una condizione che è stata utilizzata al meglio anche per dotare la Federazione, ai vari livelli, di congrui fondi rischi in bilancio, così da affrontare con maggiore serenità le possibili ricadute critiche del rinnovo degli accordi organizzativi unitari, i cosiddetti Accordi di Roma e un presumibile rallentamento del comparto. Anche su questo terreno la Federazione ha dimostrato capacità progettuale, visione e omogeneità di indirizzo, preparandosi per tempo e mantenendo sempre al centro gli obiettivi politici e organizzativi.<br>In questo percorso va sottolineata con forza anche l’importanza del ruolo del Tesoriere, figura centrale nella tutela delle risorse provenienti dagli iscritti. Il Tesoriere non svolge soltanto una funzione tecnica, ma esercita una responsabilità strategica per la correttezza, la trasparenza e l’equilibrio della gestione amministrativa, contribuendo in modo diretto alla solidità e alla credibilità dell’Organizzazione. Proprio per questo la FENEALUIL investirà ulteriormente su queste figure, attraverso una formazione specifica con dei corsi nazionali dedicati ai Tesorieri, per consolidarne le competenze, uniformare i criteri di gestione e rafforzare una cultura amministrativa moderna e condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Amministrare bene, per la FENEALUIL, non significa soltanto tenere in ordine i conti. Significa mettere le risorse al servizio di una visione, sostenere i territori, accompagnare la crescita e trasformare la solidità amministrativa in forza organizzativa e sindacale.<br>Al XIX Congresso nazionale arriviamo con una certezza in più: la buona amministrazione è stata in questi anni una leva decisiva di consolidamento e di crescita per tutta la FENEALUIL.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da Tesoriere nazionale guardo con fiducia al futuro della nostra Federazione, non solo per la qualità delle scelte compiute, ma soprattutto per la qualità delle persone che ogni giorno, con serietà, passione e competenza, si impegnano all’interno dell’Organizzazione. È grazie a questo patrimonio umano che la FENEALUIL saprà continuare a reagire in modo dinamico alle difficoltà, affrontare le sfide future e costruire nuove opportunità di sviluppo per tutta la Federazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<item>
		<title>Sicurezza in edilizia: fermare la strage silenziosa nei cantieri</title>
		<link>https://blog.fenealuil.it/2026/05/12/sicurezza-edilizia-fermare-strage-silenziosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Precarietà, appalti, formazione e pensioni: perché servono controlli più rigorosi e un nuovo modello Di lavoro di Stefano Costa &#8211; Segretario nazionale FENEALUIL La sicurezza sul lavoro non è un tema secondario. In Italia rappresenta ancora oggi una vera emergenza civile, che ogni giorno segna la vita di lavoratrici, lavoratori e delle loro famiglie. Nonostante [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Precarietà, appalti, formazione e pensioni: perché servono controlli più rigorosi e un nuovo modello </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di lavoro di Stefano Costa &#8211; Segretario nazionale FENEALUIL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza sul lavoro non è un tema secondario. In Italia rappresenta ancora oggi una vera emergenza civile, che ogni giorno segna la vita di lavoratrici, lavoratori e delle loro famiglie. Nonostante anni di normative, protocolli e campagne di sensibilizzazione, la strage silenziosa continua. Per questo la UIL, già nel 2021, ha lanciato la campagna “<em>Zero morti sul lavoro</em>”, assumendo un impegno chiaro: nessuna morte sul lavoro è accettabile, nessuna può essere considerata il prezzo inevitabile dello sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri confermano quanto quella campagna sia più attuale che mai. Nel 2025 le denunce di infortunio presentate all’INAIL sono state 597.710, in aumento dell’1,4% rispetto alle 589.571 del 2024, mentre le morti sul lavoro hanno raggiunto 1.093. Tra i settori più a rischio, le Costruzioni restano in cima alla lista. Nel 2025 sono state registrate oltre 38.000 denunce di infortunio, con il comparto che si conferma tra i primi per numero di incidenti mortali. Sebbene nei primi otto mesi dell’anno si sia registrata una lieve riduzione delle denunce complessive (-0,7%), il rischio rimane altissimo, soprattutto per le cadute dall’alto, una delle principali cause di infortunio grave e mortale. Dei 798 decessi totali sul lavoro nel 2025, ben 148 si sono verificati nelle Costruzioni, confermando il primato negativo del settore davanti alla manifattura (117), ai trasporti e magazzinaggio (110) e al commercio (68).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi dati si aggiungono quelli dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, che evidenziano una situazione di irregolarità diffusa proprio nell’edilizia. Nel primo trimestre del 2025, le ispezioni sono aumentate del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e le irregolarità accertate sono cresciute del 20%. Questi numeri misurano concretamente la distanza tra le norme scritte e ciò che accade realmente nei cantieri, nelle cave, nei cementifici e nelle fabbriche di legno e laterizi. Un dato particolarmente significativo mostra che circa il 70% delle giornate di infortunio nei cantieri riguarda lavoratori senza contratto edile, privi quindi degli obblighi formativi e delle tutele previste dal sistema contrattuale di settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che frammentazione contrattuale, uso di contratti impropri, forme spurie di lavoro autonomo e catene di appalto e subappalto non sono elementi neutri, ma fattori che producono direttamente insicurezza. Parlare di “fatalità” è, quindi, profondamente sbagliato. Dietro gran parte degli infortuni e delle morti sul lavoro ci sono cause precise e ricorrenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Precarietà &#8211; Dove i rapporti di lavoro sono fragili, la sicurezza è debole. Lavoro nero, cooperative spurie, intermediazione illecita di manodopera, subappalti non controllati e contratti non coerenti con le attività svolte creano una zona grigia in cui è più facile aggirare le regole.&nbsp;</li>



<li>Mancanza di formazione &#8211; Gran parte degli infortuni riguarda lavoratori privi di contratto edile, che spesso non ricevono una formazione adeguata sulla sicurezza e sui rischi specifici del cantiere.&nbsp;</li>



<li>Catene di appalto complesse e subappalti &#8211; La frammentazione dei ruoli e la mancanza di responsabilità chiare rendono difficile garantire controlli e prevenzione efficaci.&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La strada per ridurre drasticamente gli incidenti passa quindi attraverso un modello di lavoro più stabile e trasparente, con contratti coerenti, formazione obbligatoria e controlli incisivi su appalti e subappalti. Solo così si potrà davvero avvicinarsi all’obiettivo della campagna “<em>Zero morti sul lavoro</em>”, proteggendo chi ogni giorno costruisce il Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<title>Materiali da costruzione, la sfida della contrattazione nella transizione industriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FENEALUIL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safety First]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Innovazione, energia e digitalizzazione: senza contrattazione non c’è transizione giusta né tutela del lavoro Di Andrea Merli &#8211; Segretario nazionale FENEALUIL Quando si parla di Costruzioni, l’attenzione pubblica e politica si concentra quasi sempre sui cantieri, sull’edilizia e sulle grandi opere. Molto meno si parla di ciò che rende possibile tutto questo: il sistema dei [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Innovazione, energia e digitalizzazione: senza contrattazione non c’è transizione giusta né tutela del lavoro </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Andrea Merli &#8211; Segretario nazionale FENEALUIL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di Costruzioni, l’attenzione pubblica e politica si concentra quasi sempre sui cantieri, sull’edilizia e sulle grandi opere. Molto meno si parla di ciò che rende possibile tutto questo: il sistema dei materiali da costruzione. Eppure è proprio nei cementifici, nelle fabbriche di laterizi e manufatti, nelle cave, nei comparti lapidei, negli impianti del calcestruzzo e negli stabilimenti del legno-arredo che prende forma il cuore industriale dell’intera filiera. I materiali da costruzione non rappresentano un comparto accessorio o marginale rispetto all’edilizia, ma una componente essenziale, strategica e insostituibile. È qui che si genera una parte rilevante del valore economico della filiera, si concentrano competenze industriali, occupazione, innovazione e investimenti. Senza una filiera solida dei materiali non esistono edilizia moderna, infrastrutture efficienti, rigenerazione urbana né manutenzione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase storica, il ruolo dei materiali da costruzione diventa ancora più centrale. Le grandi trasformazioni che attraversano il settore delle Costruzioni passano infatti dagli impianti fissi:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la transizione ecologica, con la necessità di ridurre emissioni e consumi energetici;&nbsp;</li>



<li>la transizione digitale, con processi sempre più automatizzati e interconnessi;&nbsp;</li>



<li>la sfida della sicurezza, della qualità del lavoro e della sostenibilità sociale.&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, il ridimensionamento dei bonus edilizi ha spostato il baricentro degli investimenti verso le infrastrutture pubbliche, le grandi opere, le reti e l’ingegneria civile, anche grazie al PNRR. Questo ha ulteriormente rafforzato il peso strategico del comparto dei materiali da costruzione, oggi snodo fondamentale per la realizzazione delle opere e per la modernizzazione del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, la contrattazione collettiva ha svolto e continua a svolgere un ruolo decisivo. In una fase segnata dall’inflazione, dall’aumento del costo della vita e da profondi cambiamenti industriali, i rinnovi dei principali contratti nazionali dei materiali da costruzione hanno rappresentato uno strumento essenziale di tutela e di governo del cambiamento. La contrattazione nazionale ha innanzitutto difeso il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso aumenti salariali significativi e il rafforzamento del sistema di welfare integrativo, previdenziale e sanitario. Ma i rinnovi hanno affrontato anche un’altra sfida cruciale: l’impatto della transizione energetica e digitale sull’organizzazione del lavoro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli impianti stanno cambiando rapidamente. Crescono automazione, digitalizzazione, controllo da remoto e l’utilizzo di tecnologie avanzate orientate alla sostenibilità ambientale. Di conseguenza, cambiano le mansioni, le professionalità e le competenze richieste. Per questo la contrattazione ha iniziato a intervenire con maggiore decisione sugli inquadramenti professionali, per riconoscere il valore di lavori in evoluzione ed evitare che le nuove competenze restino prive di adeguato riconoscimento economico e professionale. Parallelamente, sono stati rafforzati gli strumenti di partecipazione e confronto sulle riorganizzazioni industriali. È su questo terreno che si giocherà la sfida dei prossimi anni. Gli investimenti in efficienza energetica, riduzione delle emissioni, innovazione tecnologica e digitalizzazione avranno inevitabili ricadute su organici, orari, organizzazione del lavoro e tenuta occupazionale. Per la FENEALUIL, queste trasformazioni non possono essere subite né gestite unilateralmente dalle imprese: devono essere governate attraverso la contrattazione, il confronto preventivo e il pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori. La transizione ecologica e digitale, infatti, non è neutra. Se subita, rischia di tradursi in chiusure, esternalizzazioni, riduzione dell’occupazione e aumento delle disuguaglianze.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece governata da relazioni industriali forti, può diventare un’occasione di innovazione, crescita professionale e miglioramento delle condizioni di lavoro. In questa prospettiva, accanto alla contrattazione nazionale assume sempre più centralità il secondo livello, aziendale o di gruppo. Diventa quindi decisivo rafforzare il ruolo delle RSU negli impianti fissi, ampliando i luoghi in cui il Sindacato non solo è presente, ma è riconosciuto come interlocutore pieno, capace di contrattare e accompagnare il cambiamento. Le RSU devono essere protagoniste dei processi di innovazione tecnologica ed ecologica, affrontando temi come automazione, digitalizzazione, salute e sicurezza, formazione e riqualificazione professionale. Solo una contrattazione forte può impedire che l’innovazione si traduca in tagli e precarietà. Al contrario, può trasformarla in un’opportunità per costruire lavoro di qualità, valorizzare le competenze, ridurre i rischi e accompagnare con dignità anche i lavoratori più anziani, attraverso percorsi di uscita anticipata o di ricollocazione in mansioni meno gravose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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